Ferrari a risparmio energetico



“È possibile costruire navigli colossali, per navigare senza remi su mari e fiumi, cosicché un solo uomo sa meglio governarli di un intero equipaggio. Carri ci sono inoltre che, senza cavalli, procedono con incredibile velocità; noi crediamo che così siano stati, anche gli antichi carri falcati da battaglia. E macchine diverse si possono fabbricare, con le ali artificiali per volare; una persona seduta le controlla e le fa agitare come quelle degli uccelli…” Così Roger Bacon, il “Doctor Admirabilis” nato a Yichester in Inghilterra, nel 1214, aveva vaticinato attorno al 1250 il futuro dei mezzi di trasporto. Vogliamo a questo punto parlare di Leonardo Da Vinci e del suo uccello che volò dal Monte Cecere? E del carro armato progettato per Ludovico il Moro? Ma parlando di Ferrari, voglio raccontarvi di alcuni studiosi dei secoli bui che cercarono di costruire mezzi di trasporto terrestre sfruttando gli elementi naturali come il vento, non essendo ancora stato costruito alcun motore a benzina, gasolio e nemmeno a gasogeno. L’olandese Prinz Moritz, studioso di meccanica, nel 1560, sfruttando il connubio tra nave e veicolo terrestre, riuscì a costruirne uno munito di ampie vele e timone, che, in una giornata di vento fortissimo, compì una lunga corsa con un esiguo numero di passeggeri spauriti sulle coste del Mare d’Olanda. Si parlò di una velocità di ben sei miglia orarie e tutti i contemporanei considerarono la singolare invenzione alla stregua di un prodigio dell’ingegno umano. A Norimberga, le cronache cittadine ci dicono che, intorno alla metà del XVII secolo, per le vie si vedeva transitare, a ”folle corsa”, un’autentica automotrice che funzionava a fuoco, esalando vapori e fiamme della combustione da una specie di testa di drago che ornava la parte anteriore. Doveva trattarsi di una prima applicazione del vapore, in quanto nella confusa descrizione si parla di vino, birra e acqua somministrati al mostro meccanico. Di lì a poco Isacco Newton avrebbe mostrato all’ammirazione dei profani una carrozza a vapore vera e propria. Napoleone Bonaparte, dopo aver frequentato la Scuola di Brienne, per ottenere l’ammissione alla Ecole Militaire di Parigi, presentò una tesi sul possibile sfruttamento dell’automobilismo nei servizi bellici. L’italiano Padre Barsanti inventò un motore a benzina funzionante, ma il viennese Markus si può vantare di aver, per primo, costruito una vetturetta a benzina la quale aveva già, al posto del vecchio timone, un volante rotondo simile a quelli di oggi. Sul nascere del 1900, precisamente del 1894, sfruttando gli studi di Carnot ed il motore brevettato nel 1890 da Akroyd Stuart, l’ingegnere tedesco Rudolf Diesel regalava al mondo il moderno il motore a combustione.