>>>Bazar n. 9 del 2 marzo 2017

MESSAGGI DI RISPOSTA

Se passi per via Chini rischi di distruggere le sospensioni dell’auto

Alle ragazze prossime al progetto «future mamme»», occhio che scendendo dalla via Valsugana (da San Donà) per andare in ospedale, dovrete far fronte alla tortura dei molteplici tombini sporgenti. O avete un partner abile alla guida per evitarli, o partorirete strada facendo... Rif. 8004.
Rispondi a questo messaggio
Rispondi a questo messaggio

Se le asperità sopraccitate non bastano venite in Via Chini dove il manto stradale è costellato da un firmamento di tombini più o meno infossati. Per farla completa, ci sono anche i dossi rallentatori... 8013.

Rispondi a questo messaggio

Risposta
Se passi per via Chini rischi di distruggere le sospensioni dell’auto

Un paio di anni fa segnalai la cosa sul sito del Comune: mi risposero che a loro non risultava così e che il dislivello stradale era voluto al fine di far defluire le piogge... Il risultato è che se passi per via Chini rischi di distruggere le sospensioni dell’auto o di fare un frontale visto che tutti devono zigzagare tra i tombini. Rif. 8046.
Rispondi a questo messaggio

Hai mai preso un appuntamento per una visita con la mutua?

Non è tollerabile dover attendere ogni volta mezz’ora o più dal dentista, perché ci sono ritardi. Per magari dieci minuti di lavoro in tutto (e con costi sempre molto elevati). Ci vorrebbe più rispetto per i clienti; ognuno ha i suoi impegni e il tempo è preziosissimo per tutti. C’è chi deve prendere permessi dal lavoro e a volte con difficoltà e sacrifici, chi ha i minuti contati per impegni famigliari. Insomma tutti hanno diritto al rispetto dell’orario in cui fissano un appuntamento. Forse meglio prendere meno clienti, ma trattarli nel modo migliore. Rif. 8025.
Rispondi a questo messaggio

Risposta
Hai mai preso un appuntamento per una visita con la mutua?

Pur condividendo il tuo punto di vista... ti dico: ma hai mai preso un appuntamento per una visita con la mutua? Alla stessa ora anche 4 persone! E poi non posso fare il nome, ma il mio dentista non fa aspettare nemmeno cinque minuti. Sa calibrare i tempi in base al lavoro che si prefissa e si tiene sempre un margine di dieci minuti per sicurezza... Siamo amici ed è in centro storico per cui volendo puoi andarci perfino a piedi! Rif. 8048.
Rispondi a questo messaggio

Lo spirito autonomista perduto del Patt, a partire dagli Schützen

Sono molto lontano dalle idee del signor Walter Kaswalder, eppure mi sento in dovere di dire due parole contro lo strano provvedimento di espulsione. Dico «strano» perché quando il M5S espelle qualcuno che non rispetta i patti firmati (sottolineo firmati) si parla di mancanza di democrazia e si riempiono le prime pagine di tutti i giornali per mesi, mentre per il povero Kaswalder, che è stato votato alle provinciali da 4290 cittadini, non c’è neanche un articolo da parte di qualche grande giornalista in prima pagina. D’accordo, i partiti che hanno rovinato l’Italia hanno seguito il consiglio di Gelli e si sono impadroniti dei mass media, ma una piccola eccezione, una piccola crepa nel muro di gomma me la sarei aspettata. Non sono iscritto al M5S, però quello che stanno facendo alla Raggi mi sembra il più clamoroso processo kafkiano dell’era moderna. Alla fine io faccio una domanda: quanti soldi ha intascato la Raggi? Il povero Marino è stato crocifisso per mille euro: la Raggi viene processata per aver intascato zero euro. Per Sala, a Milano, silenzio tombale. Rif. 8003.
Rispondi a questo messaggio

Beh, il Patt sta perdendo le piume. Ottobre fa un partito a sè. E pure Kaswalder... Attenzione che il sasso che rotola non fa muschio... Se tanta gente è ideologicamente legata ad un partito che permette a singole persone di uscirne, di solito rimane ferma sulle sue posizioni, che sia tesserata oppure no. Ad esempio, il presidente della Provincia che sembra autonomista, o per sua scelta si definisce «autonomista», secondo me in realtà non ha nessuna tessera in tasca, manco del Patt. Poi c’è Kaswalder: sono anni che milita in politica, era allievo di quel Tretter che parlava tanto di Heimat, cioè «famiglia», ma né uno né l’altro sanno dove inizi il discorso «famiglia». Se lo hanno spinto fuori ci sarà un motivo... Rif. 8015.
Rispondi a questo messaggio

Ma possiamo commentare con due parole la conclusione della vicenda «vendita di voti» agli Schützen che ha visto coinvolto il Consigliere provinciale Lorenzo Baratter?! Gli altri due imputanti, comandanti vari di questa pseudo armata in costume, sono stati condannati di brutto e il nostro politico in erba se la cava con l’assegnazione ai servizi sociali... Ma la cose più scandalosa è che il suo partito non batte ciglio, nemmeno una ramanzina gli fa, quando invece Kaswalder è stato buttato fuori senza motivazioni plausibili... vedete un po voi: la legge del due pesi e due misure? Rif. 8035.

Rispondi a questo messaggio

Risposta
Il Patt si sgretola? E sta perdendo valide persone?

Kaswalder, tutto d’un tratto diventa una miniera di segreti, di cose mai sapute dal Patt. Ha detto che Baratter voleva una poltrona da assessore, ovvio che da assessore avrebbe avuto più denari, e anche quelli promessi agli Schützen, non li avrebbe più sborsati lui ma mamma Provincia (cioè, tutti noi). Poi secondo me vi sono tante altre anomalie che Kaswalder potrebbe raccontarci? Del resto l’onorevole Ottobre, a Riva del Garda, facendo un’analisi del Patt, ha ben ricordato che si sta sgretolando, perdendo valide persone, una dopo l’altra... Rif. 8051.
Rispondi a questo messaggio

Risposta
Lo spirito autonomista perduto del Patt, a partire dagli Schützen

Certo tutto ciò che ha scritto è verità, ma vorrei aggiungere, anche se magari è già stato detto, che secondo me Baratter, Rossi e Panizza se ne fregano della nostra Autonomia e fanno i loro interessi. Vogliamo parlare di Rossi? Non è un trentino tirolese autonomista, ma uno sfollato dalla sinistra e rifugiato nel Patt, altro che. Poi nemmeno tesserato ecc.. Quello che vorrei aggiungere è che sarebbe ora che le rinomate locali «Compagnie di Schützen», che offendono in maniera pesante e traditrice i veri Schützen del sud Tirolo; cambiassero nome, magari usandone uno più appropriato, e non legato al Tirolo. Basti vedere in quasi tutte le compagnie trentine chi sono i capi: la cronaca locale recente insegna... Rif. 8052.
Rispondi a questo messaggio

Risposta
Una Sentenza è una Sentenza. Come si fa ad ignorarla così?
I
nsomma, la Legge non è uguale per tutti... Nella vita lavorativa nel settore privato se fai uno sgarro ti danno il libretto e ti indicano la porta di uscita. Il signor Baratter dà le dimmissioni e va a fare il volontariato all’Anfass, sempre pagato come consigliere provinciale, come se la Sentenza appena pronunciata per lui non contasse nulla. A mio avviso dovrebbe restare a casa, e senza vitalizi. Spero che i pentastellati si facciano valere a mandarlo a casa. Come si fa a sminuire la sentenza e far finta di nulla in questo modo! Rif. 8053.
Rispondi a questo messaggio

Facciano cose serie, non bonus «compravoti»

Gli effetti del dopo Renzi e del nuovo Gentiloni sono già arrivati: decade Renzi e decade il «patto di stabilità» ed addio a quei 80 euro mese. Stavolta vengono puniti anche quelli che hanno votato contro Renzi... E ben vi sta, peccato che ci rimettiamo tutti, divise comprese, come polizia, carabinieri e soprattutto Vigili del Fuoco, tutte forze umane attualmente presenti ad aiutare e salvare vite in Abruzzo... Come ben vedete gli effetti del voto li si vedono in negativo già da subito, e più avanti andiamo e peggio sarà... Rif. 7980.
Rispondi a questo messaggio

Risposta
Facciano cose serie, non bonus «compravoti»
E speriamo proprio sia finito ’sto schifo di «aiutini»! Che facciano cose serie, non bonus «compravoti». Soldi che vengono sempre tolti dalle solite tasche. Speriamo tolgano anche il bonus chitarra o cinema ai 18enni. Bisogna ridurre posti pubblici (il vero debito pubblico!), giù stipendi e pensioni d’oro. Altro che stupidaggini. Rif. 8047.
Rispondi a questo messaggio

Padroni (dei cervelli) di mezza Trento

Il vescovo di Trento lancia l’appello che le chiese son sempre più fredde, che il riscaldamento costa, che le offerte non sono sufficienti a scaldare, ecc.. Basterebbe eliminare i «falsi» mendicanti esterni e che la gente dia i soldi della questua direttamente alla Chiesa. Poi forse ci sono impianti di vecchia generazione e il caldo purtroppo per legge fisica va in alto e le chiese sono tutte altissime... Dulcis in fundo, c’è una banca della Curia che pare abbia case, capannoni, ecc. a nastro: beh, basterebbe vendere il patrimonio e distribuirlo dove serve... Rif. 8038.
Rispondi a questo messaggio

Risposta
Padroni (dei cervelli) di mezza Trento

Solo una banca?! Figurati! È padrona di mezza Trento e forse mezza Italia, soprattutto dei cervelli non pensanti di milioni di persone. Pensa te che potere, altro che denaro. Rif. 8049.
Rispondi a questo messaggio

Alla faccia delle conquiste sbandierate dai famosi lottatori sindacali

Chi per lavoro indossa divise e abbigliamento personalizzato e si permette di andare al bar per fare una piccola pausa spesso viene fatto oggetto di discriminazione, additato da chi non sa farsi gli affari propri. Di contro certi ragionieri e altro personale della Provincia o dell’Azienda Sanitaria o di altre ditte private, che vestono normalmente, senza etichette aziendali, viene riservato tutt’altro trattamento. Rif. 8045.
Rispondi a questo messaggio

Risposta
Alla faccia delle conquiste sbandierate dai famosi lottatori sindacali

È tutto un disegno politico: la pausa caffè rientra nei piani del togliere sempre più diritti ai lavoratori, ormai schiavi moderni che hanno solo il diritto di crepare e favorire le casse dello stato benefattore di tutto. Penso che ormai in galera hanno più pause e libertà dei lavoratori, alla faccia delle conquiste sbandierate dai famosi lottatori sindacali e grazie alla quantità abbondante di braccia staniere a basso, anzi bassissimo costo, visto da dove arrivano e in che condizioni campavano nei loro paesi sottosviluppati. Evviva le lotte sindacali e i sindacati! Non lamentatevi se le tessere diminuiscono sempre più specie tra i lavoratori italiani. Rif. 8050.
Rispondi a questo messaggio

Ladinia? Non esagerare per piacere

Ho appreso in tarda età che storicamente i fascisti si sono accaniti contro il popolo ladino, insieme ai loro camerati tedeschi e questo ha attirato le mie simpatie verso i ladini fino al punto da farmi dire: IO SONO LADINO. La mia idea è quella di favorire la nascita di una piccola repubblica indipendente ladina, sulla falsariga di quella sanmarinese. Che male ci sarebbe ad avere una enclave di 20-30 chilometri quadrati? Cosa ci rimetterebbe il popolo italiano? Niente, anzi, il flusso turistico che ci sarebbe verso questa nuova repubblica favorirebbe i territori circostanti creando un notevole indotto. Naturalmente questo può accadere solo in uno Stato veramente democratico e quindi per gli italiani la mia proposta è una bestemmia. Come sarebbe bello se esistesse in Italia un partito moderno e democratico! Vedendo le innumerevoli occasioni di sviluppo che non vengono sfruttate per colpa di governanti antidemocratici, mi sorge una domanda spontanea: ma chi odia la democrazia è anche stupido? Rif. 8043.
Rispondi a questo messaggio

Risposta
Ladinia? Non esagerare per piacere

Sì, adesso creiamo anche la libera nazione ladina, tipo riserva indiana. Ci stiamo facendo il mazzo per tenere assieme l’Europa Unita e voi volete spezzettare sempre più Paesi in base alle etnie? Rif. 8056.
Rispondi a questo messaggio

NUOVI MESSAGGI

Sulle strade, in Austria e in Germania non ti permettono di sbagliare

Quanti incidenti, anche mortali, sulle strade trentine... Chissà perché nella vicina Austria, e in Germania, non ti permettono di sbagliare. Lì prevengono e «fanno paura»: in questi Paesi sai che quasi sempre c’è la polizia nascosta. Una polizia che peraltro non perdona. A differenza nostra, in Italia, dove se un poliziotto ti fa una multa, ci sono subito mille avvocati che saltano fuori a difendere chi sbaglia... Rif. 8059.
Rispondi a questo messaggio

Una piccola riflessione sulla raccolta differenziata a Trento

Ormai da anni a Trento è attiva la raccolta del rifiuto differenziato. Se non erro ormai il 70% dei rifiuti è correttamente conferito in raccolta differenziata come periodicamente riportato con una certa enfasi dalla stampa locale. La raccolta differenziata, così come pensata e realizzata, ha però un effetto collaterale sicuramente poco evidenziato dai quotidiani locali: i cestini sulle strade sono praticamente diventati delle discariche, alla portata di quei selvaggi e maleducati, e pare a questo punto che siano tanti, che come tali li considerano, incuranti del rispetto per l’ambiente e di tutti coloro che si prodigano per il decoro delle strade cittadine. Questa gente che ritiene forse di essere al di sopra delle leggi e dei regolamenti che sono fatti per il convivere civile, forse crede d’essere furba: «troppa “briga” fare la differenziata.., e poi perché dover pagare i sacchetti del residuo con quello che costano… meglio buttare di nascosto in giro per le strade tutte le porcherie che avanzano... tanto nessuno mi vede». Immagino sia questo il “ragionamento”. Mi piacerebbe però che i quotidiani locali dessero la stessa enfasi a questa faccia della stessa medaglia: il criterio adottato dalla città di Trento per la raccolta differenziata. Mi piacerebbe altresì che gli organi preposti al controllo ci mettessero energia e determinazione nell’intercettare, individuare e perseguire gli autori di tanta incuria e menefreghismo. Certo, è molto difficile, ma la difficoltà non è una giustificazione: la scelta di adottare questo sistema non è stata dei cittadini. Dolomiti Ambiente ha agito (giustamente) con estrema severità nei confronti di quei cittadini che non seguivano correttamente i criteri stabiliti dall’amministrazione, arrivando anche alla sottrazione dei cassonetti del residuo… e analogamente dovrebbe sforzarsi per scovare e perseguire gli imbrattatori dell’ambiente che sono tanto brutti quanto l’ambiente che loro stessi producono. Rif. 8057.
Rispondi a questo messaggio

L’incidente di carnevale

Quanto successo sabato scorso sull’Altopiano della Vigolana, in rotatoria, spiace più che altro per gli organizzatori, per chi ci aveva messo l’impegno per far divertire la popolazione. E ancor di più per chi aveva messo a punto il trattore e lo aveva pilotato... perché «dopo» tutti sono capaci di criticare. Di qui si capisce che pian piano il Carnevale sui carri lo si effettuerà sempre meno. E poi cari genitori, istruiteli i vostri figli, fateli andare a piedi che farebbe loro molto bene... Rif. 8058.
Rispondi a questo messaggio

Le cooperative di consumo vanno bene in Italia. In Trentino...

Leggo con grande piacere il successo, testimoniato da bilanci altamente positivi, di molte cooperative di consumo in Trentino e anche nel resto dell’Italia; e tutto questo avviene rispettando pienamente gli ideali che stanno alla base del sistema cooperativo. Guarda caso proprio la cooperativa che ha dei dirigenti che rinnegano pubblicamente e anche a mezzo stampa quegli ideali, mi riferisco a certe Coop trentine, che presentano bilanci negativi e si avviano verso una china molto pericolosa. Mi piacerebbe avere un decimo dello spazio che viene dato a tanti parolai su tutti i giornali, per dimostrare che ci sono motivi evidenti alla base di certi bilanci fallimentari che potrebbero essere rimossi allontanando dalla cooperativa i corpi estranei che purtroppo la dirigono, ma il nesso è così evidente che lascerei ai soci le logiche conclusioni; dopodiché, alla prossima assemblea bocciamo il bilancio e chiediamo le dimissioni dei dirigenti. Rif. 8061.
Rispondi a questo messaggio

Madre Natura infierisce sui giovani anche su certe cose...

D’accordo, non sono originale perché ne ha già parlato la Littizzetto in tv in prima serata, ma il fatto che i bisnonni avessero il pene più lungo di due centimetri dei giovani nati negli anni Novanta non può più essere preso come una barzelletta. È una verità accertata scientificamente. Non ci vuole molta fantasia per capire che, privare le donne di quei due centimetri può portare a molte spiacevoli conseguenze... Ma quello che mi fa un po’ incavolare è il fatto che anche madre Natura infierisca sui giovani: non solo vengono privati di un futuro, ma anche degli attributi necessari per adempiere a certe funzioni importantissime... Siccome in gioventù sono stato un ricercatore, vorrei rivolgere ai ricercatori in attività una richiesta: potreste studiare se c’è un nesso tra la perdita dei diritti fondamentali dell’uomo (un lavoro dignitoso primo fra tutti) e l’accorciamento del pene? Rif. 8062.
Rispondi a questo messaggio

Camminando per i sentieri si vede lo scempio che troviamo

Volevo parlare di una cosa che interessa tutti i boschi delle nostre valli. Camminando per i sentieri si vede lo scempio che troviamo. Alberi spezzati o caduti addossati agli altri ancora in piedi. Alberi secchi che dovrebbero essere tagliati per fare spazio a quelli giovani che crescono. Ma è proprio il senso di caos di abbandono che si nota attraversando i nostri boschi. Si capisce che la ramaglia va ammucchiata e poi si macera da sola ma i grossi tronchi ci vogliono anni e vanno a soffocare e intralciare la crescita della nuova vegetazione. Possibile che i singoli comuni, i comprensori, il demanio forestale non vedano questo degrado. Fate pulire i boschi da chi è interessato alla legna o portarla agli anziani, che qualcuno possa adoperarla in qualche modo. Possibile che nessuno pensi a fare pulizia nei nostri boschi con i profughi mettendoli in mezzo alla Natura invece di farli bighellonare per la città a fare niente con i telefonini sempre in mano e le cuffiette. Si vede che va ancora troppo bene. Se ci fosse il bisogno si andrebbe a raccogliere legna. Ma questo dimostra anche il poco rispetto verso la natura e di conseguenza verso noi stessi. Rif. 8060.
Rispondi a questo messaggio