>>>Bazar n.7 del 19 febbraio

MESSAGGI DI RISPOSTA

Sprechi «dell’aeroporto degli amici»

Domenica pomeriggio, tornavo a casa da passeggiata sulla pista ciclabile a Mattarello, e ho notato le luci della pista tutte accese. Ora mi chiedo, cosa cavolo tengono accese le luci se gli unici aerei che decollanno e atterranno sono quelli degli amici di Mamma Provincia (avvocati, dentisti, notai, ecc...) che gli mantiene l’aeroporto in perfette condizione a loro uso e consumo? Quel posto è un debito cronico, un pozzo senza fine. spendeteli per cose serie i soldi, non per i vostri amici che il fine settimana si fanno un giretto con il loro aereo a spese nostre! Rif. 5910.
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Sprechi «dell’aeroporto degli amici»

Si prepareranno per la giornata del risparmio energetico! Che idiozia. Nell’ambito pubblico, tutti sprecano tutto e poi vengono a proporre a noi la giornata del risparmio. Basterebbe accendere, solo per fare un esempio piccolissimo, una luce ogni tre in galleria e il risparmio ci sarebbe subito e concreto! In galleria non si passa il tempo a leggere. Rif. 5931
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Salviamo i camper

Rif. 5912. Camper, camper, camper! Ovunque trovi camper parcheggiati. E tutti in parcheggi comunali. Uno è fisso, dietro il bar a Gazzadina. Nel nuovo parcheggio a Meano, vicino al campo sportivo, un giorno ce n’erano sei. Ieri, tre, sulla strada vecchia che da Gazzadina porta a Meano, tutti in posti riservati ad autovetture. Scusate, ma chi acquista un camper dovrebbe anche avere i soldi per lasciarlo nei parcheggi appositi e non nei parcheggi comunali. Ma la polizia municipale va in giro bendata?! Mettete qualche stanga in più ad altezza inferiore in modo che i «giganti» non possano entrare. No, perché non mi sembra giusto che queste persone si prendano la libertà di parcheggiarli ovunque, specialmente dove non dovrebbero. Vigili urbani, sveglia per piacere!
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Salviamo i camper

Se un mezzo occupa le strisce di sosta regolari, che differenza fa parcheggiare un Daily del muratore, o un camper? Solo perché non volete questi mezzi... Provate ad avere un mezzo da 70mila euro: lo lascereste in un parcheggio isolato? Ok, ci sono i rimessaggi, ma sempre scomodi, lontani, cari, e comunque sempre all’aperto. Basta discriminare i camper! Rif. 5932.
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Ocio che n’aprile i ven a darve na paca sula spala e a domandarve voti

Ma in che razza di paese incivile viviamo? Un benzinaio spara per difendere una commessa da dei delinquenti che vogliono rapinare una gioielleria, e questo viene denunciato per eccesso di legittima difesa? Che doveva fare, lasciarla uccidere per poi vedere tutti i nostri politici con le lacrime agli occhi andar al funerale di quella poveretta? Dovrebbero dargli la medaglia a quel benzinaio e facciamoci sentire che siamo dalla sua parte, perché un giorno questo potrebbe pure succedere a noi. E adesso, la cosa che mi fa rivoltare ancora di più lo stomaco, è che la famiglia di quel delinquente ucciso chiede pure i danni al benzinaio!!! Dovrebbero chiederli a loro i danni. E mi chiedo come sia possibile che ci sia un avvocato che si possa offrire per difendere simili delinquenti...non c’è più nemmeno un minimo di etica. Mi vergogno di vivere in questo Paese. Rif. 5930.
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Ocio che n’aprile i ven a darve na paca sula spala e a domandarve voti

A Trent, i zingheni, i ven trattai, mejo de noialtri, ogni dì’ i ghe porta de magnar, da bever, i ghe da soldi, perché se no’ i và a robar... Macachi ocio che n’aprile i ven a darve na paca sula spala e a domandarve voti, e se ghe de l’ voto, per zinque ani el ciape en te l’ano... Rif. 5935.
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I centri sociali fanno cronaca solo per i loro bisticci

Sembra che non vi siano altre notizie da mettere su carta e dare alla televisione, se non l’abbattimento del centro sociale Bruno, quello stabile dismesso dalla ex-dogana, che i parassiti del centro sociale si erano presi la libertà di occupare tanto tempo fa. Ora che la provincia ha mandato il conto a questi figli della borghesia trentina dicono di non avere soldi... E comunque tv e stampa tutti i giorni continuano a contare i mattoni che vengono tolti alla demolizione, del centro sociale, sembra; che non abbiano altre vere notizie... Rif. 5901.
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Diciamo le cose come stanno: il conto che la Pat ha inviato al Bruno era solo un atto dovuto, una comunicazione burocratica. È ovvio che nessuno pagherà mai quei soldi. Ma soprattutto bisogna dire che il «Bruno», in anni non sospetti, ha fatto un gran comodo all’amministrazione Dellai, al punto che quest’ultimo non si è mai posto il problema dello sgombero, al contrario di quanto ipotizzava l’allora Sindaco Pacher, molto più deciso in tal senso, ma successivamente imbrigliato e ammorbidito anche lui nelle pastoie della politica provinciale. E il Questore? Anche lui ha le sue responsabilità. Non ha mai voluto alzare un dito. Sì, non voleva rogne, insomma. Questo gli bastava. Rif. 5911.
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No, no: quando i soldi mancheranno ancora e si renderanno necessari, pagheremo sempre noi... purtroppo. Come sempre. Rif. 5916.

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I centri sociali fanno cronaca solo per i loro bisticci

Quelli del «Bruno» dicono di aver subito un furto e di far offerte per rimpinguare la cassa, altro che pagar multe... Mi chiedo come mai ci siano due centri sociali in città che continuano a far cronaca per i loro bisticci. Ma se veramente i quotidiani cercano «notizie» basta che vadano in zone dove regna la verità non solo balle... La differenza fra balle e coioni è che le balle i le scrive sui giornai e i coloni i le leze, è più son mastodontiche è più son chiacchierate... Rif. 5933.
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Nella Sanità anche persone che fanno il loro lavoro con amore

Sarà anche vero che i trentini preferiscono andare fuori provincia per farsi curare; sarà anche vero che una certa insicurezza si palpa anche qui da noi. Ma vogliamo mettere il resto d’Italia? In confronto, non dico con Napoli o la Calabria, ma anche con il vicino Veneto, in Trentino godiamo di uno stile di vita molto migliore. Non lo dicono solo le statistiche, ma basta che ognuno di noi esca dal proprio orticello e tocchi con mano il disagio, la miseria, la criminalità, la sporcizia, la mancanza di servizi, l’ignoranza, l’arroganza immotivata di gran parte del resto dell’Italia e degli italiani. Per non parlare di gran parte del mondo. Certo, possiamo invidiare un certo Nord, ma non lamentiamoci della fortuna che ci ha fatto nascere in Trentino. Rif. 5873.
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Non confondere la criminalità generalizzata con la scelta dei trentini di andare a curarsi fuori regione. Mi guardo intorno e vedo ogni giorno sui giornali di continui furti nelle case, anche qui nel civilissimno Trentino. Per quel che riguarda le cure fuori regione, i trentini sono obbligati a farlo, causa le lunghissime attese richieste, di giorni se non mesi, per trovare un posto libero. Certo, se paghi l’appuntamento te lo danno in settimana. Esperienza personale, dovevo fare una tac al ginocchio, risultato: appuntamento ad un paio di mesi dopo, su suggerimento del mio medico ho telefonato ad una clinica di Peschiera (si trova nell’ arretratissimo Veneto) e toh, mi hanno dato l’appuntamento per il giorno dopo, naturalmente con la mutua. Rif. 5891.
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Peschiera e Negrar: non metto in dubbio che fuori provincia ci siano zone con carenze di ogni tipo, ma per quel che riguarda la Sanità... Per una visita oculistica, la settimana scorsa, non avevano neanche la lista però a pagamento la trovi in pochi giorni; peccato che Negrar è ad un’ora e mezza di strada, ma di sicuro la Sanità trentina ha molto da imparare da queste due realtà extraregionali! Rif. 5904.
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Non lamentiamoci, se poi chiudono reparti e ospedali di valle... Del resto prova tu ad avere dipendenti da pagare e i possibili clienti che invece vanno fuori provincia... Rif. 5922.
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Ho un’ottima opinione della Sanità trentina. Non penso proprio che abbia da imparare da altre realtà. Ovviamente Peschiera e Negrar sono due realtà più piccole e le liste d’attesa sono più corte. Rispetto a Bolzano, in Trentino i tempi di attesa sono ridotti di un terzo ed io ho sempre trovato persone gentilissime al CUP, medici ed infermieri competenti e cortesi. Inoltre moltissime prestazioni sono completamente gratuite, come non credo avvenga nel vicino Veneto. Forse quando le cose si danno per scontate non si apprezzano più così tanto... Rif. 5923.

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Se i trentini vanno fuori provincia a farsi curare qualche motivo valido c’è

Per parlare così devi essere il solito raccomandato di turno... Ma se solo prenotare una visita al Cup diventa un’impresa impossibile – 40 minuti di attesa se sei fortunato, che non ti cada la linea per poi sentirti dire che non c’è neanche la lista – torno a ripetere per una visita oculistica il mese scorso, mi son dovuto arrangiare al S. Pancrazio ad Arco, privatamente (6 giorni!). Per quel che riguarda competenza e gentilezza non discuto, ma quando tua moglie viene ricoverata per un intervento e la infilano in una camerata con sei letti e il suo è il settimo e senti i politici trentini che continuano a dire che tutto funziona e che bisogna tagliare letti e ospedali periferici... Capitasse a loro qualche volta vorrei vedere! Ma siccome loro di questi problemi non ne hanno perché hanno sempre la precedenza e il medico amico che li fa passare avanti! Comunque se i trentini vanno fuori provincia a farsi curare qualche motivo valido c’è! Rif. 5937.
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Nella Sanità anche persone che fanno il loro lavoro con amore

Nella nostra Sanità ci sono anche persone che lavorano con serietà e passione. È vero purtroppo che anche in Trentino la sanità non funziona sempre come dovrebbe: tanta burocrazia, errori e superficialità ce ne sono anche qui, ma ho incontrato anche persone che fanno il loro lavoro con amore, prendendosi davvero a cuore i propri pazienti, considerandoli persone nella loro interezza, compresi il bisogno di essere ascoltati, informati e supportati dal lato morale e psicologico. Vorrei citare e ringraziare ad esempio la dottoressa Daniela Cazzolli e il dottor Fabio Gasperetti, entrambi chirurghi dell’ospedale Santa Chiara, ottimi medici sia dal punto di vista professionale che umano. Rif. 5938.
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Impiego pubblico: pause caffè e sigarette

I giorni freddi della Merla e i giovani di oggi. La moda impone a questi ultimi di essere fichi, e per essere fichi devono (con ’sto freddo) non usare i calzini, o portare i fantasmini estivi; altro che gambe coperte da calzini di lana, o scalda muscoli. Tutto per seguire mode assurde. Questo i giovani, ma i grandi non son da meno. Sui pacchetti di sigarette c’è scritto che fumare fa male, noi grandi ci lamentiamo del freddo, però per fumare sul lavoro o al bar, bisogna uscire a battere i denti per fumare e salutare la salute che se ne va... Poi dicono che è freddo... Rif. 5914.
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Poveretto, forse non sai che c’è molta gente – come me – che ci lavora tutto il giorno all’aperto e al freddo e non solo i cinque minuti per fumare. Rif. 5924.
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Impiego pubblico: pause caffè e sigarette

Quelli che, in orario di lavoro, escono per inquinare l’aria, licenziamoli, che son fannulloni pubblici. Al San Lorenzo di Borgo c’è una signora che inizia con la pausa sigaretta sul poggiolo, poi pausa caffè e al termine di nuovo pausa sigaretta ...e io pago. Moltiplica a termine giornata quante sigarette ha fumato e quante pause caffè ha fatto, e io che attendo una risposta per invalidità infortunistica, debbo aspettare le sue pause... Rif. 5934.
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Arrivo profughi nelle nostre vallate...

Visto che i preti continuano a dirci che dobbiamo accogliere i profughi, perché invece di vendere i collegi ormai deserti, non li ospitano loro? Visto che a parole son così bravi, che dunque se li ospitino loro e a casa loro. Rif. 5928.

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Profughi in Trentino: ma vi pare possibile?
A
proposito di profughi, ma che paese è, con la devastante crisi che ci impoverisce sempre più, che si permette di accogliere migliaia di profughi stranieri, e poi sistemarli gratis negli alberghi come fossero turisti? E se è vero quello che mi hanno detto, li pagano pure 40 euro al giorno? Se continuiamo così ci ritroviamo qui tutta l’Africa e il Medio Oriente. Almeno, invece di vederli gironzolare tutto il giorno, mettiamoli a lavorare per la comunità, pulendo le strade e raccogliendo l’immondizia, così non potranno telefonare ai loro parenti per dirgli che hanno trovato l’America in Italia. Rif. 5939.

Arrivo profughi nelle nostre vallate...
Visto che è un dovere ospitare, mi chiedo il perché la Chiesa, con la sua enorme dote di case vuote e enorme cassa che viaggia in borsa (leggi Curia, Isa), non ospita lei, così, tanto per dare il buon esempio... Rif. 5950.
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Mi ha ricordato altri roghi del passato

Ma l’avete visto il video di come hanno bruciato quel povero pilota giordano? Ma i giordani hanno mille e mille ragioni ad aver come contromisura impiccato quei terroristi nelle loro mani. Dovremmo imparare anche noi in Italia far così, occhio per occhio dente per dente, così si che le cose cambierebbero, eccome se cambierebbero! Rif. 5925.
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Mi ha ricordato altri roghi del passato

Sì certo è avanzata la civiltà occidentale (se di avanzamento si può parlare...), ma questo rogo mi ha ricordato tristemente altri roghi del passato, quando l’attuale Chiesa cattolica si dava da fare in merito... Insomma, non si inventa più nulla su questo sgangherato pianeta. Rif. 5942.
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I writer non devono danneggiare

Dicono che il gas delle bombolette dei colori sia nocivo all’ozono, al che mi chiedo chi sia che le vende ai ragazzini, per lordare i muri della città o i vagoni dei treni. O se le acquistano loro con soldi dei genitori, o gliele acquistano i genitori (evidentemente molto lontani dall’educare i propri figli oppure incapaci di farlo...) Inoltre, la Provincia autonoma di Trento potrebbe mettere o delle telecamere ai depositi treni, da multare chi imbratta. Se le telecamere non fossero consentite dalla Legge, basterebbero dei cani, magari affamati... Rif. 5927.
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I writer non devono danneggiare
Concordo quanto proposto. I writer non devono danneggiare né imbrattare le pareti delle case altrui che con tanti sacrifici si sono costruiti! Oltretutto manca di rispetto nei confronti dei proprietari che vorrebbero difendersi da questi vandali. Rif. 5940.
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A proposito di privacy negli uffici postali...

Qualche giorno fa, all’ufficio postale di Arco, ero in attesa assieme ad un’altra decina di utenti del mio (come al solito) interminabile turno per accedere allo sportello (visto che su quattro due sono sempre deserti!) e con somma meraviglia potevamo ascoltare chiaramente tutto quello che avveniva all’interno di quell’ufficio adiacente alle sedie e seguire attentamente la trattativa in corso... È bastata una rapida occhiata tra di noi per capire quale fosse il livello di privacy adottata e riservata agli utenti in quell’ufficio e di sicuro non mi rivolgerò a questi «signori» per eventuali esigenze di questo genere. Rif. 5926.
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A proposito di privacy negli uffici postali...

È capitato anche a me in uno sportello di Trento. La porta dell’ufficio della direttrice era semiaperta. Io ed altri tre o quattro clienti che eravamo in attesa abbiamo potuto sentire tutto, nemmeno fossimo a teatro a seguire una recita. Insomma, ci siamo fatti un quadro preciso della situazione economica e delle necessità del cliente che stava dalla direttrice. Come se non bastasse, quando il colloquio è terminato la signora stava andando via quando la direttrice l’ha chiamata a gran voce, chiedendole platealmente: «Scusa Maria, esattamente il tuo cognome è ****** oppure *****?! Siamo rimasti basiti. Rif. 5941.
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NUOVI MESSAGGI

Bottamedi: gli elettori non dimenticano

Malumori e mugugni all’incontro che Ugo Rossi e Manuela Bottamedi hanno tenuto a Borgo Valsugana sulla scuola trentina del futuro. Il Presidente maldisposto, come sempre, pare abbia risposto malamente alle domande di alcuni presenti. Molte proteste poi ha suscitato la presenza della Bottamedi, per la sua scelta di campo di abbandonare il Movimento 5 Stelle, sotto le cui insegne era stata eletta, per passare alla corte del PATT. Cartelli, manifesti e addirittura una bara di cartone stavano lì a ricordarle la portata e la gravità del suo gesto di tradire il mandato e la fiducia popolare. Sui giornali locali, di tutto questo, non si è potuto leggere praticamente nulla. Come mai? Rif. 5936.
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Ipes: e si permettono di non pagare quegli affitti ridicoli...

Non si può leggere sul giornale di queste migliaia di inquilini che dopo aver ottenuto case Ipes si permettono di non pagare gli affitti ridicoli che l’istituto chiede loro. Sembra proprio un volersi prendere beffa di chi accorre loro in aiuto. Sono una cittadina indignata contro questo assurdo sistema di assegnazione dell’alloggi agevolati. Una cittadina onesta, con un solo reddito e con un figlio a carico, che pur di pagare ogni mese puntualmente le spese di affitto, gas, luce, rifiuti, vive di stenti. Una cittadina che da oltre 15 anni, puntualmente ogni anni compila la domanda per riuscire ad ottenere un’agevolazione, visto che è da oltre 15 anni che è costretta a pagare un canone d’affitto, di un appartamento privato, da capogiro. Ogni anno la solita speranza che le cose possano migliore. Nonostante tutto ciò, secondo non so quali criteri, pare che ancora non riesca ad ottenere i punti necessari per ottenere questa fottutissima agevolazione. Bravi bravi continuare a farvi prendere in giro da questi personaggi che poi puntualmente non vi pagheranno gli affitti. Rif. 5944.
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È mai possibile che laddove si propaganda l’Islam c’è sempre un gran casino?

lo Stato italiano insieme a tutta l’Europa è decisivamente miope, avete mai sentito Renzi a parlare di sicurezza? No. Parla, parla e viene fuori solo fumo. Io spero che un giorno o l’altro ci sia qualcuno che prenda in mano la situazione in mano, per quanto riguarda il terrorismo religioso che ha tutte le caratteristiche di una nuova discesa di Attila. Sono sicuro che la religione non ci azzecca na’ eva, ma la realtà è una sola: è mai possibile che laddove si propaganda l’Islam c’è sempre un gran casino? Io credo che bisogna fare una cosa sola per mettere a posto certe teste: pena di morte a chiunque mette in pericolo la sicurezza del paese ospitante! Questa gente prima si fa ospitare come rifugiato e poi vedendo che non possono fare quello che vogliono nei confronti delle donne e delle leggi giuridiche gli viene nostalgia dei loro posti, dove non esiste nè codice civile e nè penale per gli uomini. Allora tirano in ballo la religione, il codice religioso, e via vanno a far gruppo con i terroristi che stanno incendiando mezzo mondo. Questo è riscontrabile in Francia, in Belgio e in tutta l’Europa, dove a questi rampolli, di prima e di seconda generazione, non va bene vivere secondo codici civili e penali dei paesi in cui sono cresciuti. Vogliono di più, vogliono tutto! Dopo aver speso energie e capitali per dare a questa gente l’occasione di vivere pacificamente, guadagnandosi il pan, abbiamo visto che loro preferiscono tornare alla vita tribale, dove la violenza più schifosa ha il sopravvento. Rif. 5952.
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Schede Sim e attivazione «obbligatoria»

La scorsa settimana ho acquistato un cellulare Samsung GT-E1270 presso un grande negozio di Trento. Ad un tratto la commessa mi vuole aprire la confezione per recuperare la scheda Sim della Wind che viene data in «omaggio» insieme all’apparecchio telefonico, dicendo che è loro obbligo vendere l’apparecchio provvedendo ad attivare la scheda Sim con i miei dati anagrafici. Al mio garbato e netto rifiuto la commessa insisteva su tale loro «obbligo». A quel punto ho iniziato seriamente a spazientirmi e solo dopo avere alzato la voce da parte mia, l’incaricata alle vendite ha rinunciato ad effettuare tale attivazione. Ma io dico: non è un vero e proprio abuso commerciale questo tipo di attività? Cosa ci sta dietro a ciò? Ci sono dei benefit su tali discutibili comportamenti? A favore di chi? Dei singoli commessi o del negozio che ha stipulato magari un prezzo favorevolissimo per la vendita degli apparecchi in questione, in cambio dell’impegno a sottoscrivere un contratto ogni apparecchio venduto? Invito le varie associazioni dei consumatori ad indagare su questo discutibilissimo comportamento commerciale che sconfina in un vero e proprio abuso. Rif. 5953.
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Perché non sappiamo fare (e vendere) il vino come gli altoatesini?

Cugini di regione, gli altoatesini producono prodotti doc, ma li sanno dare al giusto prezzo. Vorrei capire le cantine altoatesine che vendono il vino in bottiglia 7/10, quanto danno al contadino che conferisce determinato prodotto... Il buon vino dell’Alto Adige è genuino, ma se una bottiglia costa 15 Euro, che non è un litro, cosa prende il padrone delle viti altoatesine? E perché noi cugini non sappiamo fare altrettanto? Rif. 5946.
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Cosa dobbiamo fare ancora? Mantenerli?

Di recente uno zingaro nel limitrofo vicentino, ha rubato e poi qualcuno lo ha ucciso... Questi sono fattacci compiuti dai Rom, che da sempre rubano e vengono protetti: ma cosa dobbiamo fare ancora? Mantenerli? E ancora tremare di paura? Loro che viaggiano con vetture rubate e nessuno li fa niente. Noi dobbiamo pagare e avere paura... La guerra nasce da sola... Rif. 5947.
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Il futuro dei nostri figli...

Come facciamo a dare futuro ai nostri figli quando la politica che ci amministra dà priorità ai delinquenti? In carcere una volta davano pane e acqua, adesso anche nel carcere di Trento danno tutto, tranne la libertà: mangiano come i nobili e avanzano parecchi alimenti, hanno tv in camera e signorili stanze, come facciamo a dare un futuro ai nostri figli, quando dovranno convivere con questi delinquenti... Rif. 5948.
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Cambiano sedia continuamente

Che schifo di politica e di politici; cercano fra la gente chi li vota e poi cambiano sedia continuamente e strapagati, nessuno si dimette, è sempre più partiti a fare confusione, a tal punto la gente diserta le votazioni... Rif. 5949.
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A volte un negoziante dovrebbe riconoscere i propri errori

Ai titolari di un negozio di arredamento di Riva del Garda. Egregi Signori, vi ho saldato il tutto ancora prima della consegna, con soldi «buoni», pronti all’uso. Mi sono rivolta a voi poiché da molti anni siete nel settore del mobile. Mi aspettavo di trovare qualità nel prodotto, competenze nel montaggio e soprattutto etica commerciale (esistono due anni di garanzia anche per riconoscere i propri errori!). Niente di tutto questo. Una cliente delusa... Rif. 5954.
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Alfano e l’immigrazione

Mentre una bambina siciliana nata da sole tre ore muore perché non ci sono risorse da destinare per gli ospedali per farli funzionare come devono, Alfano vuol buttar i nostri soldi nel buco senza fondo di un nuovo Mare Nostrum. Ma per i nostri governanti la vita degli Italiani conta ancora qualcosa o no? Rif. 5951.
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La verità sullo sbarco in Sicilia

Mentre tutti i media, di Stato e non, comunque di regime, si stracciano le vesti di dosso e i capelli dalla testa per problemi che non sono i nostri, nessuno si prende la briga – a proposito di Seconda guerra mondiale – di rivelare come lo sbarco in Sicilia e la successiva Campagna d’Italia siano stati solo strumenti in mano anglo-americana per piegare e rendere succube la popolazione dello Stivale e su precipue pressioni dei Britons, mentre gli Statunitensi sarebbero stati di diverso avviso. Per far cadere l’Europa si era mostrata sufficiente la campagna di Francia, successiva al riuscito sbarco in Normandia. (Lo stesso Oberkommando der Wehrmacht riteneva pressocché impossibile, alla data dello sbarco in Calabria e Puglia, poter resistere oltre il mese di dicembre del 1943.) Non mi si crede? Beh, bastano poche righe. La suddetta campagna dello Stivale si concluse con l’arrivo al Brennero, il 6 maggio del 1945, dei primi reparti della Quinta Armata Usa, che però, e qui viene il bello, erano stati preceduti, due giorni prima, dalla VII Armata statunitense, giunta allo stesso traguardo attraverso la Francia, prima, e il territorio nazionale del Reich poi, dopo undici mesi di campagna, mentre quella d’Italia era durata il doppio! E in termini di sangue, ad un prezzo di gran lunga inferiore. Una campagna, quindi, quella d’Italia, già di per sé inutile ed evitabile, ai fini strategici, soprattutto agli occhi degli yankees. Detta impresa comportò inoltre la semidistruzione del fior fiore delle cittadine italiane con almeno 100mila vittime civili e innescò questa sequenza di fatti. 1) Le dimissioni forzate del Governo Mussolini. 2) Le promesse non mantenute dei Savoia e di Badoglio, sfociate nella resa incondizionata di Cassibile, fatta poi passare per «armistizio» per motivi inconfessabili. 3) Lo scoppio di una «resistenza» opportunista, tutta tesa al «salto» nel carroccio dei vincitori, e che fu alla fin fine un fenomeno ancor più stitico del Risorgimento e che costò al Paese un numero di vittime, dirette ed indirette, decisamente sproporzionato ai magri risultati ottenuti e che macchia per sempre di sangue e vergogna la storia del nostro sfortunato Belpaese. Chi ha il barbaro coraggio di affermare il contrario si faccia pure avanti! Fabrizio. Rif. 5945.
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Qualcuno si ingrassa sulle chiusure?

Spiace leggere della chiusura e sulla riduzione d’orario di diversi uffici postali in Trentino. È inutile protestare. Il capo è residente a Roma ed è strapagato, ma suscita qualche dubbio il fatto che sia in grado di gestire veramente le Poste Italiane. Ha dato disposizioni ai vari (inutili) dirigenti di chiudere, promettendo incentivi proporzionati ai risparmi che – secondo loro – si potranno avere. Da parte mia con le Poste ho chiuso. Ho ritirato i miei risparmi ed è quasi un anno che non entro in un ufficio. Sopravvivo lo stesso. Rif. 5943.
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