>>>Bazar n.16 del 21 aprile 2016

MESSAGGI DI RISPOSTA

Devo dire grazie ad Austria e all’Ungheria per il bell’esempio...

La passionaria Eva Klotz – che se ne è uscita dalla politica con una buona uscita ben retribuita – almeno può vantare di esser stata sempre della stessa idea politica e sempre dello stesso partito a differenza dei politici di oggi che cambiano bandiera quasi tutti i giorni, entrano e debuttano con un partito eppoi fanno gruppi misti di ogni specie... E ancora li paghiamo a fare i burattini... Rif. 7299.
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A me non me ne importa una cippa della coerenza politica della signora Klotz. Anche i serial killer, per quello, hanno una loro coerenza, sebbene perversa. Ma volevo dire che sarà contenta adesso la signora che l’Austria le sta murando il confine in faccia. Li considerano fratelli proprio gli altoatesini. Già, fratelli «difficili» da tenere rigorosamente al di là del muro. Ah, ah, ah. Rif. 7309.
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Devo dire grazie ad Austria e all’Ungheria per il bell’esempio...

Aprire le frontiere e radere i muri: questo predicano i bei personaggi spinti da interessi economici, in primis per le loro tasche. Dopo di che arriva la presa in giro: ti invogliano dall’altra parte a militarizzarti, munirti – con contributo pubblico e tue spese – di telecamere ed altro per la protezione della tua abitazione. Siamo al paradosso dell’ipocrisia di questo Paese e di quelli che ci governano. Invece devo dire grazie ad Austria e all’Ungheria per il bell’esempio che ci stanno dando di azione in difesa dei loro cittadini, della loro sicurezza, del loro territorio; anche a scapito purtroppo di file alla frontiera volute e scaturite proprio dalla negligenza del nostro paese. Rif. 7319.
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Se le missionarie non hanno lavoro cambiano città, ma a Trento...

Due giorni fa stavo facendo una passeggiata in pausa pranzo, sul lung’Adige. Mi gustavo questo bel sole primaverile, la vista del – tutto sommato– bel parco delle Albere. Insomma uno scenario poco trentino e molto anglosassone. Insomma, una di quelle passeggiate che rasserenano l’animo e riempiono il cuore di speranza. Così sorrido passando accanto al ponte che porta all’isola ecologica, getto lo sguardo verso il fiume e... Beh, ho quasi cinquant’anni, ma ad una scena del genere confesso che non mi era mai capitato di assistere. Proprio accanto alla campata del ponte, in pieno giorno, con runners, mamme con passeggino in giro, un lui glielo stava infilando in quel posto ad una lei (anche se su questo non sono sicurissimo, forse era un altro lui). Stavo per scattare una foto, ma in quel momento il lui (quello attivo, per intenderci) ha alzato lo sguardo e mi ha fatto un gestaccio. Così ho perso l’occasione e mi sono allontanato schifato. Forse avrei dovuto chiamare il 113 o il Comune e farmi passare il signor Sindaco. E questa sarebbe la cità moderna e pulita della sua campagna elettorale?! Si faccia un giro ogni tanto lungo l’Adige anche lei!!! Che schifo! Rif. 7301.
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Sì, Trento ormai è una città dove i cittadini lavorano e dormono. Non esiste più una Trento da vivere nel tempo libero. L’episodio segnalato da Lei Lung’Adige è la logica conseguenza delle diverse persone che si prostituiscono in quella zona. Tossicodipendenti e travestiti ormai hanno lottizzato la zona. Dal parcheggio di Via Monte Baldo fino alla Funivia di Sardagna ormai i tossici di ambio sessi che si prostituiscono nelle ore diurne, per soli dieci euro, non si contano più! Io dico una cosa: considerato che in Italia la prostituzione non viene considerata reato, non potrebbe il signor Sindaco con una bella ordinanza comunale per la tutela della salute pubblica, almeno pretendere che le prostitute ed i travestiti che operano nella cerchia cittadina, compreso via Brennero, Tridente e tutte le zone ormai arcinote, debbano essere sottoposte obbligatoriamente a periodici controlli profilassi di igiene per verificare l’esistenza di eventuali possibilità di contagio di malattie veneree? Quelle povere disgraziate che hanno deciso di rovinare la loro esistenza non hanno il diritto di rovinare l’esistenza di altre persone e delle rispettive famiglie. Molti sindaci hanno debellato il problema dal centro delle loro città, fotografando le autovetture dei clienti ed inviando loro a casa delle contravvenzioni per «procurato ingorgo del traffico»... Perché a Trento non funziona così? Non sarebbe forse più salubre almeno aprire una zona «free» fuori dal passaggio quotidiano, in una zona isolata per permettere che certe pratiche di difficile debellazione possano essere serenamente e tranquillamente consumate senza incorrere in reati di alcuna natura e per la buona pace di chi non vuole essere coinvolto in spettacoli indubbiamente poco edificanti come quello avvistato lungo l’Adige? Sig. Sindaco, dia un atto di esistenza in vita... In fin dei conti qualcuno eleggendola, (io no) ...le ha dato un mandato fiduciario: cerchi di essere responsabile davanti ai suoi elettori! O altrimenti abbia almeno il coraggio di rassegnare le dimissioni da un mandato che non la sta vedendo assolutamente all’altezza del compito che le è stato demandato. Rif. 7303.
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Ma il 113 lo stavi chiamando perché non sei riuscito a fare la foto? Rif. 7304.

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Forse non dovevi meditare sul da farsi, ma chiamare direttamente il 113

Ma anche se facevi la fotografia, cosa avresti risolto? Niente di niente e avresti pure avuto un sacco di rogne. Forse non dovevi meditare sul da farsi, ma chiamare direttamente il 113. Il sindaco? Lascia che si occupi dei conigli al cimitero, è già troppo per lui! Rif. 7322.
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Se le missionarie non hanno lavoro cambiano città, ma a Trento...

Non voglio stare dalla parte del Sindaco, ma se le prostitute ottengono lavoro o danno prestazioni, il fatto è che la clientela c’è e non sarà di certo il Sindaco che va a prostitute. Se le missionarie non hanno lavoro cambiano città; ma sembra che a Trento ci sia sempre una clientela che le va a cercare e «organizzazioni» che le mantengono... Divieti ne sono stati emanati tanti, ma oramai nessuno più osserva le regole... Rif. 7323.
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Io uno l’ho beccato e gliene ho date tante, ma così tante...

Vorrei condividere con voi il fatto increscioso occorsomi qualche giorno fa, tra le 12:30 e le 13:30 di lunedì, davanti alla libreria UBIK in corso 3 novembre e a due passi dal supermercato, con la strada trafficata di auto e di persone, qualcuno ha rotto il vetro posteriore della mia auto per avere accesso al bagagliaio (dopo aver tentato di forzare pure quello) e rubare la mia borsa con portafoglio, documenti, bancomat e carte di credito. Oltre ad alcuni oggetti di valore come l’orologio che erano nella borsa. Condivido per dare l’ennesima testimonianza di quanto poco sicura sia la nostra città. Sottolineo che la borsa era nel bagagliaio non visibile dall’esterno... (Da Facebook) Rif. 7260.
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Mi dispiace per quello che ti è capitato, ma ti ricordo che non sei la prima e nemmeno l’ultima alla quale rompono il vetro e aprono il bagagliaio. Probabilmente ti sei dimenticata di scrivere che sei smontata dall’auto e sotto gli occhi di tutti hai messo la borsetta nel bagagliaio. Ecco il peccato che hai commesso. Ci sono personaggi appostati che aspettano proprio questo, specialmente dalle parti dei parcheggi dei cimiteri. Stessa identica cosa è capitata ad una mia conoscente al cimitero di Lizzana. Tanti danni e tanta rabbia, ma basterebbe un po’ di attenzione per evitare questo. Rif. 7277.
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Forse sarebbe il caso di lassarla a casa la borsetta, tanto se la metti nel bagagliaio vuol dire che non la usi (ste pie donne... par che le gavessa zo chissa cossa en te la borsetta, po se te vardi le ga zo en gran casin). Rif. 7286.
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Trovo questo suo commento veramente fuori luogo e sessista. Qui non si stava dibattendo sull’opportunità di portare o meno con se le proprie cose, si sta parlando di furto con scasso e danneggiamento, avvenuto in pieno giorno e in centro! Forse che rubare o danneggiare la borsa di una donna sia meno grave che farlo sulla sua bella macchinina di maschietto? Una cosa lei ha lasciato nella borsa, il cervello e la buona educazione! Spero con tutto il mio cuore di donna (che per stereotipo è molto grande) le facciano il medesimo regalo! Rif. 7306.

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Io uno l’ho beccato e gliene ho date tante, ma così tante...

Pure a me è successo in zona cinema Astra, una sera alle 20, mentre uscivo dal cinema e ho visto un ragazzo aggirarsi con fare sospetto alla mia vettura. Mi ha insospettito. Purtroppo quando ha spinto lo specchietto retrovisore sul vetro oramai il danno era fatto, però precipitatomi come un fulmine alla vettura, ho estratto il tipo che aveva la faccia all’interno auto, tirandolo per i capelli, con forza, e quando ne è uscito, lagnandosi, lo ho fatto inginocchiare e gli ho dati tanti di quei calci... Grazie all’arrivo dei miei amici, lo abbiamo lasciato a terra dolorante. Di sicuro quello lì in quella zona non ci torna più a rubare, e questo era stato il consiglio datomi dalle forze dell’ordine, al precedente furto... Rif. 7326.
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Una cattiva immagine la nostra Autonomia

Sono d’accordo con voi sul discorso «volontariato», ma l’azienda sanitaria lo «vende» a carissimo prezzo, non per niente i premi vengono dati praticamente in oro: vuol dire che c’è il tornaconto. E se ci pensate il sangue lo abbiamo dentro, non lo si crea... Insomma, come quando ti ritirano la patente e per riaverla ti obbligano a fare ore di volontariato, che in molti fanno quotidianamente e gratuitamente, mentre chi dovrebbe pagare una sanzione di 12mila euro sovente li scambiano/convertono con circa 200 ore di volontariato, poi al vero volontario che magari quotidianamente sostiene delle spese per giungere a svolgere il suo compito, l’associazione non gli paga manco il biglietto del tram... Credetemi, vi sto dicendo solo la verità. Rif. 7288.
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Sono d’accordo con voi sul volontariato, ma – come si suol dire – neanche il gatto muove la coda per niente. Rif. 7289.
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Si dibatteva di Azienda Sanitaria e di costi spropositati e poi salta fuori l’indagine della Guardia di Finanza su un appalto un po’ anomalo che vede coinvolta la Provincia e un’azienda di un parente del Governatore Ugo Rossi... Ma che succede al Trentino? Siamo noi che stiamo diventando come Calabria e Sicilia o sono Calabria e Sicilia che stanno diventando più virtuose? una cosa è certa: stiamo infangando il buon nome di questa Provincia a livello europeo... Rif. 7307.
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Una cattiva immagine la nostra Autonomia

Purtroppo, a mio modesto avviso, chi si sta dando da fare per dare una cattiva immagine la nostra Autonomia, è colui che ha scelto di diventare Governatore, e se questi fatti di cui si dice sono del 2013, avrebbe dovuto dirlo prima, o rinunciare. Purtroppo se sbagliamo noi, ce la fanno pagare, mentre se sbagliano loro ne escono ancora a testa alta... Rif. 7325.
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Che si faccia chiarezza su certe operazioni

Rif. 7311. Ha voglia il signor De Laurentis (ma, a proposito che centra, come è arrivato a Sanifond?) a sperticarsi in difesa della costituzione di quello che in molti, sempre di più, considerano un autentico nuovo baraccone, peraltro privato che potrà gestire in totale libertà le risorse, buono in particolare per creare comode e ben retribuite poltrone ai soliti ammanicati. Il signor Ugo Rossi, a dimostrazione che di sanità non ha mai capito nulla, si è impegnato a versare in tre anni in questo fondo oltre 15 milioni di soldi, soldi non suoi, ma di tutti i trentini. Soldi che, e non è nemmeno detto, andranno a beneficio non certo di TUTTI i trentini. Vergognoso e scandaloso: con il sistema silenzio assenso si è aggirata inoltre la democrazia e il diritto. Confido che la magistratura si interessi di questa squallida faccenda, che si rivela comunque un’ulteriore picconata alla sanità pubblica, in un momento in cui le risorse dovrebbero essere concentrate per essere utilizzate al meglio e a beneficio di tutti.

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Che si faccia chiarezza su certe operazioni

Tutto vero! La cosa che più mi impressiona è che nessuna voce dti dissenso si levi dall’opinione pubblica trentina. In ogni caso, confidiamo nell’opera di sorveglianza della magistratura. Che si faccia chiarezza su certe operazioni. E che non finisca come Pensplan. Grazie. Rif. 7324.
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I nostri avi quando sono espatriati hanno mangiato su da terra

I richiedenti asilo di Rovereto hanno protestato per la qualità e la tipologia del cibo che ricevono. Il menù, postato sui social, però li smaschera... (Vedi sito www.ilgiornale.it di martedì 29 marzo). Rif. 7270.
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Personalmente trovo il menù tremendamente ripetitivo: riso, pollo, pollo e riso, addirittura curry alla domenica e anche al lunedì... Dopo due settimane di questo menù girerebbero le balle a chiunque. Va bene che arrivano dalla guerra e dalla fame, ma non per questo possiamo nutrirli a riso e pollo! Non siamo noi italiani quelli che si vantano nel mondo di avere una varia e vasta cucina? Rif. 7290.
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Ma siamo seri?! Prima di tutto queste persone non stanno pagando un soggiorno al Grand Hotel, quindi che le pretese calino un po’. In secondo luogo, legga bene: nel menù sono presenti piatti di pasta, uova, pizza e addirittura pesce. Gli organizzatori sono anche stati cortesi nel non inserire pasti a base di carne di maiale (che per alcune religioni non potrebbero esserero consumati). Prima di scrivere cose a vanvera, la prossima volta, apra gli occhi e magari si faccia un giro nello studio di un nutrizionista col menù alla mano: vediamo cosa ne pensa! Rif. 7302.

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Anche lì hanno un menu, ma non gratuito

Sono liberi e nessuno li ferma se decidono di ritornare ai propri paesi; e là trovano il «loro» menu, forse non gratis come qui... Rif. 7320.
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I nostri avi quando sono espatriati hanno mangiato su da terra

Guardatevi allo specchio: stiamo bisticciando fra chi li vuole e chi no, pertanto chi li vuole faccia richiesta e se li porti a casa, sarà un’opera pia... Ma evitiamo di litigare, che i nostri avi quando sono espatriati hanno mangiato su da terra quello che c’era... Rif. 7321.
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Lascia il tuo numero ai vigili così ti mandano un sms quando si piazzano con l’autovelox...

Rif. 7310. È giusto controllare che la tangenziale non sia una pista di F1, giusto (?) controllare la velocità con autovelox, ma se vi posizionate all’uscita nord della galleria di Piedicastello, il cartello d’avviso almeno non posizionatelo dieci metri dentro la galleria, ma in posizione visibile prima dell’ingresso galleria. Come? Ah, già: tanto l’importante è il bilancio comunale.

Risposta
Lascia il tuo numero ai vigili così ti mandano un sms quando si piazzano con l’autovelox...

I cartelli che indicano i limiti di velocità sono chiari e visibilissimi. Mi pare di capire che tu vorresti essere avvisato quando ci sono i controlli. Molto bene. A questo punto lascia il tuo numero ai vigili così ti mandano un sms quando si piazzano con l’autovelox. Rif. 7329.
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Deiezioni: a Trieste fanno il test del DNA e rintracciano il cane...

Vado spesso a camminare sul tratto di strada che va da Vigo Meano a Cortesano e mi imbatto quasi ogni volta in cani e padroni e vedo che non tutti i padroni raccolgono le deiezioni dei loro cani. Anzi. Le lasciano lì, sul marciapiede e se ne fregano. A me sta cosa fa schifo, devo dire la verità, ...e quindi ho deciso che la prossima volta che accade scatto una bella foto e poi la do alle autorità preposte. Rif. 7313.
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Deiezioni: a Trieste fanno il test del DNA e rintracciano il cane...

Bravo o brava! Sarebbe ora che i vigili cominciassero a multare salatamente questi imbecilli! A Trieste fanno il test del DNA e rintracciano il cane e quindi il padrone (obbligatorio oltre al chip il DNA che viene archiviato in apposito elenco) i costi di queste operazioni si addebitano al proprietario del cane assieme alla pulizia. Rif. 7330.
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NUOVI MESSAGGI

Speriamo venga rimosso e vengano posti semafori «intelligenti»

Madrano Canzolino. Da alcuni giorni (finalmente) il semaforo della stretta è spento. Durerà? Speriamo venga rimosso e vengano posti semafori «intelligenti» che fermino il traffico quando necessario, evitando inquinamenti inutili. Già esiste un pericolo grave di investimenti (gìà successi, vista la scarsissima visibilità di alcune laterali che si immettono su via d’Oltrefersina SP), come più volte rivadito da molti cittadini. Richieste sempre ignorate dalle «autorità». Speriamo che questi provvedimenti vengano adottati PRIMA che uno di questi investimenti diventi fatale. Speriamo venga ripristinato l’asfalto specialmente nelle strette, perché indecente, pericoloso anche per chi va a piedi o in bici. Speriamo venga fatto rispettare il codice» oltre che agli automobilisti, motociclisti e ciclisti «piloti», anche a pedoni e genitori incoscienti. Vista la difficile situazione del paese, non crediamo sia chiedere troppo. In attesa. Rif. 7332.
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Tutti i prezzi scendono, tranne quelle delle Lamette Gilette!

Vorrei porgere una cortese domanda all’ufficio acquisti della Seven che, se non ha cambiato strategie aziendali, opera da sempre per fornire i punti vendita dei «Supermercati Poli». Esiste qualche dirigente, che cortesemente mi possa spiegare come sia possibile che in un momento storico-economico di netta deflazione come quella che stiamo vivendo da circa tre anni, un loro prodotto in vendita... e mi riferisco alle Lamette da Barba della Gilette denominate Mach 3, in pochissimo tempo siano volate di prezzo da Euro 9,95 ad Euro 11.95? Ma nessuno le controlla queste cose? Rif. 7331.
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Quelle tragedie causate dai trattori e dalla leggerezza

Infortuni e indicibili tragedie quelle dei bimbi che perdono la vita a causa dei trattori. Sono convinti, i nonni contadini, di fare un regalo al pargolo facendolo salire sul trattore. Purtroppo sono mezzi micidiali, che non perdonano, proprio quando succedono in zona di questi fattacci, manco farlo apposta ne vedi altri trattori che inconsciamente caricano anche due nipoti su tale mezzo... Inutile poi piangere... Rif. 7340.
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La strada che da «ciclabile» diventa «formicabile...»

Divieti invisibili... Lavori in corso su una strada provinciale a Borgo Valsugana (ove a fianco esiste una pista ciclabile non usata) ci sono scavi per posa cavo elettrico ed è impossibile passare... Cartelli di divieto ovunque...Eppure flotte di ciclisti invadono continuamente tale strada e ancora dicono di non vedere i cartelli... Mentre la strada da «ciclabile» diventa «formicabile...» Rif. 7333.
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Quando un potente cede alla tentazione di «comprare» voti

Egregio direttore, di fronte ad una vicenda come quelle che coinvolge il consigliere Baratter, un cittadino non può non fermarsi e farsi almeno qualche domanda. Per dire, io nella mia ingenuità ho sempre considerato l’impegno di chi fa politica mosso principalmente sì da passione, ma ancor più da profondo spirito di servizio alla propria gente. Vi è una passione che appunto colpisce nel consigliere Baratter e che sicuramente gli viene da uno studio della storia della Gente Trentina, vista sempre però da una precisa angolazione. Si tratta di una visione di un Trentino come terra tirolese, inserita a pieno titolo in una mitica e leggendaria «Felix Austria» perennemente imperiale e intramontabile. Da ciò logicamente deriva un altrettanto spiccato attaccamento per le compagnie «Schuetzen, accompagnato da atteggiamenti non di rado ostili fino alla sfacciata provocazione per quanti portano con orgoglio e onore il Cappello Alpino. Tale passione tuttavia rischia di essergli fatale. Quando infatti un potente rischia di cedere alla tentazione di comprare voti e visibilità con elargizioni di denaro pubblico, si mette in una situazione nefanda di per sè, e inoltre, come in questo caso, anche miserrima nella forma con cui viene effettuata. Ma vi è un ulteriore aspetto che dà una luce sinistra (in tutti i sensi) alla vicenda: quella «Felix Austria» imperiale tanto vagheggiata dal nostro, storicamente si basava tra l’altro su tradizioni solidissime di marca cattolica, in primis sul rispetto e sostegno del matrimonio come unione naturale di un uomo e una donna. Spiace constatare come il Consigliere Baratter sia stato invece disinvoltamente tra i primi firmatari del d.d.l.Civico, sbandierato come baluardo a difesa della Gente Trentina da una presunta minaccia omofobica. Tutti hanno ormai capito che, al contrario, di ben altro si tratta: e cioè di una strategia atta a demolire l’unico matrimonio, quello naturale, proponendo al suo posto altri modelli di unione, vale a dire di accoppiamento, in totale spregio del diritto dei bimbi di avere una madre e un padre naturali. Spirito di servizio si diceva: che tradotto suonerebbe come onestà e coerenza. La domanda a questo punto è d’obbligo: figure politiche di tal fatta che cosa e soprattutto chi rappresentano ancora? Ruggero - Trento. Rif. 7337.
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Se vai da amici a dire che sei andato a riunioni politiche... I te varda mal..

Tra le vicende contorte della politica trentina c’è la figura di Mauro Ottobre che secondo me si è servito del Patt per sedere a ROMA come deputato, e adesso si stacca e fa un compost con Dellai e altri politici che non sono poi tanto autonomisti... Un Patt che si vende a chiunque anche a costo di un affitto di svariati euro, pur di recuperare qualche scranno... Oramai di autonomista c’è rimasto ben poco, i fedeli pattittini sono stati contaminati con la ex dc, con l’abete, con le civiche, con la margherita e chi più ne ha più ne metta... L’unico benefit lo intascano gli eletti che per timore di perdere la carega cercano ovunque di creare un qualcosa di nuovo. Ma la politica è esausta di cotante bugie, false all’inverosimile... Oramai il pubblico ascolta e se riesce scrocca una bicchierata e non diffonde quanto ascoltato, anche perché se vai da amici a dire che sei andato a riunioni politiche... I te varda mal... Rif. 7335.
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Referendum ko: l’esempio dei politici e disaffezione alle urne

Il ko del referendum era prevedibile, anche perché oramai a votare ci si va il meno possibile. Poi se ci guardiamo in giro, i nostri amministratori ci danno un cattivo esempio. Seguo il sindaco di Borgo Valsugana sul profilo facebook, e vedo che da buon amante della bicicletta è via tutto il week end e oltre, invece che essere di buon esempio per il suo paese...Oramai la politica deve fare referendum seri, dove chi va a votare abbia un riscontro, non delle penalizzazioni... Proviamo a portare al voto ciò che spesso gira sul web: togliere pensioni d’oro a ex politici e paghe da urlo agli attuali...Son certo che la risposta sarebbe un quorum clamorosamente alto... Rif. 7341.
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I genitori oggi dicono solo un generico «guarda che le prendi»

Educare figli al giorno d’oggi è ben difficile, dato che oramai imparano tutti da qualcun altro...Però quando ero giovane io, la prima pizza, o uscita fino a tarda sera, poteva succedere dopo la terza media. Oggi invece si vedono bimbi di 10 anni che vanno a mangiarsi la pizza e gelato da soli, con la loro paghetta riescono anche ad essere autonomi... Nella mia gioventù le promesse erano mantenute, altro che adesso. Quando i miei genitori mi rimproveravano e mi promettevano una sberla o sculacciata, se si era avvertiti, era sicuro che arrivava prima o poi questa sonora punizione. Magari per non farsi male loro (!) usavano il battipanni o la cinta dei pantaloni. Oggi dicono solo un generico «guarda che le prendi», magari lo ripetono per intimorire, ma non succede mai. C’è poi chi dice al 3 le prendi, poi iniziano a contare uno-due- e poi si attacca con i decimali: due e uno, due e due, ecc., ma la sberla non parte mai. Anzi di solito i mocciosi chiedono anche il premio... Noi di nascosto ci si fumava una sigaretta o si beveva un sorso di birra o alcolici, succedeva minimo a 15 anni, ora hanno le loro sigarette anche a 10 anni e birra e caffè li bevono senza nessuna regola... Vedremo dove finiranno questi vizi esagerati, porteranno ad una dipendenza impossibile da fermare... Rif. 7334.
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Barriere al Brennero: piccolissimo, ma inquietante fac-simile di Auschwitz

Le barriere al Brennero sono un piccolo, piccolissimo, ma inquietante fac-simile di Auschwitz: gente costretta a scappare dalla guerra, e che chiede di attraversare la frontiera per seguire amici e parenti... Arrivano lì e i nostri krukki li bloccano, costringendoli a escogitare qualsiasi tranello per espatriare... Spesso rischiando la vita... Poi fanno le comitive di scolari a vedere come hanno castigato migliaia di deportati ad Auschwitz, scandendo che non deve più succedere... Nel frattempo si ricostruisce la frontiera... Rif. 7339.
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D’ora in poi facciamo veri contratti di voto... Ma chiamiamoli «goliardate»

Dopo la richiesta di archiviazione da parte della Procura sul caso Baratter-Schützen, le associazioni varie alle prossime elezioni potranno fare contratti di voto ai vari partiti. Tutto regolare. E vai! Se hanno assolto Baratter e le associazioni possono avere un contributo dai politici affamati di careghe, perché non farlo? Fino ad adesso erano pacche sulle spalle e promesse, d’ora in poi facciamo veri contratti di voto... Ma chiamiamoli «goliardate». Rif. 7336.
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A mi ’sa me frega, mi son chi en montagna, se sucede en casino en tel mare...

Ci tenevo a fare i miei «complimenti» al popolo trentinotto per il triste primato ottenuto domenica con il referendum. Ebbene sì, siamo stati la regione con più bassa affluenza d’Italia; le capre trentine che si fregiano tanto di essere civili e migliori degli altri, si sono dimostrate invece incivili e peggiori degli altri. Io già immagino il pensiero dei cari «non votanti»: «A mi ’sa me frega, mi son chi en montagna, se sucede en casino en tel mare mi no ghe son vizin, i ghe pensa i altri». Bene... io spero vivamente che fra 3 anni il nostro «caro» governuccolo decida di impiantare un bell’inceneritore proprio in mezzo alla Valle dell’Adige, e uno nei pressi di Bolzano, cosi ve lo prenderete anche voi un po’ di «sano» inquinamento. E state tranquilli: allora non ci sarà nessuno che voterà per voi e penserà a voi. Caproni. Firmato: un Trentino a cui interessano le sorti del paese più bello del mondo. Rif. 7342.
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Referendum svuotati di significato

Complimenti a chi ha strumentalizzato e utilizzato per i propri interessi politici la propaganda legata a questi ultimi referendum sulle «trivelle» (che poi con le trivelle non c’entravano proprio un bel niente). È merito vostro se lo strumento referendario si sta svuotando di significato. Altro che degli astensionisti... Rif. 7338.
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