>>>Bazar n.2 del 16 gennaio

MESSAGGI DI RISPOSTA

Quelle caserme anni ’50, stile sovietico: nemmeno gratis. Risposta al Rif. 4856

Definire «cesso» il complesso delle Albere è un complimento. Quelle caserme anni ’50 stile sovietico, a due metri l’una dall’altra, palazzoni senza senso, ma soprattutto, nello stile Renzo Piano, senza linee, senza classe, senza stile. Nemmeno se me lo regalano l’appartamento, andrei mai ad abitare in quell’obbrobrio... Rif. 4871.
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Questa notte ho fatto un sogno: ho sognato la zona delle Albere a Trento, che pullulava di gente di tutte le etnie più colorate, vocianti e festose, che prendevano alloggio nella nuove case Itea che venivano proprio assegnate loro in tale contesto. E in fondo, uno sparuto gruppetto di avvocati, imprenditori apparteneneti alla così detta «Trento bene», proprietari dei pochi appartamenti che sono stati fino ad oggi venduti, che si passavano di mano in mano il numero del cellulare di Dellai e di Renzo Piano... Chissà cosa volevano dire loro...?! Poi mi sono svegliato di soprassalto... e mi sono detto... vah beh: per ora si è trattato solo di un brutto sogno, per fortuna! Ma se il mio sogno fosse stata una preveggenza? Adesso sta diventando per me un vero incubo... non vorrei essere proprio io il premonitore di tali eventi...! Rif. 4839
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Caro Amico, ti comunico che il tuo sogno sta diventando realtà, molto lentamente, ma sta diventando realtà. Lo riporta il giornale l’Adige del 4 gennaio a pag. 26. Il primo insediamento interetnico, con il primo appartamento venduto, ha finalmente rotto il ghiaccio alle Albere. Una gentilissima signora russa con il marito risulta essere la prima inquilina ad avere acquistato un appartamento alle Albere e ha rilasciato una gradevole intervista, invitata forse da chi aveva un terribile bisogno di ottenerla per nascondere il miserevole flop commerciale dell’orrenda costruzione che sta devastando il panorama cittadino. La realtà parla chiaro. Ci sono 300 appartamenti invenduti... e qualcuno si scaglia contro la miserevole crisi per addossare le colpe che sono pura responsabilità dei nostri signori politici. Ma non preoccupatevi, se Putin verrà a visitare il Muse, forse il problema degli alloggi invenduti potrà essere risolto. Dellai lo inviterà a cena e come d’incanto anche gli altri 300 appartamenti ci onoreranno della presenza dei russi che acquisteranno gli appartamenti delle Albere per avere una base logistica invernale per andare a sciare sull’accogliente ed attrezzatissimo Monte Bondone. Rif. 4856.
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Io veramente parlavo dei mercatini.... Risposta al Rif. 4858

Salve caro amico. Non hai capito il senso del mio messaggio. Io parlavo dei mercatini (in risposta ad un messaggio): c’è ancora gente che si lamenta dei mercatini. Non mi dire che disturbano, visto che si svolgono solo di giorno. E non mi dite che non sono una manna dal cielo per la nostra economia. Per quanto riguarda il discorso del bar, sono d’accordo, e sono anni che io parlo di una «cittadella del divertimento», senza residenti e senza «menate». Poi però vediamo anche il rovescio della medaglia: se nel centro storico non ci sono più eventi e persone, i soldi spesi per farlo «bellino» i residenti se li sognano, E quindi anche loro avranno i tipici problemi della gente «comune» con strade rovinate e sbattimenti vari. Rif. 4872.
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Tu, caro amico, parli così perché vivi qua, certe cose le vedi tutti i giorni e certe cose le mangi tutti i giorni. Ma pensa a gente che viene da Milano o altre grandi città. Magari persone che vivono in pianura e di montagne non ne vedono, prodotti tipici manco l’ombra e atmosfera dei mercatini manco a parlarne. Cerchiamo di metterci «nelle scarpe» di chi critichiamo prima di partire a mille. E poi, per inciso, tutte le persone trentine che mangiano grazie a queste cose... di certo giustamente avrebbero da ridire su voi che criticate quelli che vengono qui. A presto e Buon Natale. Rif. 4832
Turismo valore per tutti! Si, hai ragione, però c’è chi lo cavalca e chi lo subisce. è un po’ come chi abita sopra un bar: quest’ultimo ha diritto al riposo o a diritto a lavorare il bar? Certo, chi non abita sopra un bar fa presto a parlare... ma poi se il cane del vicino abbaia disturba... e avanti così. Rif. 4858.
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Allora non facciamo più niente di niente: nemmeno la raccolta. Risposta al Rif. 4860

Va bene... Allora visto che non interessa a te e non ci vuoi andare, va bene non farla. Chissenefrega degli altri. Allora smontiamo tutte le funivie mangiasoldi in Trentino (a me non interessano). Smantelliamo bande e spettacoli vari (a me non interessano). E, per quanto riguarda i rifiuti, mi raccomando di non esigere la raccolta durante le feste. Visto che non vogliamo far lavorare i netturbini per il «dopofesta», non facciamo neanche lavorare chi ti deve venire a raccogliere i rifiuti a casa. Anche tu sei «a casetta» mentre gli altri ti raccolgono i rifiuti. Rif. 4873.
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Sarò strano, ma a me della festa in piazza non me ne può fregar di meno... Anzi son contento che non la facciano. Forse perché quella volta e mezza in cui ci son stato ho solo sofferto il freddo e son tornato a casa con gli abiti sporchi di spumante, vino e intrugli vari rovesciatimi addosso da scalmanati embriaghi. E poi chi pulisce quello scempio di bottiglie e bicchieri abbandonati per tutta la città? E chi si deve sorbire gli schiamazzi, i petardi e le pisciate? Ah già, tanto poi voi andate a casetta mentre chi vive lì si deve arrangiare! Rif. 4860.
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