>>>Bazar n.7 del 20 febbraio

MESSAGGI DI RISPOSTA

Lei ha un dono di percettività naturale. Risposta al Rif. 4922

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Lei ha un dono di percettività naturale

Premesso che lei sia sano di mente e che le sue affermazioni siano scientificamente verificabili, per motivi sconosciuti Lei ha un dono di percettività naturale. Se tale è, combatterlo tentando di sopprimerlo ritengo sia errato in quanto irrisolvibile essendo nel suo DNA. Piuttosto armarsi di coraggio e verificare se il terremoti che lei «percepisce» si verificano a tutti gli effetti (vi è un sito di monitoraggio mondiale http://cfivarese.altervista.org/Terremoti.html) e se ciò è confermato...usi il suo dono per contattare le ambasciate Italiane nel mondo ed avvertirle. La prenderanno per matto forse una o due volte poi acquisterà credibilità. Ma se non trova corrispondenze...beh allora lei deve ricercare soluzione in altro ambito psicosomatico. Concludo augurandole di imparare a controllare gli stati di malessere e.... Che è molto probabile i cosiddetti supervulcani possano avere attività disastrose in un futuro prossimo. Rif. 4939.
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Cerchi di capire...

Non tutto il male vien per nuocere. Invece di esasperare il problema, cerchi di capirlo. La chiaroveggenza è un dono, seppur doloroso. Per essa, l’unica cura sta nel capire la sua portata e provare a vedere se le riesce ad applicarla alle persone cercando di capire se può trovare il modo di aiutare gli altri. Ciò le gioverebbe. Per il resto non cerchi nella medicina ufficiale il rimedio a ciò che la stessa non riconosce. F.P. Rif. 4940.
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Risposta
Succede anche a me

Sono, più o meno, nella Sua stessa situazione. Avrei bisogno anch’io di un aiuto, perchè tutto questo non mi fa più dormire. Se vuole contattarmi, può trovare il mio recapito presso la redazione. Grazie. Rif. 4941.
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Vi prego aiutatemi. Da moltissimi anni sto vivendo una situazione al limite del paradossale. Sostanzialmente da oltre venti anni, con dei sintomi fisici particolari e molto fastidiosi (nausea, cefalea ed un malessere indefinibile, ma con caratteristiche specifiche), preavverto l’arrivo dei terremoti in qualsiasi parte del mondo, che in alcune circostanze, causa delle varianti endogene del mio stato fisico, riesco a localizzare geograficamente con assoluta precisione. (Vedi Haiti, Jakarta, Cile). Sto vivendo un vero inferno per questa condanna esistenziale e nonostante abbia esperito tutte le analisi mediche possibili, non si riscontra alcuna patologia che possa ricondurre a questo forte malessere indefinibile. Ho 59 anni e mia moglie è testimone oculare del ripetersi di questa situazione. Anni fa ho parlato con il mio medico di base, il quale non mi ha creduto, liquidandomi con un sorriso di perplessità che suonava come uno scherno. Non ho insistito per evitare un ricovero coatto in psichiatria! Io vivo questa situazione con angoscia perché non so cosa fare e a chi rivolgermi. C’è qualcuno che possa indirizzarmi adeguatamente ad analizzare e possibilmente risolvere questo problema? Grazie sin d’ora. Rif. 4922.
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L’umore nero della commessa e quello della cliente. Risposta al Rif. 4906

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L’umore nero della commessa e quello della cliente

Almeno fossero contenti ’sti fanciulli... Cinquant’anni fa avere un giocattolo, era un lusso e ti durava una vita; ora tutti i giorni arrivano giochi nuovi, (si guardi quanti negozi di giocattoli aprono), e il giorno dopo i giochi son già vecchi, tanto ghe chi che ne compra de novi, co sta crisi. Alla commessa magari gira male: «a ela siora ghe va tut ben? Boci contenti che la va a torghe i zughi novi tutti i santi giorni...» Certe catene di negozi cambiano personale tutti i giorni. Si faccia un po’ di esame di coscienza: se i so colleghi i parlasse male de ela sarissela contenta? Mia nipote riceve mediamente 50 barbie all’anno e il gioco che ama di piu è... fare disegni, altro che bambole costose... Rif. 4942.

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Cambia negozio!

Cambia botega: quel che i vende i lo vende anche altrove... Rif. 4943.

Vi racconto la mia esperienza per quanto riguarda la cortesia nei negozi: sono una madre di famiglia che si è trovata il 16-12-13 senza regalo per i due figli. Dopo aver curiosato e capito i loro desideri, mi sono recata alla Toys di via Maccani. Entro e mi metto alla ricerca dei due doni, ma con mio grosso dispiacere una dipendente con fare sgarbato e nervoso (era sicuramente straniera vista la difficoltà nel parlare) mi dice di avere esaurito il prodotto. Alla mia richiesta se l’articolo fosse in arrivo la ragazza mi liquida con un secco e sgarbato: «No, se non lo vede ora non arriva più!». Mentre mi avvio verso l’uscita incrocio un signore che parla con un ragazzo con la maglia del negozio, mi permetto di esporre a lui il mio problema, il signore con molta calma e cortesia mi chiede di attendere due minuti, poco dopo torna e mi assicura che avrei trovato i due giochi dopo due giorni al punto vendita, li avrebbe recuperati in un altro negozio. Con mio grande stupore e speranza ho aspettato la chiamata che correttamente è arrivata dopo due giorni. Passata in negozio a ritirare i giochi lo ringrazio e gli chiedo se è nuovo visto che io sono anni che vado alla Toys, ma il signore non l’ho mai notato. Lui mi dice di sì e alla mia richiesta di chiarimenti sulla sua provenienza mi dice di essere mantovano. Meditate care persone che venite dall’estero, la cortesia è tutto. Elena P. Rif. 4906.

Oviesse al Bren Center: il «direttore» ha sempre un atteggiamento verso il cliente che a me pare antipatico, spesso immusonito, sembra avercela con il mondo. Se i clienti Le danno fastidio, forse non è portato per il lavoro che svolge. Grazie invece alle commesse, sempre carine e disponibili. PS: il display delle casse (quello che dovrebbe essere letto dal cliente, sembra mascherato con il nastro adesivo) Cosa non dovrebbe vedere il cliente? Rif. 4927.
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