Misteriosi (e un po’ stronzi) rubacuori

Hanno rubato l’annuncio di nascita della mia piccola Kloe.
Con semplicità, fantasia e tanto amore ho preparato con le mie mani questo cuore per annunciare il tuo arrivo.
Oggi, con molta amarezza, scopro che una mano sconosciuta e cattiva è stata capace di rubartelo.
Per fortuna, con i tuoi 3 mesi di vita, non ti rendi conto di che razza di persone esistono e mi rivolgo a chi ha rubato un così intimo e caro ricordo invitandolo a rimettere a posto «il tuo cuore».
Mi chiedo che tipo di coscienza possa avere una persona del genere e con che diritto abbia potuto mettere in atto un gesto vergognoso e vile come questo.
La mamma

Villa Lagarina, 26 agosto 2010

Riconversione nucleare in Valsugana

Riconversione nucleare in Valsugana

Qualche giorno fa c’è stato un incontro tra il presidente del consiglio Berlusconi e il presidente russo Putin nel quale si è parlato di nucleare. “Abbiamo parlato molto del futuro dell’energia nel mondo”, ha detto il premier, aggiungendo che “i lavori per la prima centrale nucleare in Italia saranno iniziati entro tre anni”. Berlusconi sa che questa è una scelta molto difficile: per il costo dell’opera, per i rischi che comporta avere un rettore nucleare In Italia (vedi Chernobyl) e di conseguenza per la possibilità che esso non sia molto gradito agli italiani. Per questo Berlusconi ha anche dichiarato: “prima di individuare un luogo in cui realizzare una centrale nucleare, bisogna che cambi l’opinione pubblica italiana. Dobbiamo fare una vasta opera di convincimento sulla sicurezza delle nuove centrali. In Francia le comunità locali scendono in campo per avere le centrali in casa loro: portano anche tanto lavoro e si scatena la rincorsa per averle”. Non so se questo sia vero, comunque sembra che siano già stati individuati anche nove siti possibili dove costruire la centrale. Si tratta di: Trino Vercellese (VC), Caorso (PC), San Benedetto (AP), Rovigo (RO) o Chioggia (VE), Montalto di Castro (VT), Borgo Sabotino (LT), Termoli (CB), Garigliano (CE) e Ostuni (BR).

Una fonte autorevole molto vicina agli ambienti russi (un mio vicino di casa che ha sposato una ragazza di Astrachan) ha rivelato che in realtà c’è un ulteriore sito che è stato indicato idoneo ad accogliere la prima centrale nucleare italiana. Si tratterebbe di Borgo Valsugana (TN). La stessa fonte autorevole ha riferito che all’incontro con Berlusconi e Putin era presente anche l’assessore all’ambiente della Provincia Autonoma di Trento Pacher. Sembra si sia parlato della situazione creatasi in Valsugana dopo l’inchiesta sulle presunte emissioni inquinanti dell’acciaieria di Borgo e le conseguenti richieste di chiusura dell’impianto da parte della popolazione. Da qui l’intenzione della Provincia di riconvertire l’acciaieria in un impianto più sicuro: una centrale nucleare di terza generazione. Rif. 2847.

Un mondo a colori

Stiamo per fare tinteggiare le pareti di casa e l’imbianchino ci ha dato un catalogo dal quale dobbiamo vedere qual’era la tinta più adatta. Devo dire che mi trovo parecchio in difficoltà. Già ho i miei problemi a distinguere tra rosa, fucsia e viola. Si immagini con un catalogo sul quale ci saranno duemila colori tra i quali alcuni con dei nomi stranissimi: Terra di Siena, Fumo di Londra, Canna di fucile, Terracotta, Mela, Pino, Cobalto, Pesca, Pervinca, Ecru, Sabbia. Ovviamente mia moglie li conosce tutti mentre io sono completamente in balia di questo mondo variopinto ma purtroppo incomprensibile. La stessa cosa mi era capitata quando abbiamo comprato la Panda e abbiamo dovuto scegliere tra nomi forse ancora più strani: Giallo ottimista, Blu magnetico, Grigio perbene, Beige spumeggiante, Azzurro settimo cielo, Nero provocatore, Rosso sfrontato, Blu bastian contrario. Sono io che ho qualche problema quando ho troppe opportunità di scelta o magari è vero che ci sono eccessive varietà di colori?

Probabilmente è vero che noi maschi abbiamo qualche difficoltà in più delle donne in questi frangenti. Bisognerebbe poi vedere se è vero che loro si trovano così a loro agio dovendo scegliere tra vastissime possibilità. Ad ogni buon conto a questo proposito le riporto la teoria del professor Nico Dalto dell’università dei colori di Sfruz. Secondo il luminare, nella scelta di un colore bisognerebbe limitarsi alle sole tinte riportate nella cosiddetta teoria dei colori. Come ogni scolaro sa, si tratta dei colori primari blu, giallo e rosso e dei colori secondari arancio, verde e viola. Solo nel caso di irrisolvibile indecisione nella scelta o nei casi di mogli o fidanzate particolarmente esigenti, il professor Dalto ammette come uniche eccezioni il ricorso al marrone o al grigio. Rif. 2826.

Ghe penso mì!

Una delibera della giunta provinciale ha recentemente aggiornato il quadro complessivo delle autorizzazioni di spesa per l’intervento in Abruzzo. Si tratta di un ammontare complessivo di poco meno di 13,5 milioni di euro. 12.414.770 euro sono stati messi a disposizione dalla Provincia. Altri 531.740 euro sono stati inviati tramite le azioni di solidarietà promosse dal “Tavolo Trentino per l’Abruzzo vicini e concreti” e 427.820 euro tramite “l’Accordo Trentino per l’Abruzzo”. Questo denaro è stato destinato agli interventi di assistenza, di sostegno alla popolazione e di ricostruzione “curati” dal Trentino in provincia de L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Queste risorse si aggiungono ai 17.550.000 euro messi a disposizione dalla Protezione Civile nazionale ed ai 5 milioni di euro della Croce Rossa nazionale per finanziare gli interventi trentini. Ma come mai il presidente del consiglio Berlusconi quando parla degli interventi realizzati nelle zone terremotate non nomina il Trentino ma si riferisce sempre a cose compiute dal governo?

Al contrario. Il premier non ha mai nascosto l’impegno di solidarietà trentino a favore del terremoto in Abruzzo. A questo proposito le riporto le parole dette da Berlusconi a Onna il 15 settembre 2009 in occasione della consegna delle casette trentine. Si tratta del famoso discorso pronunciato al momento di dare le chiavi di una delle casette a una signora che aveva perso la propria abitazione nel sisma: “l’era na promesa difizile ma l’aven mantegnua. Sperente che le serve per poco tempo, ma le casote le g’ha den ogni ben de Dio. Ghè anca el saon, la carne e le cuerte. Ghè proprio tuto. Siora, ghe consegno le ciave a ela perché l’è la parona de casa”.

Nè dogmi né abomini

Ho seguito l’intervista che il vescovo di Bolzano-Bressanone Karl Golser ha rilasciato a Lilli Gruber alla trasmissione “Otto e mezzo” su La 7. Il religioso ha affrontato varie tematiche scomode quali i casi di pedofilia che recentemente hanno scosso il mondo della Chiesa arrivando fino in Vaticano, il celibato e il sacerdozio femminile. Sui casi di pedofilia il vescovo ha detto che: “prima si pensava che un sacerdote, se riconosceva di avere sbagliato ed era disposto a fare una terapia, potesse essere inserito in un’altra struttura pastorale. Oggi si sa che non è così e anche la Santa sede chiede la loro rimozione” e che “bisogna distinguere tra pedofilia e omosessualità, che invece non è una malattia”. A proposito del celibato il religioso ha dichiarato: “il celibato è un grande valore e una disciplina ma non è un dogma. Nella chiesa cattolica di rito orientale ci sono sacerdoti sposati”. Infine sull’ipotesi di aprire il sacerdozio alle donne il vescovo ha detto: “sui sacramenti dobbiamo sempre fare quello che Gesù ha fatto: gli apostoli erano uomini e all’ultima cena Gesù era attorniato da uomini. La religione cristiana è una religione storica e per i sacramenti ci atteniamo a quello che Gesù Cristo ha fatto”.

Ritengo apprezzabili le dichiarazioni del vescovo altoatesino sia quando si dimostra aperto alla possibilità del matrimonio per i preti sia quando dichiara che l’omosessualità non è una malattia. Personalmente ritengo che nemmeno la pedofilia lo sia ma che il termine più giusto in questo caso sia abominio. Il fatto che in certi casi a praticarla siano dei religiosi non fa che accrescere la gravità del gesto. A questo proposito mi riallaccio all’altro argomento affrontato dal vescovo altoatesino e cioè all’idea che bisogni attenersi a quello che Gesù Cristo ha fatto. Bisognerebbe forse spiegare ai religiosi che abusano dei bambini che quando Gesù disse: “lasciate che i bambini vengano a me” non si riferiva certamente a quello che avevano in mente loro.