>>>Bazar n.32 del 20 agosto 2015

MESSAGGI DI RISPOSTA

Anch’io conosco un caso simile. I figli non rinunciano a nulla

Complimenti vivissimi a quelle due figlie (tanto brave e sante) che non rinunciano ai fine settimana col camper e alle gite fuori porta in allegria per stare con la madre anziana e malata nemmeno un’ora del loro preziosissimo tempo. E che godono pure della legge 104/92... Naturalmente per prestare assistenza; mica per prolungare i weekend, sia chiaro! Rif. 6289.
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Anch’io conosco un caso simile. I figli non rinunciano a nulla

Si vede che all’Inps e ai datori di lavoro va bene così. Danno questo beneficio e non controllano niente di niente; e ’sti anziani praticamente lasciati ad arrangiarsi, soli come cani, perché questi benedetti figli non vogliono rinunciare a un bel niente. Vicino a me abita una signora messa maluccio, la figlia se n’è andata in ferie per tre settimane, l’altra per due e beneficiano della legge 104/92, non dico altro! Rif. 6402.
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Probabilmente siete stati inseriti nella loro «black list»

Shopping domenicale al Poli: lì facciamo la nostra quasi maniacale spesa. Fra moglie e marito al Poli di Levico, la domenica mattina, facciamo una spesa settimanale di oltre 100 euro, dato che andando assieme (e controllandoci a vicenda) prendiamo solo ciò che ci serve. Da un paio di mesi ci è stato proposto il servizio «Faccio io», ovvero il sistema di non dover mettere tutta la merce sul nastro cassa... La prima volta è andato tutto bene. Poi da cinque domeniche, estratti a caso per controllo, manco fossimo delinquenti, sempre noi a rimettere la spesa fuori e dentro dal carrello. In tutti i cinque controlli abbiamo dimostrato di non aver dimenticato nulla sulla pistola leggi codice: stesso totale, sia dall’apparecchio che in cassa...Però adesso mi sono scocciato, rendo la tessera e cambio negozio. Rif. 6401.
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Un buon sistema

Porta pazienza che poi i controlli diminuiranno. Io lo uso da alcuni anni e lo ritengo un buon sistema per risparmiare tempo. Rif. 6403.
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Il servizio non è obbligatorio

Il «faccio io» è un servizio che il supermercato propone e che il cliente sceglie di attivare: nessuno obbliga nessuno! Se vuoi cambiare negozio, cambialo, ma non attivare più questi servizi perché la politica dell’«io commerciante mi fido, ma mica tanto» c’è in tutti i grandi supermercati che hanno aderito a questa grande gallata della spesa veloce e fai da te! Rif. 6404.
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Probabilmente siete stati inseriti nella loro «black list»

Ci sono controlli a campione e altri legati al codice della tessera che è stato segnalato e quindi sarà controllato molto più spesso... Tu, tuo marito o uno dei pargoli (se ne avete) probabilmente siete entrati nella «black list»: un atteggiamento ambiguo o semplice pregiudizio...Io vado al Poli di Mattarello e il direttore mi segue ovunque e allora io gli faccio perdere un po’ di tempo gironzolando a vuoto tra gli scaffali... E lui dietro! Rif. 6405.
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Alcol alle feste: perché nessuno fa un’azione seria di prevenzione?

Rif. 6377. «Fire Fest» di Vigolo Vattaro. Spettacolo indecoroso, alcool a fiumi (e alcolici a minorenni? Sulla pagina Facebook adulti non sembrano...)
(...) Poi arriva luglio e vedo comparire gli (inguardabili) striscioni della Fire Fest, organizzata dai Vigili del Fuoco e patrocinata da Consorzio Vigolana, CENTRO GIOVANI «ROMBO» (quelli che hanno ospitato il progetto SERD) e comune di Vigolo. E come d’incanto tutti i buoni propositi di gennaio sono stati affogati in un... boccale di birra. Ci sono stata alla «festa» e quello che ho visto è stato davvero deprimente. Alcool, alcool e alcool. Giovani e meno giovani, ma pure minorenni (!) sfondati da birra e altre bevande alcoliche.
Ma per farsi un’idea di quello che è accaduto, basta dare un’occhiata alla pagina Facebook di questo indegno evento. Con orgoglio sono state caricate foto di minori senza le liberatorie dei genitori (servono quelle di mamma e papà, per chi non lo sapesse). È evidente in moltissime foto che i minori sono riusciti agevolmente a procurarsi alcool. Il sistema è ingegnoso: se tu ti presenti e la tua età è dubbia ti chiedono il documento che attesti la maggiore età. Quindi come funziona? Il maggiorenne va e acquista il pacchetto da 10 (spritz o birra o altro) ti forniscono quindi un simpatico aggeggio in legno (la famosa birra a metro) che ti permette di portarti in giro i 10 drink e poi... PRENDETE E BEVETENE TUTTI (i baristi così scaricano la responsabilità di aver fornito alcol a minori al 18enne di turno amico dei minori, nelle foto è evidente il sistema). Ma nessuno prende provvedimenti?! Questa sarebbe la prevenzione contro le dipendenze, signora Sindaca di Vigolo Vattaro?!
Questa tipologia di feste si tengono un po’ in tutti i Comuni trentini… Specialmente in estate. Quindi non mi accanirei su Vigolo Vattaro, ma eventualmente sul «sistema» che sta dietro queste feste in generale... Rif. 6383.
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I Innanzitutto concordo che il problema non è solo qui ma ovunque... A tutte le feste campestri o sagre di paese... Ma stai ben attenta a nominare persone o associazioni che con questa festa non c’entrano assolutamente nulla perché accusi ingiustamente... E questa per me è ignoranza... Nel senso che evidentemente, in base a ciò che scrivi, non sei molto informata... Detto questo ti do ragione sul problema dell’alcool... Ma non lo trovi solo a Vigolo Vattaro purtroppo! Rif. 6384.
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Secondo me, nella maggior parte delle Feste trentine, sono certi baristi ad essere «astuti»: fanno ben vedere che sanno far cassa per le associazioni di paese, ma... Del resto quando c’è la sete, serve correre ai ripari... Rif. 6385.
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Alcol alle feste: perché nessuno fa un’azione seria di prevenzione?

Facendo seguito all’impegnativa lettera, pubblicata su Bazar, della signora recatasi alla Fire Fest e rimasta colpita dai «fiumi di alcol», non posso che riconoscere di aver fatto molte riflessioni simili a quelle riferite da questa cittadina. Alla Fire Fest il veicolo per attirare i giovani è stato l’esposizione di noti brand di produzione di bevande alcoliche, con l’attrattiva di gadget per i più e sirena di elogio per gli acquirenti di cospicue quantità di bicchieri. Rinforzi sociali e materiali che non hanno lasciato indifferenti, oltre al rinforzo dell’alcol stesso. Il reportage dell’evento, con foto pubblicate su facebook, ha come filo conduttore l’uso di immagini che hanno come costante i bicchieri di birra e di spritz, spesso tenuti in mano da giovani, tra cui anche minori. Per questi ultimi ho la certezza che non sia stata chiesta nessuna autorizzazioni ai genitori. Il problema non è solo a Vigolo Vattaro, dicono alcuni, è mondiale, si potrebbe aggiungere, ma questo non significa che non si debba iniziare con delle riflessioni serie in merito. Non è che «mal comune» allora «mezzo gaudio». Questo è un alibi. Alibi perché è impegnativo prendersi la responsabilità di un’azione seria e autentica sulla prevenzione dell’abuso di sostanze. Siamo tutti responsabili, tutta la comunità educante lo è. Facile puntare il dito, giudicare e non fare nulla perché tanto così va il mondo e perché è colpa degli organizzatori e dei genitori. L’ambiente della festa era altamente alcolico. Ma cosa faccio io per far sì che i ragazzi bevano responsabilmente e i minori non bevano affatto? Non basta dire no, non si fa, non si fuma, non si beve...
Proibire potrebbe avere l’effetto contrario e incuriosire ancora di più (uso volutamente il condizionale), ma questo non significa che essere permissivi risolva il problema, sono giovani l’abbiamo fatto anche noi...
Porre limiti è faticoso, richiede presenza, coerenza e soprattutto il buon esempio.
C’è qualcosa che non funziona nella relazione educativa tra le figure adulte di riferimento, gli adolescenti e i giovani adulti.
Tra gli elementi riferiti dal SERD, appresi in occasione dell’incontro nell’ambito del progetto «PREVENZIONE DI COMUNITA’ SULL’ALTOPIANO DELLA VIGOLANA» emerge che i problemi legati all’abuso di sostanze sono in crescita; è stato riferito anche che l’Altopiano della Vigolana è un’isola felice, pochissimi casi seguiti da SERD. C’è un sommerso, socialmente accettato però.
Allora dobbiamo ammettere che come educatori «facciamo acqua da tutte le parti». Gli atteggiamenti di indulgenza, disponibilità o scarsa partecipazione alla vita dei figli, gli studi dicono essere deleteri e aumentare il rischio di abuso. La facile reperibilità e disponibilità delle sostanze, il contesto sociale fanno tutto il resto. L’etanolo è una sostanza altamente tossica specialmente per l’organismo di un giovane; il corpo umano raggiunge la capacità di una completa metabolizzazione dell’alcol da parte degli enzimi epatici all’età di 20-21 anni, per cui in età più precoci dell’alcol, e altre sostanze d’abuso, si prendono alla massima potenza solo i danni. Senza dimenticare che l’uso di alcool in minore età è fuori legge e gli adulti dovrebbero prendersene cura. Questo non significa demonizzare un occasionale bicchiere di birra o un aperitivo, per i maggiorenni ovviamente, significa creare alternative.
In tutto questo il progetto e il coinvolgimento della cittadinanza al progetto dove e come si colloca? Di recente nella città di Trento abbiamo assistito ad altri eventi, come la Color Run, di grandissimo successo tra i giovani, pur richiedendo una quota di iscrizione, dove gli sponsor erano noti marchi di gelati, dolciumi, bevande alla frutta eppure erano in 16.000 da tutto il Nord Est. Rif. 6406.
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Vi erano ben quattro posti liberi lì accanto

Rif. 6361. Trento, Venerdì 24 luglio ore 18.10 davanti al MUSE. Il cartello indica “DIVIETO DI SOSTA ESCLUSO VEICOLI CAR-SHARING”. Forse alla pattuglia che si aggirava per le vie del MUSE, bisognerebbe fare “un corso segnaletica stradale”, oppure non sia un nuovo veicolo CAR SHARING in dotazione a Trento?
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I veicoli delle forze dell’Ordine in servizio possono parcheggiare anche lì, informati prima di fare figuracce inutili... Rif. 6379.
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Prima di parlare, fossi in te, mi informerei sul perché i vigili fossero lì, giusto per evitare brutte figure. Rif. 6380.

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Vi erano ben quattro posti liberi lì accanto

Visto che sapete tutti e due benissimo Codice Stradale, faccio presente ben QUATTRO POSTI erano liberi (strisce bianche), ho assistito alla “scena” perché trovandomi lì con un cliente, proprio di fronte al “posto incriminato”, i vigili hanno parcheggiato tranquillamente al posto del “Car Sharing”. Purtroppo si sentono superiori in tutto. Rif. 6406.
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Sono fortunata a poterne raccontare

Per colpa di altri o per colpa propria, anche in questo tragico 2015 la moto risulta essere il mezzo meno sicuro. Troppi anche in questo tragico anno gli incidenti con le potenti moto. A rimetterci la vita sono quasi sempre persone molto conosciute e apprezzate, che lasciano dei vuoti incolmabili e senza una risposta degna... Rif. 6396.
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Sono fortunata a poterne raccontare

Posso dire di essere fortunata... Bello poter scrivere «l’incidente che ho avuto è stato causato da un ubriaco». Spuntato da bordo strada, si è dato alla fuga e solo la moglie l’ha convinto a tornare indietro... Rif. 6408.
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Per fortuna c’è ancora chi non fa i soli propri interessi

Le pensioni agli anziani sono minime (450 euro al mese), mentre ai politici vanno vitalizi a nastro. Sarebbe da andarli a prendere sotto casa coi forconi, ma non ne abbiamo né la forza né il coraggio. Loro, pur essendo titolari di prebende esagerate, ci denuncerebbero. Insomma, la politica è sporca di letame e ancora c’è qualcuno che li protegge. Quale futuro a noi che andremo in pensione fra 15/20 anni... Rif. 6397.
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Per fortuna c’è ancora chi non fa i soli propri interessi
Qualcuno delle tue parti diceva «armiamoci di fucili e marciamo su Roma». Purtroppo anche lui, come tanti altri era ed è ancora come loro. Siamo vigliacchi, non sappiamo più combattere: ma dico davvero! Non servono più le parole ormai con certa gente... Spero tanto che i loro figli non ne seguano l’esempio. Mi riferisco solo a quei MARIUOLI E TRUFFATORI, perché per fortuna c’è ancora chi non fa i soli propri interessi. Rif. 6407.
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NUOVI MESSAGGI

Sei una delle sette meraviglie del mondo

Alla biondina incontrata alle 8 di giovedì scorso, al tabacchino di piazzetta Nazario Sauro, mentre facevi due ricariche: sei una delle sette meraviglie del mondo e mi hai rallegrato la giornata! Rif. 6411.
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La scorrettezza di Vodafone: dopo il fatto mi si nega l’assistenza?

Sono da tempo utente di Vodafone. Nei giorni scorsi, di loro iniziativa mi applicano la tariffa «Exclusive»: una loro invenzione per incassare Euro 1,99 al mese, riguardo alla quale mi viene detto con un sms, nonché messaggio automatico, che avrò la possibilità con tale opzione di poter parlare con un operatore direttamente. Inoltre, potevo andare al cinematografo con la formula «paga uno prendi due». Siccome non ero assolutamente interessato da tale offerta ed ero inoltre irritato dal sistema commerciale, a mio parere molto discutibile, ho receduto dall’offerta. Ebbene da quel momento, «per motivi tecnici» Vodafone mi inibisce la possibilità di poter parlare con un operatore o di poter avere il saldo residuo della mia scheda Sim. Aspetterò ancora una settimana per verificare se si tratta veramente di un problema tecnico e poi Vodafone avrà perso un cliente e spero, in tal caso, che ne perda diversi altri!!! Rif. 6410.
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Per sensibilizzarli non sarebbe male andare a casa loro a disturbare

Il chiasso notturno che i giovani fanno, uscendo dai locali – sia in città che nei paesi –, vedi le recenti lamentele alla Cantinota di Trento, al Lido di san Cristoforo, ecc. sono frutto esclusivo di un’educazione sbagliata fornita dai genitori. Più colpevoli loro che i figli. Genitori che per allevare i figli, li piazzano davanti al televisore tutto il giorno. È proprio da quella scatola definita tv che esce la loro grande educazione. Ed ora si comportano così... Per istruirli e sensibilizzarli non sarebbe male andare a casa loro a disturbare ad ogni ora, forse capirebbero... Rif. 6412.
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Ben vengano i ripetitori: non per giocare, ma per chiedere aiuto...

Il cellulare oramai lo abbiamo tutti, Ma come spesso succede, si vendono apparecchi e non si pensa prima a fornire un’adeguata rete su tutto il territorio. È notizia recente quella dell’escursionista uscito di casa, andando ad avventurarsi sul Lagorai, nel bosco, e al momento dell’emergenza manca il segnale per inviare l’SOS! Non per giocare, dunque! Lo scorso autunno, simile cosa è successa agli amici soccorritori dello stimato Diego Moltrer, che sentitosi male, in una zona non coperta dalla rete telefonica, ha avuto la peggio, dato che i soccorsi vanno chiamati subito, ma se in quel tratto non c’è segnale... Considerato ciò, è inutile avere il telefonino, bello o brutto che sia... L’escursionista della Valle di Fiemme, disperso per nove giorni, aveva il cellulare ma era in zona non coperta... Inutile pubblicizzare il Trentino ai turisti, se la soluzione a certi problemi la si ha in tasca ma non la si usa. Il tizio, esperto del bosco, è riuscito a sopravvivere e a rientrare a casa vivo, però in questi casi sarebbe bello provassero gli ambientalisti contrari alle antenne a convivere senza un adeguato segnale. Ripeto: non per giocare, ma per chiedere aiuto... Rif. 6413.
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