>>>Bazar n.20 del 22 maggio

MESSAGGI DI RISPOSTA

Ciclabili ben usate. Risposta al Rif. 5095

Quello che volevo dire è che se le ciclabili fossero usate dai ciclisti sarebbero ben usate, ma ciclisti li trovi su qualsiasi strada, piuttosto che sulle giuste arterie. Della serie: ciclabile per ciclisti, ferrovia per treni, autostrade per automobili, ecc. Rif. 5107.
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Ma perché le piste ciclabili sono sempre vuote? Io e mia sorella abbiamo deciso di trasferirci sulle belle piste ciclabili, dato che i ciclisti trentini non le usano. Sono sempre vuote e i ciclopedoni preferiscono riempirsi i polmoni di smog sulle trafficate strade.... Rif. 5095.
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I ciclisti preferiscono scassare i marones agli automobilisti, non rendendosi conto che se succede qualcosa le auto vanno dal carrozziere, ma loro rischiano seriamente di rimanere offesi. Te li trovi davanti ondeggianti e ultimamente pedalano con le cuffiette e magari mentre mandano messaggini con il telefonino in tutta tranquillità! Rif. 5097.
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Le ciclabili sono vuote, dici? Boh, forse di notte! Rif. 5098.

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Anche per me problemi con l’Agenzia delle Entrate. Risposte al Rif. 5104

Caro amico ti capisco. Sono stato anch’io vittima del comportamento nei miei confronti dall’Agenzia delle Entrate per aver comprato una terra incolta e senza acqua. Nonostante l’avessi pagata con i prezzi normalmente utilizzati dall’Agenzia del Territorio, dunque con carattere ufficiale (ufficio facente parte dell’Agenzia delle Entrate stessa) gli stessi affermavano che, invece, quel terreno avesse un valore ben 10 volte superiore. Il funzionario da me contattato per un primo chiarimento, ha affermato con tono impermalosito che faceva questo mestiere da anni e mi ha anche minacciato di querela perché stavo dubitando della sua professionalità (sono un tecnico e conosco perfettamente la materia). Dopo mesi e qualche migliaio di euro di spese sostenute per difendermi, sono stato «assolto» in toto. Un avvocato mi ha sconsigliato di procedere con una querela nei confronti di questi signori perché avrei dovuto dimostrare l’intenzione reale di procurarmi un danno, la sola incompetenza non basta. Se io, come perito, avessi sbagliato una mia perizia in modo così macroscopico, sarei stato trascinato in tribunale in tempo zero (reato penale). Ma quelli sono dipendenti pubblici, protetti, e possono fare (e fanno) quello che vogliono, soprattutto con i più deboli. Rif. 5108.
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Ho chiesto anche io un permesso alla Provincia di... Ma c’è un camper abitato da famiglia Rom che usa abusivamente l’elettricità pubblica... E questo non va bene. Col redditometro incongruo mi stanno chiedendo quasi 15’000,00 per avere comprato un CRV nel 2006. Chissà che dichiarazione hanno presentato i Rom? Loro sono poveretti, non hanno la «fortuna» di avere la partita IVA! Rif. 5104.
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Trasloca per la tua sicurezza e impara, la prossima volta. Risposta al Rif. 5105

Rispettabile e sprovveduto concittadino, fai tesoro di questa disgraziata disavventura da persona onesta, trasloca per la tua sicurezza e impara la prossima volta che vedi una cosa del genere... di spaccargli (in senso figurato, s’intende) un badile in testa e amen. Un de men... Rif. 5109.
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Avete mai provato a cogliere in fragranza di reato un ladro e chiamare le forze dell’ordine per denunciare il fatto in tempo reale con il vostro cellulare? Bene: è un’avventura che non vi consiglio mai di fare. Vi spiego cosa accade in un caso del genere. Voi siete testimoni oculari del «delitto». Chiamate le forze dell’ordine, le quali per poter «intervenire» hanno l’obbligo di «schedarvi» con una raccolta dati che va dal vostro nome, cognome, indirizzo, fino a chiedervi il colore degli occhi del malfattore che avete visto. Questo è successo a me che ho denunciato un furto di bicicletta con taglio di catena a cui malauguratamente ho assistito. Dopo avere dovuto dare i miei dati personali, con indirizzo completo, sono stato successivamente convocato in Questura, dove sono stato sottoposto ad un vero e proprio «interrogatorio», circa la descrizione minuziosa delle caratteristiche fisiognomiche del «reo»! Il tutto ovviamente messo a verbale. Dopo un certo periodo, pensando in buona fede che tutto si risolvesse a una semplice deposizione in tal senso, vengo raggiunto da una comunicazione di «Atti Giudiziari» dove vengo obbligato (a norma di legge) a presenziare al processo con un giorno prefissato, sotto minaccia che in caso di mio rifiuto potrei essere prelevato a forza dai carabinieri per poter essere condotto a testimoniare, con pesante sanzione amministrativa a mio carico, per intralcio alla giustizia! Sono quindi stato costretto a presenziare come testimone in Tribunale, ma non solo: sull’atto di convocazione coercitiva risultavano sia i miei dati anagrafici completi di indirizzo sia quelli della «persona» che io dovevo riconoscere davanti a giudice come reo del furto! Il tutto veniva letto in copia integrale, anche dalla controparte, la quale prendeva atto oltre che dei reati ascritti, anche di tutti i dati anagrafici del sottoscritto. Siccome generalmente sono persone senza alcuno scrupolo, (per lo più extracomunitari) avezzi al disinvolto uso di coltelli e tirapugni in acciaio, mi chiedo: a quale prezzo dobbiamo salvare lo spirito civico e la nostra volontà di collaborazione con la giustizia? Ringraziamo davanti a questi giustificatissimi dubbi i legislatori che hanno profuso tanta encomiabile intelligenza nel loro lavoro! Rif. 5105.
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