>>>Bazar n.1 del 9 gennaio

MESSAGGI DI RISPOSTA

Albere: una signora russa la prima inquilina. Risposta al Rif. 4839

Caro Amico, ti comunico che il tuo sogno sta diventando realtà, molto lentamente, ma sta diventando realtà. Lo riporta il giornale l’Adige del 4 gennaio a pag. 26. Il primo insediamento interetnico, con il primo appartamento venduto, ha finalmente rotto il ghiaccio alle Albere. Una gentilissima signora russa con il marito risulta essere la prima inquilina ad avere acquistato un appartamento alle Albere e ha rilasciato una gradevole intervista, invitata forse da chi aveva un terribile bisogno di ottenerla per nascondere il miserevole flop commerciale dell’orrenda costruzione che sta devastando il panorama cittadino. La realtà parla chiaro. Ci sono 300 appartamenti invenduti... e qualcuno si scaglia contro la miserevole crisi per addossare le colpe che sono pura responsabilità dei nostri signori politici. Ma non preoccupatevi, se Putin verrà a visitare il Muse, forse il problema degli alloggi invenduti potrà essere risolto. Dellai lo inviterà a cena e come d’incanto anche gli altri 300 appartamenti ci onoreranno della presenza dei russi che acquisteranno gli appartamenti delle Albere per avere una base logistica invernale per andare a sciare sull’accogliente ed attrezzatissimo Monte Bondone. Rif. 4856.
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Questa notte ho fatto un sogno: ho sognato la zona delle Albere a Trento, che pullulava di gente di tutte le etnie più colorate, vocianti e festose, che prendevano alloggio nella nuove case Itea che venivano proprio assegnate loro in tale contesto. E in fondo, uno sparuto gruppetto di avvocati, imprenditori appartenenti alla così detta «Trento bene», proprietari dei pochi appartamenti che sono stati fino ad oggi venduti, che si passavano di mano in mano il numero del cellulare di Dellai e di Renzo Piano... Chissà cosa volevano dire loro...?! Poi mi sono svegliato di soprassalto... e mi sono detto... vah beh: per ora si è trattato solo di un brutto sogno, per fortuna! Ma se il mio sogno fosse stata una preveggenza? Adesso sta diventando per me un vero incubo... non vorrei essere proprio io il premonitore di tali eventi...! Rif. 4839
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Divorziare nel 2011 non era poi così difficile. Risposta al Rif. 4807

Per esperienza personale posso dire che, nel 2011, divorziare senza rivolgersi a un legale era possibile. Dopo anni dalla separazione consensuale seguita da un avvocato (è costato alcune migliaia di euro) ho saputo che, per decisione del Presidente del Tribunale (il consulente legale del consultorio disse che era lui a stabilire le modalità), era possibile presentare richiesta di divorzio senza assistenza legale. L’ho fatto seguendo le indicazioni del modello del tribunale e sulla falsariga della richiesta di separazione redatta a suo tempo dall’avvocato. Tutto si è concluso nel giro di pochissimi mesi e senza esborso di denaro. Certo, non so se le cose vanno così ancora oggi, ma penso che basti chiedere direttamente in Tribunale. Buona fortuna! Rif. 4857.
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Tutti sappiamo che gli avvocati si fanno pagare profumatamente e in tempi di crisi, per divorziare è veramente difficile trovare il denaro necessario. In un divorzio congiunto, consensuale, dove le parti sono d’accordo e quindi la causa è veramente semplice, circolano leggende metropolitane che si possa divorziare a Trento senza avvocato. Indubbiamente sarebbe un bel risparmio, una vera fortuna se fosse vero! Gli avvocati smentiscono che si possa fare, è comprensibile che tirino acqua al loro mulino, inoltre, sul sito del tribunale di Trento c’è la possibilità di scaricare il modulo da compilare per presentare il ricorso congiunto, per lo scioglimento del matrimonio, ma c’è scritto: si precisa che è necessaria l’assistenza di un legale. Ora mi chiedo, qual è la verità? qualcuno è riuscito? scrivete, sarà interessante per molti. Rif. 4807.
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Inconvenienti di abitare sopra un bar. Risposta al Rif. 4832

Turismo valore per tutti! Si, hai ragione, però c’è chi lo cavalca e chi lo subisce. è un po’ come chi abita sopra un bar: quest’ultimo ha diritto al riposo o a diritto a lavorare il bar? Certo, chi non abita sopra un bar fa presto a parlare... ma poi se il cane del vicino abbaia disturba... e avanti così. Rif. 4858.
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Tu, caro amico, parli così perché vivi qua, certe cose le vedi tutti i giorni e certe cose le mangi tutti i giorni. Ma pensa a gente che viene da Milano o altre grandi città. Magari persone che vivono in pianura e di montagne non ne vedono, prodotti tipici manco l’ombra e atmosfera dei mercatini manco a parlarne. Cerchiamo di metterci «nelle scarpe» di chi critichiamo prima di partire a mille. E poi, per inciso, tutte le persone trentine che mangiano grazie a queste cose... di certo giustamente avrebbero da ridire su voi che criticate quelli che vengono qui. A presto e Buon Natale. Rif. 4832
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