Il metodo procopovich



Non si tratta ne di un nuovo metodo anticoncezionale, nè di un sistema per fare sei al superenalotto, ma del modo per eseguire moltiplicazioni aritmetiche studiato alla fine del 1800 quando non esistevano ancora le calcolatrici, ma ci si doveva affidare alle tabelle aritmetiche od al calcolo mnemonico. Se ne parla nel primo numero della Domenica del Corriere, datato 8 gennaio 1899, come di un sistema rivoluzionario, economico e, naturalmente… tascabile. Base del sistema è la divisione dei numeri in serie di cinque. Come dice l’articolo, “ Non occorre spendere tempo per la prima serie , da 1 a 5, dal momento che non presenta difficoltà di sorta.” Vediamo come si moltiplicano i numeri della seconda serie, da 6 a 10. I due pollici rappresentano il 6, l’indice il 7, il medio l’8, l’anulare il 9, ed il mignolo il 10. Per moltiplicare una di codeste cifre per un’altra qualsiasi della stessa serie, basta congiungere le due dita che hanno il valore delle due cifre da moltiplicare. Il numero totale delle dita verso il “ conteggiatore”- cioè dalla parte dei pollici, ed includendo i pollici stessi, nonché le due dita accostate- rappresenterà il numero delle decine che dovrà risultare dalla moltiplicazione. All’infuori del caso di 10 per 10, resterà inoltre in ciascuna mano un certo numero di dita non ancora contate: quelle oltre le dita riunite, verso i mignoli. Ora bisogna moltiplicare le dita libere di una mano per quella dell’altra, sempre inferiore a 5, ed il prodotto rappresenterà le unità da aggiungere alle decine già ottenute, formando così il numero completo. Per esempio, provate a moltiplicare 6 per 9: unite il pollice di una mano all’anulare dell’ altra. Vi sono quindi da sommare le due dita congiunte,un pollice, un indice ed un medio: in tutto 5 e quindi 5 decine. L’unità è 4 (1 moltiplicato 4), essendo rimaste 4 dita di una mano e1 una dell’altra. Il risultato è quindi di 5 decine e 4 unità: vale a dire 54. Nella terza serie- da 11 a 15- il pollice di ciascuna mano rappresenta l’11, l’indice il 12, e così via. Per moltiplicare due di queste cifre, si congiungono le dita che rispettivamente le rappresentano. Come per la serie precedente, il numero totale delle dita verso il conteggiatore ha il valore delle decine ottenute; ma, cosa strana, in questa serie le dita che rimangono libere, oltre le due congiunte, non servono a nulla. Bisogna invece, dopo stabilite le decine, servirsi nuovamente delle dita per trovare le unità; ciò che si ottiene moltiplicando quelle di una mano per quelle di un’altra. In questa serie sarà necessario aggiungere 100 ad ogni risultato prodotto dall’operazione manuale. Un esempio. Per moltiplicare 13 per 14, si accosta il medio di una mano all’anulare dell’altra. Le dita congiunte, insieme alle altre dalla parte del conteggiatore, rappresentano 7 decine che sommate a 100 danno 170. Le unità si ottengono moltiplicando le quattro dita di una mano per le tre dell’altra, ottenendo 12, che aggiunte alle prime 170 danno il risultato finale di 182. Per i numeri della quarta serie, da 16 a 20, si deve… Basta così, mi è già venuto il mal di testa; ed a voi?? Giacché esistono, usiamo pure le calcolatrici moderne, ma, però…un certo esercizio fatto con le dita e la testa, non farebbe mano a molte persone.