>>>Bazar n.13 del 3 aprile

MESSAGGI DI RISPOSTA

Il Trentino ha una densità abitativa altissima. Risposte al Rif. 5009

Credo che oramai sia inevitabile che si continui a costruire, per il semplice fatto che il Trentino è una della zone a più alta densità abitativa di tutta Italia e l’Italia è una delle nazioni a sua volta a più alta densità del mondo... È uno dei tanti effetti deleteri della modernità, della crescita demografica, dell’allungamento della vita media dell’uomo. La cosa che mi sconvolge, però, resta l’altissimo numero di case sfitte, vuote o da ristrutturare presenti nei centri storici. Rif. 5019.
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Volevo ringraziare una nota ditta di costruzioni che, dopo aver cementificato tutta Mattarello, adesso sta replicando l’opera d’arte a Ravina. Ottimo, continuate cosi. Che non si veda più nemmeno un filo d’erba. Solo colate di cemento! Rif. 4977.
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Forse questa impresa che ha cementificato prima Mattarello e ora Ravina ha ottenuto tutti i permessi dal Comune, quindi forse bisogna farsi altre domande, Le pare? Non fermarsi all’ovvio. Rif. 4984.
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Tu ti lagni della cementificazione, chi lavora nell’edilizia lo mandiamo da te a mangiare?! Cementificare è pur sempre un lavoro, e se costruiscono, è occupazione. O anche questi li alloggi tutti a casa tua?! In fin dei conti è così che va il mondo, non solo Mattarello e Ravina; i campi al giorno d’oggi non li lavora più nessuno (prova a gestirti un pezzo di terra e vedrai che i costi sono tanti e la terra è poca, a tal punto che se c’è richiesta, meglio vendere e esser liberi...). Dicono che stanno costruendo case a nastro anche all’Inferno, ti staranno preparando casa? Rif. 4996.
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Non dico di eliminarla, ma per quanto meno limitare la cementificazione e mantenere posti di lavoro si potrebbe intervenire su edifici esistenti, datati. Ce ne sono tantissimi di vuoti e disabitati che con un intervento di ristrutturazione ritornerebbero abitabili, vivacizzando zone che altrimenti rimarrebbero vuote, squallide. Rif. 5009.
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Sul discorso «meno privilegi» i politici ci stanno marciando. Risposta al Rif. 5015

Ritengo doverosa una precisazione. Intanto ringrazio Bazar per aver pubblicato la mia lettera. Non ci sono stati ancora riscontri, ma io aspetto fiducioso. Forse non ho spiegato che queste persone non cercano sussidi o altre forme di mantenimento, ma un lavoro serio che permetta loro di vivere in modo decoroso, quanto meno da esseri umani. Per dirne una, lì dove stanno adesso, lo scarico della cucina non funziona ancora. Quest’associazione li ha piazzati lì, facendo promesse varie, ma poi secondo me si è «dimenticata» di loro. Io vorrei che qualcuno mi spiegasse come si fa a vivere senza un minimo di reddito. Ci si vende tutto, come loro hanno fatto, e poi cosa resta? Aiutiamo questa famiglia a riprendere una vita normale. PS: La signora è ipovedente, non per finta, come tanti, infatti non ha la pensione né altre forme di aiuto. Rif. 5020.
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Leggo su queste pagine sempre più spesso di cani, zingari, politici vari, ecc. Ma lasciate che vi racconti io una storia vergognosa, di persone, italiane, lasciate sole, non aiutate dalle istituzioni, anzi, prese in giro da queste che tolgono la dignità con certi atteggiamenti e voltano le spalle. Quel poco aiuto a queste persone viene fornito da amici che fanno quello che possono, ma non basta. Mi riferisco ad una famiglia con una persona disabile, che non ha diritto alla pensione in quanto casalinga; cioè secondo le norme vigenti vale molto meno di un avvocato o di un dottore... (come da valutazione della commissione medicina legale di Trento). Il marito è disoccupato da tre anni, ha cercato e cerca ancora lavoro come un disperato, ma ha 57 anni e di lavoro, per quell’età, ce n’è poco; nessuno lo vuole. Fino ad oggi ha svolto lavori malpagati. Il figlio giovane sta tentando in tutti i modi di «scappare» dal Trentino: vorrebbe tornare in Piemonte, ma come? Se non ha soldi? Qui non riesce ad avere una vita e vivere bene la sua gioventù. Ebbene, questa famiglia si è rivolta alle istituzioni, ma in quella sede sono stati trattati male, anzi malissimo. L’assistente sociale si è sempre dimostrato maldisposto nei loro confronti, ha fatto promesse mai mantenute; questa persona si è presa meriti davanti a gente importante per cose che non ha fatto. Infatti non ha fatto nulla a parte umiliare questa famiglia, parlarne male e sbarrarne il passo. Alcuni hanno provato ad ospitarli, ma hanno giocato loro un tiro mancino, addebitandogli le spese di altri appartamenti. Quindi si sono spostati da un’associazione, un posto orribile dove non funzionava nulla, nemmeno lo scarico della cucina. Adesso sono al limite delle forze. Non c’è qualcuno che può aiutarli? Il numero telefonico è a disposizione presso Bazar. Grazie. Rif. 5015.
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