>>>Bazar n.40 del 15 ottobre 2015

MESSAGGI DI RISPOSTA

Ed ora ci mettiamo una bella maglietta con Peppa Pig

Nell’asilo di via Saibanti a Rovereto si è verificato l’ennesimo caso di intolleranza al contrario. Una storia che si stenta a credere vera, ma purtroppo vera lo è. Alcuni genitori di religione musulmani si sono lamentati per la presenza nel giardino di un dondolo a forma di maiale che è stato prontamente rimosso... Ma vi rendete conto? È mai possibile? Allora ha ragione Salvini (che io non amo) quando ci mette in guardia contro certi episodi di feroce intolleranza? Rif. 6516.
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Risposta
Ed ora ci mettiamo una bella maglietta con Peppa Pig

Qui si passa il limite... Vorrei sapere, tralaltro, perchè tanta sollecitudine nell’asportare il maialino incriminato. Quando segnaliamo che un gioco è rotto e pericoloso passano secoli prima che lo sostituiscano! Sai che farei se io fossi un genitore che usa quel parco? Una bella maglietta con Peppa Pig addosso a me e ai bambini e un sacco di adesivi con i tre porcellini appiccicati su tutto quel che trovo! Rif. 6517.
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Gioco «pericoloso»
La giustificazione ufficiale dell’Istituto è stato che quel gioco «era pericoloso».
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Ma sì, mandiamo via i nostri preti e accogliamo gli imam

«Caro» parroco di San Pio X, ho sentito cosa hai detto intervistato su LA7 a proposito della pedofilia! Secondo me dovresti solo vergognarti. Il prete pedofilo va capito perché i bambini lo provocano con i loro atteggiamenti?! E proprio tu lo vai a dichiarare in tv, dopo che per anni hai frequentato tanti bambini?! E hai il coraggio di dire certe cose?! Spero che i genitori dei tuoi piccoli parrocchiani e non si rendano ben conto di quello che hai detto! Non aggiungo insulti solo perchè sarei perseguibile legalmente! Rif. 6506.
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Il parrocco ha esagerato ma Gesù disse...

Gesù disse: «Lasciate che i pargoli vengano a me». Poi si fecero oratori e campeggi e non è mai morto nessuno... Delle volte è più gradita una carezza dal parroco che urla e sberle a casa. È ovvio che il parroco ha detto qualcosa di esagerato, ma qualcuno dice che anche in Trentino vi sono preti che hanno prole, a noi insegnano che è peccato, loro fanno di peggio. Rif. 6520.
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Si va a condannare e lapidare verbalmente un prete per una sola frase, magari estrapolata dal discorso complessivo, senza pensare che una parte dei preti, istruiti dalle varie curie, si avvicinano agli anziani e li invogliano – con la persuasione – a far lasciare i suoi beni alla Chiesa. Chiesa che poi non divide sicuramente tutto ciò con i poveri. Molte le case ricevute in dono – specie in Trentino – e tutte sono chiuse, esentasse, invece che darle ai bisognosi. Salvo poi scoprire che gli uffici della Curia hanno sede in zona Muse, con enormi proprietà; altro che far elemosina... Secondo me loro se li giocano in borsa tutti quei soldi e se li distribuiscono tra loro. Rif. 6508.
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Ma sì, mandiamo via i nostri preti e accogliamo gli imam

Ma sì, mandiamo via i preti, così qui verranno preti musulmani, anzidetti imam, dato che la Curia è praticamente sguarnita di nuove leve. Circa cinquant’anni fa i seminari avevano le aule piene zeppe di futuri preti. (Anche se in realtà tante famiglie numerose mettevano un figlio a costo zero in collegio, poi alla vigilia dell’ordinazione i più tanti optavano per uscirne...) Rif. 6521.
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Invece di dire tutto in televisione, non era meglio informare la magistratura

Non vi sembra di aver esagerato? Prima di tutto quella «gasata» di giornalista di La7, che ha interpretato a modo suo quattro parole messe lì da un anziano (se non sbaglio ha 83 anni...) in un’intervista volante, fatta senza nessun preavviso o preparazione. Poi quella «onorevole» che era presente e che prima di aprir bocca farebbe bene guardarsi alle spalle e ripassare un po’ il suo passato, dato che adesso per rifarsi un po’ di notorietà e, in cerca di consensi, approfitta di certe situazioni delicate per mettersi in mostra! Se la cosa vi sembrava così grave, invece di sputtanare tutto in televisione, non sarebbe stato meglio informare prima la magistratura e aspettare che chi di dovere prendesse la decisione giusta? Ma come si sa, pur di far carriera e principalmente audience, non si tiene conto di mettere in un mare di guai un povero anziano... Non si guarda in faccia nessuno! Rif. 6522.
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Se lè si fora lè pan per i me denti

A la siora, coi cavei de ros tinti: a quela siora, coi cavei de ros tinti, che ogni matina la sfrecia con la so bici en te la pista ciclabile per nar a laoar (se spera!) e che la se crede Moser perchè soto el cul la ga’ en selin, ghe racomando do robe: primo, lavate per ben i oci la matina che primo te pari na’ drogada se te procedi a zig zag; secondo, impara l’educazion e «ciciobelo» dighelo a to marì. Rif. 6509
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Se lè si fora lè pan per i me denti

La siora coi cavei de ros tint la pedala tute le matine en Via Brenero, sulla ciclabile... Se la vedè saludamela che se lè si fora lè pan per i me denti! Rif. 6524.
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Ragazzotti che si scatenano e postano su Facebook la bravata

Il campo di battaglia è, come sempre, una delle tante feste campestri ad alto contenuto alcolico, tenutasi nei pressi di Mori. ll diverbio tra un ragazzo trentino ed un giovane di colore è ben presto degenerato in una rissa che ha coinvolto altri coetanei che si trovavano sul mezzo ed erano in attesa che questo partisse per riportarli a casa. Cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi anni da questa «impossibile» convivenza, pensando che il numero degli immigrati è destinato inesorabilmente a salire? Rif. 6511.
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Ragazzotti che si scatenano e postano su Facebook la bravata

Si dà sempre la colpa ad alcol e alle sagre paesane, ma il problema è che in fondo ogni scusa è buona per menare le mani; e poco c’entra il colore della pelle! Ragazzotti idioti che si scatenano e filmano per poi postare su Facebook il video della solita bravata. E ci sono altrettanti idioti che condividono e mettono i «mi piace». Siamo ancora in una situazione tranquilla rispetto a città non molto più grandi di Trento e dintorni, ma aspettiamoci un’escaltion di violenza, se vogliamo, «urbana». Rif. 6523.
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La politica è sempre stata una sorta di «dare e avere»

Che schifo la politica in tempo di elezioni... Voti le persone e poi, dato che «no te sei dei nostri»... Un po’ come accaduto alla Borgonovo Re che con 9000 voti viene allontanata. Ugual cosa in Comune a Bolzano: la lista si candida per migliorare la vivibilità della città e quattro personaggi intralciano il lavoro programmato, facendo dimettere Giunta e Sindaco... La città rimarrà vecchia e tedesca... Ma sapete, cittadini, quanto ci costano le elezioni?! Proporrei di «smarrire» la tessera elettorale, tanto questi signori fanno lo stesso ciò che vogliono... Rif. 6496.
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«Smarrire» la tessera elettorale? Potrebbe essere un’idea, se non fosse che andare a votare è l’unica chance che ci resta per dire la nostra. Soprattutto se pensiamo che quelle del 2018 saranno finalmente elezioni in cui potremo decidere chi governerà e – si spera – non ci sarà più un Napolitano a fare e sfare o favorire premier. Rif. 6502.

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La politica è sempre stata una sorta di «dare e avere»

Se ben guardi chi ha fatto politica fino adesso in qualche modo ci ha ficcato «dentro fino in fondo» parenti e nipoti che, ben istruiti, danno ai vecchi politicanti paghe che nessuno sogna e vitalizi... La politica è sempre stata una sorta di «dare e avere». Lo è pure adesso e sempre sporca sarà... Rif. 6518.
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La prossima volta, non scriva, ma venga a parlarmi...

Alle 19, di sabato 22 agosto, mi sono recato a fare la spesa in un supermercato di Via Maccani a Trento. Tra le diverse cose che ho acquistato c’era anche dell’uva bianca e dopo avere inutilmente cercato il numero da poter digitare sul video della bilancia, che non era stato esposto dall’addetto al servizio, o che quanto meno non risultava in quel momento presente nel relativo spazio, ho potuto anche notare che la bilancia era priva di carta a rotolo ed erano esattamente le 19 e 16 minuti! Finita la spesa, pensando che successivamente l’uva sarebbe stata conteggiata direttamente alla cassa, come accade in altri supermercati dotati di bilancia di cassa, mi sono messo in fila, aspettando il mio turno per pagare. Quanto è arrivato il mio turno, la cassiera, mi fa presente che l’uva non era prezzata. A quel punto gentilmente faccio presente che non era esposto il numero da digitare. Lei mi risponde che questo non poteva ovviamente saperlo, visto che giustamente, era in cassa e non era addetta ad un servizio che competeva ad un’altra persona. A quel punto con l’altoparlante interno invitava un’addetta di servizio a recarsi alla cassa 6 per prezzare l’uva. Intanto alla cassa si formava un cospicua fila di gente in attesa. Dopo ben sette minuti con visibile affanno (dato particolarmente dalla corporatura molto robusta) si è presentata un’addetta che con aria molto stizzita, guardandomi e guardando la cassiera, ha esclamato in malo modo ad altissima voce: “Ma non è possibile!”… A quel punto non tollerando quella inopportuna maleducazione nel suo atteggiamento particolarmente irritato, ho prontamente replicato facendomi sentire: “Certo è che se fosse stato esposto il numero da digitare, non sarebbe successo tale inconveniente”! (La mia affermazione veniva poi confermata da altre due clienti in attesa.) Nel frattempo l’attesa faceva aumentare le persone alla cassa, al punto di dover aprirne una di sostegno. Dopo ben sette minuti l’addetta tornava con l’uva prezzata, giustificando il tempo impiegato, con il fatto che mancava la carta alla bilancia!!! Erano le 19.53 (tale orario veniva confermato dal mio scontrino del Bancomat). Ora faccio solo due riflessioni: In 37 minuti nessuno si è premurato di cambiare la carta al reparto frutta e verdura: penso che il buon senso sarebbe stato sufficiente alla prima commessa o commesso che passava, per intervenire, in quanto la bilancia indicava chiaramente che era terminata la carta!.. (Era a onor del vero pur esistente una seconda bilancia, più in là, che era letteralmente presa d’assalto, dato che la prima era inutilizzabile)… Ma la seconda e più pesante riflessione che mi pongo è questa: l’ufficio del personale del supermercato non valuta prima delle assunzioni le doti attitudinali delle persone che sono a contatto con il pubblico? L’arroganza e la maleducazione di alcune commesse di quel supermercato è veramente incredibile e va ad inficiare la cortesia e gentilezza di altre che invece svolgono in maniera esemplare il loro lavoro. Parlando poi alla sera con amici che fanno pure loro la spesa in tale supermercato, sono venuto a sapere che la commessa in questione, riconoscibile per le sue caratteristiche fisiche, non è nuova a gaffe di tal genere ed a reiterati episodi di maleducazione nei confronti della clientela! Non penso che l’ufficio del personale sia carente di curriculum per sostituire una persona che non merita il posto di lavoro che ricopre. Rif. 6421.
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La prossima volta, non scriva, ma venga a parlarmi...

Buongiorno, mi presento: sono la commessa in questione. Voglio solo dire due cose anche se il «signore» non meriterebbe nessuna risposta. Primo: non ero «affannata» per i motivi elencati da Lei, bensì perché a quell’ora ero in magazzino a pulire dall’altra parte del magazzino. Secondo: discriminare una persona nel modo più spregevole come ha fatto Lei lo ritengo vergognoso e ringrazio la mia azienda per non aver la sua stessa filosofia di pensiero. Le auguro di non aver nella vita la sfortuna che ha la sottoscritta di lottare contro una malattia che va oltre il discorso «mangiare». Io sono molto amata dei miei clienti e se a lei non piaccio mi dispiace, me ne farò una ragione. E la prossima volta, anziché scrivere, venga direttamente così mi posso guardarla negli occhi e dirle quello che penso di lei... Buona giornata. Rif. 6525.
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Chi arte no sa far, bottega chiude...

Occhio al gasolio! Dove fanno prezzacci prestare attenzione. Sembra te ne diano un litro, ma i gestori possono calibrare con il computer di erogazione e darti meno prodotto. Così tu vedi il prezzo ottimo e loro invece te ne tolgono... In più dove il prezzo è molto basso allungano il carburante con acqua... La macchina fuma e rende meno; ci si accorge della truffa grazie al fumo e allo strano rumore del motore... Poi vai dal meccanico e spendi molto di più di quei centesimi risparmiati alla pompa... Rif. 6484.
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Già. Non ho mai capito nemmeno io questa pantomima del cercare il distributore che ti fa lo zero virgola zero zero in meno... Ma siamo veramente convinti che ci cambia la vita spendere qualche spicciolo in meno? Poi magari il motore si ingrippa e dal meccanico ci lasciamo pure le mutande... Ma sai, abbiamo messo il diesel più economico della città. Furbi, ah, cosa ne dite?! Rif. 6489.
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Non so se lo sapete, ma tutti i distributori di carburante si riforniscono dalle stesse raffinerie per cui la marca è solo un’etichetta. Rif. 6500.

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Chi arte no sa far, bottega chiude...

Peccato che qualche pompa poi, pare, per vedere più soldi in cassa, ci aggiunge acqua... Poi la macchina perde colpi e si torna a lamentarsi dal pompista che per sistemare il guaio ti vende una bozzetta da 250 ml. di addittivo a 25,00 euro e... il guadagno è fatto. Chi arte no sa far, bottega chiude... Rif. 6519.
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Gli additivi sono la differenza

La differenza sta solamente nella tipologia di additivi che vengono di volta in volta aggiunti!
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NUOVI MESSAGGI

La mia eroica (e ahimé inutile) resistenza a quel centralino

Mercoledì pomeriggio alle ore 14.12 chiamo il numero 0461.277227 (numero Acli di Trento). Una voce registrata mi avverte che la mia telefonata “sarà gestita dal primo operatore disponibile”. Attendo in linea, con una musichetta snervante fino alle ore 14.43 (oltre mezz’ora), alla fine della quale interviene una voce automatica che dice: “Ci dispiace non potere rispondere alla vostra chiamata: richiamare più tardi”. Richiamo alle ore 16.33 e un’altra voce guidata mi dice: “Siete al momento il chiamante n. 3…”. Pochi minuti dopo mi sento dire sempre dalla voce automatica: “Siete il chiamante n. 2”… Prosegue la musichetta fino alle ore 17.03. A quel punto si inserisce un’altra voce che mi comunica: “Ci dispiace non poter rispondere alla vostra chiamata. Richiamare più tardi!” Richiamo subito dopo: tempi previsti per l’attesa circa dieci minuti. Ormai non mollo il campo… una prenotazione è in corso! Sono ancora il chiamante numero 2! Solo un illusione ed una grandissima perdita di tempo e denaro! Mi viene dato come tempo di attesa minuti 10.45… La musichetta odiosa prosegue fino alle ore 17.27, dopo di che rientra un’altra voce automatica che mi dice: “La vostra chiamata verrà gestita dal primo operatore disponibile!”….Non trovo parole per commentare quella che sembrerebbe una vera presa per i fondelli per il chiamante… Sono le 17.33… Un’altra ora di telefonata in attesa a vuoto! Ma cosa ci sta a fare il telefono alle Acli? È possibile che da un tempo di attesa annunciato di circa dieci minuti si debba attendere oltre un’ora? Per poi alla fine sentirsi dire: “Ci dispiace non poter rispondere alla vostra telefonata”. Sono le ore 17.34. Il tutto si conclude in questa maniera. Se le Acli sono l’emblema di un servizio pubblico, ringrazio Iddio che fino ad oggi non ho mai avuto necessità di avvalermi della loro collaborazione! Ma esiste un dirigente o una direzione, responsabile di tale costoso disservizio per il cittadino? Almeno togliete il telefono così non si spende un capitale per tentare di telefonare e non fareste così brutta figura! Un centralino telefonico, dacché mondo è mondo, è il biglietto da visita di un’azienda… Rif. 6526.
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Il tallonatore dalla Kia Picanto…

Egregio signore alla guida della Kia Picanto targataat a DJ***** che venerdì 9 ottobre, dalle ore 22.40 alle 22.50, mi ha tallonato da Vigolo Vattaro fino alla svincolo che porta a Mattarello: impara a tenere la distanza di sicurezza, a comportarti civilmente. A quell’ora non c’era nessuna necessità di starmi così vicino per sette chilometri. Per il bene del prossimo, butta via patente e auto. Grazie. Rif. 6533.
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Perché la Chiesa non vende alcuni immobili in favore dei poveri?

Un chiesa mondiale, ma anche italiana, vaticana e locale, piena di ricchezze enormi, di case, chiese, palazzi, potere economico, che però ai poveri non cede nulla, o al limite le briciole. Eppure è sempre la prima a raccomandarsi di agire come il Vangelo di oggi annunciava: «Andate e vendete la ricchezza e datela ai poveri...» Ma «loro» perché non vendono qualche casa o palazzo dei centri storici? Con il ricavato sfamerebbero un mondo intero. Date il buon esempio... Preti poveri e magri non se ne vedono più, chi ha un prete in famiglia è nobile, allora vuol dire che i preti contano!?... Rif. 6531.
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Le strisce pedonali non sono un tunnel spazio-temporale

Gentilissimi pedoni e ciclisti, volevo comunicarvi che le strisce pedonali sono disegnate sull’asfalto, e non sono un tunnel alla Star Trek che vi rende invincibili e intoccabili. Guardate prima di lanciarvi sulla strada, accertatevi che chi giunga abbia visto che state arrivando e che abbia modo di fermarsi senza dover inchiodare... Altrimenti rassegnatevi e consolatevi con l’idea che avevate ragione voi quando vi raccoglieranno con cucchiaino! La macchina la si aggiusta, voi non so... Rif. 6529.
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Preti, manager, stalkers: per mi i fa tuti quel che i vol...

Un prete dice una castronata e viene trasferito. Un manager di una nota ditta di automobili tedesche viene licenziato per le note vicende ma se ne va con una buonuscita record. Poi ci sono quelli che denunciano i casi di stalking e non vengono nemmeno ascoltati. Fino a che ci scappa il morto. O i pirati della strada che tornano liberi in un lampo. Alla fine i fa tuti quel che i vol... Rif. 6530.
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Con i ceppi alle auto: i movidisti cambiano abitudine

Lavaggio cittadino strade... Ecco le solite multe serali per ostruzione al lavaggio strade, che tralaltro si fa lo stesso anche se piove e il lavaggio lo ha già fatto il meteo: piogge intense autunnali e lavaggio strade, mah. E comunque l’euforia da movida serale in città mette voglia di sfoggiare la propria vettura in pieno divieto («sa vot che sia per trentazinque euri»); questo almeno sino allo scorso anno, quando è stato deciso di togliere anche punti dalla patente. Il Comune però dovrebbe attrezzarsi e mettere i blocchi a chi è in divieto e lì i costi non son più 35 euro, bensi dieci volte tanto. A quel punto i movidisti cambierebbero le proprie abitudini... Rif. 6528.
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Mozione favorevole alla A31: in Pat regna l’immobilismo

Penso che la vicenda delle due mozioni sulla Valdastico discusse giovedì 8 ottobre in Consiglio provinciale sia rappresentativa della situazione politica trentina attuale. La maggioranza PD-PATT-UPT ha detto di no alla mozione di PT favorevole alla A31 ma anche a quella del M5S che invece si oppone nettamente al progetto. Non si è insomma deciso nulla, la linea che si segue è l’immobilismo e si subirà ciò che da fuori verrà imposto. Il motivo, qui come in altre occasioni, è, come ha affermato chiaramente Rossi nel corso della vicenda Borgonovo Re, che «bisogna salvaguardare la coalizione». Se ci sono delle questioni che possono far emergere le crepe della maggioranza, queste allora non vengono affrontate. L’importante è portare a termine il mandato fino al 2019. Come direbbe lo scrittore Leonardo Sciascia, si esercita «il potere per il potere» e non per agire nell’interesse della comunità. Tutta la maggioranza si adegua al dictat di Rossi e l’esigenza di conservare la poltrona è un efficace collante. Oltre ai soldi (5400 euro/mese a consigliere, 8000 euro/mese ad assessore), conta di più il potente (distribuire incarichi da dirigente da 5000 euro al mese, da primario da 8000, assumere nelle partecipate, far diventare edificabile il terreno dell’amico, far progettare le caserme dei pompieri alla moglie, etc). Lo scopo della maggioranza quindi è la conservazione dello status quo. Nel frattempo i problemi che realmente esistono e che andrebbero affrontati vengono trascurati e ciò comporta la degenerazione delle condizioni della collettività. La questione Valdastico è quindi emblematica e penso che sia bene mettere in evidenza il comportamento ipocrita del PD: quest’ultimo, se a parole si dichiara fortemente contrario a questo progetto, nei fatti, non opponendoglisi con atti politici concreti, sta sacrificando inutilmente un territorio. Andrea, Trento. Rif. 6532.
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Sarebbe ora che il Comune liberalizzasse, rivolgendosi anche a ditte esterne

Riguardo i costi eccessivi dei servizi primari a Trento: gas, luce, acqua, immondizia... Ma vi siete accorti che ogni dipendente della Società di servizi ha una vettura marchiata dall’azienda? Ogni gruppo di dipendenti ha un supervisore e un ingegnere con segretaria, e tutti con tante di vettura aziendali, che dovete pagare Voi. Sarebbe ora che il Comune liberalizzasse, rivolgendosi anche a ditte esterne; senza tutti sti capoccioni da paghe milionarie, tutti questi quadri dirigenziali che costano eccessivamente. Inutile lagnarsi solamente del caro bolletta. Rif. 6527.
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Furti in casa senza scasso: li stanno beccando tutti

Pare che inizino a dare frutti le indagini sui furti senza scasso, ovvero quelli compiuti in collaborazione con qualcuno che frequenta la casa... Qualcuno punta il dito su alcune badanti operative nelle case di singoli anziani benestanti... Pare che queste si accordino con i ladri e senza destare sospetti nel men che non si dica, la casa si svuota degli arredi e senza scasso... A farne le spese i proprietari che si affidano a persone astute. Meno male che pian pianino le stanno scovando... Rif. 6533.
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