>>>Bazar n.26 del 2 luglio 2015

MESSAGGI DI RISPOSTA

Parole di cui non conoscono il significato

Grandi e grossi sarebbe il meno, se in una decina d’anni si sono moltiplicati esponenzialmente fino a superare il centinaio di unità. Cosa pensano di fare gli «illustri laureati in materia?» Se continuano a riprodursi così tra altri dieci anni quando saranno sicuramente piu di 500?! Altra notizia, poi, del TG regionale di questa sera, 23 giugno 2015, nonostante quel che è successo hanno ancora il coraggio di dire che gli orsi non sono pericolosi e che la colpa è dell’uomo che non si comporta come dovrebbe... Ma non hanno un minimo di decenza e di vergogna ’sti politici deficenti a fare certe dichiarazioni? Rif. 6283
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Parole di cui non conoscono il significato
Decenza? Vergogna...? Secondo me loro non ne conoscono il significato. Purtroppo sentono solo il profumo dei soldi. Rif. 6295.
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Hanno intercettato un bisogno. Che poi sia giusto o sbagliato...

Bellissima. La Color Run a Trento è stata un successo. Volevo fare i complimenti alla macchina organizzativa che ha fatto un ottimo lavoro e soprattutto volevo urlare un bel «bravi» a tutti i partecipanti. Peccato che ovviamente (è come un dogma: c’è qualcosa di bello a Trento e puntualmente piove) è venuto il diluvio e si è perso una parte di programma, ma speriamo vivamente che la città replichi l’anno prossimo questa bellissima iniziativa. Ciao a tutti, alla prossima corsa. Rif. 6257.
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Mi ha davvero impressionato il successo di questa manifestazione. Ma in maniera negativa. Nel senso che proprio non sono riuscita a comprenderne il senso ultimo. Tutti a farsi buttare addosso colori in un evento che non ha nulla di sportivo, né di culturale. Solo un’arnome gazzarra in cui poter urlare e sfogare i propri istinti repressi. Uno specchio dei tempi che stiamo vivendo? Rif. 6266.
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Per una volta che a Trento organizzano un bell’evento allegro per giovani sportivi e non, a cui hanno partecipato anche adulti, bambini e genitori, in cui nessuno s’è fatto male, in cui tutti si sono divertiti, in cui pure gli anziani sui balconi sorridevano al passaggio della folla colorata, in cui per un giorno molti ragazzi sono stati uniti da qualcosa in comune, deve comunque esserci qualcuno che spara a zero su una cosa alla quale, probabilmente, non ha nemmeno partecipato. Imparate a divertirvi e gratificarvi di più, anziché criticare ogni cosa per partito preso! Rif. 6278.
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Ma dai che è stato un bellissimo evento!! Possibile che c’è sempre qualcuno con l’animo rognoso? Rif. 6279.

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Hanno intercettato un bisogno. Che poi sia giusto o sbagliato...

Senza essere caustico come il riferimento 6266, posso dire che di questo evento mi ha colpito la grande partecipazione. Penso a tante manifestazioni trentine in cui, nonostante i forti investimenti in promozione, vi prendono parte sempre i soliti quattro gatti. Per cui, anziché inveire contro la gioia di questa gente, cerchiamo di riflettere e di capire dove è stata la chiave che ha portato gli organizzatori a un successo del genere. Hanno intercettato – e bene – un bisogno. E questo e quanto. Che poi sia giuto o sbagliato, questo non sta a me dirlo. Rif. 6296.
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La vita va vissuta bene ogni giorno dell’anno

Non si vede l’ora di andare di staccare, di abbronzarsi e di sbronzarsi... Ok, domani vado all’agenzia viaggi, ma ho deciso, che in Italia non ci vado in ferie, troppi zingari, troppi extracomunitari, e infine anche in Trentino, troppi orsi... Quei pochi giorni di relax debbono essere di relax vero, non di paura e tormento, dato che il sogno delle ferie cresce tutto l’anno, racimolato dalle briciole di soldi avanzati per pagare il mutuo della casa e delle tasse. Poi torneremo dalle ferie nella nostra Italia ospitale solo per i più ricchi... Rif. 6288.
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La vita va vissuta bene ogni giorno dell’anno

Si pensa al relax di quelli del resort tunisino sterminati dai terroristi... Quello di riporre nelle ferie tutti i propri propositi di riposo, divertimento e quant’altro è solo uno stupido mito. La vita va vissuta bene ogni giorno dell’anno. Rif. 6298.
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Da un lato ripopoliamo i boschi con gli orsi e dall’altra si cementifica

Sono sempre stata a favore degli orsi... Specialmente dopo quanto accaduto alla povera Daniza... Ma purtroppo stavolta devo dire che sono veramente preoccupata in quanto ho un compagno cacciatore che gira per i boschi, da settembre a dicembre. Gli ho quindi ricordato che è armato... e go dit anca: «Fame en piazer...All’ocorenza sbareghe senza pensarghe su!» Perché sinceramente adesso credo sia l’unica soluzione, visto che non poden far fora chi che ha voludi i orsi in trentino... Poden pensar seriamente de far fora i orsi. Ricordo a tutti che de orsi n’è nati na strozzega, quindi provà mo a pensar cosa suzederà quando i deventerà grandi e grossi! Rif. 6270.
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Grandi e grossi sarebbe il meno, se in una decina d’anni si sono moltiplicati esponenzialmente fino a superare il centinaio di unità. Cosa pensano di fare gli «illustri laureati in materia?» Se continuano a riprodursi così tra altri dieci anni quando saranno sicuramente piu di 500?! Altra notizia, poi, del TG regionale di questa sera, 23 giugno 2015, nonostante quel che è successo hanno ancora il coraggio di dire che gli orsi non sono pericolosi e che la colpa è dell’uomo che non si comporta come dovrebbe... Ma non hanno un minimo di decenza e di vergogna ’sti politici deficenti a fare certe dichiarazioni? Rif. 6283.

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Da un lato ripopoliamo i boschi con gli orsi e dall’altra si cementifica

La questione del reinserimento degli orsi in Trentino è davvero delicata. Sul rischio di aggressione agli esseri umani non si può e non si deve scherzare. I responsabili del progetto devono mettersi a tavolino e capire dove stiamo andando. Da una parte ripopoliamo i boschi con questi animali e dall’altra si continuano a costruire strade, autostrade, svincoli e case. Un paradosso incredibile che una terra come questa davvero non si meritava. Rif. 6297.
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NUOVI MESSAGGI

Sapete cosa vi auguro? Che Kj2 vi trovi, vi entri nel giardino di casa...

L’Adige di oggi, domenica 28 giugno, pagina 29: «Corteo animalista... ecc. ecc....». Ma la chiamate «repressione ingiustificata»!? Ma perché non andate di persona a dirlo al signor Molinari, se avete le palle per farlo?!! Sapete cosa vi auguro? Che Kj2 vi trovi, vi entri nel giardino di casa, vi arrivi fin sulla porta, o vi sorprenda insieme ai vostri figli, magari mentre vi godete il sole e... vi faccia passare la più brutta ora della vostra vita! Poi vediamo se l’orso vi concederà la possibilità di farlo... parlerete ancora di repressione ingiustificata!? Io auspico – e come me credo in molti – che la Provincia non faccia dietrofront sull’ordine dato, ma che perseveri per liberare quei boschi uccidendo la bestia..quella sì che è criminale e assassina. Rif. 6300.
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Mettere al primo posto la salute delle persone, non quella dei bilanci!

Si continua a parlare di tagli alla sanità, troppe spese, troppi esami diagnostici, ma tutto questo è assurdo: innanzitutto non dovrebbero mai essere effettuati tagli nei settori che riguardano la salute e la vita delle persone, ma giustamente si potrebbe tagliare eventualmente sugli stipendi e/o i bonus e vantaggi superflui di politici, dirigenti e altre categorie che ben ormai conosciamo... Premesso questo, è anche assurdo polemizzare sul fatto che vengano prescritti troppi esami diagnostici. Ovviamente se le visite, gli esami e i controlli venissero fatti nei modi e nei tempi giusti, da persone competenti e attente, si eviterebbe come spesso accade di dover ripetere esami anche a volte invasivi o fastidiosi per colpa della fretta o dell’incompetenza di chi li effettua e soprattutto si potrebbero evitare errori che spesso costano davvero caro sia all’azienda sanitaria che soprattutto alle persone! Questo è bene dirlo e ricordarlo. È importante segnalare tutte le vicende di malasanità e tutto il personale medico e paramedico che non lavora con buonavolontà, onestà e serietà. Non si può giocare con la vita delle persone; non devono esistere tagli ma volontà vera di migliorare e risolvere i problemi in modo da mettere al primo posto la salute delle persone, non dei bilanci! Rif. 6299.
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I parcheggi per auto alle ex palafitte: che ci fanno quei camper?!

Allora: nuovo parcheggio di viale dei Tigli a Trento, rione di san Bartolameo. Per capirne...quel che i ha fat al posto dele Palafite, ok? Due cartelli recitano che si può parcheggiare solo per due ore, dalle 8.30 alle 19.30, e solo per autovetture. Questa mattina, 30 giugno, alle ore 10.40, c’erano due camper parcheggiati...Uno addirittura posizionava sotto le ruote dei blocchi gialli per fermarle meglio! Tutto sta ad indicare che sono lì da più di due ore... e non sono autovetture! E chiaramente non sono in linea con quanto dicono i cartelli. Viene spontaneo chiedersi: a che servono i cartelli?! Mi è stato detto che la polizia municipale passa, ma fa finta di non vederli! Spero non sia vero. Ma visto che gli autisti dei camper continuano a parcheggiare lì, fregandosene dei cartelli, sorge chiaro il dubbio: e cioè, davvero fanno finta di non vederli! Rif. 6303.
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Un grazie per le «feste vigiliane»

Devo dire il mio «grazie» a tutte le persone che durante queste Feste Vigiliane hanno lavorato. Dal personale di locali e bar, ai volontari delle sfilate, dai vigili urbani e polizia agli addetti (efficientissimi) della pulizia strade; dai venditori di cibo, bancarelle agli intrattenitori e musicisti. Bravi a tutti e grazie. Ci avete fatto divertire, ci avete fornito tutto quello che ci serviva e ci avete offerto una «settimana speciale». Per contro volevo mandare il mio più sonoro «vaffa....» a tutti i soliti, immancabili, piagnucolosi che tentano tutti gli anni di rovinare una manifestazione magnifica con lamentele stucchevoli e poverette. Dopo la magica notte la città è rimasta sporca addirittura mezza mattina, e attenzione che non ci sia gente che si diverte, non sia mai. Gli orsi bacchettoni piagnucolosi devono comunque dire la loro. Occhio. Comunque, per quelli che la città la vivono e la apprezzano: ciao a tutti, ci vediamo l’anno prossimo. Rif. 6305.
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Bretella tra Valdastico e statale Valsugana: territorio a rischio

Come certamente avrete letto nei nostri quotidiani regionali, in questi ultimi giorni si fa un gran parlare della Pirubi o Valdastico che dir si voglia. Improvvisamente per la Giunta Provinciale sembra che il procedimento d’intesa per il progetto della Valdastico sia la priorità assoluta Tutto questo senza nessuna comunicazione ufficiale o almeno confidenziale da parte di qualcuno. Nessuna comunicazione è pervenuta al nostro Sindaco o all’Amministrazione Comunale da qualche membro del Consiglio Provinciale. Quello che sappiamo lo abbiamo letto nei giornali locali. Si legge di “bretella tra Valdastico e la statale della Valsugana” che dovrebbe passare per Caldonazzo per arrivare a Pian dei Pradi e di lì proseguire verso il casello dell’autostrada di Trento Sud. Ora l’Amministrazione Comunale di Caldonazzo ha indetto un primo incontro di discussione. L’incontro è previsto per giovedì 2 luglio alle ore 20,00 presso la sala consigliare del Municipio di Caldonazzo. Una discussione che con l’apporto di ciascuno di noi servirà a delineare le future strategie operative. Rif. 6304.
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L’immobilismo politico internazionale di fatto continua, al punto che...

Si tratta indubbiamente di valutazioni estremamente approssimative e controverse, ma considerando le stime più prudenziali si ritiene che lo Stato islamico controlli un territorio esteso grosso modo quanto la Svizzera o addirittura il Portogallo, abitato da almeno 4 milioni di abitanti. In prima linea avrebbe almeno ventimila combattenti, fra cui alcune migliaia di volontari europei, ai quali vanno aggiunte diverse migliaia di miliziani e funzionari. Infatti, il Califfato non si limita a controllare con le armi un vasto territorio tra Siria e Iraq, ma cerca di governarne la popolazione organizzandosi come uno stato con istituzioni, servizi e infrastrutture. In pratica, il movimento islamista ha realizzato un sistema unitario di gestione e controllo religioso, giudiziario, sociale, economico. Del resto, lo Stato islamico ha i suoi ministeri, uffici amministrativi locali, ospedali, scuole, tribunali e persino panetterie, tutti rigorosamente islamici. Si occupa anche di strade, rifiuti, fognature e addirittura fornisce sussidi agli sposi novelli e alle famiglie bisognose. Di fatto, il Califfato governa sia terrorizzando la popolazione, che comprandone il consenso. All’inizio, il movimento si finanziava con la vendita dei beni saccheggiati e con le donazioni ricevute dal Golfo. Poi, quando il suo controllo sul territorio si è rafforzato, ha cominciato a imporre tasse a chi aveva attività commerciali e pedaggi a chi si muoveva lungo le strade. Anche i riscatti, ottenuti coi rapimenti di occidentali, hanno contribuito a impinguare le casse islamiste. Ma è nel 2014, a seguito dell’espansione e del consolidamento in Siria e Iraq, che il Califfato ha moltiplicato le proprie capacità finanziarie. Infatti, non solo si è inserito nel business del contrabbando transfrontaliero, già fiorente da tempo, ma ha anche preso il controllo di banche, oleodotti, impianti estrattivi e centrali elettriche; tant’è che petrolio ed elettricità sono contrabbandate e vendute persino al regime siriano di al-Asad, l’acerrimo nemico. Se nel 2008, tra tasse e contrabbando, lo Stato Islamico riusciva complessivamente ad ottenere un milione di dollari al mese, nel 2013 questa cifra fu quasi raggiunta ogni singolo giorno. Oggi la situazione è cambiata, poiché i bombardamenti americani hanno severamente compromesso il settore petrolifero del Califfato, che però continua comunque a esportare di contrabbando, vendendo a meno di un quinto del prezzo di mercato. È da notare che il movimento islamista ha saputo diversificare le proprie fonti di reddito, sostituendo le declinanti entrate petrolifere con il crescente contrabbando di reperti archeologici; questi provengono sia dai musei conquistati, che dalla “legalizzazione” degli scavi clandestini operata dal Califfato. Per questo settore, si parla di cento milioni di dollari nell’ultimo anno. In definitiva, si stima che lo Stato Islamico incassi oltre 2 milioni di dollari al giorno, così diventando l’organizzazione terroristica più ricca della storia. Senonché, fare una guerra, fornire servizi alla popolazione e pagare i salari ai funzionari civili e ai miliziani costa, e anche tanto. Inoltre, ogni bene di prima necessità dovrà essere prodotto all’interno del Califfato stesso o importato di contrabbando; dunque, sono in molti a chiedersi se e fino a quando il Califfato riuscirà a permettersi un bilancio in attivo; tanto più che, per chiudere con una buona notizia, l’anno scorso il ministro delle Finanze del Califfato, Abu Jaafar al-Sabawi, ha disertato dandosi alla macchia con oltre dieci milioni di dollari. Rif. 6302.
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Non è meglio trovare un luogo più consono, lontano dalle case?

«Gorghenfest»: ma è proprio necessaria e giusta una cosa del genere in un luogo dove ci sono delle case vicine? Con la gente che vorrebbe dormire anche con le finestre aperte, vista la stagione?! Tende da campeggio spuntate come funghi, bicchieri, bottiglie, un fracasso infernale! Ma perché permettere una cosa del genere? Non sarebbe meglio trovare un luogo più consono, lontano dalle case, magari nei pressi dell’Interporto? Rif. 6301.
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Sprechi a nostre spese?

Vedendo nel parco comunale delle Albere quante piante hanno piantato mi chiedo: chi è il genio che ha deciso di piantare un simile numero di piante? Un numero assurdo, tanto che fra poco dovranno toglierne per evitare che diventi una jungla inestricabile. Chi ha pagato tale indecente spreco? Chi pagherà la costosa manutenzione del tutto? Ma Pantalone naturalmente, perché il genio Dellai ha fatto sì che parco, strade e manutenzione non siano a carico degli speculatori, ma dei trentini di Trento. Così come gli inutili sottopassi, decine di milioni di euro della comunità per facilitare ed accorciare di qualche metro il tragitto dalle Albere alla città. Rif. 6306.
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