>>>Bazar n.31 del 7 agosto

MESSAGGI DI RISPOSTA

Non ci lamentiamo del Trentino, per favore! Risposta al Rif. 5235

Lo sapevate che la direzione sanitaria del presidio Ospedaliero S. Chiara ha soppresso il servizio di test neuropsicologici della Neurologia e che non esiste nessuna altra struttura pubblica dove poter rivolgersi in tutto il Trentino? Rif. 5206.
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E lo sapete che nel reparto preposto alle mammografie non hanno personale sufficiente per refertare gli esami e sono indietro di circa cinque mesi?! Esami fatti nel gennaio 2014 FORSE li esamineranno in questo periodo! Giusto il tempo perché un tumore possa andare avanti tranquillamente e magari consentire al paziente di lasciarci la pelle... Chi paga tutto questo disagio? Noi! E poi dicono che non c’è lavoro... Rif. 5212.
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Non so se sono più fortunata, ma ho fatto l’esame il 18 luglio scorso. Il 19 avevo il risultato sulla TREC, stampabile. Rif. 5226.
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Non voglio difendere nessuno e so benissimo che quando si attende un referto il tempo sembra spesso interminabile. Ma forse i referti cui si riferisce sono quelli dello screening preventivo, ovvero esami di prevenzione collettiva e non esami prescritti dal medico per via di un concreto sospetto. Vale a dire che questi referti devono lasciare la priorità a quegli esami prescritti su concrete probabilità di patologia. Con le dovute proporzioni è come prendere un appuntamento dal dentista per veder se è tutto a posto oppure andarci perchè il dente duole... Rif. 5235.

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Risposta
Non ci lamentiamo del Trentino, per favore!
Io direi che, nonostante la Sanità trentina non sia certo il top in Italia e tanti specialisti nostrano farebbero meglio a dedicarsi all’agricoltura, come sistema non possiamo di certo lamentarci. Provate a farvi un giro in qualche reparto del sud Italia e poi scrivete le vostre impressioni sulla Terza Pagina. Ne leggeremmo delle belle. Rif. 5249.
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La chiusura di un giornale non è mai una cosa da festeggiare. Risposta al Rif. 5245

L’Unità si è suicidata da sola, perché ha portato avanti idee del secolo scorso senza mai adattarle al mondo che cambia. Per fortuna le idee che sono sorpassate e anacronistiche scompaiono. Senza farne una questione ’politica’, mi risulta che la stampa viva in tutto il mondo un momento di complessità; cambiano le regole e le abitudini e solo i più tosti sopravviveranno. Sono peraltro in crisi i grandi giornali francesi, inglesi e americani (per non parlare dei nostrani incluso il Corriere). Che poi un partito, nell’anno 2014, debba avere il suo giornale mi sembrerebbe velleitario. Era già morta da tempo... Come gli altri viveva di luce riflessa (e dei finanziamenti). Per la botta finale, chiedere agli ultimi direttori... Rif. 5245.
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Risposta
La chiusura di un giornale non è mai una cosa da festeggiare

Se mi parla del discorso dei finanziamenti pubblici, allora ben venga la chiusura dell’Unità. Ma la chiusura di un giornale non è mai una cosa da festeggiare. Simpatica o no, viene in ogni caso a mancare una voce di dissenso, antigovernativa. Il famoso ruolo della stampa come «cane da guardia del potere». Ora in Italia il Potere i giornali se li è comprati tutti. E ha fatto in modo che chiudessero quelli d’opposizione. Insomma, non è una bella notizia né per la stampa, né per la democrazia di questo Paese. Rif. 5252.
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I canederli sono meglio della pizza. Risposta al Rif. 5241

Oramai la notizia della professoressa lesbica ha fatto il giro di tutta la stampa italiana, dato che in ferie si leggono perfino le testate nazionali. «Un trentino bigotto e chiuso alle diversità del sesso» scriveva ieri «Il resto del Carlino». Se venissero puniti tutti i peccatori, non solo i peccatori gay, ma anche etero e religiosi, allora le scuole sarebbero orfane di professori. Solo che da noi la Chiesa appare bigotta. È È tutta apparenza, appunto. Poi dietro le quinte ne fanno di tutti i colori. Se penso che alle Feste Vigiliane toncano l’Isa, la banca della curia trentina che fa girare milioni come Paperon de’ Paperoni... Rif. 5241.
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Risposta
I canederli sono meglio della pizza

Sono i soliti triti cliché attraverso i quali il resto d’Italia descrive noi trentini. Vino che fa rima con Trentino, le montagne, i campioni di ciclismo e di sci, le braghe di cuoio (anche se quelle sono altoatesine, a dire la verità...), gli jodel (vedi sopra...), i canederli, ecc. Beh, volete sapere una bella cosa? Sempre meglio che mafia, mamma, pizza e mandolino... Rif. 5251.
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