>>>Bazar n.42 del 29 ottobre 2015

MESSAGGI DI RISPOSTA

I pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare

Gentilissimi pedoni e ciclisti, volevo comunicarvi che le strisce pedonali sono disegnate sull’asfalto, e non sono un tunnel alla Star Trek che vi rende invincibili e intoccabili. Guardate prima di lanciarvi sulla strada, accertatevi che chi giunga abbia visto che state arrivando e che abbia modo di fermarsi senza dover inchiodare... Altrimenti rassegnatevi e consolatevi con l’idea che avevate ragione voi quando vi raccoglieranno con cucchiaino! La macchina la si aggiusta, voi non so... Rif. 6529.
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Giustissimo! Tanti con la scusa che «se ghè le righe i è obligadi a fermarse» passano incuranti del pericolo che loro stessi in primis corrono. Mi viene da pensare che certa gente aspiri di essere tirata sotto perchè «tant ghè l’asicurazion che me ripaga come novo» o «i me manten a vita»! Rif. 6534.
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Vedi di rispettare i limiti e vedrai che non serve inchiodare ...pilota! Rif. 6535.

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Risposta
In Germania al rosso si ergono barriere frangiveicoli

In Germania il rosso significa stop, e per chi non lo capisce, ai semafori pedonali, sale da terra una barriera, e le vetture sfrecciano veloci, chi però vuole puo provare l’adrenalina e buttarsi, o meglio scavalcare e attraversare... Rif. 6552.
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Risposta
Attento alla bella frase

Bellissima frase, stai attento però che non diventi un epigrafe sulla tua lapide...
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Mi permetto rammentarle che se gli automobilisti (oltre che pedone sono anche automobilista da 41 anni e non ho mai investito nessuno) rispettassero i limiti di velocità imposti dal codice della strada di 50 km orari, come velocità massima consentita nei centri urbani, ed in alcuni casi anche 40 o 30 km all’ora, non servirebbe «inchiodare» la macchina. Prenda per esempio corso Buonarroti a Trento dove a partire dal ponte di San Lorenzo il limite orario è di 30 km/h: quanti sono gli automobilisti che lo rispettano? E ci sono bene quattro attraversamenti pedonali lungo tutto il viale. Oppure prenda via Lung’Adige Apuleio, dove gli automobilisti sembrano «ciechi patentati» in prossimità degli attraversamenti pedonali,...pur essendoci un ristretto limite di velocità pure in quella via. Il primo compito di un automobilista è quello di badare alla incolumità degli altri, oltre che alla propria. Ma forse pure lei è di quelle persone che quando c’è un ingorgo si attaccano al clacson, perché la vita le corre più veloce del suo buon senso. Rif. 6536.
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Risposta
I pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare

Sono pedone anche io. Mi scoccio quando le auto non si fermano per far attraversare sulle strisce, ma io mi fermo sul ciglio del marciapiede e prima di avventurarmi guardo bene da entrambi i lati e mi assicuro che l’automobilista mi abbia visto e si appresti a rallentare, anche se sta rispettando i limiti di velocità! Trovo sia da idioti – sapendo di essere quello che più ha da rimetterci – sfidare la fortuna attraversando incurante dei veicoli. Comunque il codice della strada, Art. 190, comma 2, dice che «i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri». Le regole ci sono anche per i pedoni quanto al buon senso è evidente che non ci si può affidare solo a quello degli altri per sopravvivere! Rif. 6553.
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Ci hai lasciati troppo presto

Rif. 6546. Manca circa un mese all’anniversario della prematura scomparsa del caro amico Diego Moltrer, che si era adoperato per la restituzione dei vitalizi. Il suo prematuro decesso ha portato la sua battaglia contro i vitalizi nelle mani di altri. Però dopo un anno i temerari restano intoccabili, mentre spendono i soldi da restituire... A breve non avranno manco le briciole... Un normale contribuente, dipendente, se ha di suo un proprio ricavo, ecco che l’Agenzia delle Entrate lo penalizza e gli toglie la parte eccedente, ancor prima di incassarla. Ma la legge non era uguale per tutti?! E i politici hanno la parte migliore...
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Risposta
È triste vedere che dopo un anno siamo ancora punto e a capo

Caro Diego, è triste pensare che tutti i tuoi sforzi per migliorare questa nostra società siano stati vani. È triste vedere che dopo un anno siamo ancora punto e a capo. È triste vedere come nessuno o «pochi» siano «fra la gente, per la gente»: com’era il tuo motto. D’altra parte si sapeva. Tu eri unico! Un abbraccio forte forte. Sei sempre con noi. Rif. 6566.
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Risposta
Tutte le persone che condividevano la tua battaglia dove sono?

Manchi a tutti tantissimo, Diego e mi spiace che tutte le persone che condividevano la tua battaglia sono... A proposito. Ma... Dove sono?!
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Risposta
Eri un buono e non potevi vivere in una gabbia di leoni...

Tu eri grande e parlavi con il cuore, ma te ne sei andato troppo presto e i tuoi successori si sono dimenticati in fretta i tuoi insegnamenti. Eri un buono e non potevi vivere in una gabbia di leoni...
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Risposta
Di Diego ce n’era uno solo

Di Diego ce n’era uno solo e la mancanza si sente. In tutto, dappertutto...
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Risposta
Quando il gatto manca i topi ballano

Era prevedibile: quando il gatto manca i topi ballano. Ma quelle persone che condividevano in pieno la sua battaglia, dove sono finite?!
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Risposta
Qualcuno si è già dimenticato di te

È brutto da dire, ma chi aveva promesso di continuare sulla tua strada si è già dimenticato di te. Ma la tua gente e chi ti ha conosciuto per il grande uomo che eri non lo farà. Manchi a tutti noi.
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Risposta
Ci hai lasciati troppo presto

Condivido tutti questi grandi pensieri per te. È vero, di Diego ce n’era uno solo e purtroppo ci ha lasciati troppo presto. La tua gente ti ricorderà e ti sarà grata per tutto quello che hai fatto. Speriamo tu possa aiutare coloro che dovrebbero seguire la tua strada. Ciao.
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Il «cartone» del latte non va con la carta...

Al signore che sabato 10, alle 11 circa, a Vattaro, in via Doss del Bue, con una macchina nera tipo SUV targata DC.... ha gettato nel bidone del compost un sacchetto di plastica: dico solo che la prossima volta non scriverò alla Terza Pagina di Bazar, ma girerò le fotografie (che ho scattato...) alle autorità competenti. Rif. 6545.
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Risposta
Così il comune dà lavoro a uno spazzino

Buono a sapersi che a Vattaro ci sono gli sceriffi nascosti o gente che non avendo nulla da fare si fa i cazzi altrui... Non sta nar a Vatar se no te gai da far, ma a buttar le carte io ci vado, cosi il comune da lavoro a uno spazzino, anzi ringraziatemi... Rif. 6563.
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Risposta
Una volta, a me, il tipo fotografato mi ha denunciato...
Ti sembra di essere un eroe, a far foto e denunciare? L’ho fatto pure io, una volta nel vedere un fattaccio disonesto, ma il tipo fotografato mi ha denunciato, per la legge della privacy, e purtroppo ha vinto la causa e sto ancora pagando. Mia moglie mi ha poi detto... «impara a farti i cazzi tuoi... che altrimenti devi venderti la casa per pagare le tue foto...» Rif. 6562.
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Risposta da
Il «cartone» del latte non va con la carta...

Purtroppo la gente non ha ancora capito una cippa sulla differenziata (o non vuol capire); a casa mia, nell’organico buttano il sacchetto di carta. Dentro a quello di nylon che si usa al supermercato e nella carta buttano il tetrapack, perchè si chiama «cartone» del latte... Rif. 6564.
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Sarà pure un anziano, ma è stato giovane

Purtroppo i giornalisti pur di far notizia se ne fregano dei valori delle persone, media cartacei o digitali che siano. Sat che differenza ce fra bale e cojoni? Che le bale le mettono sui giornali e i cojoni le leggono e piu son grosse le bale più giornali vendono. Rif. 6541.
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Risposta
Sarà pure un anziano, ma è stato giovane

Sarà... Ma uno che difende i pedofili non mi piace molto e men che meno mi piacciono quelli che difendono una persona così. Sarà pure un anziano, ma è stato giovane. Quanto all’essere alcolista – come dice qualcuno – questo non aumenta certo la stima nei suoi confronti! Rif. 6567.
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Io la trovo sempre preparata, gentile e molto educata

Alle 19, di sabato 22 agosto, mi sono recato a fare la spesa in un supermercato di Via Maccani a Trento. Tra le diverse cose che ho acquistato c’era anche dell’uva bianca e dopo avere inutilmente cercato il numero da poter digitare sul video della bilancia, che non era stato esposto dall’addetto al servizio, o che quanto meno non risultava in quel momento presente nel relativo spazio, ho potuto anche notare che la bilancia era priva di carta a rotolo ed erano esattamente le 19 e 16 minuti! Finita la spesa, pensando che successivamente l’uva sarebbe stata conteggiata direttamente alla cassa, come accade in altri supermercati dotati di bilancia di cassa, mi sono messo in fila, aspettando il mio turno per pagare. Quanto è arrivato il mio turno, la cassiera, mi fa presente che l’uva non era prezzata. A quel punto gentilmente faccio presente che non era esposto il numero da digitare. Lei mi risponde che questo non poteva ovviamente saperlo, visto che giustamente, era in cassa e non era addetta ad un servizio che competeva ad un’altra persona. (...) ! Non penso che l’ufficio del personale sia carente di curriculum per sostituire una persona che non merita il posto di lavoro che ricopre. Rif. 6421.
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Buongiorno, mi presento: sono la commessa in questione. Voglio solo dire due cose anche se il «signore» non meriterebbe nessuna risposta. Primo: non ero «affannata» per i motivi elencati da Lei, bensì perché a quell’ora ero in magazzino a pulire dall’altra parte del magazzino. Secondo: discriminare una persona nel modo più spregevole come ha fatto Lei lo ritengo vergognoso e ringrazio la mia azienda per non aver la sua stessa filosofia di pensiero. Le auguro di non aver nella vita la sfortuna che ha la sottoscritta di lottare contro una malattia che va oltre il discorso «mangiare». Io sono molto amata dei miei clienti e se a lei non piaccio mi dispiace, me ne farò una ragione. E la prossima volta, anziché scrivere, venga direttamente così mi posso guardarla negli occhi e dirle quello che penso di lei... Buona giornata. Rif. 6525.
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Per prima cosa, ritengo che non esista malattia al mondo che possa giustificare la maleducazione fine a se stessa, (a meno che non si tratti di una conclamata psicopatologia), come si è comportata Lei gratuitamente nei miei confronti. Se Lei avesse semplicemente fatto il Suo dovere, astenendosi da un commento quanto meno fuori luogo, la cosa si sarebbe risolta lì. Seconda cosa Lei stessa afferma di avere problemi di salute(e di questo mi rincresce veramente per Lei), che vanno oltre il «semplice mangiare». Questa Sua superflua ammissione, nel contesto della sua debolissima e deviante autodifesa, fa emergere il fatto, che sta cercando di strumentalizzare le Sue personali condizioni, per raccogliere quel «consenso», che a ragion di logica, non può permettersi di ricercare! Mi dispiace inoltre, il fatto che Lei persista a non responsabilizzarsi sul fatto che oltre ad essere stata maleducata nei miei confronti, non ha colto il significato del suo errore. Probabilmente sta cercando «comprensione» da parte di chi sta seguendo questa vicenda, quando sarebbe stato molto più semplice ed edificante per Lei stessa e la sua immagine, porgere semplicemente le Sue scuse. Ciò a quel punto le avrebbe offerto sinceramente maggiore comprensione e tolleranza pure da parte mia. Responsabilità diretta di quanto avvenuto era invece da parte Sua, da ricercare in particolar modo, in chi «aveva dimenticato» il cartellino dell’ uva e in chi, (cosa che accade molto sovente), alla sera dopo tutta la giornata in cui la bilancia è in funzione, non si premunisce «sistematicamente» di controllare la presenza della carta nelle bilance dei prodotti ortofrutticoli. Personalmente, ribadisco, ho sottolineato senza alcun disprezzo o tale intendimento, una sua caratteristica fisica, solo al fine che potesse essere «facilmente individuabile», pensando erroneamente da parte mia, che la direzione fosse molto più attenta ai comportamenti del personale... Scommetto che se avessi scritto: «pur essendo una bellissima ed affascinante ragazza rimane una cafona», Lei non avrebbe avuto nulla da eccepire! Io non vengo a fare la spesa per dare un giudizio sulle condizioni estetiche delle commesse, o criticarle per le proprie caratteristiche fisiche che indubbiamente non hanno alcun dovere di corrispondere ai miei canoni estetici, ma vi vengo, per eventualmente cercare in caso di necessità, collaborazione professionale e cortesia. Di tali indispensabili requisiti professionali, mi dispiace sottolinearlo, Lei ha dimostrato l’assoluta carenza, almeno per quanto ha dimostrato nei miei riguardi quella sera. In quanto alla filosofia tollerante della azienda che le corrisponde uno stipendio, preferisco non esprimermi nel merito. Basta vedere come viene «gestito» il reparto «frutta e verdura» in particolare, dove è necessario fare degli «slalom», a qualsiasi ora della giornata, dopo la prima due ore, per non scivolare su tutto ciò che si trova a terra! «Anche in tal caso», sarebbe sufficiente un po’ di buon senso e una maggiore attenzione da parte della volontà del singolo commesso o commessa, visto che non esiste di fatto, un adeguato controllo dei protocolli direzionali. Quando poi, qualcuno qualcuno si romperà una gamba o un braccio, allora probabilmente la filosofia aziendale, prenderà finalmente una piega diversa. Tra le altre cose, può solo ringraziare che mi trovavo alla cassa e si era già formata una consistente coda, altrimenti sarebbe per me stato solo un atto dovuto, venire ad esprimerle direttamente il mio pensiero, non certamente in merito alle sue peculiarità estetiche, la cui cosa, personalmente non mi riguarda, e quindi non sulla sua conformazione fisica, ma sulla sua formazione educazionale. Rif. 6543.
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La persona che ha voluto denigrare in questo modo la commessa in questione sono certa che potrebbe occupare meglio il suo tempo a farsi un esame di coscienza, anziché andare dritto alla cassa senza aver pesato il cibo avrebbe potuto chiedere a un qualsiasi commesso di chiamare un addetto all’ortofrutta per risolvere i disguidi occorsi in quel frangente di giornata in cui lui si è recato nel negozio. Purtroppo lei ha cercato un pretesto per attaccare la commessa, io mi reco quotidianamente in quel negozio e le garantisco che la cortesia di tutto il personale è ineguagliabile, soprattutto della commessa da lei citata, la quale si è sempre dimostrata nei confronti dei clienti gentile, disponibile e simpatica. Lei ha voluto fare solo della «cattiva pubblicità al negozio», attaccando una dipendente che le è rimasta impressa per la sua forma fisica... Mi raccomando, veda di trovarsi un passatempo migliore! Rif. 6544.

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Risposta
Ho già risposto esaustivamente con il mio riferimento 6543

Innanzitutto premetto che lei non era presente quel giorno in negozio... O forse lo era quasi sicuramente, ma non in veste di cliente, «ma di paladina di una funzione specifica», visto che spara giudizi di «autodifesa» ...del negozio stesso!!! Ho già risposto esaustivamente con la mia risposta 6543 a quel fatto e non ritengo di dover sprecare del tempo per rispondere ad osservazioni da parte Sua che sono al limite del puro parossismo. Rif. 6559.
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Risposta
Stia sereno, perché la commessa non verrà licenziata né ripresa, vista la sua bravura

Sta diventando ridicolo, la lasci in pace; lei sa fare il suo lavoro, corre avanti indietro senza fermarsi. Vorrei vedere lei fare quello che fanno quei poveri commessi vista la fatica fisica di quel reparto. La commessa che lei vuole far passare in tutti modi maleducata è tutto il contrario. Io vado lì tutti i giorni ed è sempre presente e gentile ha un reparto ben curato e se può non si tira assolutamente indietro ad aiutare i clienti anche per quanto riguarda altri reparti. Ora credo sia arrivato il momento che lei faccia altro anziché, tutti i giovedì, scrivere contro quella poverina e stia sereno perché non verrà licenziata né ripresa, vista la sua bravura. Non ho bisogno che lei risponda, io non cambio idea per quanto riguarda quel supermercato che a mio avviso è uno dei migliori. Rif. 6555.
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Risposta
Il cliente ha ragione solo quando non ha torto...

Forse alla commessa non piace farsi dare della lavoratrice «affannata perchè dalla corporatura robusta», senza replicare il motivi per cui lo è (come se fosse una colpa), forse dopo una lunga giornata di lavoro era esausta, forse il cliente ha travisato le sue parole e il «non è possibile!» era riferito al fatto che era l’ennesima volta che riscontravano lo stesso problema con lo stesso prodotto, forse non si è davvero comportata così male ma c’è a chi piace fare la vittima, forse il cliente poteva (come già scritto) prendersi la briga di chiedere aiuto a qualcuno prima di bloccare la coda di un supermercato alle 7 di sera. Non diamo per scontato che «il cliente abbia sempre ragione»: il cliente ha ragione solo quando non ha torto. In quest’occasione, sbattersi un minuto per cercare un commesso che l’aiutasse con la bilancia e i numerini della frutta, forse, poteva evitare tutta questa polemica. Da ricordare comunque che commessi, impiegati e lavoratori in genere, sono pur sempre persone e può capitare a tutti la giornata no ed un momento di esasperazione, ma non per questo devono essere messi alla gogna pubblicamente da chi, come in questo caso, poteva benissimo arrangiarsi da solo. Rif. 6556.
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Risposta
Pensa che l’unica mansione sia attendere che finisca la carta

Non sono la commessa incriminata, sono una normalissima cliente e non di questo preciso supermercato; ho lavorato però nelle stesse mansioni della signora. Non so di cosa si occupi lei nella vita. Le assicuro che il non premunirsi di cambiare la carta della bilancia potrebbe pure non esser compito preciso della signora, a meno che lei non sia l’unica a lavorare nel punto vendita... il cartellino del prezzo mancava, ma può esser sicuro al 100% che non fosse stato un cliente a toglierlo? Che non fosse caduto a terra? Pensa forse che l’unica mansione della commessa sia quella di inventariare ogni minuto i cartellini e tenersi in agguato ad attendere che finisca la carta? poi tanto per esser precisi quello che avrebbe potuto esprimersi in maniera più educata sarebbe proprio lei mio caro signore, ha voluto descrivere nei dettagli la commessa con l’unico intento di farle passare un guaio... si vergogni e basta! Rif. 6557.
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Risposta
Io la trovo sempre preparata, gentile e molto educata

Buon giorno, vedo che il signore non demorde e dopo aver letto e riletto quello che scrive ho deciso di dire alcune cose. Io sono una cliente di via Maccani: non provo simpatia per tutti i commessi, ma per la signora da lei massacrata provo tanta simpatia e la trovo sempre preparata ad ogni domanda, gentile ed educata. Lei ha volutamente descritto la commessa in modo disgustoso e maleducato non serviva descrivere il suo fisico per far capire chi era bastava dicesse il giorno e l’ora in cui si è recato in filiale la direzione sarebbe risalita alla dipendente, quindi trovo la sua descrizione di una grande cattiveria. La commessa fa bene a non scusarsi visto che chi scrive usa una lettera non firmata e da agosto non ha avuto il coraggio di chiamare il numero verde o la filiale. La commessa l’hanno riconosciuta tutti i clienti, ma sicuramente la commessa non conosce lei: altra mossa sleale. Ora le dico la smetta di massacrare la signora anche perché ho visto che lei, caro signore, non ha avuto nessun commento a favore. Rif. 6558.
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Risposta
Trovo vigliacco chi in qualche modo tenta di sputtanare una qualsiasi persona

Alla commessa: per giustificarsi non avrebbe dovuto tirare in ballo i suoi personali problemi di salute. Non deve rendere conto a nessuno di che patologie è affetta ne tantomeno usarle come scusante, un po’ di dignità, insomma! Per il resto trovo vigliacco chi in qualche modo tenta di sputtanare una qualsiasi persona, per di più in forma anonima, con il solo scopo di lederla. Al cliente: faceva prima a rivolgersi al direttore del supermercato in questione per lamentarsi, è lì anche per quello! In alternativa poteva rivolgersi alla sede della direzione dove sicuramente avrebbe avuto delle risposte. Rif. 6560.
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Dove vanno le carezze?

«Caro» parroco di San Pio X, ho sentito cosa hai detto intervistato su LA7 a proposito della pedofilia! Secondo me dovresti solo vergognarti. Il prete pedofilo va capito perché i bambini lo provocano con i loro atteggiamenti?! E proprio tu lo vai a dichiarare in tv, dopo che per anni hai frequentato tanti bambini?! E hai il coraggio di dire certe cose?! Spero che i genitori dei tuoi piccoli parrocchiani e non si rendano ben conto di quello che hai detto! Non aggiungo insulti solo perchè sarei perseguibile legalmente! Rif. 6506.
Gesù disse: «Lasciate che i pargoli vengano a me». Poi si fecero oratori e campeggi e non è mai morto nessuno... Delle volte è più gradita una carezza dal parroco che urla e sberle a casa. È ovvio che il parroco ha detto qualcosa di esagerato, ma qualcuno dice che anche in Trentino vi sono preti che hanno prole, a noi insegnano che è peccato, loro fanno di peggio. Rif. 6520.

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Risposta
Dove vanno le carezze?

Certo che ricevono carezze, ma sei sicuro che vengono fatte esattamente sul viso? Chi confonde quelle carezze con l’affetto o è un pedofilo o è un abusato... Rif. 6565.
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NUOVI MESSAGGI

Scambiano l’opera d’arte per spazzatura e la gettano

L’installazione delle artiste Goldschmied & Chiari (vedi foto qui sopra, facendo attenzione alla possibile Sindrome di Stendhal...) aveva l’evocativo titolo «Dove andiamo a ballare questa sera?». Si trattava di una di quelle opere d’arte moderne che a causa della nostra ignoranza facciamo fatica a reputare tali. Alcune bottiglie vuote buttate a terra in mezzo a bicchieri, stelle filanti e coriandoli. Le donne delle pulizie del Museion di Bolzano, animano da un sano pragmatismo germanico (o campano?) hanno ripulito il tutto, gettando via il tutto. Il vetro col vetro, la carta con la carta, ecc. Rigorosamente. Ma di chi è la colpa? Delle incolpevoli addette alle pulizie o delle cosiddette artiste? Qual è il limite tra arte e immondizia? Boh. Propongo una confronto pubblico tra le artiste e le donne che hanno devastato questo tesoro dell’ingegno umano. Rif. 6574.
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Cles: eco friendly o trasandati: questo è il dilemma

Cles sta diventando ogni giorno più amante della Natura. Ciò si può notare passando nel parco dietro al cinema che porta al Dos di Pez, quando si bruciano le lampade dei lampioni che non vengono sostituite. Rimangono spente per mesi risparmiando così energia, siamo già arrivati a metà dei lampioni ormai spenti. Le foglie quando cadono rimangono per tutto l’autunno sulla stradina del parco in modo che il calpestio dei passanti creano un’ottima poltiglia che diventerà un ottimo humus per le piante... Avanti così che siete sulla strada giusta per diventare eco friendly. Rif. 6571.
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Trento, via Oss Mazzurana, sabato ore 18, uno scorcio e uno sconcio

Ma dove sono i lavoratori (extracomunitari?) con pettorina immortalati mentre spazzano le strade? Forse sono a riposo in pazza Dante? O alla Portela? O al parco Santa Chiara? O al parco S. Marco, o alle Albere? o alla Sloi? I trentini sono sempre più incivili, perché nessuno insegna più un minimo di senso civivo e di rispetto delle cose altrui, magari rifilando qualche calcio in culo o qualche salutare legnata, perché se aspettiamo le istituzioni siamo a posto. Non parliamo poi della giustizia, quella con la g minuscola, molto minuscola, intenta in particolare a difendere i propri corporativi privilegi (si sono incazzati perché hanno ridotto le loro ferie da 45 a 30 giorni!!). Per poi, tanto per dire, assolvere un automobilista che andava a 180 all’ora, assolto perché non c’era il segnale anche a sinistra (..azzo c’era solo a destra!). Rif. 6554.
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Tutti questi incidenti dovuti alla distrazione da telefonini?

Ma tutti questi incidenti stradali, possibile che nessuno formuli l’ipotesi della disattenzione causata dai telefonii? Sono sempre di più quelli che smanettano mentre stanno guidando sulle impegnative arterie trentine, ch siano strade provinciali, sia che siano stradine forestali. Sta diventando una strage. Rif. 6572.
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Contro il trilinguismo nelle scuole trentine : tante le firme raccolte

Sono 1.280 firme in calce ad una petizione per fermare il progetto di trilinguismo trentino presentate dai promotori del Comitato genitori alla quinta commissione del consiglio provinciale. Ma come dice Durnwalder, non abbiamo mai imparato per bene nemmeno il tedesco dei nostri cugini altoatesini, e adesso ci siamo messi in testa di apprendere gli inglese?! Mah. Rif. 6573.
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Preferisco i gay: in questo senso, però...

Preti? Mi affido di più, conoscendoli, a preti con tendenze omosessuali, piuttosto che preti da telenovela, tipo «Uccelli di rovo» e preti che vengono a casa a trovare le ragazze sole, conoscendone le sue doti da consolatori e e la debolezza del gentil sesso. Preferisco i preti gay, come i giornalisti e politici gay del mio amato Trentino, che vivono dietro le quinte ma ci sono... Rif. 6569.
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La mangiatoia provinciale è una voragine, spesso a causa dei soliti nomi

Il 20 ottobre scadeva il termine per la pubblicazione da parte di dirigenti e dipendenti pubblici dei loro redditi, in base al “decreto trasparenza”. In Trentino non molte amministrazioni e partecipate si sono prese la briga di pubblicare tali dati. Quei pochi che sono pubblicati però sono illuminanti. Vi lamentate degli stipendi dei politici? Ma allora domandatevi perché ci sono pensionati di 70 anni della provincia autonoma di Trento (con relativa generosa pensione) che guadagnano 115.000 euro per “meno di 30 ore in settimana”!!! O come la Trentino Network abbia il presidente a 75.000 Euro (ma cosa fa?) a e altri due dirigenti con oltre 80.000 euro annui. Insomma presidenti, vicepresidenti, direttori, consigli di amministrazione di 18/20 componenti, con relativi gettoni di presenza: uno sperpero di denaro pubblico scandaloso. Se poi aggiungiamo che, siccome sanno quanto poco valgono, spendono anche milioni di euro in consulenze esterne... Rif. 6570.
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