Riconversione nucleare in Valsugana
Qualche giorno fa c’è stato un incontro tra il presidente del consiglio Berlusconi e il presidente russo Putin nel quale si è parlato di nucleare. “Abbiamo parlato molto del futuro dell’energia nel mondo”, ha detto il premier, aggiungendo che “i lavori per la prima centrale nucleare in Italia saranno iniziati entro tre anni”. Berlusconi sa che questa è una scelta molto difficile: per il costo dell’opera, per i rischi che comporta avere un rettore nucleare In Italia (vedi Chernobyl) e di conseguenza per la possibilità che esso non sia molto gradito agli italiani. Per questo Berlusconi ha anche dichiarato: “prima di individuare un luogo in cui realizzare una centrale nucleare, bisogna che cambi l’opinione pubblica italiana. Dobbiamo fare una vasta opera di convincimento sulla sicurezza delle nuove centrali. In Francia le comunità locali scendono in campo per avere le centrali in casa loro: portano anche tanto lavoro e si scatena la rincorsa per averle”. Non so se questo sia vero, comunque sembra che siano già stati individuati anche nove siti possibili dove costruire la centrale. Si tratta di: Trino Vercellese (VC), Caorso (PC), San Benedetto (AP), Rovigo (RO) o Chioggia (VE), Montalto di Castro (VT), Borgo Sabotino (LT), Termoli (CB), Garigliano (CE) e Ostuni (BR).
Una fonte autorevole molto vicina agli ambienti russi (un mio vicino di casa che ha sposato una ragazza di Astrachan) ha rivelato che in realtà c’è un ulteriore sito che è stato indicato idoneo ad accogliere la prima centrale nucleare italiana. Si tratterebbe di Borgo Valsugana (TN). La stessa fonte autorevole ha riferito che all’incontro con Berlusconi e Putin era presente anche l’assessore all’ambiente della Provincia Autonoma di Trento Pacher. Sembra si sia parlato della situazione creatasi in Valsugana dopo l’inchiesta sulle presunte emissioni inquinanti dell’acciaieria di Borgo e le conseguenti richieste di chiusura dell’impianto da parte della popolazione. Da qui l’intenzione della Provincia di riconvertire l’acciaieria in un impianto più sicuro: una centrale nucleare di terza generazione. Rif. 2847.
Un mondo a colori
Probabilmente è vero che noi maschi abbiamo qualche difficoltà in più delle donne in questi frangenti. Bisognerebbe poi vedere se è vero che loro si trovano così a loro agio dovendo scegliere tra vastissime possibilità. Ad ogni buon conto a questo proposito le riporto la teoria del professor Nico Dalto dell’università dei colori di Sfruz. Secondo il luminare, nella scelta di un colore bisognerebbe limitarsi alle sole tinte riportate nella cosiddetta teoria dei colori. Come ogni scolaro sa, si tratta dei colori primari blu, giallo e rosso e dei colori secondari arancio, verde e viola. Solo nel caso di irrisolvibile indecisione nella scelta o nei casi di mogli o fidanzate particolarmente esigenti, il professor Dalto ammette come uniche eccezioni il ricorso al marrone o al grigio. Rif. 2826.
Ghe penso mì!
Al contrario. Il premier non ha mai nascosto l’impegno di solidarietà trentino a favore del terremoto in Abruzzo. A questo proposito le riporto le parole dette da Berlusconi a Onna il 15 settembre 2009 in occasione della consegna delle casette trentine. Si tratta del famoso discorso pronunciato al momento di dare le chiavi di una delle casette a una signora che aveva perso la propria abitazione nel sisma: “l’era na promesa difizile ma l’aven mantegnua. Sperente che le serve per poco tempo, ma le casote le g’ha den ogni ben de Dio. Ghè anca el saon, la carne e le cuerte. Ghè proprio tuto. Siora, ghe consegno le ciave a ela perché l’è la parona de casa”.
Nè dogmi né abomini
Ritengo apprezzabili le dichiarazioni del vescovo altoatesino sia quando si dimostra aperto alla possibilità del matrimonio per i preti sia quando dichiara che l’omosessualità non è una malattia. Personalmente ritengo che nemmeno la pedofilia lo sia ma che il termine più giusto in questo caso sia abominio. Il fatto che in certi casi a praticarla siano dei religiosi non fa che accrescere la gravità del gesto. A questo proposito mi riallaccio all’altro argomento affrontato dal vescovo altoatesino e cioè all’idea che bisogni attenersi a quello che Gesù Cristo ha fatto. Bisognerebbe forse spiegare ai religiosi che abusano dei bambini che quando Gesù disse: “lasciate che i bambini vengano a me” non si riferiva certamente a quello che avevano in mente loro.
Due soluzioni al degrado trentino
Per la situazione di degrado relativa alle biblioteche pubbliche, una delle soluzioni prospettate sembra sia quella di fare rientrare certi comportamenti nei servizi erogati dalle biblioteche stesse. Come succede per le postazioni internet, da ora in avanti potrebbe essere possibile prenotarsi per dormire sui divanetti o per lavarsi in bagno. Più difficile sembra l’ipotesi di fornire marijuana “spacciandola” per materiale ammesso al prestito. Per quanto riguarda le problematiche dei giardini di piazza Dante, si stanno studiando le più svariate soluzioni: più presenza di polizia municipale, ronde di cittadini, telecamere. Un’idea per i mesi più caldi potrebbe essere quella di dotare piazza Dante di un punto di accesso al prestito delle biblioteche più vicine.
La scoperta dell’acqua fredda
Se come soluzione lei intende quella di fare capire scientificamente a sua moglie che se in un’abitazione c’è un rubinetto A aperto da cui esce acqua calda e si apre un rubinetto B di acqua fredda, dal rubinetto A uscirà solo acqua bollente perché c’è una tubatura unica e l’acqua fredda sarà stata deviata verso il rubinetto B, le dico subito che né lei, né io, né il suo idraulico, né il premio Nobel Carlo Rubbia riusciremo a farlo. Le posso dire invece come si comporta un mio amico che è nella sua identica situazione. Non appena è sua moglie che è sotto la doccia, lui ogni 10 secondi beve un sorso d’acqua dal rubinetto della cucina, poi lava il cane, risciacqua delle damigiane, innaffia l’orto e compie tutta una serie di attività che prevedono l’uso di acqua. Il mio amico è consapevole che tutto questo non serve a fare comprendere nessuna teoria alla propria moglie, ma i gridolini che sente uscire dal bagno quando dal soffione esce l’acqua bollente gli danno comunque tanta soddisfazione.
Eccessi demografici
Il servizio razionalizzazione demografica della Provincia sta predisponendo dei sistemi per cercare di mantenere la popolazione trentina ad un livello numerico che permetta da una parte un’erogazione di servizi adeguata e una buona qualità di vita e dall’altra la possibilità per politici e amministratori di continuare a fare le promesse elettorali che meglio credono. A breve verranno introdotti dei punti di frontiera sui confini provinciali per impedire tutti gli accessi superiori ai 520 mila abitanti, numero che sarà evidenziato su appositi display, un po’ come succede all’entrata dei parcheggi a pagamento. Si sta pensando inoltre a una campagna informativa sull’uso del preservativo per limitare la natalità sul territorio provinciale. Questo secondo provvedimento sembra però molto contrastato dalla curia trentina, da sempre contraria ai sistemi di controllo delle nascite.
Sondaggi lapidari
Ho visto che ad Ala è stata recentemente scoperta una lapide dedicata ad Andreas Hofer. Dopo un 2009 saturo di celebrazioni hoferiane, durante il quale tra convegni, rievocazioni e pubblicazioni se ne sono andati un bel po’ di soldi pubblici, si pensava che la cosa fosse finita lì. Non entro in merito alla questione caduti trentini “italiani” o “austriaci” della prima guerra mondiale di cui si è letto sui giornali. E nemmeno all’opportunità di celebrare un personaggio storico tirolese come se fosse trentino. Dico solo che il timore di molti è quello che anche dopo l’anno del bicentenario della morte di Hofer, si possa andare avanti ad oltranza sulla linea delle costose celebrazioni. E di quella lapide, c’era proprio bisogno?
Rif. 2733. Andreas Hofer trascorse una notte a palazzo Taddei ad Ala durante il viaggio verso Mantova dove sarebbe stato processato e fucilato. Nel corso della notte l’eroe tirolese si accorse che i suoi carcerieri si erano addormentati e stavano per morire a causa delle esalazioni del fuoco del caminetto. Invece di liberarsi e fuggire Hofer preferì dare l’allarme e salvare dalla morte i suoi aguzzini. La lapide è stata posata, come ha affermato l’assessore provinciale alla cultura Panizza, “perché i giovani possano imparare a considerare tutti, anche i “nemici”, come fratelli e sorelle”. In molti sperano che sull’onda dell’entusiasmo adesso non si vada avanti a disseminare il Trentino di lapidi hoferiane dedicate alle più svariate ricorrenze: il luogo dove gli spuntò il primo dentino, la chiesa dove fece la prima comunione, la taverna dove partecipava alla cena dei coscritti etc. Per quanto riguarda la questione sulla “trentinità” dell’eroe tirolese, un recente sondaggio effettuato dal dipartimento studi hoferiani di Terza Pagina ha evidenziato che per gli abitanti della nostra provincia il personaggio più importante della storia trentina è stato proprio Andreas Hofer, il quale ha preceduto di parecchio nelle preferenze Alcide Degasperi e Daniele Groff.
Bestiario scolastico
La giunta provinciale, con una riunione notturna straordinaria, ha approvato la riforma Dalmaso contenente la programmazione dell’offerta formativa per le scuole superiori nella provincia di Trento. “Con l’approvazione della delibera odierna” dice l’assessore in un comunicato stampa “ abbiamo fatto un importante passo in avanti per aiutare gli studenti e le famiglie ad orientarsi per le iscrizioni del prossimo anno”. Come mai una seduta di giunta notturna straordinaria che alcuni hanno definito “carbonara”?
L’assessore ha giustificato così la fretta: “ci siamo attivati in tempi rapidi appena sono stati resi noti i regolamenti nazionali. Ora le famiglie hanno un’informazione certa su quali indirizzi sono collocati nel proprio territorio e quali nel resto del Trentino. Le scuole avranno ora tempo fino al 27 marzo per spiegare quali saranno le offerte formative e gli studenti in un altro mese dovranno scegliere. Passeranno invece ancora due settimane per l’approvazione della delibera sui quadri orari con le materie e l’articolazione del monte ore. Questa normativa è stata da subito fonte di polemiche e di critiche negative. Va detto però che essa ha sortito anche un inaspettato effetto positivo dal punto di vista linguistico. Infatti durante un incontro tra il presidente Dellai e un gruppo di studenti, sono nati due nuovi vocaboli o per meglio dire è stato perfezionato il loro significato. Ecco i vocaboli con il loro nuovo significato: CONIGLIO: “presidente di giunta provinciale a statuto autonomo che si sottrae al confronto con gli studenti”; PAPPAGALLI: “studenti che ripetono slogan sentiti da qualche insegnante sindacalizzato ma che non corrispondono a verità”. Gli esperti di sintassi linguistica di Terza Pagina sono invece ancora al lavoro per decifrare la battuta con la quale Dellai ha commentato la fine dell’incontro: “noi ala nossa età feven molto de pezo”.
Il linguaggio dei venditori di computer
Ho intenzione di acquistare un computer ma onestamente me ne sta passando la voglia. Visto che non conosco molto l’argomento, ho acquistato una rivista specializzata per impratichirmi un po’ ma mi sembrava di leggere un trattato sulla fusione fredda: non ci capivo niente. Quindi ho provato a chiedere a colleghi e amici ma ognuno mi ha consigliato una cosa diversa. Ieri mi sono deciso ad andare in un negozio di informatica per chiarirmi le idee. Il commesso del reparto ha iniziato a sciorinare una serie di sigle e numeri che probabilmente gli esperti di computer conoscono a menadito dando per scontato che anche io ci capissi qualcosa. Mi sono dovuto sorbire una sequenza di “giga, ram, hard disk, modem, router, software, provider” che mi ha confuso ancora di più. Ho detto al commesso che ci penserò e che mi farò vivo. Come potrei regolarmi secondo lei per comperare il mio computer senza fare però la figura di quello che non capisce niente?
Rif. 2692 Le soluzioni praticabili sono due. La prima: si rechi nuovamente nel negozio di informatica dove è già stato e cerchi di farsi servire dal commesso che l’ha seguita la prima volta. Quando lui inizierà nuovamente con la sua litania di “notebook, wireless, bluetooth” e quant’altro, lei gli risponda come avrebbe fatto Ugo Tognazzi nel film “Amici miei” e cioè: “Tarapia tapioco. Sbiriguda, antani alla prematurata e supercazzola con scappellamento a destra. Lei mi vorrebbe dire come se megapixel”. Il commesso le dirà di non avere capito niente. Lei replichi che è quello che le succede quando ascolta le sue spiegazioni tecniche e che per cortesia cerchi di parlare in un modo più semplice. La seconda strategia che le consiglio è quella di farsi accompagnare da un amico che si intende di informatica.
Eva e il serpente
Le scrivo a proposito dei rapporti di coppia. Possibile che noi uomini dobbiamo passare la vita a litigare con le nostre mogli o fidanzate su argomenti tipo la nostra scarsa propensione ai lavori domestici in generale e al riordino in particolare? Secondo me all’inizio del mondo quando c’erano solo Adamo ed Eva c’è stato qualche errore. Non vorrei passare per maschilista, ma secondo me se tutto fosse cominciato in maniera diversa non ci sarebbe voluto molto per fare andare un po’ meglio le cose per noi maschi.
Rif. 2666. A questo proposito vorrei citare una teoria scientifica che credo la interesserà. Uno studioso americano dei comportamenti umani, il professor Ricardo Izecson dos Santos Leite, ha cercato di immaginare come sarebbe stato il mondo se all’inizio dell’umanità il serpente tentatore, invece di offrire la mela ad Eva l’avesse morsa (Eva, non la mela). Secondo dos Santos Leite, senza nessuna donna in giro ad infastidirlo con riordini e lavori domestici, Adamo nell’Eden sarebbe stato benissimo. Un altro studioso americano, il professor Edson Arantes do Nascimento ha cercato di confutare questa tesi affermando che una volta rimasto da solo Adamo non avrebbe potuto generare dei figli e di conseguenza la storia dell’umanità sarebbe finita con lui. Dos Santos Leite ha risposto che, come Eva era nata da una costola di Adamo, probabilmente non ci sarebbe stato nessun problema a fare nascere nella stessa maniera anche dei figli, ovviamente maschi. Inoltre lo studioso americano sostiene che la razza umana avrebbe continuato a riprodursi senza problemi né stress fino ai giorni nostri. Oggi esisterebbe un mondo di soli maschi dove regnerebbe il disordine nei portariviste e si potrebbero tranquillamente mangiare le patatine sul divano mentre si guarda la partita in tv.
Un Palatenda non si nega a nessuno
Si è cominciato a parlare della possibilità di realizzare a Trento una tensostruttura in grado di ospitare due o tremila persone. Secondo l’amministrazione del capoluogo il nuovo spazio pubblico dovrebbe servire: ad ospitare i grandi nomi della musica leggera; a permettere la pratica dei vari sport di squadra da parte delle società sportive del capoluogo; a consentire l’organizzazione di grandi eventi sul tipo del festival dell’economia o delle feste vigiliane; all’ organizzazione di manifestazioni religiose e ricreative. Il nuovo teatro tenda andrebbe ad aggiungersi agli altri due spazi esistenti: l’auditorium del centro santa Chiara ed il palatrento di Trento sud. La notizia dell’intenzione del Comune di Trento ha destato qualche perplessità in quanto una struttura analoga è già stata progettata per il vicino Comune di Pergine Valsugana con un finanziamento provinciale già concesso di quattro milioni di euro. Molti si chiedono se non sia uno spreco realizzare un nuovo palatenda a soli quindici chilometri da quello che sorgerà a Pergine con il rischio poi di sottoutilizzare questi spazi.
Rif. 2653. Effettivamente questo rischio c’è. Purtroppo il suo ragionamento va a scontrarsi con una normativa provinciale che prevede la realizzazione di un palatenda in ogni comune della provincia. Nei prossimi anni infatti, sorgeranno 223 tensostrutture nei vari comuni del Trentino. Ovviamente per non sprecare le risorse le dimensioni delle strutture saranno rapportate alla popolazione residente nel luogo dove sorgeranno. Non sarebbe pensabile ad esempio che nel comune di Massimeno che conta un centinaio di abitanti possa venire realizzato un palatenda grande come quello che potrebbe sorgere a Trento oppure a Rovereto o Pergine. È ovvio che se il palatenda di Trento potrà ospitare un concerto di Vasco Rossi, in quello di Vignola Falesina si potrà al massimo tenere una performance di Bepi e la sua fisarmonica. Rimane per tutti l’indicazione di un uso aggregativo e culturale dei palatenda. Se quello enorme di Trento non potrà diventare una serra per la coltivazione del radicchio per le mense pubbliche del capoluogo, in quello di Grauno non si potrà parcheggiare lo spargisale dell’operaio del Comune.
L’ambiente trentino che verrà L’ambiente trentino che verrà
Ho letto con interesse il “Botta & Risposta” della scorsa settimana sulle polemiche tra i leader del partito “verdi del Trentino”. Concordo anch’io che la politica ambientale in Trentino lascia un po’ a desiderare. Lei ha parlato della Valsugana con le questioni delle acciaierie e della discarica di monte Zaccon oltre a quella (speriamo) conclusa del biocompostaggio di Campiello di Levico Terme. Vorrei aggiungere anche il discorso del futuro inceneritore di Trento che si vuole costruire ad ogni costo. Ecco, su queste questioni c’è veramente un assordante silenzio da parte dei verdi che dovrebbero essere i difensori dell’ecologia. Come mai? Forse perché i verdi fanno parte della coalizione di governo provinciale. Ma questo dovrebbe essere un motivo in più per lavorare a rendere il Trentino una provincia modello dal punto di vista ambientale. Ed invece no. Gli unici che si occupano di ecologia in Trentino sono i comitati ambientalisti di cittadini che si battono per la salvaguardia della loro terra. Questo non è il Trentino che si vede negli spot turistici. Speriamo che Dellai con il suo nuovo partito “alleanza per l’Italia” si prenda carico di queste problematiche.
Rif. 2645. La contraddizione tra il “prodotto Trentino” dei cataloghi turistici e delle fiere dedicate alle vacanze e quello che accade da noi a livello ambientale è evidente. Sembra che il paradiso per i turisti sia rimasto solo sulle pagine patinate dei cataloghi e negli stand di promozione turistica. L’ufficio ambientale di Terza Pagina ha effettuato un sondaggio tra gli abitanti della Valsugana. Alla domanda: “cambierà qualcosa quando il presidente Dellai diventerà un politico a livello nazionale?”. Ecco le risposte più significative: 1) Speriamo non diventi mai ministro dell’ambiente; 2) Abbiamo già capito dove verrà realizzata una delle nuove centrali nucleari; 3) Amen.
Il sole che non ride più
Ho letto sulla stampa locale che il consigliere provinciale Roberto Bombarda ha intenzione di lasciare il partito dei “verdi del Trentino” perché: “dai Verdi non mi è arrivato nessun input sulla linea politica o su iniziative o proposte da presentare in consiglio provinciale. Io faccio tutto da solo, per conto mio porto avanti le mie proposte, non sento e non ho nessuno dietro le spalle”. A stretto giro di posta (indirizzata al quotidiano l’Adige) il presidente dei verdi Marco Boato gli ha replicato dichiarando che prima delle elezioni provinciali del 2008 ha provveduto a sostenerlo nella “sua richiesta di essere questa seconda volta lui stesso il primo capolista…” “…con una piena solidarietà dei Verdi per tutta la campagna elettorale e dopo”. Boato ha inoltre sostenuto che casomai qualche colpa ce l’ha il presidente Dellai che “ha tradito la fiducia dei Verdi e la loro piena lealtà alla coalizione”. Al dibattito partecipa anche l’ex assessore provinciale dei Verdi Iva Berasi che come ha titolato sempre il giornale “L’Adige”: “bacchetta Boato e Bombarda”. Per concludere: il presidente Boato (66 anni) ha annunciato che al congresso del partito di febbraio lui sarà dimissionario ed al suo posto gli subentrerà l’ex assessore comunale all’ambiente e alla mobilità urbana Aldo Pompermaier (62 anni). Probabilmente nel segno del ringiovanimento e del rinnovamento.
Rif. 2637. Devo confessarle che sentendo le polemiche tra B, B e B (Berasi, Boato e Bombarda) non ho fatto molto caso a quanto i tre dibattevano. Però in seguito a questa faccenda mi sono improvvisamente reso conto che in Trentino esiste ancora il partito del sole che ride. Questo mi ha stupito molto. Infatti da abitante della Valsugana, dove in questi ultimi anni c’è stato un vero scempio ambientale (biocompostaggio di Campiello, discarica di monte Zaccon ed acciaierie), con la quasi totale assenza di una presa di posizione da parte di partiti ambientalisti, ero convinto che l’ultimo verde in Trentino fosse stato Roberto (Bistecca) Franceschini consigliere provinciale degli anni ’80.
SMS: Auguri Senza Molto Sentimento
Come ogni anno durante le feste, oltre alla febbre da regali sale la febbre da auguri. Anzi: da sms augurali. Si calcola che ogni italiano in media a Natale abbia mandato una decina di sms di auguri. Si tratta di centinaia di milioni di sms. E per capodanno saranno anche di più, con gli inevitabili intasamenti e i display dei cellulari con scritto: “invio non riuscito”. Per evitare l’ingorgo: inviare gli sms la mattina del 31 dicembre o il pomeriggio del primo dell’anno.
Il problema di cui lei parla solleva una questione: tutti questi auguri tramite sms sono inviati in maniera sincera o sono invece un’usanza ormai automatica? Ci sono fondamentalmente tre modalità di inviare gli sms di Natale o di capodanno ed ognuno di essi prevede una crescente partecipazione emotiva da parte di chi li invia. 1) Cercare su internet una frase di auguri e spedirla con l’opzione “invio multiplo” a tutti i nominativi della propria rubrica, compreso lo zio che non si sente da anni e l’ idraulico. 2) Anteporre alla frase suddetta una personalizzazione (amato zio Marcello; caro Toni Sifone) e inviarla. È ovvio che modificare la frase per ogni nominativo della rubrica richiede un certo tempo e quindi solitamente chi lo fa effettua una scrematura dei destinatari. 3) Scrivere una frase totalmente personalizzata (amato zio Marcello, ti auguro un 2010 finalmente senza sciatalgia; caro Toni Sifone, spero che quest’anno tu possa montare più caldaie che nel 2009) e inviarla solo dopo avere fatto una scrematura ancora più accurata dei destinatari (altrimenti per scrivere una frase su misura per tutte le persone della rubrica ci si metterebbe lo stesso tempo che per preparare il cenone). La controindicazione è che probabilmente queste persone scelte risponderanno comunque con una frase (non personalizzata) trovata su internet. Chiudo con una riflessione. A chi, inviando ogni anno decine di sms e dopo avere ricevuto risposta non è mai venuto il dubbio che i destinatari non lo avrebbero fatto per primi? Ecco allora una quarta soluzione per gli auguri via sms. Per una volta non fateli per primi e rispondete solo a quelli ricevuti. Non importa se sono pochi. Ciò permetterà di capire chi negli anni precedenti vi ha fatto gli auguri solo perché glieli avete fatti voi e chi invece si prenderà la briga di dedicarvi un po’ del proprio tempo. Ai lettori di “Botta & Risposta” un augurio per un 2010 sano e pieno si sano divertimento.
Grazie Onorevole Grazie Onorevole
Il “federalismo fiscale”, cavallo di battaglia della Lega Nord, è diventato realtà. L’accordo attuativo di tale normativa prevede che dai trasferimenti dallo Stato alla Provincia Autonoma di Trento vengano cancellati: 270 milioni di euro in “quota variabile”; 300 milioni relativi all’imposta sostitutiva sull’Iva all’importazione; 80 milioni di euro di trasferimenti sulle leggi di settore. È previsto anche che sulla Provincia vengano caricati 100 milioni di oneri per nuove deleghe relative all’università e agli ammortizzatori sociali. 40 milioni di questa somma dovranno però essere destinati a progetti per i comuni di confine di Lombardia e Veneto. Mi sembra di avere capito che i tagli di cui sopra verranno parzialmente compensati dall’aumento dei trasferimenti relativi ai 9/10 del gettito delle imposte raccolte sul territorio provinciale per una cifra pari a 222 milioni. Questo perché vi sono voci già presenti escluse in precedenza (Ires, Iva etc.) In parole povere grazie al “federalismo fiscale” la Provincia avrà 528 milioni in meno rispetto agli anni scorsi. Ho visto con dispiacere che gli esponenti locali di Lega e Pdl (ma soprattutto il deputato Fugatti e il senatore Divina della Lega) si sono detti entusiasti del cambiamento.
Rif. 2612. Si può capire che alle altre Regioni dia fastidio avere un trattamento diverso rispetto alle Regioni autonome. È invece strano che due esponenti trentini del parlamento italiano gioiscano del fatto che i soldi dell’Autonomia trentina vengano diminuiti riducendo le disponibilità della Provincia, anche se ciò comporta la realizzazione di un punto cardine del loro partito politico: il “federalismo fiscale”. Per questo a molti trentini non è piaciuto che per l’ideologia leghista bisogni rinunciare a cuor leggero ad uno stanziamento previsto dallo Statuto di Autonomia. A tale scopo l’associazione “Tafazzi”, intitolata al personaggio televisivo famoso per il masochismo con il quale si prende energicamente a bottigliate sui genitali traendone piacere, ha indetto l’iniziativa: “grazie Sergio, grazie Maurizio”. L’iniziativa invita tutti i trentini che da ora in avanti avranno l’occasione di incontrare per strada il senatore Divina o il deputato Fugatti a stringergli la mano e con un sorriso dire loro un sincero: “grazie onorevole”. Ai lettori di “Botta & Risposta” invece un augurio per un Natale pieno di buon umore.
L’era glaciale 3 (il tramonto delle preferenze)
La riforma della scuola trentina che l’assessore provinciale all’istruzione Marta Dalmaso voleva fare approvare nei giorni scorsi, ha scatenato una serie infinita di polemiche da parte di chi la considera peggiorativa rispetto al precedente ordinamento in materia. Studenti, insegnanti, sindacati: tutti d’accordo. Ecco alcuni dei punti più controversi: la riduzione delle materie di studio (in determinati piani di studio è addirittura prevista la cancellazione di geografia e di educazione fisica); la creazione di un primo biennio che a detta di molti diventerebbe un parcheggio post scuole medie in attesa che gli studenti decidano che indirizzo scegliere; la riduzione degli indirizzi stessi con l’eliminazione dell’istruzione professionale; lo scarso coinvolgimento degli insegnanti, degli studenti, delle famiglie. In generale questa riforma viene considerata una riforma dettata solamente da una logica di “tagli” di risorse ad un reparto, quello della scuola, che dovrebbe essere viceversa incentivato, visto che si occupa della formazione dei cittadini che verranno.
Le ricordo che l’assessore preferisce non parlare di “tagli”, ma di “contenimento della spesa”. Lei ha tralasciato la parte riguardante il timore dei sindacati di vedere ridotte le cattedre in seguito alla diminuzione dei minuti delle ore scolastiche (da 60 a 50) e a quello delle materie. Durante una riunione tra Provincia e sindacati c’è stata un’incursione di un gruppo di rappresentanti dei collettivi studenteschi di alcuni istituti scolastici. I ragazzi hanno rovesciato sul tavolo un sacco di cubetti di ghiaccio con l’intento di “congelare la riforma”. In seguito l’assessore Dalmaso ha deciso di bloccare l’approvazione della delibera sulla riforma. È stato approvato solo un conchiuso per permettere di aprire il confronto con scuola e sindacati. Uno dei sindacalisti presenti ha rivelato che il momento esatto nel quale l’assessore ha avuto questo ripensamento è stato quando i cubetti di ghiaccio hanno iniziato a sciogliersi. È allora che si è accorta che non si trattava di cubetti di ghiaccio, ma dei voti degli studenti e dei loro genitori che stavano evaporando.
La regola dei documenti in regola
In questi ultimi giorni, sia a livello nazionale che nella nostra provincia si è sentito molto parlare di extracomunitari. Il presidente della Camera Fini ha più volte detto che gli immigrati regolari hanno il diritto di votare. Non sono d’accordo ovviamente i politici della Lega Nord. Tra questi ultimi anche il deputato trentino Maurizio Fugatti che aveva proposto addirittura di togliere agli extracomunitari regolari la cassa integrazione. Il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna ha definito questa proposta (poi ritirata) una provocazione sostenendo che in Italia non possono esistere tali discriminazioni. Il Vaticano ha dichiarato che “se si tratta di lavoratori regolari è giusto che vengano trattati come tutte le altre persone. Il papa ha voluto ricordare che “anche Gesù era stato un piccolo immigrato quando si era spostato per sfuggire alla minacce di Erode, come tanti bimbi di oggi”. Ma non sarebbe ora che la presenza di persone che vengono da fuori (mi riferisco ovviamente a persone oneste e non a delinquenti) venga accettata ed anzi considerata una risorsa per la nostra provincia e per l’Italia intera?
Concordo pienamente con la sua idea di multirazzialità. Per quanto riguarda il Trentino gli stranieri rappresentano più dell’8% dei residenti per un totale di 42.500 persone che contribuiscono con il proprio lavoro alla crescita economica della provincia. Strano che la Lega, così sensibile ai valori cristiani espressi dal crocifisso che vorrebbe appeso in ogni dove e che quindi sicuramente condivide l’insegnamento di Gesù “ama il prossimo tuo come te stesso”, non mostri sensibilità nei confronti di chi viene in Italia provenendo da realtà socialmente terribili. L’unica discriminante per gli stranieri (come d’altra parte per chi vive in Italia) dovrebbe essere quella di essere in regola con i documenti e di avere una irreprensibile condotta penale. Per dimostrarle che un po’ di giustizia c’è le riporto il caso della showgirl Belen Rodriguez, che mentre si stava recando in Svizzera per un’ospitata è stata bloccata alla dogana perché aveva il permesso di soggiorno scaduto.
Le nuove sfide dell’imprenditoria trentina
Riparte la stagione invernale e fatalmente riparte anche il tormentone sull’opportunità di aprire e gestire nuovi impianti di risalita, soprattutto a bassa quota, quando gli esperti mondiali di clima dicono che nevicherà sempre di meno e tra qualche anno sarà così caldo che si potrà farlo solo con la neve artificiale. Ma soprattutto riparte il tormentone sui soldi che la Provincia Autonoma di Trento usa per ripianare i debiti dei privati che gestiscono questi impianti che sono sempre in perdita. E noi sciatori e contribuenti abbiamo avuto la sorpresa di vederci aumentati gli skipass giornalieri in media di uno o due euro. Quest’anno però gli impianti di risalita hanno dei concorrenti nella corsa al contributo pubblico: le cantine sociali. Queste ultime, nonostante abbiano delle sedi che sembrano delle cattedrali, sembra abbiano dei problemi di liquidità dovuti “al prezzo dei vini che è crollato ed ai tempi lunghi dei pagamenti”. Questi problemi di liquidità molto probabilmente verranno risolti anch’essi dalla Provincia. Però a noi contribuenti, questa volta nelle veste di consumatori, al supermercato una bottiglia di vino ci costa come un’ora di lavoro in busta paga.
Dal punto di vista imprenditoriale, sembra effettivamente un’assurdità costruire impianti a bassa quota che partono già come fallimentari per poi rimetterli in sesto con soldi pubblici. Ma forse siamo noi che non ci rendiamo conto che il Trentino non è la patria del contributo ma la culla delle nuove intuizioni imprenditoriali. Dopo gli impianti di risalita a mille metri di altitudine, la prossima sfida per le cantine potrebbe essere quella di coltivare i vigneti sui ghiacciai. È innegabile che un progetto del genere avrebbe delle difficoltà di creare profitto e di conseguenza la Provincia non dovrebbe avere problemi a ripianare i debiti relativi ad un tale “rischio imprenditoriale”. Rif. 2576.
A Trento la legge è più uguale per tutti
In parlamento a breve si dibatterà su un disegno di legge della maggioranza di governo che ha già sollevato molte critiche. Il cosiddetto “processo breve” prevede l’estinzione dei processi che non rispetteranno la seguente durata: due anni per il primo grado, due anni per l’appello e due anni per la cassazione. Il disegno di legge prevede anche che la nuova tempistica venga applicata ai processi in cui l’imputato risulti incensurato e non a quelli nei quali l’imputato abbia già riportato una precedente condanna. Quindi se una persona incensurata compie reati gravissimi come la corruzione o la truffa avrà la possibilità di vedere estinto il proprio processo. Viceversa dovrà sottoporsi ad un processo lungo chi dovesse rubare un motorino avendo in precedenza riportato una condanna di qualunque tipo. L’opposizione ha definito la normativa un’altra legge “ad personam” per bloccare i processi che vedono coinvolto il premier Berlusconi. L’associazione nazionale magistrati, riferendosi alle centinaia di migliaia di processi che andranno ad estinguersi a seguito di questa legge, ha parlato di effetti devastanti della legge stessa. E in Trentino come siamo messi in quanto a durata dei processi?
In Italia la media della durata dei processi in primo grado è di 579 giorni (l’unico caso di durata inferiore ai due anni previsti dalla nuova normativa). Sono invece 719 i giorni medi di durata dei processi in appello. Considerando i tre gradi di giudizio e quindi anche la cassazione, la durata arriva in media a 7 anni e mezzo. Per quanto riguarda Trento il Procuratore capo Stefano Dragone ha detto che “nella stragrande maggioranza dei casi il termine dei due anni viene ampiamente rispettato”. In riferimento a questi dati molti ritengono che a breve ci saranno altre due proposte di legge che riguarderanno direttamente la nostra provincia. La prima prevederà l’impossibilità di giudicare il premier nel tribunale di Trento. Con la seconda nella toponomastica trentina il minaccioso nome “Val Giudicarie” verrà sostituito da un più rassicurante “Val Assolverie”.
La Crociata del Crocifisso
La corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha stabilito con propria sentenza che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”. A seguito di questa sentenza dovrebbero quindi venire rimossi i crocifissi che sono presenti nelle aule scolastiche di ogni ordine e grado. Quella del crocifisso è diventata da tempo una vera “crociata” attraverso la quale molti credenti praticanti fanno manifestazione della propria fede. Purtroppo molte altre persone usano questo pretesto per fare una propaganda politica che molte volte non corrisponde ad una vera convinzione religiosa.
Ha ragione. In questi giorni si sentono rappresentanti del mondo politico e della società civile che prendono posizioni molto forti a difesa della cristianità. Peccato che spesso a tali dichiarazioni non corrispondano da parte loro né una frequentazione dei luoghi di culto né una vera conoscenza della religione di cui si fanno paladini. Le basti pensare che alla domanda “che differenza c’è tra nuovo ed antico testamento?” un politico trentino difensore del crocifisso ha risposto: “in presenza di più testamenti firmati da parte del defunto, il nuovo testamento è quello che riporta la data più recente. L’antico o gli antichi testamenti sono invece quelli che recano date precedenti, i quali automaticamente vengono sostituiti da quello nuovo”. Sulla presenza o meno del crocifisso nelle aule scolastiche penso che sia giusto girare la domanda a chi quelle aule le frequenta. A tale scopo riporto i dati di un sondaggio dell’IDTP (Istituto Demoscopico di Terza Pagina) realizzato interpellando un campione di studenti trentini delle superiori. Il 95% di loro ha dichiarato che preferirebbe la rimozione delle lavagne a quella del crocifisso, mentre il 97% ha affermato che al posto del crocifisso preferirebbe venisse appeso un insegnante a scelta, non necessariamente quello di religione. Rif. 2560.
Dagli all’addobbo!
Siamo solo ai primi di novembre e i supermercati hanno praticamente già installato sulle facciate le luminarie di Natale e non passeranno molti giorni che le accenderanno. A Trento ma anche in altre città e paesi trentini gli operai dei Comuni stanno iniziando ad addobbare le strade con le luci di Natale. Per quanto riguarda i supermercati questa fretta di rendere l’ambiente già pronto per le feste natalizie, risponde probabilmente a precise strategie di marketing pubblicitario. Nel caso delle varie amministrazioni pubbliche (non ultima ovviamente quella provinciale) si tratta invece di una necessità di promozione turistica. Purtroppo però questa fretta di addobbare porta con se delle conseguenze negative. La prima è quella che noi cittadini arriveremo alla vigilia di Natale già stufi di vedere luci e addobbi. La seconda è quella che rende l’atmosfera delle feste che dovrebbe essere magica e affascinante a sapere un po’ di “finto”.
Sono arrivate molte lettere come la sua. L’insofferenza dei cittadini comuni verso questa tendenza a “natalizzare” i due mesi che precedono il periodo natalizio è ogni anno più marcata. Si tratta di un’insofferenza che colpisce sia chi considera il Natale come una festa religiosa e ritiene che essa stia sempre più scivolando verso una dimensione consumistica, ma anche chi vorrebbe godersi le festività semplicemente e senza forzature. Purtroppo come sempre succede ci possono essere delle frange estremistiche di persone che non si limitano all’insofferenza ma passano alle vie di fatto. È il caso del neonato “Movimento per la liberazione dalle luminarie di Natale” che ha intrapreso un vera battaglia contro questo genere di addobbi. E’ di ieri la notizia che a Trento alcuni componenti del “Movimento” hanno abbattuto a colpi di pandoro due operai del Comune di Trento che stavano mettendo le luci in via Belenzani.
Sei legislature per Matusalemme
Da più parti si sente spesso invocare la necessità di svecchiare i quadri della politica e dell’amministrazione pubblica. Mi potrebbe spiegare allora come mai la Regione Trentino Alto Adige ha intenzione di aumentare fino a sei il numero di legislature per gli assessori comunali? In pratica un assessore potrà amministrare un Comune per trent’anni! L’assessore Cogo aveva avanzato la proposta di dare un limite di “soli” quindici anni ai mandati degli assessori comunali, mentre il presidente Durnwalder voleva che venisse cancellato ogni tetto alle candidature degli amministratori locali. È vero che quello riguardante le sei legislature è stato un accordo tra la Südtiroler Volkspartei e il Partito Democratico per evitare la crisi in giunta regionale?
Detta così sembra che il presidente Durnwalder e l’assessore Cogo siano come due bambini dell’asilo che litigano perché non vogliono mettersi d’accordo su che gioco utilizzare per divertirsi insieme, ma che il primo ad esempio voglia che si giochi solo con i soldatini e la seconda invece preferisca le bambole. Un esperto di politica molto vicino alla sede del consiglio regionale altoatesino (un mio cugino che lavora in un bar di piazza duomo a Bolzano) ritiene che in realtà l’accordo delle sei legislature vada bene sia all’Svp che al Pd. Questo perché con il limite delle tre legislature il partito di Durnwalder avrebbe perso circa 200 assessori a scapito magari della destra sudtirolese. Una situazione questa che non sarebbe andata bene a nessuno dei due partiti alleati. La cosa più importante a mio parere è che con la sola controindicazione di avere degli amministratori Matusalemme che potranno rimanere incollati alla poltrona di assessore per trent’anni, si potrà, usando le parole del capogruppo del Pd Luca Zeni: “porre finalmente un limite preciso ai mandati”. E bisogna riconoscere che avere un limite di trent’anni ai mandati di assessore era proprio il desiderio più urgente che avevano i cittadini del Trentino e dell’Alto Adige. Rif. 2541.
È la stampa, bellezza!
Ala sanità trentina, un settore che dà lavoro a 7733 persone, va un quarto dell’intero bilancio della Provincia. Un bilancio che per il 2010 è stimato in 4 miliardi e 550 milioni di euro. È per questo che le persone si arrabbiano quando all’interno della sanità, alla quale bisogna ricordare si ricorre quando si versa in una condizione di bisogno e dal quale si vorrebbe ricevere aiuto e sicurezza, ci sono notizie come quella da lei riportata. Un mese fa ad esempio aveva destato scalpore la notizia secondo la quale l’assessorato alla sanità aveva affidato ad un giornalista esterno un incarico da 41 mila euro annuali. Un incarico di “comunicazione pubblica e di informazione istituzionale in campo sanitario”. Lo scalpore era derivato dal fatto che nell’organico dell’assessorato alla sanità ci sono 3 giornalisti e va detto che oltre a questi ultimi, la Provincia ha il proprio ufficio stampa che conta 46 dipendenti, quindi ci si chiedeva se c’era bisogno di dare all’esterno un incarico simile. In merito all’episodio da lei riportato probabilmente c’è stato un equivoco. All’ospedale Santa Chiara non era la carta igienica che i pazienti dovevano portarsi da casa, ma la carta che viene usata per i comunicati stampa dai giornalisti “sanitari”.
Il bisogno momentaneo del sommo poeta
Si sa che il Trentino in generale e Trento in particolare sono due realtà dove non sempre è facile introdurre novità. Quando si tratta di novità artistiche è ancora più difficile. Il motivo principale delle polemiche probabilmente riguarda il costo della realizzazione dell’opera. Per quanto riguarda il crollo di parte della struttura si sono fatte altre congetture oltre a quella del sabotaggio. La più credibile al momento ipotizza sia stato il sommo poeta in persona a fare crollare il muro di sacchi tentando di scavalcarlo per andare a far pipì nel laghetto del giardino che porta il suo nome. Rif. 2521.
L’inno al Trentino
A tutt’oggi, le uniche conseguenze che la proposta del consigliere Savoi sembra avere determinato, sono le seguenti: 1) il calciatore della nazionale italiana, l’argentino Camoranesi, famoso per non cantare “Fratelli d’Italia” prima delle partite, ha suggerito di sostituire l’inno di Mameli con l’inno di Savoi; 2) durante una seduta spiritica Goffredo Mameli ha suggerito la stessa cosa dichiarando: “così la gente la smetterà di lamentarsi del mio”; 3) sembra che Marco Carta, l’ultimo vincitore del festival di Sanremo, voglia contattare Savoi per proporgli di scrivere il testo della canzone che porterà al festival 2010; 4) Mara Maionchi ha indetto una conferenza stampa dichiarando che i “The bastard sons of Dioniso”, dal punto di vista dei testi delle canzoni, sono a posto così. Rif. 2515.
Perizie e peripezie
Come sempre accade quando ci sono diverse versioni su argomenti spinosi (politici, amministrativi etc.), ogni soggetto coinvolto usa le proprie armi per dare credibilità alla tesi che sostiene, specialmente se l’oggetto del dibattere finisce nelle aule dei tribunali. E come sempre accade (o dovrebbe accadere), si deve attendere che ci sia un pronunciamento giudiziario per appurare la veridicità delle diverse versioni. Questo succederà anche nel caso della discarica di monte Zaccon. Nel caso specifico, dopo la perizia della procura e quella dell’APPA si potrebbe verificare un effetto emulazione. Non mi stupirei se a breve ci fossero le seguenti perizie: del Comune di Roncegno, del gruppo di minoranza dello stesso Comune, dei soggetti accusati del conferimento di materiale inquinante, di qualche partito politico a caccia di visibilità, di comitati di cittadini, di cittadini non riuniti in comitati, della Curia, dell’accademia della crusca, degli ultras dell’Inter, dell’associazione pizzaioli tridentini, del Muppet show, della bocciofila del bagno “Tritone” di Cesenatico e di chi più ne ha più ne e-metta (perizie). Speriamo solo che dopo queste peripezie si possa venire a sapere se pericoli ambientali e per la salute ce ne sono e che in caso affermativo i responsabili vengano giudicati e condannati.
I presidenti dell'ottimismo
Il presidente Dellai ha commentato i risultati delle analisi dicendo che “si crea questo allarme esternando minacce, senza aver informato prima la Provincia e il Comune: serve un assoluto rispetto delle reciproche competenze e leale collaborazione”. Dellai ha inoltre detto che “la salute pubblica non è in pericolo”. Al di là della questione specifica della discarica di Marter, su cui immagino torneremo molto presto, desta perplessità il fatto che Dellai, il quale ha sempre cercato di tenere una certa distanza da Berlusconi, si trovi ora a ricalcarne le orme. Il premier ce l’ha con chi è pessimista sulla crisi economica, il governatore con chi lo è sulla salute pubblica. Voci maligne (e forse bene informate) dicono che studia da presidente del consiglio.
Autoveloprivacy
Per agevolare ulteriormente gli automobilisti che sono abituati a percorrere le strade a velocità doppia rispetto a quella permessa, il governo potrebbe fare uno sforzo in più. Ad esempio con un sistema satellitare il ministero dell’interno potrebbe rilevare quando un automobilista sta transitando su una tratto di strada che precede una postazione autovelox e inviargli un sms avvisandolo di rallentare. Qui sorge però il problema della pericolosità causata dal leggere l’sms mentre si sta guidando. Ma il governo troverà sicuramente una soluzione anche a questo problema. Rif. 2455.
La concorrenza è l'anima del trasporto
Il CTA (Consorzio Trentino Autonoleggiatori) si è aggiudicato l’appalto triennale per il trasporto scolastico e per quello rivolto a persone diversamente abili in provincia di Trento. La cifra dell’appalto è molto consistente, si tratta infatti di 49 milioni di euro. Il CTA era l’unico soggetto partecipante ed ha ovviamente vinto la gara. Non c’erano dubbi a tal proposito, non del fatto che vincesse la gara, visto che non c’erano avversari, ma che fosse l’unico soggetto partecipante. Il CTA infatti è una corazzata imbattibile perché è composto da 130 diverse ditte di trasportatori locali per un totale di 342 autisti e 370 mezzi. È ben difficile che ci siano concorrenti con un avversario del genere. La Provincia sembra sostenere che questa sia la prerogativa principale perché il servizio sia svolto in maniera impeccabile, visto che il CTA garantisce un radicamento sul territorio che un soggetto di trasportatori che venisse da fuori provincia non potrebbe garantire. Ma il fatto di essere sicuri di vincere un appalto del genere, non potrebbe avere dei risvolti negativi sulla qualità del servizio erogato?
Bisognerebbe girare la sua domanda alle famiglie con figli che usufruiscono del servizio effettuato dai vari trasportatori che fanno parte del Consorzio. Certo è che come in ogni realtà economica la concorrenza dà sempre dei vantaggi, non ultimo quello di avere costi competitivi. Nel caso specifico di autisti ai quali sono affidati scolari, studenti ed ancor più persone con problemi di disabilità, la concorrenza potrebbe essere da stimolo per garantire un servizio sempre migliore anche riguardo a tempi di percorrenza, posti a sedere garantiti ed ancor di più una adeguata capacità di relazionarsi con le persone trasportate. Non so cosa dirle. Mettiamola così: con un appalto triennale da 49 milioni per un soggetto unico (con la possibilità di riconferma dell’incarico per altri tre anni anche senza il ricorso ad un nuovo bando) qualche vantaggio per qualcuno ci sarà. Rif. 2437.
The Hofer sons of Panizza

Rif. 2415. Non passa giorno che non venga svolto un seminario, non si apra un dibattito, non si stampi un libro, non si organizzi un concerto, non si legga sul giornale un articolo su Andreas Hofer. Sarà pur vero che quest’anno ricorre il bicentenario della rivolta guidata dal comandante degli Schützen contro i bavaresi che all’epoca guidavano il Tirolo in alternanza con i francesi di Napoleone e con gli austriaci. Ma non mi sembra che per il Trentino sia giustificata questa corsa alla celebrazione di una figura, quella di Hofer, che se è molto importante per l’Alto Adige, appartiene ben poco alla nostra provincia. Avevamo davvero bisogno di tutti questi avvenimenti?
Non vorrà scherzare. Per il Trentino Andreas Hofer è una figura mitica, un personaggio di cui tutti parlano, un ideale umano per il quale non si organizzeranno mai abbastanza occasioni per conoscerne la storia. Penso si possa affermare senza timore di smentita che nella nostra provincia la sua importanza è seconda solo a quella di Lorenzo Dellai e di Babbo Natale. Non si spiegherebbe altrimenti come mai le 12 compagnie trentine degli Schützen, gruppo che sta rivaleggiando in popolarità con il corpo dei vigili del fuoco volontari, abbia ottenuto dalla provincia 120 mila euro per l’acquisto delle loro divise. Per capire l’importanza per il Trentino di Hofer e degli Schützen, basti dire ancora che il bicentenario della rivolta Hoferiana sta impegnando praticamente a tempo pieno l’assessore provinciale alla cultura Franco Panizza. Le celebrazioni sono state il solo motivo capace di distogliere l’assessore dal suo interesse primario: i Bastard sons of Dioniso. Gruppo del quale l’assessore potrà tornare ad occuparsi interamente in occasione dell’uscita del nuovo cd del gruppo rock trentino, prevista per il prossimo autunno.
nosf

Dopo la scoperta nell’inverno scorso della discarica di materiale inquinante nella ex cava di monte Zaccon a Marter di Roncegno e la recente faccenda delle tonnellate di materiale non conforme che uscivano dall’acciaieria di Borgo Valsugana, è stato istituito uno speciale nucleo forestale provinciale. Era ora. Le indagini su Marter e sull’acciaieria erano state finora svolte dal corpo forestale dello stato che ha sede a Vicenza. Non si è mai capito se erano dovuti intervenire dal Veneto perché in Trentino si chiudevano troppi occhi o perché non c’era un corpo investigativo che poteva occuparsene. Comunque sia speriamo che ora la Provincia abbia gli strumenti per vigilare su quanto si sta compiendo di illegale in materia di ambiente soprattutto in Valsugana.
La Provincia ha costituito il nuovo Nucleo Operativo Speciale Forestale (NOSF) con il preciso intento di dotarsi di un organo investigativo che si possa occupare di ambiente sia in territorio provinciale che fuori dai confini del Trentino. Sembra che uno dei motivi per i quali il corpo forestale provinciale è stato sostituito nelle indagini da quello statale, sia stato proprio il fatto di non avere potuto in precedenza indagare fuori provincia. Fatto sta che ciò aveva fatto nascere sia dei sospetti su quello che sembrava un non volere vedere da parte dell’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente su quanto di poco chiaro succedeva riguardo all’ambiente (il biocompostaggio di Campiello di Levico insegna), sia dei malumori della Provincia che si vedeva di fatto esautorata di una competenza che ricadeva all’interno dei propri confini. Speriamo non trovi conferma quello che voci (maligne) di corridoio già riportano sulla reale importanza del nuovo strumento di controllo sull’inquinamento ambientale e cioè che l’acronimo NOSF sia già stato cambiato da Nucleo Operativo Speciale Forestale in: NO Saven sa Farghe. Rif. 2384.
Candelieri e gondolieri

Rif. 23675. Sono un dirigente della Provincia Autonoma di Trento. Le scrivo per chiederle un consiglio. Sono in possesso di alcuni oggetti che mi sono stati regalati in occasione delle festività natalizie degli ultimi anni. Si tratta di oggetti di cui non so la provenienza perché a casa mia quando si scartano i pacchi c’è sempre un po’ di confusione e non mi ricorderei proprio chi possa avermeli mandati. I regali sono una gondola veneziana a pile in plastica con il gondoliere che canta, una boccia con all’interno il Duomo di Trento che quando la capovolgi viene giù la neve e alcuni pupazzi di peluche in scala che rappresentano l’orsa Jurka e i suoi figli. Ora, vista la delicatezza dell’argomento doni nel momento in cui si sospetta che si tratti di tentativi di conquistare piaceri e conoscenze, non vorrei si pensasse che ho accettato regali da persone che volevano poi favori da me, non so se mi capisce. Ho saputo che il presidente Dellai in una situazione simile ha consegnato dei candelabri d’argento e un oggetto in cristallo Swarovski, che aveva ricevuto in dono, al museo del Buonconsiglio. Io però non vorrei che i miei doni venissero esposti al pubblico. Non sia mai fossero regali di mia suocera o di mia cognata e io non me ne sono accorto. Chi le sentirebbe poi? Dove potrei rivolgermi?
La Provincia ha un ufficio apposito che si occupa proprio di questo. Si tratta dell’URL (Ufficio Regali Pacchiani). L’ufficio, che occupa due capannoni, è preposto alla raccolta, alla catalogazione ed alla conservazione di tutti i presenti e gli omaggi che in questi anni sono pervenuti agli amministratori e ai dirigenti della Provincia. Vi si possono trovare targhe, coppe, candelabri, bigiotteria e quant’altro è stato regalato in questi anni da donatori dei quali non si riesce a risalire all’identità.
Prove e provette
Ci potrebbe anche essere una terza spiegazione: la sbadataggine. Riguardo a quanto successo con i campioni da analizzare in laboratorio potrebbe infatti essere successo quello che spesso capita a livello domestico o comunque nel quotidiano delle persone. A quanti non è successo di confondere il sale con lo zucchero preparando di conseguenza un caffè imbevibile? A chi non è capitato di fare il pieno di benzina nel serbatoio dell’automobile diesel accorgendosi dopo qualche metro che la macchina non ne vuol sapere di andare? Quante volte è capitato di indossare la maglietta del proprio fratello o sorella e sentirsene poi un fracco? Come vede ogni giorno sono molte le occasioni nelle quali per sbadataggine si compiono delle azioni non corrette. Ecco, nel caso delle decine di campioni riguardanti le tonnellate di materiale inquinato uscito dall’acciaieria di Borgo Valsugana potrebbe essere successa la stessa cosa. Perché altrimenti se qualcuno scambiava volontariamente campioni che davano risultati conformi con altri che li davano non conformi, probabilmente lo faceva ogni volta che si trattava di fare analizzare campioni di qualunque genere. In tal caso mi viene il sospetto che queste persone si facevano sostituire da un parente o un amico per fare i prelievi di sangue per le analisi mediche ed alla stessa maniera chiedevano magari al cognato di fare la pipì nella provetta al posto loro. In tal caso suggerisco un checkup medico completo.
Cavalli, ciclisti, motociclisti
Terza pagina riporta spesso lamentele di cittadini nei confronti dei ciclisti che non rispettano il codice della strada, percorrendo le ciclabili a velocità elevata con le loro tute da clown oppure viaggiando accostati in due o in tre sulle strade normali o ancora non fermandosi agli stop ed ai semafori rossi. Ma ci sono anche altre categorie di persone che dovrebbero diventare un po’ più civili. Sto parlando di quelli che vanno a cavallo nei paesi e non raccolgono le voluminose cacche dei loro animali e di quei motociclisti che attraversano i centri abitati a velocità elevatissime sorpassando magari dove non potrebbero mettendo in pericolo pedoni e automobilisti.
Purtroppo sembra che certe persone abbiano un senso di civiltà a senso unico, cioè che esso valga solo per se stessi. L’ingegner Drastico, esperto in situazioni di inciviltà stradale dello studio di consulenze CAOS (Civiltà Assente O Sospesa), ha dato la sua ricetta per la soluzione al problema che lei ha esposto. Eccola: “Alcuni sindaci trentini si sono rivolti a me perché avevano gli stessi problemi sulle strade dei loro Comuni, con un via vai di ciclisti, cavalieri e motociclisti che non rispettavano niente e nessuno. Il problema è stato risolto con un’ordinanza comunale che permetteva il transito di tali categorie solo in due fasce orarie: dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 20. In questi orari si creava un enorme afflusso di bici, moto e cavalli. I motociclisti si ribaltavano scivolando sulle cacche dei cavalli, i cavalli prendevano a zoccolate i ciclisti disturbati dai colori delle loro tute, i ciclisti, spaventati da moto e cavalli, uscivano dalle strade principali forando le gomme sullo sterrato. Scoppiavano risse tremende tra le varie categorie, con i motociclisti convinti che fossero i ciclisti a fare la cacca sulla strada per fare loro dispetto. Dopo una settimana di transito a fasce orarie non si sono più visti né moto né cavalli né bici”. Rif. 2344.
L'autubus con sauna
Le è mai capitato di usare i nuovi autobus a Trento? Ha sentito che caldo c’è all’interno? Io per principio, se posso, uso i mezzi pubblici lasciando a casa la macchina per fare la mia parte contro l’inquinamento derivante dagli scarichi dei veicoli. Però non posso arrivare in ufficio ogni mattina con la camicia madida di sudore. E tutti i passeggeri si lamentano, anche le persone anziane che erano abituati a chiedere: “per cortesia, può chiudere i finestrini che c’è giro d’aria?”, ora chiedono di aprirli. Ma questo non è possibile, perché si tratta di finestrini che permettono un’apertura insignificante. È mai possibile che nel 2009 Trentino Trasporti abbia nel proprio parco automezzi degli autobus senza aria condizionata? Non si tratta di quelle gloriose corriere che nei decenni scorsi si vedevano transitare sulle nostre strade, ma da quello che mi risulta sono mezzi che sono stati acquistati e messi in circolazione nel dicembre scorso. Ma i manager di Trentino Trasporti non lo usano mai l’autobus? Io di sicuro da ora in avanti smetto di usarlo fino all’autunno, quando le temperature scenderanno.
Le lamentele riguardanti gli autobus “sauna” sono state molte da parte di una moltitudine di cittadini. Trentino Trasporti è corsa subito ai ripari chiedendo un incontro con la casa di produzione degli automezzi. Dubito però che Trentino Trasporti abbia voluto acquistare autobus con l’aria condizionata e gliene siano stati venduti di quelli senza. Per limitare la figuraccia sembra che Trentino Trasporti chiederà alla Provincia di fare rientrare questo problema nella manovra anticongiunturale contro la crisi. Molto probabilmente si coinvolgeranno delle ditte di carrozzieri locali che con delle sofisticate attrezzature (mola disco) taglieranno il tetto dei trenta autobus “sauna” facendoli diventare cabrio. In tale modo quest’estate gli autobus diventeranno come quelli che permettono di visitare le grandi città turistiche a cielo aperto. In autunno con i primi freddi si vedrà.
Sono fuori dal tunnel
Rif. 2321. Qualche tempo fa all’uscita dalla galleria di Piedicastello i vigili urbani di Trento, muniti di autovelox, hanno fatto strage di macchine che correvano troppo. Ma io mi chiedo: possibile che la colpa sia sempre di noi automobilisti? Le colpe maggiori le hanno quelli che hanno realizzato la strada in discesa che invita a correre. D’altronde c’è il limite dei 70 chilometri all’ora. Ma chi è che al giorno d’oggi va a 70 chilometri all’ora? E poi, i vigili sono dei furbacchioni. Si nascondono con la macchina: è ovvio che gli automobilisti ci cascano. E le case automobilistiche che fanno macchine che vanno ai 200 all’ora? Come vuoi che faccia io con la mia BMW a fare i 50 all’ora nei centri abitati se me ne avanzano 150? Secondo me si sta perdendo il senso della civiltà.
Alcune notizie sull’argomento riportano risvolti molto inquietanti. Si tratterebbe di un complotto pianificato dall’organizzazione mondiale della sanità e volto a limitare i decessi per incidenti stradali. Ne farebbero parte tra gli altri i corpi dei vigili urbani, le scuole guida, ma soprattutto quegli insopportabili automobilisti che rispettano i limiti di velocità. Ha presente quelli che in autostrada sorpassano al massimo ai 130 e bisogna fargli i fari? Ecco, si tratta di loro. Ce ne sono anche di quelli che transitano nella galleria di Piedicastello e fanno frenare chi come lei vorrebbe andare più veloce. D’altronde non è che tutti quelli che vanno ai 200 all’ora al Bus de Vela o ai 120 a Piedicastello corrono per il piacere di farlo. È tutta gente che ha giustificati motivi per farlo, tipo andare a salvare qualcuno in pericolo di morte o trasportare documenti di importanza fondamentale per il destino dell’umanità. Solo un cretino correrebbe in quella maniera per andare a lavorare o a mangiare la pizza.
Preferenze e conseguenze
Rif. 2292. Le pongo due quesiti relativi alle recenti elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo svoltesi nella nostra provincia. 1) Come mai alle suddette elezioni erano candidati politici come Silvio Berlusconi, Umberto Bossi e Antonio Di Pietro che non andranno mai a rappresentare l’Italia nel Parlamento europeo perché non rinunceranno ai loro incarichi politici in Italia? 2) Come mai, visto che si sapeva già che questo sarebbe accaduto, hanno preso comunque migliaia di voti dagli elettori della provincia di Trento (Berlusconi 28273, Bossi 7364 e Di Pietro 4673)?
I suoi quesiti hanno movimentato alcune riunioni degli analisti della redazione socio-politica di “Terza Pagina”. Le riporto le loro conclusioni. 1) Berlusconi e Bossi hanno candidato (come ritengono anche molti esperti di politica nazionali) con l’intento di fare da specchietto per le allodole dell’elettorato di centrodestra e rinforzare il voto di lista. Di Pietro, come da lui stesso ha dichiarato, sembra l’abbia fatto per contrastare tale iniziativa. 2) Al quesito sul perché gli elettori trentini abbiano votato chi non sarebbe andato in Europa a rappresentarli, rispondo con una confidenza fattami da una voce molto vicina agli ambienti politici romani (un mio secondo cugino che vende bomboloni nei pressi di Montecitorio). Sembra che i 28273 elettori trentini che hanno votato Berlusconi saranno ospiti per un fine settimana nella villa del premier in Sardegna dove sicuramente non incontreranno i 4673 conterranei che hanno votato Di Pietro. I 7364 elettori trentini che hanno votato per Bossi avranno l’occasione di passare anche loro un week end in Sardegna. Faranno parte di una speciale ronda padana che avrà il compito di pattugliare i dintorni di villa Certosa per difenderla dai fotografi a caccia di scoop.
Il Festival dell'Unià

Rif. 2274. Anche quest’anno abbiamo assistito ad un Festival dell’economia di sinistra. Vorrei esprimere il mio disappunto, che è poi quello di tante altre persone che hanno notato come esso sia ormai diventato una manifestazione comunista. La maggior parte dei relatori appartengono o simpatizzano per i partiti di centrosinistra. Dei rappresentanti del governo neanche l’ombra. Non è possibile che una manifestazione di tale importanza sia in mano ad una sola parte politica. L’anno prossimo invece di Festival dell’economia potrebbero chiamarlo Festival dell’Unità
Altri lettori mi hanno scritto sull’argomento, descrivendo il Trentino come una roccaforte comunista che gestisce con un’unica visione politica le proprie cose. Penso però che ciò non corrisponda alla realtà: ho letto invece che il ministro dell’economia Giulio Tremonti era stato invitato al festival dell’economia per fare un bilancio del primo anno di governo, ma lui ha declinato l’invito. Inoltre erano assenti i giornalisti Mediaset e quelli dei giornali legati al presidente del consiglio (Libero e Il giornale). Per il resto, era la presenza di tre premi Nobel e di vari esperti di economia nazionale ed internazionale l’attrattiva maggiore del Festival. I grandi numeri della manifestazione fanno capire che essa non può essere solo di parte. Stiamo parlando di 80 mila persone (10 mila in più dello scorso anno) che hanno seguito le varie iniziative e di 6 milioni di contatti al sito ufficiale del Festival. Grande successo anche per iniziative collaterali come la distribuzione dei gadget (la bandiera rossa e la falce e il martello con lo scoiattolo intagliato nel manico) e come l’editoria legata al festival, che ha visto primeggiare nella top ten dei libri “Il Capitale” di Marx ed il “Libretto rosso” di Mao. Molto apprezzata anche l’iniziativa di proporre nei ristoranti convenzionati il menù con i bambini bolliti.
Lodo Alfano e Lodo Alpino

Rif. 2253. Lorenzo Dellai risulta indagato per concussione. Avrebbe telefonato al presidente di una cooperativa agricola, invitandolo a non escludere le imprese trentine dall’appalto dei lavori per la costruzione di un magazzino. Si tratta di un lavoro che prevede investimenti per circa 30 milioni di euro, 24 dei quali ammessi a contributo della Provincia. Una vicenda per la quale il pm ha chiesto l’archiviazione. Il gip l’ha respinta ed ha fissato un’udienza a giugno.
Una voce vicina ai palazzi della politica provinciale (un mio cugino che prende sempre l’autobus in piazza Dante), fa sapere che in questa vicenda ci sono dei risvolti inaspettati. Sembra che Dellai sia stato contattato da Silvio Berlusconi, intenzionato ad entrare nelle grazie del governatore di una delle ultime regioni roccaforti del centro sinistra esistenti in Italia. Il premier è stato prodigo di consigli. Ha detto a Dellai di gridare al complotto comunista, di andare alla festa di compleanno di qualche ragazzina in modo che i quotidiani distraggano la pubblica opinione e di rilasciare quotidianamente delle dichiarazioni negando quelle del giorno precedente. Sembra inoltre che il presidente del consiglio si sia offerto di fare votare in parlamento una legge che estenderebbe il cosiddetto “Lodo Alfano”, cioè l’immunità dai processi per le più alte cariche dello stato, anche alle più alte cariche della Provincia di Trento (in pratica una, quella di Dellai). Sembra che il presidente della giunta provinciale abbia rifiutato gentilmente i consigli diffondendo lui stesso la notizia di essere indagato ed in controtendenza con quanto accade normalmente a livello nazionale, voglia presentarsi in aula. Il governatore ha inoltre fatto capire di non essere interessato al “Lodo Alfano”, dichiarando che in tribunale si farà difendere da “Lodo Alpino”, cioè il suo amico Lodovico Sartori, un alpino di Gardolo appassionato dei telefilm di Perry Mason.
Tagli, ritagli e frattagli

Rif. 2243. Durante la recente festa per il 157° anniversario della fondazione della polizia, il questore di Trento Caldarola ha manifestato la sua preoccupazione per la carenza di fondi che sta colpendo le questure italiane (e quella di Trento non fa eccezione), carenza dovuta ai tagli che il governo ha praticato nella finanziaria del 2008. Si è trattato di tagli per un totale di 3 miliardi di euro, dei quali mi ricordo “Botta e Risposta” si era già occupato, a seguito dei quali l’organico complessivo delle forze dell’ordine sta venendo ridotto di 40 mila persone, si stanno bloccando gli straordinari e ci sono grossi problemi per la manutenzione dei mezzi e l’acquisto della benzina, oltre che per l’acquisto di divise e di giubbotti antiproiettile. Sembra che per gli uffici della questura anche l’acquisto di carta per fotocopie sia un problema. Il questore ha parlato anche di difficoltà riguardanti la parte operativa, con l’impossibilità per la polizia trentina di compiere indagini fuori provincia.
È vero che il governo ha praticato tagli drastici ai fondi destinati al Ministero dell’Interno ed a quello della Difesa, ma è anche vero che all’interno del pacchetto sicurezza che è in votazione al parlamento in questi giorni, ci sono delle novità sostanziali per affrontare i problemi delle questure. “Botta e Risposta” ha chiesto ad un famoso giurista, l’avvocato Primo Verdetto, di leggere per noi il testo in questi giorni all’esame delle camere. Ecco la sua risposta: sembra che il governo, oltre alle ronde che presto pattuglieranno le nostre strade, abbia previsto delle altre speciali ronde. Una ronda di meccanici in pensione che effettueranno la manutenzione sui malandati mezzi della polizia; una ronda di sarte che rattopperanno le logore divise dei poliziotti; una ronda di scolari che durante il doposcuola recupereranno con il bianchetto la carta per fotocopie usata. Si tratta di iniziative di rilievo che dovrebbero a breve rendere operative al massimo le questure.
Comunicatività e contenuti nel Pdl

Rif. 2219. La consultazione elettorale per l’elezione del nuovo sindaco di Trento non ha portato solo la nettissima affermazione di Alessandro Andreatta, che con il 64% dei voti ha stravinto sul suo avversario Pino Morandini. Essa ha anche dimostrato ancora una volta come in Trentino il Pdl e la Lega Nord non riescano proprio a sfondare, come si era tra l’altro già capito con l’affermazione di Lorenzo Dellai alle elezioni provinciali dello scorso novembre. Ma la difficoltà del centrodestra a fare breccia nell’elettorato trentino si è vista anche nelle elezioni per il rinnovo dei consigli comunali di Pergine Valsugana, Civezzano, Folgaria e Rabbi. Solo a Mezzolombardo si è finiti al ballottaggio. Non le sembra strano che il centrodestra, leader a livello nazionale, non riesca ad affermarsi in terra trentina?
Il problema sta proprio nelle differenze esistenti tra il centrodestra Berlusconiano e quello trentino; o meglio: nella differenza tra Berlusconi ed i leader del centrodestra nostrani. Gli elettori di Pdl e Lega Nord sono ormai abituati alla figura di un leader, Berlusconi appunto, che ha un linguaggio ed una comunicatività molto particolari. Chi vota centrodestra non è abituato a sentire parlare di crisi, di problemi e di come fare a risolverli, ma di argomenti che solo il presidente del consiglio è in grado di proporre. Quelli che i suoi elettori evidentemente amano. Il linguaggio e la comunicatività dei leader trentini di Pdl e Lega sono molto diversi. Se in questi anni Malossini, Divina e Morandini invece di proporre ricette su problemi economici, sicurezza ed ambiente avessero fatto cucù sporgendosi da qualche monumento, fatto le corna mentre li fotografavano, chiesto di “potere palpare qualche signora”, oppure si fossero fatti chiamare “Papi” da qualche ragazzina, forse avrebbero avuto più possibilità di successo. È inutile, in politica i contenuti hanno la loro importanza.
La Bastard's Valley di Miss Italia

Rif. 2202. Dopo il successo ottenuto dai “The Bastard Sons of Dioniso” nella trasmissione “X-Factor” si sono avute una serie di dichiarazioni entusiastiche di politici, amministratori e varie personalità trentine, tutti saliti sul carro dei vincitori musicali guidato da Federico, Jacopo e Michele. Tutti oggi appassionati di rock e di chitarre, anche se fino all’altro ieri ascoltavano magari i “Cugini di campagna”. Speriamo solo che quando l’effetto tv sarà affievolito, questi personaggi non saltino giù dal carro pronti a salire subito sul prossimo che gli transiterà accanto.
Sono d’accordo con lei. E speriamo anche che i “Bastard”, da ora in avanti, vengano considerati come farebbe piacere a loro e cioè come un gruppo rock che ha come principale passione quella di suonare la loro musica. Speriamo inoltre che da adesso nelle interviste possano rispondere a domande sulle loro canzoni e non solo sul loro ruolo di ambasciatori del Trentino nel mondo. Ruolo che sicuramente hanno ed apprezzano, ma che non è il solo che vogliono. Vorrei aggiungere un pensiero sulle prese di posizione che si sono avute in seguito alla denominazione “Bastard’s Valley”, riferita alla Valsugana. Secondo me gli abitanti della Valsugana non si devono sentire offesi da questa denominazione perché essa fa parte del gioco, fa parte dello show business. Anzi, penso che possano essere orgogliosi che questi nostri ragazzi siano riusciti ad avere questo successo. A me personalmente fa piacere che la Valsugana sia la “Valle dei bastardi”, come non mi faceva piacere che due anni fa fosse la “Valle di Miss Italia”. A proposito: come mai nessuno ha pensato a lei per il collegamento televisivo con il Trentino durante la finale di “X-Factor” che invece è stato affidato a quella ragazza con il ciuffo che sbraitava e che diceva cose incomprensibili? Mah! Misteri dello show business.
(Cam)bio compostaggio

Rif. 2182. Forse è stata messa la parola fine alla vicenda dell’impianto di biocompostaggio di Campiello che tanto ha fatto discutere in questi anni. Sembra infatti che dal 20 aprile scorso, l’attività dello stabilimento che emanava odori nauseabondi e che ha creato grossi problemi di vivibilità ai residenti della frazione di Levico Terme e del vicino Comune di Novaledo, sia cessata. Infatti Trentino Sviluppo ha acquistato l’impianto per conto della Provincia Autonoma di Trento, versando alla proprietà la cifra di 9 milioni e 460 mila euro. Ora ci si chiede in cosa verrà convertito lo stabilimento una volta smaltite le sostanze residue presenti al suo interno.
Sono molte le ipotesi che sono state fatte circa il futuro impiego dello stabilimento dove venivano lavorati fino a pochi giorni fa i materiali puzzolenti che hanno avvelenato in questi anni l’aria di Campiello e di Novaledo. Una ricerca esclusiva di “Terza Pagina” ha prodotto alcuni risultati in linea con la considerazione che la Valsugana ha avuto e sta avendo all’interno del mondo politico ed imprenditoriale trentino. Stiamo parlando, oltre che della vicenda del biocompostaggio, anche della presenza di altre situazioni di inquinamento e del conseguente abbassamento della qualità di vita delle persone che abitano in questa parte del Trentino. Basti pensare alla trafficatissima strada statale 47, alla discarica abusiva di Marter di Roncegno o alle acciaierie di Borgo Valsugana. Ecco quindi la probabile futura utilizzazione dello stabilimento di Campiello. 1) Luogo alternativo per la costruzione dell’inceneritore attualmente previsto ad Ischia Podetti. 2) Nuovo forno crematorio provinciale. 3) Sito individuato per la costruzione di una delle nuove centrali nucleari previste dal governo. 4) Sede di smaltimento cadaveri tramite scioglimento in acido a servizio della mafia siciliana con subappalto alla mafie russa e giapponese. 5) Stabilimento chimico a piacere.
Deiezioni: slalom sui marciapiedi

Rif. 2165. Sul marciapiede che percorro ogni giorno ci sono sempre escrementi di cane. Io e le altre persone siamo costretti ad uno slalom tra le cacche per evitare di pestarne una. In un parco vicino a dove lavoro altri cani defecano dove i bambini vanno a giocare. Possibile che i padroni di questi animali se ne freghino? Le confesso che quando vedo uno di questi cani che sporcano i marciapiedi o i parchi pubblici ho la tentazione di mollargli un calcio nel didietro.
Capisco la sua rabbia, ma si trattenga dal punire i cani che sporcano. Casomai il calcio nel didietro andrebbe dato al padrone del cane, ma resista anche a questa tentazione. Ci sono altre cose che lei può fare, ed approfitto della sua lettera per estendere questi consigli a tutti i lettori di Bazar. Ad esempio, se le capita di essere presente nel momento in cui un cane defeca e il padrone tira dritto, può chiedere gentilmente: “scusi, può raccoglierla?”, non al cane ovviamente, ma al padrone. È probabile che l’altro risponda male (gli incivili diventano maleducati se presi in castagna), ma almeno capirà che non si è comportato proprio bene. Oppure può cercare un vigile e segnalare quanto successo. Pregandolo magari di fare un giro ogni tanto su quel tragitto. Le sanzioni per chi non raccoglie le deiezioni del proprio animale vanno da 50 a 300 euro, mica niente. Ancora: può telefonare a chi si occupa della raccolta delle immondizie (a Trento è Trentino Servizi) dicendo dove ci sono sempre cacche da raccogliere. Oppure, se non le dà fastidio, può raccogliere lei stesso la cacca con uno degli appositi sacchettini che ci sono nei distributori stradali e poi buttare il tutto in un cestino. Lo so che non spetterebbe a lei farlo, ma cosa vuole che le dica? Comunque dopo che l’avrà fatto sentirà di essersi comportato bene ed in maniera civile. Insomma, ci sono molte alternative al non fare niente e tenersi l’arrabbiatura. Le consideri tutte come dei simbolici calci nel sedere ai padroni incivili di cani.
Spritza la crisi

Rif. 2152. Uno dei luoghi simbolo della socializzazione e del divertimento dei trentini, il bar, sta vivendo un periodo difficile. I dati dell’ufficio studi e ricerche della Camera di commercio relativi al 2008 parlano di 127 chiusure di locali pubblici destinati alla somministrazione di bevande, contro 95 nuove iscrizioni, con un negativo di 32. Una studio sui consumi di bevande all’interno di bar, pub e locali vari riporta dati negativi per tutte le bevande: –9% per la birra, -10% per le bibite dolci, -11% per il vino, -12% per i liquori, -13% per i succhi di frutta e - 15% per gli aperitivi. Ecco, gli aperitivi: il simbolo della crisi dei bar è la caduta del consumo di spritz. Nessuno beve più lo spritz e sembra che questo sia il danno peggiore che questa crisi planetaria abbia causato.
Lo spritz ha avuto negli anni scorsi una vera gloria. È stato il simbolo dell’Happy hour e della voglia di uscire di casa, di divertirsi e di socializzare. È normale però che come succede a tutti i beni di consumo voluttuari, in un momento di difficoltà finanziaria, il suo uso sia stato ultimamente ridimensionato. Usciamo però un attimo dallo specifico del discorso spritz e cerchiamo di vedere la cosa allontanandosi da una visione che rischia di influenzare il nostro giudizio. È ovvio che l’acqua è fondamentale più dello spritz, che il pane è più importante delle patatine e che l’automobile è più utile del camper. È altrettanto ovvio che chi per campare vende spritz o fabbrica patatine o noleggia camper, vedrà il calo di consumo del prodotto che lui propone come un dramma. Ognuno poi è padrone di fare le scelte che ritiene più opportune, seguendo le proprie priorità sia a livello gastronomico che a livello di ferie o di mezzi di trasporto. Certo che se uno va al bar e spende 3 euro per uno spritz e poi va a casa e si accorge che con 3 euro se ne fa una damigiana, qualche domanda se la fa.
Costumi e divise

Rif. 2138. Ma secondo lei è normale che nella legge finanziaria recentemente varata dal consiglio provinciale di Trento ci sia uno stanziamento di 1 milione di euro per acquistare delle divise e dei costumi storici per le bande, i cori e gli Schützen della provincia di Trento?
Bisogna precisare che il capitolo di spesa a cui lei fa riferimento prevede, oltre al milione di euro per costumi e divise, una cifra ulteriore di 1,4 milioni destinati a tutte le associazioni culturali per l’acquisto di attrezzature e strumenti vari. Certo che il milione per le divise, in un momento di crisi economica è parso a molti uno spreco. Ma non ci si deve fermare ad uno sguardo superficiale. Se si approfondisce l’argomento si capisce che questa spesa è in realtà un grosso segnale della Provincia dopo le critiche per i 400 mila euro dati ai focolarini. Con questo segnale la Provincia vuole dire: “visto che sappiamo spendere i soldi pubblici anche in altri modi più utili al nostro territorio?”. Anzi, l’ufficio che è a capo dello SPRECO (Sezione Provinciale Regali Elargiti Con Opulenza) ci ha fornito alcune altre iniziative che la Provincia sta mettendo in atto per incentivare le altre passioni che i trentini coltivano oltre a suonare in una banda, cantare in un coro o sfilare con un gruppo di Schützen. Sono previsti incentivi per: l’acquisto di scarpini per i calciatori che militano nei campionati provinciali di ogni ordine e grado; la fornitura di attrezzatura da sci per gli amanti degli sport invernali; l’acquisto di frigo portatile per pic nic e la fornitura di creme abbronzanti per i patiti della tintarella al lago; la fornitura e posa in opera di barbecue per ogni famiglia trentina; un buono settimanale valido per l’acquisto di brioche e cappuccino da utilizzare prima del rientro a casa mattutino per i patiti della discoteca; la fornitura di un divano per quanti nel loro tempo libero non hanno voglia di fare nulla.
Autonomia fuori pericolo

Come è andata a finire con il taglio dei fondi per l’autonomia destinati alla nostra provincia? Mi ricordo che il Consiglio dei ministri, su iniziativa di Roberto Calderoli della Lega nord aveva deciso, come riportato dal quotidiano L’Adige di “congelare la bellezza di 1.300 milioni di euro di crediti vantati dalla Provincia di Trento (altri 2.200 da quella di Bolzano) in quanto quota variabile dei tributi erariali relativi agli anni dal 2000 al 2005, secondo quanto previsto dallo Statuto di autonomia”. Ma l’articolo 116 della Costituzione dice che il Trentino Alto Adige, insieme ad alcune altre Regioni italiane “dispone di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi Statuti speciali adottati con legge costituzionale”. Vuol dire che il governo metterà mano alla Costituzione e che la nostra autonomia è in pericolo?
Il pericolo è cessato. Effettivamente sembrava che il governo volesse praticare dei tagli alle Autonomie Speciali per cercare di risanare il debito pubblico e per accontentare quanti sostengono che le Regioni e le Provincie autonome sono troppo privilegiate rispetto alle altre. Della faccenda si è interessato in prima persona il presidente Dellai che è sceso a Roma insieme ai presidenti delle altre Regioni autonome per parlare direttamente con il ministro Calderoli. In tale occasione si è deciso che nella fase di attuazione della legge sul federalismo fiscale si terrà conto delle specificità di autonomia della Provincia di Trento e che solo essa potrà decidere come partecipare al federalismo fiscale. Non c’è più pericolo quindi neanche per quei parlamentari trentini che avevano condiviso o giustificato per ordine di partito la decisione iniziale del governo. Dubito infatti che i loro elettori trentini avrebbero condiviso questo loro “spirito moralizzatore” sui costi della politica. I suddetti deputati e senatori potranno comunque applicare lo stesso spirito proponendo di ridimensionare i propri privilegi di parlamentari.
Scortesie al volante

Rif. 2112. Ha presente quando si percorre in automobile una strettoia ed incrociando un altro veicolo ci si accorge che non è possibile passare in due? In queste situazioni il buon senso suggerirebbe di rallentare e poi uno dei due automobilisti dovrebbe spostarsi per permettere all’altro di passare, in modo da riprendere entrambi la marcia. Purtroppo non sempre questo succede. C’è chi non rallenta di un chilometro orario e prosegue senza pensare minimamente che possa toccare a lui/lei di spostarsi. C’è chi si sposta ma ti guarda come se gli fosse toccato compiere un’azione sovrumana. C’è chi se lo fai passare non si sogna minimamente di fare cenni di ringraziamento. Quando qualcuno si sposta per fare passare me sono abituato a ringraziare con un cenno della mano e devo dire che spesso non ricevo in cambio che una smorfia. È la civiltà degli automobilisti trentini che è stata rottamata o semplicemente si tratta di maleducazione?
Capita ogni giorno anche a me quando vado a lavorare di percorrere una strada molto stretta che prevede in certi punti il senso unico alternato, o meglio, il buon senso unico alternato. Anche a me capita spesso di farmi da parte e di non ricevere nessun cenno di ringraziamento. Facendo un po’ di attenzione però ho capito che non si tratta né di maleducazione né di poco rispetto verso gli altri automobilisti. In realtà tutti gli automobilisti fanno un cenno di ringraziamento o rispondono a quello degli altri guidatori. Il fatto è che non tutti lo fanno nella parte visibile del finestrino al di sopra della portiera. Ci faccia caso: noterà che in quelle situazioni sembra che tutti stiano girando la manovella del finestrino, anche chi ha i finestrini elettrici. In realtà stanno facendo un cenno di ringraziamento. Alla stessa maniera ognuno di loro sta sorridendo per il fatto di avere incontrato una persona gentile che li ha fatti passare. Però lo fanno con il noto sorriso “alla trentina”, cioè non con la parte esterna della bocca, ma con quella interna. Per questo motivo il loro sorriso è visibile solo tramite risonanza magnetica.
Il calore del focolare
Il fatto da lei riportato ha provocato un focolaio di polemiche. Da quello che mi risulta però, la Provincia ed il Comune di Trento non hanno fatto niente che possa venire criticato. Infatti entrambe le amministrazioni hanno deciso di devolvere a “Sophia” le rispettive somme dopo avere consultato una ricerca fatta intervistando un campione di 500 mila trentini. Alla domanda: “in questo periodo di crisi, la Provincia ed il Comune di Trento come potrebbero utilizzare parte dei fondi pubblici di cui dispongono?”, il 51% degli intervistati ha risposto: “finanziando l’istituto “Sophia” di Loppiano in Toscana”, il 46% “realizzando una pista di motocross a Trento in piazza duomo” ed il 3% “dando un sostegno alle famiglie bisognose”. Il risultato della ricerca porta quindi a due considerazioni. La prima è che la decisione presa è stata trasparente ed almeno questa volta non si sono spesi soldi pubblici contro i desideri della popolazione trentina. La seconda è che per 5 punti percentuali avremmo avuto le moto da cross che facevano il giro alla fontana del Nettuno.
Scuola guida

Rif. 2094. Ho sentito che il Trentino è la regione con il record di bocciature all’esame di scuola guida. Questo dato dovrebbe essere una garanzia di un corretto modo di guidare dei trentini, con una conseguente sicurezza sulle nostre strade. Come mai allora ogni giorno si assistono a comportamenti imprudenti da parte di molti automobilisti? Personalmente non faccio altro che vedere gente che non mantiene la distanza di sicurezza, viaggia a velocità elevata, non si ferma quando ci sono le strisce pedonali e taglia gli stop senza problemi.
Nella nostra provincia viene bocciato il 30% degli aspiranti patentati. Va detto però che la media regionale risulta più bassa per via del 13% dei respinti dell’Alto Adige. La regione italiana dove è più facile venire promossi è stranamente la Valle d’Aosta dove viene bocciato solo il 9% degli esaminati. Seguono le regioni del sud con percentuali di promossi oltre il 95% (il Molise è in testa con quasi il 97%). Le punte massime si hanno nello specifico ad Isernia dove il 99% di chi sostiene l’esame di guida lo supera. Facciamo ora un ragionamento sulla realtà trentina: è fuori dubbio che il compito di una scuola guida è quello di preparare in maniera accurata le persone che poi andranno in macchina sulle nostre strade. Ne va come diceva lei della sicurezza di automobilisti e pedoni, ma ne va anche del buon nome delle autoscuole suddette. Dando per scontato che le scuole guida provinciali svolgano bene il loro lavoro, giustamente lei si chiede come mai ci siano così tanti comportamenti scorretti alla guida. Le ipotesi sono tre. 1) Le strade trentine sono invase da guidatori della Valle d’Aosta e del Molise. 2) Le strade trentine sono invase da guidatori trentini che hanno sostenuto l’esame della patente in Valle d’Aosta o in Molise. 3) Le strade trentine sono invase da guidatori che una volta passato l’esame se ne fregano degli insegnamenti avuti dalla scuola guida.





