>>>Bazar n.6 del 13 febbraio

MESSAGGI DI RISPOSTA

Scorbutici? Non solo i commessi!. Risposta al Rif. 4906

Oviesse al Bren Center: il «direttore» ha sempre un atteggiamento verso il cliente che a me pare antipatico, spesso immusonito, sembra avercela con il mondo. Se i clienti Le danno fastidio, forse non è portato per il lavoro che svolge. Grazie invece alle commesse, sempre carine e disponibili. PS: il display delle casse (quello che dovrebbe essere letto dal cliente, sembra mascherato con il nastro adesivo) Cosa non dovrebbe vedere il cliente? Rif. 4927.
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Vi racconto la mia esperienza per quanto riguarda la cortesia nei negozi: sono una madre di famiglia che si è trovata il 16-12-13 senza regalo per i due figli. Dopo aver curiosato e capito i loro desideri, mi sono recata alla Toys di via Maccani. Entro e mi metto alla ricerca dei due doni, ma con mio grosso dispiacere una dipendente con fare sgarbato e nervoso (era sicuramente straniera vista la difficoltà nel parlare) mi dice di avere esaurito il prodotto. Alla mia richiesta se l’articolo fosse in arrivo la ragazza mi liquida con un secco e sgarbato: «No, se non lo vede ora non arriva più!». Mentre mi avvio verso l’uscita incrocio un signore che parla con un ragazzo con la maglia del negozio, mi permetto di esporre a lui il mio problema, il signore con molta calma e cortesia mi chiede di attendere due minuti, poco dopo torna e mi assicura che avrei trovato i due giochi dopo due giorni al punto vendita, li avrebbe recuperati in un altro negozio. Con mio grande stupore e speranza ho aspettato la chiamata che correttamente è arrivata dopo due giorni. Passata in negozio a ritirare i giochi lo ringrazio e gli chiedo se è nuovo visto che io sono anni che vado alla Toys, ma il signore non l’ho mai notato. Lui mi dice di sì e alla mia richiesta di chiarimenti sulla sua provenienza mi dice di essere mantovano. Meditate care persone che venite dall’estero, la cortesia è tutto. Elena P. Rif. 4906.
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Se state sempre sul web la privacy non c’è. Risposta al Rif. 4919

Ma quale privacy e privacy?! Se scrivete su Internet qualunque cosa, le vostre opinioni (più o meno condivisibili) le foto delle vacanze, dei vostri bambini e tutti gli affarazzi vostri poi non si può invocare la legge sulla privacy! Rif. 4928.
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Lui è solo una vittima della politica. Per fortuna una parte di essa si sveglia per difendere uno, trentino, che per ripicche locali doveva essere annientato economicamente e socialmente per motivi extra-ue. Le vere offese quali sono? Di che entità? Che si stia lavorando per sgretolare questa povera Italia lo hanno capito in tanti, ma che si pensi di arrivare al Trentino è meglio se ci alziamo tutti in piedi. Della serie “oggi a te, domani a me“. È facile prendersela uno alla volta. Ma Trentino Trasporti come si permette di licenziare un dipendente, se non per cause di lavoro? Visto che sono pagati con i nostri soldi dovrebbero fare il proprio lavoro, preoccupandosi di far pagare il biglietto a tutti: verdi, rossi, gialli e neri e di tutti i colori, non solo ai locali. Perché se io trasgredisco mi danno la multa? Forse perché sono trentina? Queste disuguaglianze producono solo razzismo e non ci guadagna nessuno! I mezzi per renderci tutti uguali di certo non mancano! Basta che facciate il lavoro per cui siete pagati. Vedremo se sui giornali troveremo il nome e il cognome di chi ha firmato o eseguito il licenziamento! Abbiamo il diritto di chiarimenti in merito, visto che non siamo tutti cretini, noi che paghiamo. Oppure sono ripicche personali, senza principio e senza fine, né sociale né democratico? Ma, dopo la vertenza di lavoro di avvocatura, questa pratica, che avrà sicuramente risvolti positivi, si seguirà la strada del saggio “chi rompe paga e i cocci sono suoi”. Mi auguro che la questione non finisca negli scaffali senza che qualcuno se ne assuma la responsabilità. Rif. 4497.
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Licenziato per aver espresso le sue opinioni, sebbene becere e irriguardose. Vero. Ma la domanda è un’altra: fino a che punto un’azienda come Trentino Trasporti può ficcare il naso nella vita privata e, soprattutto, nelle idee di un proprio dipendente? In questo caso tutta la menata della privacy non conta proprio nulla? Rif. 4919.
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Al giorno d’oggi fare un piacere non serve... Risposta al Rif. 4914

Pensala come vuoi; evidentemente al giorno d’oggi fare un piacere non è cosa gradita. Sarebbe proprio meglio farsi strapagare, che almeno si fa estrarre il portafogli ai clienti. Meglio trovare dipendenti con le palle girate che ti mandano a quel paese o che ti inducono ad acquistare un prodotto che non sarai mai capace di far funzionare, del resto i negozi di elettronica non hanno sentito crisi, anzi sono sempre assediati da chi spende, a rate, ma spende... Rif. 4929.
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Da Leonardelli a Pergine, chiedi di Steno, settore grandi elettrodomestici tv computer: questo gentil commesso se non ti vede uscire soddisfatto dell’acquisto fa di tutto per accontentarti, peccato che sia solo uno su mille. Rif. 4869.
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Non è che per caso te li scrivi tu gli articoli? Speri che il tuo capo legga la Terza Pagina di Bazar?! Rif. 4484.
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No, l’ho scritto io, che sono un cliente affezionato. Lui non ha bisogno di farsi notare dal paron, dato che è la persona di fiducia da oltre dieci anni... Certo che pensare che uno si faccia bello solo per dicerie da giornale è proprio da insoliti, ma a quel punto ti consiglio di andare a Mediaworld o da Euronics e quando gli chiedi informazioni sul collegamento, i commessi i te diss: «Legga le istruzioni». A quel punto, trovare una persona gentile lo si apprezza molto di più... Ovvio che al giorno d’oggi sono pochi i commessi gentili. I più anziani, dopo un anno hanno già cambiato sette padroni... Rif. 4900.
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Ecco la coda di paglia... Lo sapevo... Secondo me sei proprio tu che ti scrivi gli articoli. Rif. 4914.

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