>>>Bazar n. 45 del 24 novembre 2016

MESSAGGI DI RISPOSTA

Padroni (di cani) maleducati

Ho un cagnolino e raccolgo SEMPRE la sua «cacca», anche se siamo nel bosco e nessuno ci vede, la mia educazione mi impone di raccogliere ciò, SEMPRE!!! Chiedo invece a chi di dovere di poter dare almeno 5000 euro di multa a chi non raccoglie le deiezioni dei propri cani, è ora di intervenire! Purtroppo chi non raccoglie il tutto, ancora non ha capito che poi a rimetterci sono proprio i nostri amici a 4 zampe perché la gente ignorante se la prende con loro! Abbiamo le strade e i parchi pieni di «cacca» per colpa di questi cafoni che se ne fregano, tanto nessuno interviene! Dimenticavo: siamo in Italia e si può fare tutto, anche delinquere e ammazzare, tanto poi ti danno i domiciliari, l’importante è che paghi le tasse, in questo caso lo Stato è presente!!! Rif. 7791.
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Padroni (di cani) maleducati

Sono solidale con le tue considerazioni, e anzi sono pure vittima di questa gentaglia maleducata che lascia che i propri cani disseminino di cacca il circondario, ho provato a chiedere gentilmente così come a intimare fermamente ma questi hanno la faccia come il ... ci siamo capiti. Purtroppo sembra che non si possa fare nulla, lo spauracchio della multa certo non li fa desistere, il vigile dovrebbe coglierli in flagrante... e comunque voglia di lavorare saltami addosso. Vorrei sapere dall’amministrazione comunale quante multe sono state comminate a tal riguardo e quante per l’altrettanto schifoso mozzicone di sigaretta...!?. Rif. 7813.
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Mio caro i misteri in questo campo sono molti

Buongiorno, sono un operaio edile reduce dal fallimento della ditta per la quale lavoravo da diversi anni con conseguenze economiche disastrose. Da maggio ero in regime di disoccupazione e percepivo l’indennità prevista che mi permetteva almeno di pagare il mutuo e sopravvivere. Per questo, quando a luglio mi sono visto contattare da una ditta della valle dei Laghi con assunzione immediata, sono stato ben felice di accettare pur con una qualifica inferiore. Inizialmente ho firmato un periodo di prova di 20 giorni e successiva trasformazione a tempo indeterminato, non sapendo che a parte il primo stipendio, non avrei più visto neanche un centesimo. Sembra assurdo ma avere trovato lavoro, mi ha rovinato, e non riesco a capire visto che non sono l’unico dipendente che questa ditta non ha pagato, come possa continuare ad assumere operai che truffa regolarmente e continuare a lavorare con commesse pubbliche. Il titolare non si fa trovare e non risponde neppure al telefono e di rovinare delle persone che lavorano, non gli importa nulla. Io vorrei sapere se esiste una giustizia, dove sta, se avete dei consigli, sarò ben lieto di ascoltarli. Rif. 7811.
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Mio caro i misteri in questo campo sono molti.

Lavoravo per una ditta di pulizie il cui proprietario stava licenziando, o meglio inducendo alle dimissioni, tutto il personale, tutti quanti non solo quelli antipatici o scomodi ma, contemporaneamente, attraverso l’agenzia del lavoro assumeva. Rif. 7814.
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NUOVI MESSAGGI

Sula strada che va vers Albian

Parecchio prima, ghe en paesot endò che la Capozona dei Forestali l’è na dona che, la distribuis a destra e a manca multe. Questo sta creando clima de malcontent tra i frequentatori dei boschi... chi che ga su casote... orti... capanni... ecc. ecc. ma anca tra i forestai presenti en zona. Siori capoccioni en provincia... magari tolé nota... feve n’appunto... e vedè se podè meter drè na scrivania la Signora in questione... Rif. 7816.
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Se votare Sì vi sembra logico...

Gentile Direttore, non può negare l’evidenza: i sostenitori del Sì sono convintissimi della bontà del cambiamento, perciò, se hanno conservato un pizzico di onestà intellettuale, dovranno accettare un mio suggerimento e proporlo nei dibattiti che ci saranno prima del 4 dicembre. Visto che l’incredibile modifica del Senato vi appare logica, perché non l’applichiamo anche alla Camera dei deputati? Non voteremmo più per il Senato e neanche per la Camera e sarebbe perfettamente legale! Basterebbe dire Sì al cambiamento e smetterla di dire sempre NO (a parte il fatto che questa è una menzogna ignobile perché la Costituzione è stata modificata molte volte anche senza la spinta di Renzi-Verdini-Boschi-Gelli) per risparmiare davvero molti miliardi. Riassumendo: non votiamo per il Presidente della Repubblica, non votiamo per le Province, non votiamo per il Senato, decidiamoci a non votare per la Camera e avremo fatto un magnifico poker. E poi? Poi l’appetito vien mangiando: sì può abolire il voto per le Regioni e infine per i Comuni... Così, tanto per cambiare, tanto per dire Sì e avallare il ritorno alla dittatura dicendo sempre di sì a Renzi. Rif. 7815.
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Vigliacchi e imprecisi

Alla fin fine è cosi bello vedere che l’ospitalità delle ragazze scampate alla guerra, a Lavarone, è andato a buon fine e che nonostante tutto c’è chi vuol dare loro una mano... in causa dovrebbero esserci gli ignoti che senza palle hanno fatto il gesto intimidatorio. Eventualmente questi danni avreste dovuto farli ai nostri politici che hanno permesso che l’Italia sia diventato un porto di mare. Rif. 7821.
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4 dicembre Referendum costituzionale

Una data furba per referendum dato che rientra nell’unico ponte dell’anno dove chi può evaderà il voto per andare a provare la neve 2016. Se andrò a votare avevo già voglia di votare Sì, ma lunedì scorso 7.11, guardando la televisione, mentre in parlamento c’erano dei sindaci che chiedevano aiuto al governo e senato, compreso il sindaco di Amatrice, a vedere che i nostri pochi politici presenti erano impegnati con smartphone e tablet a giocare, mi farà andare votare sì, che se qualcuno per avere degli aiuti deve andare in parlamento e non essere ascoltato, se vince il sì forse tolgono qualche politico, sarebbe finalmente ora, che mantenere tutta quella flotta di fancazzisti, è inutile e i loro stipendi sarebbe bello potere usarli altrove... Rif. 7819.
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Cooperazione e Sait

Sait cooperazione e famiglie cooperative sono una famiglia unica, nella cooperazione ci sono dentro anche le casse rurali, e ben si nota che se fino ieri c’era una cassa rurale in ogni paese, or ora stanno stringendo pure quelle, unificandole una per vallata, intanto come direzione, ma a breve anche per il resto. Purtroppo ci sono altre banche esterne che pagherebbero pur di aggiudicarsi una fetta di clientela in loco, ma oramai pure in Trentino c’è “qualcosa”, che non permette l’insediamento di altri negozi e banche, “qualcosa” che però viene sgamata dalla clientela che va in altre province, sia a fare spesa sia a gestire il denaro. È vero che così facendo si rovina il nostro paese, ma la popolazione i suoi soldi li mette dove vuole. Rif. 7820.
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Ci sono persone a cui non manca materialmente nulla

Per me la felicità è il fatto stesso di essere vivo, poter camminare con le mie gambe, poter guardare un tramonto, avere dieci decimi di vista e portare gli occhiali solo per non stancarmi e non perché non ci vedo, ritornare a coricarmi sul mio letto la sera pensando e sperando di poter avere aiutato qualcuno a rendere meno pesante la sua giornata, pensare che forse le stelle hanno uno scopo ben diverso che creare una coreografia per la notte, vedere il sorriso di un bimbo che cresce, poter gustarmi un ottimo pranzetto, farmi una bella risata di gusto quando c’è un motivo serio per farlo..., arrivare a pagare l’utenza della corrente elettrica senza dover andare a chiedere aiuto a qualcuno, potermene andare in ferie al mare quando è estate, potermi leggere tutti i libri che voglio, scoprire ogni giorno qualcosa che non conoscevo il giorno prima, incontrare delle persone simpatiche e potermi relazionare con loro, cercare di usare la mia mente verso scopi positivi e non per sprecare tempo a farmi delle inutili seghe mentali per abbruttirmi la giornata che sto vivendo, trovare un cucciolo di cane che mi lecca le mani quando lo accarezzo, vedere una rosa sbocciata il giorno dopo che l’avevo vista in bocciolo, scoprire un sapore gastronomico nuovo, entrare in casa e trovare non solo il riscaldamento acceso, ma anche il calore di una persona per la quale so di essere importante e che amo, pensare che ero piccolo e sono cresciuto avendo vissuto una vita senza avere alcun pentimento per le mie scelte, avere superato tutte le difficoltà che ho incontrato nella mia vita, lottando e risultando vincitore, essere in grado di poter vedere la morte non come la cosa più terrificante, ma come l’ultimo viaggio dello spirito verso una meta elettrizzante, essere sano e al momento non avere che io sappia malattie gravi ed invalidanti, sperare di incontrare domani persone ancora più belle nella loro anima di quelle che ho incontrato fino ad oggi, vedere il sorriso in chi mi saluta, considerarmi fortunato per avere quello che molti non hanno...e se ci penso potrei continuare fino a domani mattina... A.B. Rif. 7818.
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Amare più persone contemporaneamente è possibile

Anzi, è naturale. Fa parte della natura umana. Così come desiderare relazioni sessuali con persone diverse o cercare esperienze nuove e stimolanti. Solo la morale comune e le leggi si oppongono a queste esigenze dell’uomo e della donna contemporanei, generando una situazione di ipocrisia e ambiguità. È la teoria del grande filosofo e sociologo parigino Jaques Attali che per primo ha teorizzato il ’Poliamore’. Tutto è nato da un articolo comparso sull’Express (magazine francese), in cui Attali teorizza il crollo della famiglia tradizionale a favore di una pluralità dei rapporti sentimentali e sessuali. Le élites intellettuali francesi lo hanno fatto, proprio e ne stanno facendo un ’manifesto della società del futuro’. Un pensiero nuovo che, facendosi forte di cambiamenti già esistenti, sovverte ogni tradizione.
«Le società occidentali si muovono verso la dimensione del ’poliamore’. È un’analisi che nasce nelle élites parigine destinata a diventare un trend generale. È la teoria su cui Attali sta studiando e scrivendo. E arriva anche in Italia, nella rigida Italia. Gli intellettuali ne sono molto colpiti».
«La famiglia naturale monogamica occidentale è destinata alla scomparsa a causa dell’evoluzione dei costumi, ma senza battaglie ideologiche o laiche, solo per una normale trasformazione della società. È un processo che muove da due fattori: una mobilità sociale molto elevata, visibile tuttora (cosa che spinge anche Attali a definire la società di oggi ‘liquida’) e il riconoscimento, maturato lentamente dagli anni 60 a oggi, che uno degli obiettivi sociali più importanti è la felicità. Si è affermato il diritto al desiderio di felicità».
Intendendo per felicità?
«Proprio qui sta il cambiamento. Fino ad ora la felicità coincideva con la realizzazione di una vita accanto ad una sola persona, ora si comincia a concepire l’idea che la vita possa essere un susseguirsi di rapporti d’amore autentici. Non si parla della poligamia di certo mondo arabo dove le donne fanno le componenti degli harem a un uomo, ma di rapporti che possono essere anche contemporanei senza perdere la loro autenticità».
Quasi una rivoluzione di cui s’intravvedono i presupposti...
«Ci sono delle avanguardie. Come in ogni movimento culturale. Non possiamo non tenere conto del fatto che in parte già esistono e sono molto diffuse in forma adulterina e ipocrita. La cosa che manca è la formalizzazione sociale di un nuovo modo di concepire i rapporti e la società ovvero una pluralità degli stili di vita che già esiste».
Il passo che manca?
«È un diritto che si deve affermare».
C’è una fascia sociale maggiormente predisposta ad accettare questo tipo di cambiamento?
«Non è un caso che la nuova mentalità si affermerà prima nel ceto borghese parigino, per poi diffondersi anche là dove la Chiesa ha uno speciale impatto sulle classi inferiori. La cosa fondamentale è che il cambiamento venga inteso come un elemento in più a favore dei diritti. Poi il singolo è libero di decidere».
La teoria è nata in Francia? L’Italia?
«Qui la situazione è più critica. La Chiesa esercita più potere che in Francia, paese tendenzialmente laico. E il grado di ipocrisia che descrivevo prima in Italia per molte ragioni è portato all’esasperazione. C’è difficoltà nel tutelare le coppie di fatto tra uomo e donna che non sono sposate, figuriamoci... Un bel ritratto della nuova tendenza è la realtà dipinta da Ozpetek nei suoi film: una società mista, plurale e diversificata, ma omogenea e pacificata».
Il sesso che ruolo ha?
«Ha una componente fondamentale. Per un processo iniziato sull’onda degli anni Sessanta, ma poi rallentato. Si parte dall’idea che il sesso sia la base di un rapporto sentimentale, da vivere in libertà. Poi è molto forte l’idea della varietà e della sperimentazione. È un bisogno fisico e mentale. Non riconoscerlo è totale ipocrisia. Da qui l’esigenza che l’uomo contemporaneo ha di avere un maggior numero di partner sessuali».
E la religione che fine farà?
«Diventerà una risposta per la spiritualità del singolo. Una serie di precetti residuali ad uso dell’individuo, dice Attali».
I figli? Sparsi con quanti padri?... No scherzi a parte: l’esigenza di avere figli?
«Rimane, sia per le donne che per gli uomini. È la matrice dell’affermazione di femminilità e virilità». Rif. 7822.
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Gli angeli della strada esistono

Questa mattina, appena entrato nella tangenziale che da Trento va verso l’autostrada, sono stato oggetto di ripetute segnalazioni da parte di una Porsche Cayenne. Mi ha sorpassato e rallentando tutto il traffico, si è messa davanti alla mia auto accendendo le luci di emergenza. Ho capito che qualcosa non andava. Mi sono fermato in una piazzola ed ho controllato la vettura. Nulla, riparto ma dopo appena 100 metri la macchina si abbassa a sinistra facendo un rumore strano. Fermo immediatamente e mi accorgo che esce del fumo dalla gomma anteriore sinistra. Panico. Mi appresto a cercare il numero del soccorso stradale quando una vettura con la scritta “Vettura di cortesia Carrozzeria Gildo”, si ferma inaspettatamente dietro la mia. Scendono due persone. NON È UNA RAPINA DICONO ma ci sembra che abbiate bisogno di aiuto. Ed ecco in pochi minuti sostituiscono il mio pneumatico e senza attendere ringraziamenti, lasciandomi di stucco, ripartono. A tutte queste persone va il mio ringraziamento più sentito. Rif. 7823.
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Mercatino di Natale in piazza Fiera

Sapete quando chiede il comune di Trento di affitto ad ogni bancarella del mercatino di Natale in piazza Fiera? Mi dicono150 euro al giorno! Considerando che il mercatino dura 50 gg esatti (dal 19/11 al 06/01) fate un po’ voi il conto... Ora ho capito perché quello che vendono te lo fanno pagare come fosse oro! Rif. 7817.
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