>>>Bazar n.41 del 22 ottobre 2015

MESSAGGI DI RISPOSTA

La nostra vita non deve mai correre più del buon senso

Gentilissimi pedoni e ciclisti, volevo comunicarvi che le strisce pedonali sono disegnate sull’asfalto, e non sono un tunnel alla Star Trek che vi rende invincibili e intoccabili. Guardate prima di lanciarvi sulla strada, accertatevi che chi giunga abbia visto che state arrivando e che abbia modo di fermarsi senza dover inchiodare... Altrimenti rassegnatevi e consolatevi con l’idea che avevate ragione voi quando vi raccoglieranno con cucchiaino! La macchina la si aggiusta, voi non so... Rif. 6529.
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Sulle strisce, incuranti del pericolo

Giustissimo! Tanti con la scusa che «se ghè le righe i è obligadi a fermarse» passano incuranti del pericolo che loro stessi in primis corrono. Mi viene da pensare che certa gente aspiri di essere tirata sotto perchè «tant ghè l’asicurazion che me ripaga come novo» o «i me manten a vita»! Rif. 6534.
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Rispetta i limiti

Vedi di rispettare i limiti e vedrai che non serve inchiodare ...pilota! Rif. 6535.
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La nostra vita non deve mai correre più del buon senso

Mi permetto rammentarle che se gli automobilisti (oltre che pedone sono anche automobilista da 41 anni e non ho mai investito nessuno) rispettassero i limiti di velocità imposti dal codice della strada di 50 km orari, come velocità massima consentita nei centri urbani, ed in alcuni casi anche 40 o 30 km all’ora, non servirebbe «inchiodare» la macchina. Prenda per esempio corso Buonarroti a Trento dove a partire dal ponte di San Lorenzo il limite orario è di 30 km/h: quanti sono gli automobilisti che lo rispettano? E ci sono bene quattro attraversamenti pedonali lungo tutto il viale. Oppure prenda via Lung’Adige Apuleio, dove gli automobilisti sembrano «ciechi patentati» in prossimità degli attraversamenti pedonali,...pur essendoci un ristretto limite di velocità pure in quella via. Il primo compito di un automobilista è quello di badare alla incolumità degli altri, oltre che alla propria. Ma forse pure lei è di quelle persone che quando c’è un ingorgo si attaccano al clacson, perché la vita le corre più veloce del suo buon senso. Rif. 6536.
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I giornalisti se ne fregano dei valori

«Caro» parroco di San Pio X, ho sentito cosa hai detto intervistato su LA7 a proposito della pedofilia! Secondo me dovresti solo vergognarti. Il prete pedofilo va capito perché i bambini lo provocano con i loro atteggiamenti?! E proprio tu lo vai a dichiarare in tv, dopo che per anni hai frequentato tanti bambini?! E hai il coraggio di dire certe cose?! Spero che i genitori dei tuoi piccoli parrocchiani e non si rendano ben conto di quello che hai detto! Non aggiungo insulti solo perchè sarei perseguibile legalmente! Rif. 6506.
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Gesù disse: «Lasciate che i pargoli vengano a me». Poi si fecero oratori e campeggi e non è mai morto nessuno... Delle volte è più gradita una carezza dal parroco che urla e sberle a casa. È ovvio che il parroco ha detto qualcosa di esagerato, ma qualcuno dice che anche in Trentino vi sono preti che hanno prole, a noi insegnano che è peccato, loro fanno di peggio. Rif. 6520.
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Si va a condannare e lapidare verbalmente un prete per una sola frase, magari estrapolata dal discorso complessivo, senza pensare che una parte dei preti, istruiti dalle varie curie, si avvicinano agli anziani e li invogliano – con la persuasione – a far lasciare i suoi beni alla Chiesa. Chiesa che poi non divide sicuramente tutto ciò con i poveri. Molte le case ricevute in dono – specie in Trentino – e tutte sono chiuse, esentasse, invece che darle ai bisognosi. Salvo poi scoprire che gli uffici della Curia hanno sede in zona Muse, con enormi proprietà; altro che far elemosina... Secondo me loro se li giocano in borsa tutti quei soldi e se li distribuiscono tra loro. Rif. 6508.
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Ma sì, mandiamo via i preti, così qui verranno preti musulmani, anzidetti imam, dato che la Curia è praticamente sguarnita di nuove leve. Circa cinquant’anni fa i seminari avevano le aule piene zeppe di futuri preti. (Anche se in realtà tante famiglie numerose mettevano un figlio a costo zero in collegio, poi alla vigilia dell’ordinazione i più tanti optavano per uscirne...) Rif. 6521.
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Non vi sembra di aver esagerato? Prima di tutto quella «gasata» di giornalista di La7, che ha interpretato a modo suo quattro parole messe lì da un anziano (se non sbaglio ha 83 anni...) in un’intervista volante, fatta senza nessun preavviso o preparazione. Poi quella «onorevole» che era presente e che prima di aprir bocca farebbe bene guardarsi alle spalle e ripassare un po’ il suo passato, dato che adesso per rifarsi un po’ di notorietà e, in cerca di consensi, approfitta di certe situazioni delicate per mettersi in mostra! Se la cosa vi sembrava così grave, invece di sputtanare tutto in televisione, non sarebbe stato meglio informare prima la magistratura e aspettare che chi di dovere prendesse la decisione giusta? Ma come si sa, pur di far carriera e principalmente audience, non si tiene conto di mettere in un mare di guai un povero anziano... Non si guarda in faccia nessuno! Rif. 6522.

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I giornalisti se ne fregano dei valori

Purtroppo i giornalisti pur di far notizia se ne fregano dei valori delle persone, media cartacei o digitali che siano. Sat che differenza ce fra bale e cojoni? Che le bale le mettono sui giornali e i cojoni le leggono e piu son grosse le bale più giornali vendono. Rif. 6541.
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È un’associazione, non un’azienda

Mercoledì pomeriggio alle ore 14.12 chiamo il numero 0461.277227 (numero Acli di Trento). Una voce registrata mi avverte che la mia telefonata “sarà gestita dal primo operatore disponibile”. Attendo in linea, con una musichetta snervante fino alle ore 14.43 (oltre mezz’ora), alla fine della quale interviene una voce automatica che dice: “Ci dispiace non potere rispondere alla vostra chiamata: richiamare più tardi”. Richiamo alle ore 16.33 e un’altra voce guidata mi dice: “Siete al momento il chiamante n. 3…”. Pochi minuti dopo mi sento dire sempre dalla voce automatica: “Siete il chiamante n. 2”… Prosegue la musichetta fino alle ore 17.03. A quel punto si inserisce un’altra voce che mi comunica: “Ci dispiace non poter rispondere alla vostra chiamata. Richiamare più tardi!” Richiamo subito dopo: tempi previsti per l’attesa circa dieci minuti. Ormai non mollo il campo… una prenotazione è in corso! Sono ancora il chiamante numero 2! Solo un illusione ed una grandissima perdita di tempo e denaro! Mi viene dato come tempo di attesa minuti 10.45… La musichetta odiosa prosegue fino alle ore 17.27, dopo di che rientra un’altra voce automatica che mi dice: “La vostra chiamata verrà gestita dal primo operatore disponibile!”….Non trovo parole per commentare quella che sembrerebbe una vera presa per i fondelli per il chiamante… Sono le 17.33… Un’altra ora di telefonata in attesa a vuoto! Ma cosa ci sta a fare il telefono alle Acli? È possibile che da un tempo di attesa annunciato di circa dieci minuti si debba attendere oltre un’ora? Per poi alla fine sentirsi dire: “Ci dispiace non poter rispondere alla vostra telefonata”. Sono le ore 17.34. Il tutto si conclude in questa maniera. Se le Acli sono l’emblema di un servizio pubblico, ringrazio Iddio che fino ad oggi non ho mai avuto necessità di avvalermi della loro collaborazione! Ma esiste un dirigente o una direzione, responsabile di tale costoso disservizio per il cittadino? Almeno togliete il telefono così non si spende un capitale per tentare di telefonare e non fareste così brutta figura! Un centralino telefonico, dacché mondo è mondo, è il biglietto da visita di un’azienda…
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È un’associazione, non un’azienda

C’è un che di deja vu o deja senti in questo racconto, anche se non in termini così apocalittici. E poi le Acli sono un’associazione e non un’azienda. Basta a chi vuole aziendalizzare la nostra vita! Rif. 6537.
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È la giornalista che si dovrebbe vergognare

«Caro» parroco di San Pio X, ho sentito cosa hai detto intervistato su LA7 a proposito della pedofilia! Secondo me dovresti solo vergognarti. Il prete pedofilo va capito perché i bambini lo provocano con i loro atteggiamenti?! E proprio tu lo vai a dichiarare in tv, dopo che per anni hai frequentato tanti bambini?! E hai il coraggio di dire certe cose?! Spero che i genitori dei tuoi piccoli parrocchiani e non si rendano ben conto di quello che hai detto! Non aggiungo insulti solo perchè sarei perseguibile legalmente! Rif. 6506.
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Risposta
Io chiuderei tutti gli oratori e i bimbi a casa
Quanta cattiveria verso un prete che ha donato tutta la sua vita al popolo... E tu dici che i parrocchiani dovrebbero capire? Io chiuderei tutti gli oratori e... tenetevi a casa le vostre pesti di figli... Rif. 6538.
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Risposta
Io un quesito in merito me lo pongo...
Questo signore andrebbe indagato, altro che lasciato in pace. Dice di aver frequentato un sacco di bambini e giustifica i pedofili: io un quesito me lo pongo... Rif. 6539.
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Risposta
È la giornalista che si dovrebbe vergognare

Un uomo in cura, perché alcolista: lasciarlo stare no, ah?! Dovrebbe vergognarsi la signorina microfo-munita. Rif. 6540.
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Lei sta solo cercando la «comprensione» di chi ci legge

Alle 19, di sabato 22 agosto, mi sono recato a fare la spesa in un supermercato di Via Maccani a Trento. Tra le diverse cose che ho acquistato c’era anche dell’uva bianca e dopo avere inutilmente cercato il numero da poter digitare sul video della bilancia, che non era stato esposto dall’addetto al servizio, o che quanto meno non risultava in quel momento presente nel relativo spazio, ho potuto anche notare che la bilancia era priva di carta a rotolo ed erano esattamente le 19 e 16 minuti! Finita la spesa, pensando che successivamente l’uva sarebbe stata conteggiata direttamente alla cassa, come accade in altri supermercati dotati di bilancia di cassa, mi sono messo in fila, aspettando il mio turno per pagare. Quanto è arrivato il mio turno, la cassiera, mi fa presente che l’uva non era prezzata. A quel punto gentilmente faccio presente che non era esposto il numero da digitare. Lei mi risponde che questo non poteva ovviamente saperlo, visto che giustamente, era in cassa e non era addetta ad un servizio che competeva ad un’altra persona. A quel punto con l’altoparlante interno invitava un’addetta di servizio a recarsi alla cassa 6 per prezzare l’uva. Intanto alla cassa si formava un cospicua fila di gente in attesa. Dopo ben sette minuti con visibile affanno (dato particolarmente dalla corporatura molto robusta) si è presentata un’addetta che con aria molto stizzita, guardandomi e guardando la cassiera, ha esclamato in malo modo ad altissima voce: “Ma non è possibile!”… A quel punto non tollerando quella inopportuna maleducazione nel suo atteggiamento particolarmente irritato, ho prontamente replicato facendomi sentire: “Certo è che se fosse stato esposto il numero da digitare, non sarebbe successo tale inconveniente”! (La mia affermazione veniva poi confermata da altre due clienti in attesa.) Nel frattempo l’attesa faceva aumentare le persone alla cassa, al punto di dover aprirne una di sostegno. Dopo ben sette minuti l’addetta tornava con l’uva prezzata, giustificando il tempo impiegato, con il fatto che mancava la carta alla bilancia!!! Erano le 19.53 (tale orario veniva confermato dal mio scontrino del Bancomat). Ora faccio solo due riflessioni: In 37 minuti nessuno si è premurato di cambiare la carta al reparto frutta e verdura: penso che il buon senso sarebbe stato sufficiente alla prima commessa o commesso che passava, per intervenire, in quanto la bilancia indicava chiaramente che era terminata la carta!.. (Era a onor del vero pur esistente una seconda bilancia, più in là, che era letteralmente presa d’assalto, dato che la prima era inutilizzabile)… Ma la seconda e più pesante riflessione che mi pongo è questa: l’ufficio del personale del supermercato non valuta prima delle assunzioni le doti attitudinali delle persone che sono a contatto con il pubblico? L’arroganza e la maleducazione di alcune commesse di quel supermercato è veramente incredibile e va ad inficiare la cortesia e gentilezza di altre che invece svolgono in maniera esemplare il loro lavoro. Parlando poi alla sera con amici che fanno pure loro la spesa in tale supermercato, sono venuto a sapere che la commessa in questione, riconoscibile per le sue caratteristiche fisiche, non è nuova a gaffe di tal genere ed a reiterati episodi di maleducazione nei confronti della clientela! Non penso che l’ufficio del personale sia carente di curriculum per sostituire una persona che non merita il posto di lavoro che ricopre. Rif. 6421.
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Buongiorno, mi presento: sono la commessa in questione. Voglio solo dire due cose anche se il «signore» non meriterebbe nessuna risposta. Primo: non ero «affannata» per i motivi elencati da Lei, bensì perché a quell’ora ero in magazzino a pulire dall’altra parte del magazzino. Secondo: discriminare una persona nel modo più spregevole come ha fatto Lei lo ritengo vergognoso e ringrazio la mia azienda per non aver la sua stessa filosofia di pensiero. Le auguro di non aver nella vita la sfortuna che ha la sottoscritta di lottare contro una malattia che va oltre il discorso «mangiare». Io sono molto amata dei miei clienti e se a lei non piaccio mi dispiace, me ne farò una ragione. E la prossima volta, anziché scrivere, venga direttamente così mi posso guardarla negli occhi e dirle quello che penso di lei... Buona giornata. Rif. 6525.

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Lei sta solo cercando la «comprensione» di chi ci legge

Per prima cosa, ritengo che non esista malattia al mondo che possa giustificare la maleducazione fine a se stessa, (a meno che non si tratti di una conclamata psicopatologia), come si è comportata Lei gratuitamente nei miei confronti. Se Lei avesse semplicemente fatto il Suo dovere, astenendosi da un commento quanto meno fuori luogo, la cosa si sarebbe risolta lì. Seconda cosa Lei stessa afferma di avere problemi di salute(e di questo mi rincresce veramente per Lei), che vanno oltre il «semplice mangiare». Questa Sua superflua ammissione, nel contesto della sua debolissima e deviante autodifesa, fa emergere il fatto, che sta cercando di strumentalizzare le Sue personali condizioni, per raccogliere quel «consenso», che a ragion di logica, non può permettersi di ricercare! Mi dispiace inoltre, il fatto che Lei persista a non responsabilizzarsi sul fatto che oltre ad essere stata maleducata nei miei confronti, non ha colto il significato del suo errore. Probabilmente sta cercando «comprensione» da parte di chi sta seguendo questa vicenda, quando sarebbe stato molto più semplice ed edificante per Lei stessa e la sua immagine, porgere semplicemente le Sue scuse. Ciò a quel punto le avrebbe offerto sinceramente maggiore comprensione e tolleranza pure da parte mia. Responsabilità diretta di quanto avvenuto era invece da parte Sua, da ricercare in particolar modo, in chi «aveva dimenticato» il cartellino dell’ uva e in chi, (cosa che accade molto sovente), alla sera dopo tutta la giornata in cui la bilancia è in funzione, non si premunisce «sistematicamente» di controllare la presenza della carta nelle bilance dei prodotti ortofrutticoli. Personalmente, ribadisco, ho sottolineato senza alcun disprezzo o tale intendimento, una sua caratteristica fisica, solo al fine che potesse essere «facilmente individuabile», pensando erroneamente da parte mia, che la direzione fosse molto più attenta ai comportamenti del personale... Scommetto che se avessi scritto: «pur essendo una bellissima ed affascinante ragazza rimane una cafona», Lei non avrebbe avuto nulla da eccepire! Io non vengo a fare la spesa per dare un giudizio sulle condizioni estetiche delle commesse, o criticarle per le proprie caratteristiche fisiche che indubbiamente non hanno alcun dovere di corrispondere ai miei canoni estetici, ma vi vengo, per eventualmente cercare in caso di necessità, collaborazione professionale e cortesia. Di tali indispensabili requisiti professionali, mi dispiace sottolinearlo, Lei ha dimostrato l’assoluta carenza, almeno per quanto ha dimostrato nei miei riguardi quella sera. In quanto alla filosofia tollerante della azienda che le corrisponde uno stipendio, preferisco non esprimermi nel merito. Basta vedere come viene «gestito» il reparto «frutta e verdura» in particolare, dove è necessario fare degli «slalom», a qualsiasi ora della giornata, dopo la prima due ore, per non scivolare su tutto ciò che si trova a terra! «Anche in tal caso», sarebbe sufficiente un po’ di buon senso e una maggiore attenzione da parte della volontà del singolo commesso o commessa, visto che non esiste di fatto, un adeguato controllo dei protocolli direzionali. Quando poi, qualcuno qualcuno si romperà una gamba o un braccio, allora probabilmente la filosofia aziendale, prenderà finalmente una piega diversa. Tra le altre cose, può solo ringraziare che mi trovavo alla cassa e si era già formata una consistente coda, altrimenti sarebbe per me stato solo un atto dovuto, venire ad esprimerle direttamente il mio pensiero, non certamente in merito alle sue peculiarità estetiche, la cui cosa, personalmente non mi riguarda, e quindi non sulla sua conformazione fisica, ma sulla sua formazione educazionale. Rif. 6543.
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Potrebbe occupare meglio il suo tempo

La persona che ha voluto denigrare in questo modo la commessa in questione sono certa che potrebbe occupare meglio il suo tempo a farsi un esame di coscienza, anziché andare dritto alla cassa senza aver pesato il cibo avrebbe potuto chiedere a un qualsiasi commesso di chiamare un addetto all’ortofrutta per risolvere i disguidi occorsi in quel frangente di giornata in cui lui si è recato nel negozio. Purtroppo lei ha cercato un pretesto per attaccare la commessa, io mi reco quotidianamente in quel negozio e le garantisco che la cortesia di tutto il personale è ineguagliabile, soprattutto della commessa da lei citata, la quale si è sempre dimostrata nei confronti dei clienti gentile, disponibile e simpatica. Lei ha voluto fare solo della «cattiva pubblicità al negozio», attaccando una dipendente che le è rimasta impressa per la sua forma fisica... Mi raccomando, veda di trovarsi un passatempo migliore! Rif. 6544.
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Dipendenti controllati come se fossero ladri

Riguardo i costi eccessivi dei servizi primari a Trento: gas, luce, acqua, immondizia... Ma vi siete accorti che ogni dipendente della Società di servizi ha una vettura marchiata dall’azienda? Ogni gruppo di dipendenti ha un supervisore e un ingegnere con segretaria, e tutti con tante di vettura aziendali, che dovete pagare Voi. Sarebbe ora che il Comune liberalizzasse, rivolgendosi anche a ditte esterne; senza tutti sti capoccioni da paghe milionarie, tutti questi quadri dirigenziali che costano eccessivamente. Inutile lagnarsi solamente del caro bolletta. Rif. 6527.
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Dipendenti controllati come se fossero ladri

Manco i carcerati sono così scortati: da coordinatori, capi e controllori. Dipendenti super controllati come se invece che fare il proprio lavoro rubassero... E se fossero altri a rubare? Altri che poi fanno bella mostra di sé nei confronti della città appaltatrice e a sponsorizzare squadre sportive... Rif. 6542.
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NUOVI MESSAGGI

Al signore che getta plastica nel compost, in quel di Vattaro

Al signore che sabato 10, alle 11 circa, a Vattaro, in via Doss del Bue, con una macchina nera tipo SUV targata DC.... ha gettato nel bidone del compost un sacchetto di plastica: dico solo che la prossima volta non scriverò alla Terza Pagina di Bazar, ma girerò le fotografie (che ho scattato...) alle autorità competenti. Rif. 6545.
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Cosa rimane della battaglia di Moltrer, un anno dopo...

Manca circa un mese all’anniversario della prematura scomparsa del caro amico Diego Moltrer, che si era adoperato per la restituzione dei vitalizi. Il suo prematuro decesso ha portato la sua battaglia contro i vitalizi nelle mani di altri. Però dopo un anno i temerari restano intoccabili, mentre spendono i soldi da restituire... A breve non avranno manco le briciole... Un normale contribuente, dipendente, se ha di suo un proprio ricavo, ecco che l’Agenzia delle Entrate lo penalizza e gli toglie la parte eccedente, ancor prima di incassarla. Ma la legge non era uguale per tutti?! E i politici hanno la parte migliore... Rif. 6546.
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Gli stipendi per «loro» non mancano mai

Tagli di qua tagli di là, non ci sono soldi per la sanità, per la scuola... Ma i soldi per pagare stipendi ai politici e vitalizi agli ex ci sono sempre. Il 27 di ogni mese non ho mai letto o sentito che mancano i soldi per pagare Rossi, Andreatta e company... Finché dura, però... Quando a Roma si sveglieranno, e vedranno gli stipendi che si assegnano i politici trentini per gestire una provincia e due città di quattro gatti... la musica cambierà sicuramente! Rif. 6549.
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L’inutilità dell’inutile

Trento, via Piave. Cosa ci fa qui uno sportello della Cassa Rurale Pinetana Fornace e Seregnano? Non c’è da sempre la cassa rurale di Trento con i suoi sportelli che copre bene tutte le esigenze? Poi parlano di crisi di alcune Casse Rurali. Per forza! Si dovrebbe chiedere conto agli amministratori di certe casse del perché di tante scelte che hanno contribuito a creare la situazione attuale. Rif. 6551.
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I gadget aziendali

Molte aziende si rivolgono a ditte specializzate a farsi pubblicità mediante gadget. A differenza di chi usa buoni e sconti propri (come fa la A22 Autostrada del Brennero, che elargisce carte pedaggio molto gradite), il problema solito è che si tratta di gadget per pochi intimi amici... Rif. 6548.
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L’inquinamento nella «stretta» di Madrano

Bene! Ora, il Sindaco rieletto se ne sta ben saldo sulla sua «carega», anche grazie ai voti dei residenti di Madrano-Canzolino, ai quali ha regalato un semaforo inutile che crea solo code che prima non c’erano e smog. È risaputo che le automobili in moto, ferme, creano danni non indifferenti anche alla salute. Ora a questo si aggiunge lo stato disastroso del manto stradale, prevalentemente nella «stretta». Buche dove ci si lascia un cerchione... Non solo della macchina, ma anche delle bici, mettendo a rischio l’incolumità delle persone anziane che a piedi transitano in quel tratto. Rif. 6550.
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I sindacati non ci rimettono, ma la classe operaia, sì...

I sindacati, all’unisono, sono contrari Tfr in busta paga e alla pensione complementare. Fanno di tutto perché non si sottoscriva questa cosa, nel quale il dipendente ne trarrebbe vantaggio, incassando subito i suoi soldi... Se poi a fine attività lavorativa, la ditta è fallita, il buon operaio, ascoltando il sindacato, se lo prenderà in quel posto... I sindacati non ci rimettono, ma la classe operaia, sì... Rif. 6547.
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