>>>Bazar n.24 del 19 giugno

MESSAGGI DI RISPOSTA

I sacchetti dovrebbero essere sufficienti. Risposta al Rif. 5153

Io, ti giuro, non capisco se a Trento ci siete o ci fate (son di Trento città anche io, eh). Quante volte sarà stato spiegato? È fatto apposta! I sacchetti dell’indifferenziata costano tanto di proposito, e io la trovo una soluzione ottima (stranamente). Ogni anno vengono consegnati un tot di sacchetti per l’indifferenziata che direi che sono sufficienti se fai la raccolta differenziata. Se li finisci prima vuol dire che butti nella spazzatura tutto insieme e quindi sono affari tuoi e ti meriti di pagarli di più. È giustissimo per rispetto di tutti quelli che si sbattono a differenziare i rifiuti: non vuoi far fatica allora paghi; non vuoi pagare, allora fai la differenziata. Rif. 5154.
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Vorrei evidenziare un grande problema che esiste da quando a Trento fanno la raccolta differenziata dei rifiuti. Nel lontano 2009, quando venivano fatte le riunioni di quartiere per sensibilizzarci sulla raccolta differenziata e spiegare il metodo in cui si sarebbe svolta, ricordo perfettamente che l’assessore «non so come si chiama» ci aveva detto che in caso di utilizzo improprio avrebbero ricercato direttamente nei sacchi della spazzatura, un tagliando della banca con un nome o un qualcosa per identificare i trasgressori. Io volevo sottolineare che ci troviamo ora a 5 anni da allora e ci fanno pagare 21,52 euro dei sacchetti della spazzatura indifferenziata e che credo pochi abbiano la possibilità di permettersi un simile lusso (spreco) di spendere tre euro per un sacco da buttare via. Il lavorante assessore di allora aveva pensato molto bene a fare del terrorismo per incentivare la raccolta differenziata. E mi vedo a pensare ancora una volta che noi cittadini siamo trattati dalle istituzioni come dei poveri fessi costretti a pagare e per di più anche a fare la bella faccia a fronte di provvedimenti dell’amministrazione che solo formalmente sono a nostro vantaggio. Forse la nostra dirigenza dovrebbe smettere di trattarci come degli stolti e darci più fiducia. Rif. 5153.
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Ha allargato ancora di più la mia curiosità e la mia voglia di sapere. Risposta al Rif. 5149

Grazie per avermi arricchito ancora di più. Ora analizzerò altri libri, e studierò altre fonti... Mi appassiona troppo la Storia. E adoro «parlare» con persone come Lei. Che sicuramente vanno «oltre» ai testi scritti come dice lei dal potere. Grazie ancora. Ha allargato ancora di più la mia curiosità e la mia voglia di sapere. Daniela. Rif. 5156.
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Egregio Signore ottantenne... Le porto un immenso rispetto. Sarà anche vero tutto quello che dice (io ho la metà dei suoi anni...), ma leggendo qua e là sui libri di storia, ho studiato che durante il fascismo, non c’era nessuna libertà! Ti controllavano addirittura al dopolavoro, non c’erano libertà nè di stampa, né di parola né di associazione... (vedi le «leggi fascistissime» del 1925-27). Poi, votare liberamente era un’impresa (per usare un eufemismo). La gente che era di altre idee veniva picchiata a sangue se non addirittura uccisa... E questa è la minima parte di ciò che ho studiato con passione... Se questo è un bel periodo... Mi dica lei. Disponibile ad un confronto via web. Cordiali saluti. Daniela. Rif. 5120.
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Gentile sig.ra Daniela, credo proprio che la Storia sia una specie di grande palcoscenico dove vengono rappresentati drammi e commedie sotto una regia attentissima a presentare i fatti come più le fa comodo. La Storia la scrive il Potere, perché le ragioni vere, che sono quelle dalla parte di chi non può farsi ascoltare, nessuno le rappresenta. Se solo si potesse scrivere la verità, lo scenario cambierebbe immediatamente e radicalmente; ma è tutto a discrezione di chi ha tra le mani le sorti del mondo. O si illude di averle, mentre può solo distorcerle, e le usa criminalmente - e direi ottusamente - a finalità di male. Nessuno è in grado di capire, fra i cosiddetti «grandi», quanto miseri e ridicoli siano, in quanto si arrogano un’onnipotenza che nessuno, sano di mente, si sognerebbe nemmeno lontanamente di attribuirsi, considerando la fragilità, l’inconsistenza, la brevità dell’esperienza passata su questo pianeta che deve la sua rovina proprio a loro.... Un’immensa responsabilità planetaria grava su questi poveracci, che non sono in grado di distinguere l’«Essere» dall’Avere», e s’illudono che l’arrogarsi di spadroneggiare su un pianeta che ci è stato affidato e di cui siamo semplicemente i fruitori, valga loro una specie di benemerenza che li ponga sopra tutti gli altri viventi: la solita chimera che questi malriusciti terrestri - i peggiori tra le specie che popolano la terra - inseguono dai tempi delle caverne. E così abbiamo quel coacervo celebrativo di falsità che si chiama «Storia». Gli esempi sarebbero innumerevoli: se i documenti ufficiali ci parlano di Risorgimento come di un movimento di popolo che anela alla libertà: mentono. Al nord l’amministrazione austriaca del Lombardo -Veneto era una macchina perfetta, e il vecchio Radetzky era tutt’altro che un despota; così come al sud i Borboni non erano quei re scellerati che ci vogliono far credere e i moti erano nati e sovvenzionati da un élite che di popolare non aveva niente. Non parliamo di ciò che fu, dopo il 1492, la conquista delle Americhe, e successivamente la formazione degli States, nati sui terreni insanguinati di proprietà dei nativi e a loro strappati barbaramente. E che l’Europa sia originata da un’istanza di popoli è una colossale balla che nessuno si è bevuta. Solo pochi piccolissimi esempi pescati tra i milioni di accadimenti adulterati dalla Storia e nemmeno il fascismo si discosta da tale realtà. I libri di storia che parlano del fascismo sono stati scritti dopo la guerra e sappiamo che l’arroganza della vittoria se la sono appesa al petto i partigiani, quelli che fino a quando c’era l’illusione dell’espansionismo colonialista e della vittoria fascista, indossavano la camicia nera per poi passare a malaparata repentinamente dall’altra parte! Quanti libri di storia riportano effettivamente le nefandezze commesse da certi partigiani, che per risolvere questioni personali, accusavano ignari cittadini di essere fascisti pur non essendo vero, per poi poterli fucilare senza avere commesso alcun reato e senza un processo di diritto? Tutto ciò sui i libri di storia sui quali ha studiato, non viene certamente riportato.I «suoi» libri di storia, per cinquant’anni hanno attribuito ai nazisti il massacro di Katin in Polonia nel 1940, dove furono trucidati 22.000 ufficiali polacchi, mentre veniamo a scoprire solo negli anni novanta che per confessione della stesso Gorbaciov, furono i sovietici a compiere quell’orribile massacro! Non voglio, sia chiaro giustificare i crimini del nazismo, ed i gravi errori del fascismo (primo tra tutti l’alleanza con la Germania di Hitler) ma andiamo anche ad analizzare i veri motivi dell’antisemitismo in Germania e di come si è creato e perché si è creato. I libri di storia «partigiani» che lei ha studiato, insegnano che un uomo ammalato di onnipotenza e megalomania con un forte carisma personale, ha plagiato le menti di milioni di tedeschi ebeti ed inconsci, sponsorizzato da gruppi industriali che volevano avere l’egemonia economica nel mondo, trascinandoli in una guerra che ha coinvolto l’intero pianeta. Nulla di più assurdo...Quell’uomo seppur ammanicato con diversi gruppi industriali che lo sorreggevano, voleva lo sterminio degli ebrei, perché il reale potere economico e lo strozzinaggio era in mano a grandi gruppi bancari dominati e direttamente gestiti dagli ebrei che stavano affossando il popolo tedesco costringendolo alla fame...con dei tassi che andavano oltre l’attuale usura! Ecco il motivo per cui è nato l’antisemitismo! Ma queste cose certi libri di storia non le riportano. Non voglio con ciò assolutamente giustificare il nazismo sia ben chiaro, come non voglio giustificare assolutamente in toto il fascismo, ma certamente in epoca fascista sono nate quelle istituzioni di cui stiamo godendo ancora noi, ma che ci dimentichiamo di ricordare, e molti non lo sanno, per lo più la maggior parte di chi non è amante della storia, che l’assistenza previdenziale, l’assistenza sanitaria, le colonie per i bambini, sono state istituite in epoca fascista! Dopo la guerra furono tolti tutti i monumenti riecheggianti tale periodo e dissacrato ogni provenienza storica da tale fonte, ma non venne tolta l’assistenza sanitaria né quella previdenziale, ben guardandosi dal ricordare o riconoscere che sono fonte di scelte fasciste! E per ragioni di spazio non vado oltre...ma prima di considerare la storia fonte di ogni verità...bisogna sapere andare oltre ciò che il Potere ci propina, saper scavare, fare ricerca, interessarsi seriamente e quindi poter conoscere veramente la realtà di come andarono le cose. Rif. 5149.

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Il pedone ha sempre ragione. Risposta al Rif. 5095

Completamente d’accordo con te, ma diamo una definizione alla bicicletta, costosa e non, e mettiamoli una tassa, per essere padroni e responsabili, del proprio mezzo, non come i soliti idioti che le dimenticano con tanto di lucchetto ad ogni palo, e magari denunciano anche il furto, a tal punto se la bici è tua, ci paghi una tassa per avere arterie ciclopedonali riservate, e dulcis in fundo, meglio anche assicurarsi, che il pedone ha sempre ragione e di questi tempi è in cerca di chi lo investe, con conseguenze non piacevoli... Mi ha sfiorato un signore con bicicletta a pedalata assistita ai 50 all’ora, se mi pigliava mi mandava all’altro mondo... Rif. 5157.
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Ma perché le piste ciclabili sono sempre vuote? Io e mia sorella abbiamo deciso di trasferirci sulle belle piste ciclabili, dato che i ciclisti trentini non le usano. Sono sempre vuote e i ciclopedoni preferiscono riempirsi i polmoni di smog sulle trafficate strade.... Rif. 5095.
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I ciclisti preferiscono scassare i marones agli automobilisti, non rendendosi conto che se succede qualcosa le auto vanno dal carrozziere, ma loro rischiano seriamente di rimanere offesi. Te li trovi davanti ondeggianti e ultimamente pedalano con le cuffiette e magari mentre mandano messaggini con il telefonino in tutta tranquillità! Rif. 5097.
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Le ciclabili sono vuote, dici? Boh, forse di notte! Rif. 5098.
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Quello che volevo dire è che se le ciclabili fossero usate dai ciclisti sarebbero ben usate, ma ciclisti li trovi su qualsiasi strada, piuttosto che sulle giuste arterie. Della serie: ciclabile per ciclisti, ferrovia per treni, autostrade per automobili, ecc. Rif. 5107.
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Anche gli automobilisti rischiano grosso sempre al telefono zigzagando per le strade. Sai, esistono i camion e se tu gli freni davanti non sempre loro possono arrestare tonnellate in spazi così brevi. Meditate gente meditate. Rif. 5118.
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Basta con questi attacchi ai ciclisti. Se hai qualche cosa da dirmi fermami e trova il coraggio di dirmelo di persona. Ma si sa che quando si è al volante ci si sente padroni del mondo... ma va là... Rif. 5119.
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Il comportamento negativo di chi usa l’unico mezzo che non paga tasse... I CICLISTI, piloti dell’unico mezzo che è esente da tassa, nonostante sia a tutti gli effetti un mezzo per circolare, LA BICICLETTA, che parte da una manciata di euri, sino a prezzi esagerati. Ma ad esempio le biciclette elettriche a tutti gli effetti sono veicoli, e non pagano tasse. Anzi, stanno costruendo arterie CICLABILI sempre più all’avanguardia, ma non sono ancora tassate, con quello che costano alla popolazione, ma il peggio è il comportamento MALEDUCATO di chi usa detti mezzi. PRETENDONO ragione e precedenza sempre e solo loro, il servizio d’ordine non li tocca. Ma starebbe a chi paga tasse sui motocicli, sulle vetture, camion ecc... farsi rispettare... Se poi andiamo a citare qualche tragedia in bicicletta, vediamo che i camion in retromarcia malgrado il cicalino fastidioso, ancora la gente non si sposta, al costo amaro di rimetterci la vita... Rif. 5133.
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Bene da domani non userò più la bicicletta, ma userò l’auto, sperando di occupare il parcheggio che stavi cercando e allungandoti la fila al semaforo e inquinando un po’, così tutti quanti, respirando più inquinamento, ci ammaleremo di più. Senza contare che non farò movimento e magari mi ammalerò con conseguente rincaro della spesa pubblica sanitaria. Rif. 5143.
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In Italia usereste l’auto anche per andare al bagno rompendo i marones a tutti... Imparate a muovervi su due ruote come nel resto d’Europa che vi fa anche bene. Viva la bicicletta e le tasse fatele pagare ai politici che è di questi che bisogna indignarsi non delle piccole cose... Rif. 5144.

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