>>>Bazar n.38 del 2 ottobre

MESSAGGI DI RISPOSTA

Più forconi meno parroci. Risposta al Rif. 5360

Uno è sorto anni or sono a Trento; funziona bene, portando il turismo di chi vuol viaggiare e spendere poco. Uno nato dopo a Borgo Valsugana: ospita molti atleti che vanno in valle per vari sport, in particolare ciclismo e parapendio. Quindi, un terzo ostello c’è in alta Val di Non, dedicato all’emarginazione, a chi scappa dalle guerre e giunge in Italia con i barconi. E fin qui tutto va bene, siamo una provincia autonoma ed è giusto dare disponibilità e contributi. Però vedere 100 ragazzi nullafacenti serviti da personale locale, sul vitto e alloggio, e venire a conoscenza da fonti sicure che percepiscono una diaria di 25 euro al giorno fa nascere odio fra noi e loro... Un contadino locale, che ha zappato la terra e molto faticato percepisce una pensione di manco 500 euro al mese. Togliendo spese e tasse non gli rimane nulla. E questi ragazzi, beneficiari di aiuti umanitari, a far niente tutto il sacro giorno, spesati di vitto e alloggio, incassano 750 euro al mese, ovvio che oramai tutti hanno cellulari d’avanguardia e tariffe per sentire i propri connazionali. A queste condizioni è super ovvio che barconi con non poco rischio ne vengono ogni giorno in Italia. Se questi riferiscono ai connazionali come vengono ospitati qui in Trentino, ovvio che una volta che arrivano a Lampedusa, scappano per arrivare dove hanno amici, magari di paese o coetanei, e venire nel paese di Bengodi. (...) Tra l’altro, questi «ospiti» non sono nemmeno capaci di organizzarsi. In un ostello nuovo di zecca, e già fatiscente, lavano biancheria pantaloni maglie ecc e la mettono ad asciugare su poggioli di legno pregiato, quando basterebbe scendere giù in giardino, mettere due corde fra due alberi, e asciugare il vestiario senza impregnare i poggioli di acqua. So che il parroco chiede un gesto di carità alla popolazione: di donare vestiario in buone condizioni; peccato che immancabilmente come li viene conferito, vien ributtato nell’immondezza... Rif. 5360.
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Risposta
Più forconi meno parroci
Amico mio, la colpa non è la loro, ma solo nostra... e chi è origine del proprio male, pianga se stesso. Ma scusa, tu non andresti, chessò in Norvegia, se ti dicessero: «Hey amico, vieni! Vitto e alloggio e assistenzialismo tutto gratis. E ci aggiungiamo pure 25 euro per i tuoi vizietti. Cavolo, siamo l’Eden per loro e noi popolino ne paghiamo le spese. Poi il colmo è che se un nostro connazionale è in difficoltà lo lasciamo letteralmente morire. Bah! Forconi ci vogliono, altro che parroci e vestiti. Rif. 5382.
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Napoli è italiana?! Risposta al Rif. 5358

Ho sentito di quei tre ragazzi di Napoli che a bordo di un motorino senza casco, non si fermano all’alt della polizia e anzi scappano, una volta fermati scappa un colpo di pistola che ne ammazza uno e viene incolpato il poliziotto di omicidio colposo? Ma siamo fuori? Chi è che non si è fermato? Chi è che non indossava il casco? Chi è che è fuggito? Ma le leggi stradali ci sono per esser rispettate o sono optional? E i giornalisti che quotidianamente ci mostrano Napoli e tutte le infrazioni al codice della strada che i Napoletani fanno, indignandosi con i poliziotti che non le fanno rispettare, adesso paragonano questo poliziotto ad un qualsiasi delinquente? Ma siamo fuori. Siamo proprio fuori. Rif. 5358.
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Napoli è italiana?!
Perchè Napoli è Italia forse? Senza casco in tre o quattro su uno scooter (ed è solo la punta dell’iceberg). Dai, dai... ogni regione per i fatti suoi che è molto meglio. Rif. 5383.
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Poste Italiane? Io ho il dente avvelenato. Risposta al Rif. 5370

Oggi suona il postino a casa dicendomi, ovviamente senza nemmeno salutare da buon trentino, che devo pagare 5,86 euro per una raccomandata. Inizio a cercare velocemente per non farlo attendere, monete e banconote in casa, ma mi manca un euro scarso per arrivare alla cifra richiesta o arrotondata in suo vantaggio; lui dice di non avere denaro con sé, proprio niente. (...) Credo che anche se le poste non gli forniscano un anticipo di qualche euro, una persona che sa di essere fortunata ed avere il lavoro, in questo caso sicuro, possa anche permettersi di anticipare qualcosa a vantaggio di tutti. Ma ciò denoterebbe apertura ed altruismo... Rif. 5370.
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Poste Italiane? Io ho il dente avvelenato

Tu ti lamenti del Postino al quale, visto l’andazzo non mi sento di dare per nulla torto. Ti racconto ciò che è capitato a me... Mi scade la Postepay, carta prepagata utile per gli acquisti in internet. Mi arriva a casa quella nuova... Telefono per attivarla e dopo 30 minuti di attesa, mi viene detto che la mia carta d’identità non corrisponde a quella registrata. Ma cavolo ovvio è scaduta e l’ho rifatta ti pare? Allora vai in posta, ove non capivano una beata fava (ma sanno lavorare o sono lì a scaldare la sedia?) e riesco a far capire la questione e consultandosi in cinque (direttore di filiare compreso) arriva il modulo di aggiornamento carta identità. Bene ho fatto, chiedo che finalmente venga attivata ma in posta... IN POSTA mi dicono che non possono farlo e che devo fare il numero verde. Assurdo. Torno a casa e dopo 45 minuti di musichetta di attesa mi viene detto che la carta d’identità non è aggiornata e che comunque dovrei tornare in posta per abilitarla agli acquisti internet. A quel punto ho ringraziato l’operatore e ho tagliato la carta... Mi rivolgerò ad altri. Poste Italiane... Segno dello sfascio di un paese. Rif. 5388.
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Prenditela con le giuste persone per i disservizi!

Forse un po’ maleducato, ma nei fatti ha ragione. Se le Poste non danno un fondo cassa non è certo il postino a doverci mettere le monetine, poi alla sera vagli a spiegare che i tre euro in più erano i tuoi... prenditela con le giuste persone per i disservizi non con l’ultima ruota del carro, è stato anche gentile ad aspettarti avrebbe potuto farti l’avviso e andarsene. Poi non se ne può più di sentir dire che vista la mancanza di lavoro chi lo ha dovrebbe far questo e quello... Chi lo ha deve fare il suo lavoro con i mezzi che gli vengono forniti e basta! Rif. 5389.
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