>>>Bazar n.37 del 24 settembre 2015

MESSAGGI DI RISPOSTA

A chi conviene fare lavori in chiaro?

Tempo di vendemmia e raccolta mele. E nelle campagne trentine si sente parlare solo arabo e/o lingue dell’est Europa. Extracomunitari ovunque per i contadini, che li pagano molto meno degli italiani, e ovviamente – forse – in nero... Mi piacerebbe sapere quanti sono assunti con contributi Inps e Inail in regola! Poi andiamo a comperare quelle mele e quell’uva, cosi ingrassiamo i contadini che lasciano a casa i disoccupati trentini, per far lavorare (in nero) gli extracomunitari. Rif. 6420.
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Se i trentini restano a casa e in campagna ci sono solo stranieri, la colpa è sicuramente dei primi. Non hanno più voglia di fare nulla, specie di giovani. Si ritengono «superiori» e immaginano per sé un futuro da manager o non so che diavolo. Ma questo accade anche fuori dal Trentino. In tutto il mondo. Ci sono sei miliardi di persone e ognuno vuole «tutto». Pazzesco, no? Dove andremo a finire? E, soprattutto, fino a quando potrà durare tutto ciò senza intaccare gli equilibri della nostra già malandata società? Rif. 6438.
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Se in Trentino ci sono gli stranieri ci sono dei motivi... Fino a quando ai trentini daranno casse integrazioni a go go... Vuoi che vadano a lavorare? Uno schiaffo per chi lavora duramente 8/9 ore per 1000 euro al mese! Rif. 6452.
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Dove sono questi soldi della cassa integrazione?! Dimmi dove si prendono così subito vado a chiedere anche io! Ho 25 anni, un diploma e sono inoccupata (niente soldi da nessuno), cercare un lavoro è impossibile perché magari non sei raccomandato o non ti offrono alloggio (stagionale)...Insomma, hanno sempre una scusa pronta. Rif. 6466.

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A chi conviene fare lavori in chiaro?

Avrebbero fatto comunque lavorare in nero i disoccupati trentini, che per altro percepiscono cassa integrazione e aiuti vari, tanto che non gli converrebbe proprio fare lavori in chiaro! Tanto vale che abbia il pane anche qualcun altro! Rif. 6469.
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Aspettiamo che qualcuno chiami

In una strada laterale fra Viale delle Robinie e viale degli Olmi a Trento si trova da sei o sette anni un automobile in evidente stato di abbandono (Decreto Legislativo 24 giugno 2003, n. 209). Che cosa aspetta la solerte polizia locale a provvedere a rimuoverla subito? Rif. 6466.
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Aspettiamo che qualcuno chiami

Aspetta solo che qualche politico amico del dott. Andreatta gli telefoni chiedendo «cortesemente» di rimuoverla. Il regolamento di Polizia Municipale è pieno di cavilli per evitare simili incombenze che sentendo i vigili non sono autorizzati ad una simile azione poiché secondo loro non di loro competenza! Rif. 6473.
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Esiste una normativa comunale che vieta l’accattonaggio, ma...

Tempo di vendemmia e raccolta mele. E nelle campagne trentine si sente parlare solo arabo e/o lingue dell’est Europa. Extracomunitari ovunque per i contadini, che li pagano molto meno degli italiani, e ovviamente – forse – in nero... Mi piacerebbe sapere quanti sono assunti con contributi Inps e Inail in regola! Poi andiamo a comperare quelle mele e quell’uva, cosi ingrassiamo i contadini che lasciano a casa i disoccupati trentini, per far lavorare (in nero) gli extracomunitari. Rif. 6420.
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Se i trentini restano a casa e in campagna ci sono solo stranieri, la colpa è sicuramente dei primi. Non hanno più voglia di fare nulla, specie di giovani. Si ritengono «superiori» e immaginano per sé un futuro da manager o non so che diavolo. Ma questo accade anche fuori dal Trentino. In tutto il mondo. Ci sono sei miliardi di persone e ognuno vuole «tutto». Pazzesco, no? Dove andremo a finire? E, soprattutto, fino a quando potrà durare tutto ciò senza intaccare gli equilibri della nostra già malandata società? Rif. 6438.
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Se in Trentino ci sono gli stranieri ci sono dei motivi... Fino a quando ai trentini daranno casse integrazioni a go go... Vuoi che vadano a lavorare? Uno schiaffo per chi lavora duramente 8/9 ore per 1000 euro al mese! Rif. 6452.
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Dove sono questi soldi della cassa integrazione?! Dimmi dove si prendono così subito vado a chiedere anche io! Ho 25 anni, un diploma e sono inoccupata (niente soldi da nessuno), cercare un lavoro è impossibile perché magari non sei raccomandato o non ti offrono alloggio (stagionale)...Insomma, hanno sempre una scusa pronta. Rif. 6466.

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Risposta
Esiste una normativa comunale che vieta l’accattonaggio, ma...

Prova a regalare loro un panino imbottito o un vestito in buono stato e poi vedi dove li ritrovi dopo cinque minuti. Sono persone sfaccendate che approfittano della debolezza psicologica delle persone che incontrano e che mettono mano al portafoglio come farebbe sicuramente Lei! E sa perché ci sono persone che mettono mano al portafoglio? Perché viaggiano per immagini mentali e in quella che in psicologia si chiama «proiezione», si creano in sostanza, una specie di immagine protettiva per una loro ipotetica condizione futura similare, sperando a quel punto che ci siano altre persone che a loro volta in quel caso possano aiutarle! Ecco dove sta in questi casi la falsa carità cristiana! Solo voglia di auto-proteggersi psicologicamente da immagini di proiezione personale. Quelle persone se vogliono mangiare e dormire, senza lavorare come in effetti accade ...possono rivolgersi sia all’Opera Bonomelli che al Punto d’Incontro... ma poi ti accorgi che fumano Marlboro e usano cellulari di ultima generazione! Oltre ad essere insistenti ed importunare i passanti... Tra le altre cose esiste una normativa comunale che vieta l’accattonaggio, ...ma i vigili ben se ne guardano dall’applicarla! Rif. 6478.
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Rifletta prima di scrivere: io non ho saltato la fila e poi...

Alle 19, di sabato 22 agosto, mi sono recato a fare la spesa in un supermercato di Via Maccani a Trento. Tra le diverse cose che ho acquistato c’era anche dell’uva bianca e dopo avere inutilmente cercato il numero da poter digitare sul video della bilancia, che non era stato esposto dall’addetto al servizio, o che quanto meno non risultava in quel momento presente nel relativo spazio, ho potuto anche notare che la bilancia era priva di carta a rotolo ed erano esattamente le 19 e 16 minuti! Finita la spesa, pensando che successivamente l’uva sarebbe stata conteggiata direttamente alla cassa, come accade in altri supermercati dotati di bilancia di cassa, mi sono messo in fila, aspettando il mio turno per pagare. Quanto è arrivato il mio turno, la cassiera, mi fa presente che l’uva non era prezzata. A quel punto gentilmente faccio presente che non era esposto il numero da digitare. Lei mi risponde che questo non poteva ovviamente saperlo, visto che giustamente, era in cassa e non era addetta ad un servizio che competeva ad un’altra persona. A quel punto con l’altoparlante interno invitava un’addetta di servizio a recarsi alla cassa 6 per prezzare l’uva. Intanto alla cassa si formava un cospicua fila di gente in attesa. Dopo ben sette minuti con visibile affanno (dato particolarmente dalla corporatura molto robusta) si è presentata un’addetta che con aria molto stizzita, guardandomi e guardando la cassiera, ha esclamato in malo modo ad altissima voce: “Ma non è possibile!”… A quel punto non tollerando quella inopportuna maleducazione nel suo atteggiamento particolarmente irritato, ho prontamente replicato facendomi sentire: “Certo è che se fosse stato esposto il numero da digitare, non sarebbe successo tale inconveniente”! (La mia affermazione veniva poi confermata da altre due clienti in attesa.) Nel frattempo l’attesa faceva aumentare le persone alla cassa, al punto di dover aprirne una di sostegno. Dopo ben sette minuti l’addetta tornava con l’uva prezzata, giustificando il tempo impiegato, con il fatto che mancava la carta alla bilancia!!! Erano le 19.53 (tale orario veniva confermato dal mio scontrino del Bancomat). Ora faccio solo due riflessioni: In 37 minuti nessuno si è premurato di cambiare la carta al reparto frutta e verdura: penso che il buon senso sarebbe stato sufficiente alla prima commessa o commesso che passava, per intervenire, in quanto la bilancia indicava chiaramente che era terminata la carta!.. (Era a onor del vero pur esistente una seconda bilancia, più in là, che era letteralmente presa d’assalto, dato che la prima era inutilizzabile)… Ma la seconda e più pesante riflessione che mi pongo è questa: l’ufficio del personale del supermercato non valuta prima delle assunzioni le doti attitudinali delle persone che sono a contatto con il pubblico? L’arroganza e la maleducazione di alcune commesse di quel supermercato è veramente incredibile e va ad inficiare la cortesia e gentilezza di altre che invece svolgono in maniera esemplare il loro lavoro. Parlando poi alla sera con amici che fanno pure loro la spesa in tale supermercato, sono venuto a sapere che la commessa in questione, riconoscibile per le sue caratteristiche fisiche, non è nuova a gaffe di tal genere ed a reiterati episodi di maleducazione nei confronti della clientela! Non penso che l’ufficio del personale sia carente di curriculum per sostituire una persona che non merita il posto di lavoro che ricopre. Rif. 6421.
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La cosa che odio nei supermercati, tutti? La fretta che ti inducono a mettere le tue cose nelle borse, o come trattano uova frutta tenera, pomodori ecc. Ma porca vacca, ogni volta torno a casa con qualcosa di rotto. Rif. 6430.
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Ma lei non si è mai accorto che il personale dei vari negozi è diminuito in maniera esorbitante? Questo reca chiaramente danno alla clientela. Perché invece di criticare il lavoro degli altri non ha pensato che i commessi sono costretti a lavorare sette giorni su sette, spesso senza staccare un giorno e con turni allucinanti?! Poi scusi, poteva farsi aiutare da un addetto prima di passare alla cassa... Alla fine – di fatto – la coda l’ha praticamente creata lei! Rif. 6433.
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La mia piena solidarietà alla commessa che, poverina, a cinque minuti dalla chiusura, di sabato sera, ha dovuto rompersi gli zebedei per un cliente che non è stato neanche capace di guardarsi intorno. Ma ringrazia che ti hanno fatto la cortesia di prezzare l’uva! Finisce la carta... ok, ma prima finisce la pazienza, a volte! Rif. 6435.
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Io ho notato una forte differenza nell’atteggiamento dei clienti. Ad esempio, al Poli c’è sempre qualcuno che brontola a causa della coda; alla Coop, invece, nessuno dice nulla, neanche quando sospendono il servizio cassa per mandare i soldi con la pneumatica, e anche se ci sono due casse aperte con una coda di dieci persone ciascuna... Rif. 6436.

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Rifletta prima di scrivere: io non ho saltato la fila e poi...

Rispondo a Lei e a tutte le persone che sono rimaste «indignate» dalla mia critica al Supermercato di via Maccani a Trento. Per prima cosa prima di rispondere ad una lettera, imparate a leggere bene, prima di sparare cavolate. Io non ho evitato di dover fare la fila alla bilancia con la carta, semplicemente non era stato esposto in quell’occasione il cartellino con la numerazione da dover digitare. E questo l’ho scritto molto chiaramente. Seconda cosa, la commessa, come le sue colleghe è pagata fino alle ore 20, per cui ha lavorato in orario di lavoro in cui era regolarmente pagata e non ha fatto altro che quello che era il suo dovere. E, terzo elemento, ho semplicemente sottolineato il fatto della fisicità senza alcun indice di disprezzo per questo, ma semplicemente perché possa essere facilmente individuata dai responsabili e quanto meno la richiamino ad un maggior senso di responsabilità e cortesia nei confronti della clientela. Rammento a Lei e agli altri paladini della maleducazione nei supermercati in particolare che se la commessa in questione prende uno stipendio, lo prende perché c’è gente che va a fare la spesa lì! Ovviamente si ravvede molto da vicino che Lei, e non solo, è stata punta sul vivo, in quanto condivide il comportamento tenuto da quella pseudo-commessa. Ciò fa rispecchiare anche al più ingenuo lettore... che la sua potrebbe essere una strenua e maldestra autodifesa, sentendosi direttamente presa in causa. Rifletta prima di scrivere, impari a leggere bene e cerchi di collegare il suo cervello alla tastiera del suo pc. Rif. 6475.
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I commessi, invece di lamentarsi, dovrebbero pensare ai disoccupati

Prova a chiederti da solo il perché! Probabilmente alla Coop prima di fare delle assunzioni guardano anche la personalità del dipendente, l’educazione e lo spirito di tolleranza e sopportazione, mentre probabilmente in altri supermercati... sono meno attenti a queste qualità che a questo punto vengono messe in secondo piano. E la soddisfazione della clientela, si misura dallo spirito di tolleranza dimostrato dagli stessi clienti alla Coop. I vari commessi e commesse, invece di lamentarsi, dovrebbero pensare che ci sono migliaia di persone disoccupate che sarebbero disposte a trasferirsi anche da altre città pur di prendere il loro posto di lavoro. E se imparassero per primi ad essere educati e cortesi con i clienti avrebbero solo comprensione e collaborazione come avviene alla Coop. Rif. 6476.
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Vuol forse far passare i commessi per dei poveri schiavi?

Ma lei lo sa che esistono anche i turni di riposo compensativo? Vuol forse far passare i commessi per dei poveri schiavi? E poi lei pensa che i commessi del supermercato in questione siano così solerti e servizievoli come pensa Lei? Si vede che non è mai entrato in quel Supermercato. Qualcuno di gentile lo si trova pure lì per fortuna, ma in generale se prova a chiedere a qualcuno dove è un prodotto, se sono di buon umore le rispondono: «nello scaffale laggiù» mentre il più delle volte le dicono che sono addetti ad un reparto diverso. Provi per credere... Nessuno l’accompagnerà ad indicarle «quale scaffale»! A me è successo cercando delle uova... La dirigenza di quel supermercato dovrebbe fare come nelle grandi aziende americane che testano la soddisfazione della clientela con dei «finti clienti» che controllano in prima persona i livelli della Customer satisfaction! Ne vedremo veramente di belle allora... Rif. 6477.
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Insegnare ai bambini il rispetto e come comportarsi in strada

Dopo un periodo di prova ecco confermata l’installazione del semaforo per il passaggio nella stretta di Madrano. Di fatto non porta a niente di nuovo, se non all’eliminazione dei prepotenti che devono passare sempre e comunque (pochi per la verità). In cambio si avrà un aumento delle code, che prima del semaforo non ci sono mai state e un aumento, ovvio, dello smog nel centro abitato. Si sa che le macchina in fila, a motore acceso, creano questo e si sa pure che lo smog è cancerogeno. Però quando le cose si vogliono complicare... Davvero delle menti quelli del Comune! Il traffico (presunto) che si attribuisce ai «foresti», per chi non lo sapesse è dei residenti da Nogarè in su, che per accorciare la via verso Pergine, tagliano da Madrano/Canzolino, creando – a detta degli «espertoni» – traffico. Il traffico vero lo creano quelli che, anziché far due passi, portano i figli a scuola in macchina, parcheggiandole ovunque, sotto l’occhio vitreo dei vigili. In punti dove il semaforo serviva veramente, ad esempio: strade laterali senza vista sulla provinciale che attraversa il paese, dove più volte ci sono stati incidenti anche gravi, quelle sono lasciate al... segno della croce prima di immettersi. Il Comune è stato informato più volte del pericolo per bambini, pedoni e automobilisti, motociclisti e ciclisti ecc.. Ma probabilmente fino a quando non ci scapperà il morto (e succederà), non saranno presi provvedimenti. Un vero schifo! Rif. 6458
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Insegnare ai bambini il rispetto e come comportarsi in strada

Giustissimo! Giovedì, giorno di inizio delle scuole, la strada principale sembrava attraversata dal gregge in transumanza! Purtroppo è così sempre e non è certo il traffico da e verso Nogarè che crea questo. Un po’ di educazione dell’automobilista verso altri automobilisti e pedoni, altrettanto da parte dei pedoni risolverebbe le cose in modo semplice e soprattutto civile. Suggerirei ai genitori che insegnare ai bambini il rispetto e come comportarsi in strada è già una buona base per diventare pedoni prima e cittadini, automobilisti consapevoli in futuro! ...per gli automobilisti prepotenti ormai non c’è rimedio! Rif. 6470.
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Ognuno ha il diritto di trascorrere le proprie serate come vuole

Pare che a Trento riaprirà una discoteca. Ventitré anni dopo la chiusura del Waikiki, Trento tornerà ad avere un luogo di «perdizione». Si chiamerà Artè ed aprirà tra qualche settimana al numero 42 di via Unterveger, la strada parallela a via Brennero che corre lungo la ferrovia. Ci pare già di sentire le lamentazioni dei trentini, dei perbenisti, ecc. Riusciremo a far sì che venga lasciata aperta almeno un anno? Senza che accadano disastri come disturbo alla quiete pubblica, coma etilici in successione, risse, ecc.? Staremo a vedere e speriamo bene. Ah, e incrociamo pure saldamente le dita. Rif. 6468.
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Ognuno ha il diritto di trascorrere le proprie serate come vuole

Desidero farti presente che la colpa della chiusura delle discoteche non è dei «perbenisti», come gli chiami tu, ma di chi desidera non venga lesa la propria libertà di dormire tranquillamente alla sera o di starsene indisturbato a guardare la televisione o leggersi un libro senza dover sopportare schiamazzi, urla e risse fino a tarda notte. Penso che ognuno abbia il diritto di trascorrere le proprie serate come vuole, senza ledere gli altrui diritti, per cui dipenderà solo dal comportamento di chi frequenterà la discoteca e dalla politica dei gestori, ovviare a simili inconvenienti. Poi ben venga una discoteca per chi non ha null’altro di più costruttivo con cui impegnare il proprio cervello nel tempo libero. Rif. 6472.
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Quando finiranno i soldi europei vedremo

Due parole riguardo all’invasione degli sfollati: sino a quindici giorni fa erano tutti contrari all’arrivo dei profughi. Ora che si è dichiarata la possibilità di compensi economici, sono in molti ad offrire case, chiese, oratori, canoniche, persino la Cooperazione fa incetta di accoglienze. Se continua con questo andazzo, tra un anno saranno più della popolazione locale... Strano che i nonesi non se ne prendano nella loro bellissima valle piena di teli antigrandine... Rif. 6464.
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Quando finiranno i soldi europei vedremo

Tranquilli che i soldi europei non durano in eterno e quando finiranno per chi credeva di approffittarne e farsi il gruzzolo saranno cavoli amari, si ritroveranno i profughi a carico e non potranno mandarli via. Rif. 6479.
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Ognuno parte quando vuole, ma usando strade normali

Ecco a voi l’A22, fra traffico per esodo e controesodo, oltre ai vari incidenti... Usare la A22 è sempre peggio: entri a Verona in autostrada e poi i pannelli elettronici avvisano della presenza e persistenza di eterne code. Due ore per fare Verona-Affi, ahi, ahi, ahi... Poi per non prendere insulti alle casse, ci trovi le casse automatiche... Rif. 6463.
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Di fronte a certi ingorghi io mi domando sempre per quale motivo bisogna partire tutti nello stesso istante come imbecilli. Dicono che è perché le fabbriche chiudono tutte ad agosto... Ma fatemi il piacere, queste sono motivazioni che andavano bene negli anni Settanta. La realtà occupazionale oggi completamente diversa e c’è molta più flessibilità. Basterebbe ragionare un attimo invece di accodarsi passivamente come pecoroni. Rif. 6458.

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Ognuno parte quando vuole, ma usando strade normali

Beh, io dico che ognuno parte quando vuole, quando è pronto, ma usando strade normali. All’ingorgo si gira e si opta eventualmente per vie alternative. Invece quando sei in autostrada, incolonnato..., ci devi rimanere, masticandoti le palle quando dopo tutto lo stress e le code devi pure pagare... Rif. 6471.
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NUOVI MESSAGGI

Lizzana: oramai per a puzza non si possono neanche aprire più le finestre

Buon giorno a tutti, a Lizzana da anni la puzza che emessa dalla zona industriale da una specifica azienda che tutti conoscono, ormai è diventata parte del paesaggio. Ormai non si possono neanche aprire le finestre perfino di notte e, a parte nel periodo elettorale per la votazione del sindaco, nessuno si lamenta più. Abbiano assistito a interventi di vari TROMBONI sia politici che in odore di investitura, i quali minacciavano di ADIRE ALLE VIE LEGALI, ma finite le votazioni è calato il silenzio assenso. Perfino il gruppo creato af hoc su Facebook è stato smantellato per non disturbare chi ci dirige, peroccupato solo di fare in modo che a Rovereto non manchi la Strongman. Naturalmente va tutto il mio rispetto a chi organizza questa bellissima corsa e a chi ci partecipa, se non altro per vedere in città un pò di vita e di colore. Personalmente, mi viene vergogna quando mi vengono a trovare amici o parenti da fuori città, i quali al momento di scendere dalla loro macchina sotto casa mia, la prima cosa che dicono è: ma da dove viene questo odore di merda. Alla prima occasione vendo casa e me ne vado prima che il prezzo degli immobili vada a picco per questa puzza. Saluti. Rif. 6474.
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Allattare bevendo un paio di spritz

Ieri, in città, ho assistito a una bella scena: una giovane e bella mamma che in un bar ha allattato il suo bambino. Una visione gradevole, sia per il significato intrinseco del gesto, che per la bellezza fisica della mamma. Tuttavia, per – diciamo così – autoalimentarsi la donna si è fatta servire ed ha bevuto un paio di spritz Aperol... Che dire? Il pargolo crescerà con le idee chiare nel proprio futuro... Rif. 6480.
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Prezzo del gasolio basso: cosa c’è dietro?

Occhio al gasolio! Dove fanno prezzacci prestare attenzione. Sembra te ne diano un litro, ma i gestori possono calibrare con il computer di erogazione e darti meno prodotto. Così tu vedi il prezzo ottimo e loro invece te ne tolgono... In più dove il prezzo è molto basso allungano il carburante con acqua... La macchina fuma e rende meno; ci si accorge della truffa grazie al fumo e allo strano rumore del motore... Poi vai dal meccanico e spendi molto di più di quei centesimi risparmiati alla pompa... Rif. 6484.
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Emigrazione: aiutiamo i bisognosi. Anche dalle nostre parti però

Ci facciamo commuovere dalla visione di tanti piccoli bambini che perdono la vita nelle attraversate dei migranti, e soprattutto dalla foto del bimbo morto sulla spiaggia di qualche giorno fa... Ma nessuno li aiuta. Pensiamo solo a noi stessi. Bisognerebbe immaginare di essere noi al loro posto. Anche le nostre Curia e Cooperazione si prestano ad aiutare, grazie al rimborso dei 30 euro a testa per ogni giorno. La verita è che ci si muove solo per il dio soldo. Del resto gente bisognosa ce ne sarebbe anche in Trentino, ma essendo «bisognosi», i Nostri non hanno alcun euro da donare... Rif. 6483.
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Donne al volante, con cellulare e sigaretta: ecco cosa accade

Solitamente le donne-pedone, distratte da telefonino e dall’accendsione della sigaretta, non si accorgono che le macchine presenti in un piazzale possono far manovra (considerato che sono in moto). Spesso capita di vedere donne che ti si avvicinano al veicolo e fanno gestacci per comunicarti di stare attento che ci sono pure loro... Ma scusate devo mettere i cartelli di «macchina in movimento»?! Non ci arrivano lor signore a capire che l’auto accesa si potrebbe muovere? Sempre con il cellulare in mano... Rif. 6481.
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La pericolosissima passione per le armi

Dramma di caccia in famiglia, in provincia di Cremona... Due fratelli a caccia: uno dei due, convinto che vi fosse un volatile dietro il cespuglio... ha sparato al fratello... Sono armi che non perdonano. Ora di sicuro la passione della caccia gli passa... Rif. 6482.
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