>>>Bazar n. 36 del 22 settembre 2016

MESSAGGI DI RISPOSTA

Che fine ci hanno fatto fare a noi maschi?

Fa caldo d’estate, ed è ovvio che vien voglia di spogliarsi il più possibile, ma la moda estiva nel sesso femminile, mi sembra un po’ esagerata, specialmente nelle ragazze giovani, che pur di apparire fra poco non si vestiranno neppure. Oramai il loro abbigliamento (innocente) fa vedere un po’ troppo, mettendo il fuoco nelle vene del pubblico maschile. Sapete com’è, occhio non vede... E (spesso) mano non offende. Rif. 7585.
Non sono io a guardare di nascosto le donne svestite, ma secondo me può risuccedere che extracomunitari presenti, alla visione di certi corpi, abbiano reazioni inconsulte. Per quanto mi riguarda, poi, le donne, manco le guardo, meglio i maschi! Rif. 7646.
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Con la gente che gira ultimamente, io non rischierei di diventare improvvisamente preda. Se poi succedesse qualcosa di grave... Certa gente le mani addosso le mette davvero, mica come noi trentini, che abbiamo paura a toccarvi. Quelli accumulano le voglie e poi si saziano a volontà! Rif. 7647.

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Risposta
Che fine ci hanno fatto fare a noi maschi?

Qui in Trentino, con la politica delle sinistrine delle finte e opportuniste femministe, non si può più andare avanti così. Tra poco non si potrà più neppure pronunciare il nome «donna». Che fine ci hanno fatto fare a noi maschi? Oramai il vero sesso debole all’orizzonte siano noi. Rif. 7663.
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A chi fanno comodo?

Hai capito i cari «signorini» del centro sociale Bruno? Quando gli fa comodo sono anarchici, contro Stato e Provincia; quando vogliono, i politici sono maiali, i poliziotti sono servi da sconfiggere... Però quando si tratta di chiedere fondi provinciali per le, a mio avviso inutili, iniziative, allora va bene. Quando si tratta di scroccare un palazzo di proprietà altrui e avere dei soldi pubblici (elargiti con troppa leggerezza) allora le ideologie anarchiche si fanno da parte e si fa man bassa dei soldi dei «capitalisti». Strano, vero? Rif. 7654.
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Risposta
A chi fanno comodo?

Mi sforzo da tempo a capire a cosa servono e a chi fanno comodo ’sti movimenti «di protesta»... A qualcuno sicuramente. Rif. 7667.
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Bisogna tener conto che ci sono studenti che non sono battezzati

Oggi inizia la scuola: un tempo l’inizio dell’anno scolastico era benedetto da una messa augurale, per gli alunni, ma in data odierna, alla Santa Messa, di scolari non c’era neanche l’ombra. Rif. 7652.
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Risposta
È già tanto che non ci costringano a fare altro

E di cosa ti stupisci? Hanno tolto i crocefissi, il presepe e ogni simbolo riconducibile alla religione cristiana per non urtare il sensibile animo dei nostri nuovi italiani; perché mai dovrebbero benedire l’anno scolastico? È già tanto che non ci costringano a stare anche noi col culo in aria su tappeti ornamentali a gorgogliare qualche nenia! Rif. 7664.
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Risposta
Qui da noi le tradizioni sono ancora sentite

Al mio paese, la Messa è andata molto bene: c’erano un sacco di alunni e le maestre. Probabilmente dipende da paese a paese. Qui da noi le tradizioni sono ancora molto sentite e nessuna immigrazione può metterle in pericolo. Rif. 7665.
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Risposta
Bisogna tener conto che ci sono studenti che non sono battezzati

Scusi tanto, non conosco la sua età naturalmente, ma bisogna stare al passo coi tempi. Prima di tutto nelle scuole ci sono bimbi e ragazzi di tutte le etnie e di diverse religioni ovviamente. Poi bisogna tener conto che ci sono studenti che non sono battezzati, ecco perché non ci sono messe, per la gioia di tanti forse... Rif. 7666.
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Non lo tolgono perché la strada non è ancora in sicurezza

È passato un anno da quando un macigno è caduto al centro di una strada provinciale di un paesino del Sud. Nessuno lo rimuove. Ho assistito in Tv a uno squallido scaricabarile tra un sindaco e un presidente provinciale. Pare che passeranno molti mesi prima che il masso venga spostato. Bisogna spendere oltre tre milioni! E non è facile trovare una somma del genere... Ho pensato che anche i cittadini sono colpevoli, non solo perché hanno votato simili rappresentanti, ma anche perché non hanno neanche voglia di mettersi in venti per spingere in masso di trenta quintali ai lati della carreggiata. Mi nascono brutti pensieri, ma anche uno bello. Ho spesso criticato il sindaco Betta di Arco, ma oggi voglio dimostrare di essere onesto lodandolo per aver spostato dei macigni mostruosi da una strada di periferia in poche ore. A me piace molto il senso di quella frase: dai a Cesare quel che è di Cesare... Pazienza se questo Cesare accetta malissimo le critiche e si dimentica troppo spesso che è suo dovere di sindaco rispettarle. Rif. 7659.
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Risposta
Non lo tolgono perché la strada non è ancora in sicurezza

In principio, anch’io mi sono detto che sarebbero stati sufficienti un demolitore e un po’ di buona volontà. Poi seguendo meglio la vicenda ho capito che il masso è lasciato al suo posto perché la strada non è messa in sicurezza e se fosse riaperta sarebbe pericolosa... Se tolgono il sasso devono metterci due cartelli e una transenna, così è più pratico... Rif. 7668.
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Che non stiano a sbandierare sopra le righe le loro unioni

Trento, 3/9/2016: il primo matrimonio gay ha avuto luogo e la gente mormora, sottovoce... Se sapesse quante persone appartengono a codesta categoria, diventerebbero viola dalla vergogna. Grazie alla legge della privacy, ben poco si sa, ma gay e lesbiche in regione ve ne sono talmente tanti... Eppure vengono snobbati anche dalla politica, tranne nel momento elettorale. La settimana prossima si sposerà una coppia di gay che sono assieme da 40 anni: forse avranno faticato ad arrivare sin qui, ma la burocrazia con il matrimonio li aiuta in caso di malattia e decesso. Il mondo gay è sempre stato preso di mira e oggetto di gran chiacchiera, a differenza dal mondo etero. Rarissimi sono i casi di omicidio del partner (forse per cause pecuniarie più che passionali), a differenza appunto dagli etero che giornalmente violentano e si uccidono. Trento è ancora una delle pochissime città senza locali e ritrovi per gay, ma nel resto d’Italia e del mondo ve ne sono. D’altra parte non dimentichiamo che Trento è stata e sarà per sempre la Città del Concilio... Rif. 7661.
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Risposta
Sarebbe ora di avere qualche locale gay anche in Trentino

Il bello della privacy è che non sai chi ti sta di fronte e di quali tendenze sia; magari pur essendo un prete, un politico, un giornalista, è costui un gay riservatissimo, e tu nutri ottima fiducia, magari ci parli assieme e ti confessi su certi argomenti, credendo che la persona che hai al fianco sia un intellettuale. Invece è un gay che sa ascoltare e che, dovesse trovarsi nella necessità, sa tante cose di te, cose che tu senza dubitare gli hai confessato. Oramai di gay anche in Trentino ce ne sono molti, purtroppo ci sono anche i falsi gay, quegli che pur di divertirsi stanno da ambedue le parti. Sarebbe ora di avere qualche locale gay anche in Trentino, come nel resto di Italia e mondo. Rif. 7669.
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Risposta
Basta che non diventi un caso nazionale!
Niente da dire della prima coppia gay che si è sposata a Trento, ma neanche della seconda, della terza e via dicendo... Basta che non diventi un caso nazionale! Hanno avuto i diritti che volevano? Bene, basta che non passino per eroi da ricordare, altrimenti facciamo una bella lapide commemorativa in Via Belenzani, ma che la cosa finisca lì! Rif. 7670.
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Risposta
Che non stiano a sbandierare sopra le righe le loro unioni

Credo che in regione ci siano tanti gay, come penso ce ne siano sempre stati. Ora hanno fatto la legge perché possano unirsi in matrimonio. Va bene che a livello civile siano tutelati, ma non facciamo confronti tra gay e etero, come se i primi fossero tutti santi e solo loro si amano tanto; le cattive persone ci sono e basta, sia da una parte che dall’altra. Quello che dà fastidio del discorso gay è che adesso che sono usciti allo scoperto in maniera così aperta, vogliono far passare tutto per normalità, quando a mio avviso non lo è e non potrà mai esserlo. Hanno il diritto di volersi bene, fare le loro vite in maniera tranquilla come tutti, senza però sbandierare sopra le righe le loro unioni. Devono tener conto che possono dare fastidio a tante persone specialmente quando ostentano in atteggiamenti particolari. Rif. 7671.
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Come fanno a conoscere il mio numero di cellulare?!

Nelle ultime settimane ho ricevuto diverse telefonate dal numero 0284161...: una donna si presenta come Anna Moretti dall’»Autorità Statale dell’energia elettrica e del gas» e mi dice che nell’ultima bolletta che ho ricevuto a casa hanno fatto un errore e sto pagando il doppio a causa di due tasse che il Governo aveva abolito il primo di gennaio di quest’anno... Per riottenere l’importo ingiustamente pagato avrei dovuto darle i dati contenuti nella bolletta...La signora è molto gentile e mi dà pure il tempo di cercare la bolletta in questione. Ovviamente trattasi di truffa: non esiste alcuna autorità statale dell’energia e, ironia della sorte, io non sono titolare di alcuna bolletta! Fate attenzione e se vi va fate come me, rispondete a casaccio fornite dati fasulli e menate il can per l’aia! Rif. 7656.
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Risposta
Come fanno a conoscere il mio numero di cellulare?!

È successo anche a me di ricevere la stessa telefonata: la prima volta dallo stesso numero la seconda e terza (proprio mentre scrivo) dallo 0237904... La Polizia Postale ha confermato che si tratta di un raggiro (per conoscere il POD delle bollette) e ha suggerito di darne comunicazione scritta alla stessa tramite il sito istituzionale. Ciò che mi lascia perplessa è l’uso del mio numero di cellulare, comunicato e utilizzato da pochissime persone; il fatto che lo stesso non è mai stato associato al cognome citato dalla fantomatica «Autorità Statale», pur essendo quello della famiglia e il fatto che le utenze domestiche hanno anche loro altra intestazione da più di 10 anni. Questa gente dove trova le informazioni? E io sul posto di lavoro devo seguire un corso specifico per non rischiare di violare la legge sulla privacy! Rif. 7672.
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Forse è arrivata l’ora di responsabilizzare questi ragazzi

Come ogni anno, saltano fuori i soliti mattacchioni intelligentoni a criticare quel 99% di promossi agli esami di maturità. È possibile che non si riesca a fare un passo avanti? Se vengono promossi tutti perché non facciamo un piccolo sforzo ed eliminiamo questo esame anacronistico? Quanti soldi verrebbero risparmiati? Ci sono poi i geni che vorrebbero che l’esame fosse molto più duro... Qualcuno ha mai suggerito a questi intelligentoni di farsi curare? Se i ragazzi sono stati promossi per cinque anni, con quale coraggio li si boccia in un esame che dura complessivamente venti ore? Si pretende che gli insegnanti boccino sè stessi! Follia pura e anche crudele. Mettetevi nei panni di quei ragazzi e dei loro genitori. Provate a pensare a 10000-20000 famiglie fulminate da una bocciatura inaspettata; fate uno sforzo, cercate di ricordare i vostri vent’anni: chi è stato sempre promosso non se l’aspetta una bocciatura. Lasciamo ai professori che hanno seguito i ragazzi per cinque anni la responsabilità di bocciare al quinto anno, dopo una serie di prove della durata di un anno scolastico. Possibile che non ci sia mai un Direttore di giornale che dica basta? Se lo dice un giornalista vale uno, ma se lo dice un direttore vale cento. E se lo dicono tutti – giornalisti, professori, uomini politici degni di questo nome, cittadini d’ogni colore e fede religiosa –, che è ora di abolire questa farsa, forse ce la facciamo a fare quel piccolo passo in avanti. Su, fate i bravi: anche gli albergatori la pensano come me e sperano di lavorare al massimo anche nei mesi di giugno-luglio. Un cordiale saluto ai neuroni di tutti, sperando che siano ancora vivi. Rif. 7653.
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Forse è arrivata l’ora di responsabilizzare questi ragazzi

Un caro saluto, in special modo, al tuo di neurone, palesemente sfuggito dalla tua testa… Chi è stato promosso con una buona media per 5 anni, è cosciente del fatto che non verrà bocciato all’esame di maturità. Viceversa, per chi se l’è sempre cavata per il rotto della cuffia, magari con tre debiti ad ogni promozione, potrebbe essere una buona occasione per impegnarsi un po’ di più. Le scuole superiori sono l’anticamera del lavoro e/o dell’università, ed è giusto che insegnino (in questo caso con un esame) che non tutto è sempre dovuto o dato per scontato: è ora di responsabilizzare questi ragazzi, che si ritrovano catapultati nel mondo adulto senza essere in grado di «sopportare» una critica o un giudizio negativo! Se poi il tuo profondo pensiero è riferito unicamente al fatto che i poveri albergatori (tra i quali ci sarai sicuramente in mezzo anche tu) iniziano la stagione quel tantinello dopo, allora è perfettamente chiaro di quali siano le tue scialbe priorità nella vita... Rif. 7673.
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Lamentarsi ed essere disfattisti non porta mai a nulla di buono

Ho appreso con piacere delle nuove scoperte per la ricerca della cura per il cancro da parte di ricercatori trentini e americani, adesso c’è da sperare che davvero la ricerca venga aiutata e proceda per il meglio, che si riesca a trovare veramente una cura efficace per tutti i tipi di tumori e che anche le case farmaceutiche diventino umane e non pensino solo ai loro interessi economici, ma al bene delle persone! Si sprecano tanti soldi per cose inutili, credo sia indispensabile, invece, investire nella ricerca, nella buona sanità e nella cultura! Rif. 7603.
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Lei ha perfettamente ragione, ma mi permetto ricordarle che siamo in Italia... e qui viene considerato di maggiore interesse investire negli F35 da guerra e nei finanziamenti che vengono rivotati in Senato ogni anno per supportare i nostri «eroi» nelle missioni all’estero! Dovendo poi sentire chiamare eroi quelli che secondo me sono dei mercenari (che guadagnano mediamente circa quattromila euro al mese... per non parlare di graduati che arrivano anche a sei-settemila euro). Quindi in Italia la «ricerca» è uno degli ultimi capitoli di spesa che si pensa di finanziare a livello politico! Ecco perché la crescita economica è stagnante. Oltre a tutti gli sperperi, la corruzione e quant’altro caratterizza la nostra classe politica... Quindi non si faccia troppe illusioni... Ahimè! Rif. 7625.

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Lamentarsi ed essere disfattisti non porta mai a nulla di buono

Sicuramente ci sono molta superficialità, corruzione, ignoranza e insensibilità, ma non dobbiamo assolutamente darci per vinti ed accettare passivamente il marcio che c’è. Piuttosto bisogna lavorare ed impegnarsi seriamente per migliorare questa società, far vincere il buon senso, l’intelligenza anche quella emotiva, l’umanità, il senso civico e adoperarsi ogni giorno per fare il meglio per la comunità in cui viviamo, per il prossimo, per insegnare ai nostri figli, nipoti, alunni, vicini di casa qualcosa di positivo e concreto. Lamentarsi ed essere pessimisti o disfattisti non porta a nulla di buono, provare sempre, anche nel proprio piccolo a migliorare se stessi e il mondo in cui viviamo sicuramente offre più soddisfazione e aiuta tutti a vivere meglio. Rif. 7674.
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NUOVI MESSAGGI

Com’è triste Venezia 2: i bagni a pagamento

Dopo una visita a Venezia,da cui ero stato per troppi anni lontano, oltre alle mille emozioni, m’era rimasta in bocca una sensazione amara legata a un fattore in apparenza trascurabile: il numero esiguo di bagni pubblici che sono anche a pagamento! Forse un anziano bada a queste cose, ma pensare di dover fare la fila per pagare un euro per espletare un bisogno fisiologico, mi era sembrato argomento da proporre agli amanti di Venezia. Non so quanti miliardi si ricavano da una simile orrenda tassa, ma so che pochi sono disposti a farsela addosso... E guarda caso leggo sui giornali che ci sono i cafoni che fanno i loro bisogni sui monumenti e questo rischia di far estromettere Venezia dalle città patrimonio dell’Umanità. Ma vi sembra possibile che dopo le ore 20 tutti i bagni siano chiusi in una città come Venezia? Volevo lanciare un allarme,ma poi ho desistito perché vedo che ormai agli anziani nessuno è più disposto a dare ascolto. Fanfani fu uno dei primi a parlare di rami secchi da tagliare e i suoi seguaci lo stanno surclassando. Qui, ad Arco – insisto –, s’è tagliato un reparto di maternità con dei criteri che sconfinano nella follia. Rif. 7676.
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Siamo andati sulla Luna, ma non abbiamo la cura del cancro

A proposito della ricerca scientifica, non capisco perché già da anni l’uomo è riuscito ad andare sulla Luna però non è stato ancora in grado di trovare una cura efficace e definitiva per il cancro e per altre malattie importanti. Quanti dubbi, perplessità... Quali interessi ci sono sotto? Sarebbe davvero utile avere la risposta di un esperto in materia. La vita umana ha così poca importanza o ci sono altre motivazioni? Ci dovrebbe essere più informazione, seria e non pilotata. Rif. 7675.
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Il mio cagnolino abbaia e il tizio ha una reazione scomposta

L’altro giorno passeggiavo tranquillo col mio cagnolino, al guinzaglio naturalmente, nella zone del parco di Melta di Gardolo. Ad un tratto il mio piccola taglia ha abbaiato ad un ragazzo di colore che camminando in senso contrario, accompagnava a mano una bicicletta. Il mio cane non l’ha neppure sfiorato perché questo tipo era ad una distanza di circa tre metri! Gli ha fatto solo due «bau» e questo tizio per reazione ha sollevato la bici che accompagnava e ha fatto il gesto di gettargliela contro! Per fortuna è stato solo un gesto, ma se l’avesse effettivamente fatto? Che sarebbe successo? È possibile avere un po’ più di controlli per favore? Ho capito che fanno quello che vogliono a casa nostra, ma anche in questo caso dovremo star zitti e fare come dicono loro! Certi stranieri sono scocciati perché nei parchi ci sono i cani e possono disturbare i loro figli! A breve non potremo portare neanche più Fido al parco?! Se rimani sotto le macerie il cane ti salva, se anneghi il cane ti salva, se sei cieco il cane ti accompagna, se rimani sotto una valanga il cane ti salva: se non amate i cani della vita non avete capito nulla! Non dimentichiamoci questa frase di Gandhi: «Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali». Aspettate che vadano a votare e poi sicuramente porteranno noi al guinzaglio, sono stufo della loro arroganza! Rif. 7683.
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Sembra che tutti abbiano qualcosa da dire sull’operato altrui

Troppe critiche e lamentele, tutti criticano tutti, sui social c’è sempre qualcuno sotto accusa, politici criticati, medici criticati, insegnanti criticati, commessi criticati, ecc. ecc.. Sembra che tutti abbiano qualcosa da ridire sull’operato altrui, si sparano giudizi e sentenze senza cognizione di causa e nessuno che pensa a fare invece della sana autocritica, che si mette in discussione, che cerca di mettersi nei panni del prossimo e cercare di capire realmente come stanno le cose, le motivazioni, le cause, gli effetti... Tutti a parlare e a sparlare e ad analizzare le vite e i lavori altrui; ma non sarebbe meglio smetterla ed imparare a lavorare prima di tutto su se stessi per magari migliorare alcuni aspetti e dare il buon esempio con il proprio operato? Manca proprio questo in questa società allo sbando, piena di troppe chiacchiere e pochi fatti, che sta andando verso il degrado morale e la ridicolaggine, mancano buoni esempi, sani valori, gente onesta che lavora sodo e si rimbocca le maniche davvero per risolvere concretamente i problemi! Sono i fatti che contano, le parole volano nel vento, le chiacchiere non servono a nulla se non a creare sempre più confusione, fraintendimenti e perdita di tempo e divagazioni... Ma chi risolve davvero le situazioni difficili con grinta e determinazione, competenza e intelligenza? Chi si occupa seriamente del bene della Comunità in modo efficace? Chi trasmette valori e positività alle nuove generazioni che stanno crescendo nella nebbia totale e nello sbandamento esistenziale? Basta chiacchiere, critiche, polemiche sterili e assurde, ci vogliono persone vere che si attivino concretamente per una società migliore! Rif. 7679.
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Ciclabili e gare ciclistiche

Se i ciclisti non rispettano chi va con mezzi agricoli e vetture, basta comportarsi come loro ed usare le «loro» strade ove possibile. Tanto state tranquilli che le ciclabili sono pressocché deserte... In questo ultimo scorcio estivo, persino ieri pomeriggio in Bassa Valsugana è transitata (di giovedi alle 16.30!!!) una gara ciclistica proveniente da Vicenza, con staffetta della Polizia di Stato (quei poliziotti che paghiamo noi tutti), nelle ore di lavoro e di forte traffico. Svincoli chiusi e fischiettate aggiunte a sirene da parte della polizia per spronare un’assurda gara... Rif. 7680.
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Perché manipolate i nostri messaggi?!

Cara redazione di TerzaPagina, ho notato in più occasioni che i messaggi vengono «corretti» e «manipolati» prima di essere pubblicati, non lo trovo corretto. Se il post non corrisponde ai vostri standard non pubblicateli piuttosto è sgradevole vedere che sostituite le parole di un pensiero, al punto che talvolta ne viene cambiato il senso... Questo spazio dovrebbe essere libero e non sottoposto alla correzione della maestrina dalla penna rossa! Rif. 7681.
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Gentile Lettore,
premesso che su TerzaPagina non abbiamo degli «standard», non parleremmo di «manipolazione», bensì di correzione. Non sempre, infatti, le lettere che ci giungono sono pubblicabili, senza un intervento sull’ortografia e sulla sintassi. Ovviamente cerchiamo sempre di mantenere inalterato il senso. Se qualche volta non ci siamo riusciti, chiediamo venia. Infine, stia tranquillo, in redazione non c’è nessuna maestrina dalla penna rossa, ma solo persone a disposizione dei lettori come lei. Cordialità
La redazione

Spola tra macchinetta del caffé e sigaretta: fermatela!

Pausa sigaretta e pausa caffè: forse sarebbe il caso di dire in faccia i commenti a chi abusa di eccessive pause sul lavoro pubblico, oltre che segnalarlo ai dirigenti di servizio... Capita a Borgo Valsugana: una segretaria, che in ufficio rimane ben poco, la si vede nei corridoi che passa dal poggiolo alla macchinetta caffè in continuazione, per pausa sigaretta e poi per pausa caffè. Un doppio costo sprecato, dato che con troppo fumo e troppo caffè, ben presto necessiterà di cure pagate dal popolo... Rif. 7678.
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Dobbiamo pagarli pure, i carcerati?

Oggi, leggendo Trentinomese di settembre, ho scoperto che nella «casa circondariale» i detenuti che lavorano percepiscono anche uno stipendio, nello specifico 350 euro al mese. Quindi in pratica oltre ad avere infranto la legge, oltre che dover vivere nella paura per certi soggetti, oltre a mantenerli (vitto e alloggio) dobbiamo pure dare una parte delle nostre tasse (ricordiamo che per noi lavoratori onesti arriva al 73% del guadagnato) per dare una paga a qualcuno che magari ci ha pure rubato la macchina, venduto la droga ai nostri figli, svaligiato la casa... Complimentoni a questo «paese» ridicolo. Rif. 7682.
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Fallito il trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico

È fallito il TTIP, trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico, per fortuna di noi sudditi degli USA, ma subito penso a come reagirà la CIA. Ci saranno bombe nelle banche? Verrà abbattuto qualche aereo? Non mi si venga a dire che giudico troppo male gli americani. Ci sono milioni di prove sulla loro partecipazione,diretta o indiretta, a quasi tutte le tragedie accadute nel dopoguerra, a partire da quella famosa strage di Portella delle Ginestre che fece capire ai comunisti italiani che ci sono proposte che non si possono rifiutare... Chi non capisce si veda i film sul Padrino e la sua onorata società. Prima o poi ci costringeranno a» ragionare» e ad accettare il volere dei padrini-padroni del mondo. Rif. 7677.
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Bambini a scuola con pesi immani sulle spalle: ma basterebbe una penna usb

Al giorno d’oggi, le principali scuole son tutte dotate di alta tecnologia nel campo di computer, persino ad uso degli alunni. Eppure, invece che semplificare la vita e mandare a scuola i bambini leggeri con una chiavetta usb in tasca ove mettere i compiti e tutto quello che c’è da imparare, si vuol lasciare che viva la mafia della carta sia di quaderni, penne, astucci, zaini, ecc... Oltre ai pesanti libri. Anche per fare una fotocopia della pagina di un dizionario occorre portarsi dietro tutta ’sta carta pesante e assurda? Con un semplice clic su qualsiasi pc si accede a tutto e di più... Ma diciamo qualcosa anche sulla moda degli zaini? Che devono essere tassativamente di marca? Insomma, un altro business fatto a pennello. Dulcis in fundo, bisogna poi mandare gli alunni dal pediatra a causa degli eccessivi pesi nello zaino... Eppure una semplice chiavetta in tasca risolverebbe il tutto... Rif. 7680.
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