>>>Bazar n.12 del 24 marzo 2016

MESSAGGI DI RISPOSTA

Non ci vanno in galera! nemmeno se...

Punizione fai da te, per i ladri, specie per chi ammazza per un pugno di euro, la Legge italiana prevede di metterli in carcere come «gran signori», riveriti e serviti, meglio sarebbe metterli una volta per tutte alla gogna in piazza, esposti al pubblico ludibrio; ci sarebbe chi li insulta, chi li porta da mangiare e chi si ribellerebbe... Rif. 7247.
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Risposta
Non ci vanno in galera! nemmeno se...
Guarda che ti stai sbagliando: in carcere non ci vanno nemmeno se rubano in duecento case. Rif. 7254.
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Il «rischio zero» in montagna non esiste

Ripensando alla tragica slavina avvenuta in Valle Aurina di sabato 12 marzo, ma anche di quelle di altri giorni, si dovrebbe far pagare una quota esagerata a chi mette a repentaglio la vita di altri solo per un pugno di adrenalina. Il fuoripista, perdippiù in alta montagna, oltre che vietato, potrebbe esser pericoloso anche ad altri, e anche ai soccorritori. Una tassa di 10mila euro anticipata servirebbe, se loro vogliono rischiare la propria vita, che lo facciano, ma senza mettere a rischio altre persone e cose... Rif. 7245.
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Risposta
Il «rischio zero» in montagna non esiste
Chi ha scritto il messaggio probabilmente non va in montagna e non fa certamente scialpinismo. Facciamo di tutta l’erba un fascio. Si potrebbe tassare l’aria che respiriamo perché la togliamo a qualcun altro? Il «rischio zero» in montagna non esiste. In quel caso specifico il bollettino valanghe dava un «2» quindi come dire che è marzo, prendi l’ombrello che potrebbe piovere. La cultura della montagna (e dei pericoli che essa offre) è molto spesso sottovalutata, ma non è che tutti quelli che ci vanno sono dei delinquenti da tartassare a prescindere. Rif. 7255.
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Risposta
Tassiamo anche le moto sui sentieri
Allora la tassa la devi mettere anche ai «fenomeni» che corrono sulle strade di montagna con le moto pur non essendo capaci di prender le curve. Saluti maghi! Rif. 7256.
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Risposta
Che commento idiota!

Sai cosa ti dico? Che era un pezzo che non mi capitava di leggere un commento tanto idiota... Rif. 7257.
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Bisogna smetterla di addossare sempre le proprie responsabilità sulle altre persone!

No gentile signora, non ci sono più gli insegnanti di una volta... Il problema è solo quello e sa perché? Perché una volta gli insegnanti, a differenza di oggigiorno, non consideravano il loro compito solo un lavoro da svolgere entro una certa fascia oraria, senza reale empatia nei confronti dei problemi degli adolescenti. A differenza di una volta che i maestri e i professori consideravano «figli loro» i loro alunni. Ricordo che nel 1963 c’era il compianto maestro Alcide B. alle scuole elementari «Verdi» di Trento, dove attualmente c’è la facoltà di Sociologia. Chi ha avuto la fortuna di poter avere quel maestro lo ricorderà ancora come un vero padre anche nell’ambito della manifestazione della sua severità. Ha saputo creare un modello comportamentale educato nei suoi alunni. Quando suonava la campanella di fine lezioni, ci si alzava in silenzio, tutti assieme, si riponevano le sedie al loro posti infilate con il sedile sotto ai banchi, alzandole e non strisciandole. Ci si metteva a lato del proprio banco, in silenzio e si prendeva posizione per scendere le scale in silenzio a due a due in fila fino al piazzale, in maniera composta e senza schiamazzi, spintoni, sputi o parolacce come avviene oggi giorno. Ricordo un giorno che ci eravamo divisi in inverno in due squadre di circa dieci ragazzini e nel giocare a palle di neve nel piazzale della scuola, alcuni di noi presero dei pezzi di ghiaccio e iniziarono a lanciare ad altezza d’uomo dei micidiali proiettili di ghiaccio che se ci colpivano il viso, ci avrebbero potuto sfigurare! Il giorno dopo, il maestro Alcide B., che aveva assistito a tutta la scena, mentre era appena salito sull’autobus, appena entrato in classe e preso posto in cattedra disse: «Quelli di voi che sanno di dover venire qui, sono invitati ad uscire dai loro banchi e approssimarsi alla scrivania». In silenzio senza battere ciglio, tutti quelli che il giorno prima si erano prodigati a lanciare pezzi di ghiaccio, si sono alzati e si sono messi in fila, avvicinati alla scrivania. Il maestro Alcide B. inflisse una severa punizione. Ma nessuno di noi si sognò mai più di lanciare pezzi di ghiaccio in faccia ai compagni. Non disse nemmeno il perché di quella punizione, ognuno di noi ebbe sin dalle sue prime parole, la netta consapevolezza di quello che aveva commesso e che non avrebbe dovuto fare. Sono passati oltre cinquant’anni è vero, ma chi è stato suo alunno, oggi lo ricorda ancora con infinto amore come un vero padre... Orgoglioso di essere stato un suo alunno! Questi sono i veri maestri non quelli che si lamentano e non sanno gestire le situazioni. Rif. 7205.
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Sorvolando sul fatto che fai i complimenti al tuo vecchio maestro che assiste al lancio di ghiaccio in faccia a dei ragazzini, ma preferisce fingere indifferenza in quel momento per poi punire i colpevoli il giorno dopo (col rischio che nel frattempo qualcuno ci avesse già lasciato un occhio), ma l’educazione va insegnata prima di tutto a casa, non è compito degli insegnanti farlo a scuola. Ragazzi che si permettono di urlare bestemmie in faccia ai professori per un brutto voto, lo fanno perchè sanno che non ci saranno ritorsioni a casa, sanno che i genitori saranno pronti a difenderli a spada tratta anzichè punirli come si faceva «una volta», sanno che gli insegnanti non possono nemmeno azzardarsi a rispondergli per le rime o ad «infliggergli severe punizioni». Se questi sono i giovani delle nuove generazioni, preferisco essere sterile, altro che «considerare gli alunni come figli miei». Rif. 7225.
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Il fatto che lei preferisca essere sterile, piuttosto che dover educare degli alunni, è affar suo e forse è per questo motivo che lei ha tanto astio verso gli alunni indisciplinati che da quanto comprendo non riesce proprio a gestire. Desidero tuttavia invitarla a leggere bene prima di scrivere delle riposte: come faceva il maestro ad intervenire per separare i ragazzini se stava salendo sull’autobus e se ne è accorto in quel frangente? Che poi vadano educati anche e soprattutto a casa, mi trova perfettamente concorde, ma la scuola da che mondo è mondo, al di là delle critiche che si possano fare ai programmi ministeriali, è soprattutto luogo di aggregazione, di crescita, e di educazione. L’insegnante ha il primo dovere di saper fare l’educatore. E questo concetto la scuola lo ha sempre avuto (almeno sulla carta) come compito primario. Se poi una persona non è in grado di svolgere quel compito, forse è meglio che faccia un esame di coscienza e che cambi professione. Rif. 7240.

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Risposta
Bisogna smetterla di addossare sempre le proprie responsabilità sulle altre persone!
Innanzitutto mi scuso per essermi fatto sfuggire il fatto che il suo insegnante fosse impossibilitato ad agire nel momento in cui i ragazzi si tiravano il ghiaccio. Per il resto voglio chiarire che non sono un insegnante e non lo sarò mai, sono semplicemente una persona che, evidentemente, è uscita da scuola più recentemente di lei ed ha visto come funzionano le cose adesso. Ancora qualche anno fa era impossibile riuscire a tenere a bada degli alunni che, dopotutto, a casa dimostravano ancora un minimo di rispetto per i genitori ma che, al minimo problema scolastico, erano difesi di corsa da mamme chiocce che si prodigavano in eterne disquisizioni sul fatto che i «loro bambini» fossero dei santi e che fosse ingiusto prendessero delle note/andassero dal preside/fossero sospesi. E adesso più che mai, siamo caduti del ridicolo, denunciando insegnanti che hanno la sola sfortuna di non avere occhi anche sulla nuca (e di non potersi più permettere di punire i ragazzi se non con una nota sul registro). Bisogna smetterla di cercare di addossare sempre le proprie responsabilità sulle altre persone, ammettere di avere dei figli mezzi delinquenti e cercare di porvi rimedio, senza aspettarselo da dei maestri e professori che, coi tempi che corrono, rischiano di perdere il posto di lavoro ad ogni alzata di voce!!! Rif. 7259.
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Vogliono abbinare un’idea positiva a qualcosa di negativo

Tania Cagnotto assieme alla Dallapé andranno a Rio 2016, bene, molto bene, brave bis. Ma che delusione, santo cielo, vedere la brava tuffatrice bolzanina prestare il proprio volto e fare da testimonial pro azzardo... Con tutte le famiglie che si sono e si stanno rovinando a causa di questa cancro sociale.
Non aveva altri modi per fare soldi? Alla fine ci diranno che invece è una campagna proprio per sensibilizzare sui rischi del gioco, ovviamente solo per chi eccede e non sa giocare responsabilmente, come con l’alcool. Come dire, drogati pure, ma no esagerare. Che delusione! Rif. 7181.
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Guarda che la Tania Cagnotto è in buona compagnia... Anche la tanto acclamata e super-esposta Federica Pellegrini sta facendo da testimonial per il Lotto (leggi gioco d’azzardo legalizzato...). Il tutto all’insegna della «moderazione»... Come se il messaggio di giocare con moderazione fosse un invito ad un’azione positiva. È inaccettabile che personaggi di questo calibro (che tra l’altro fanno parte, se non sbaglio, delle Forze Armate) si prestino per soldi a certe pubblicità. Rif. 7238.
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Anzi, ti dirò di più: aggiungerei che usare personaggi dello sport potrebbe insinuare subdolamente che il gioco d’azzardo abbia anche una connotazione e una «ricaduta» salutistica... Rif. 7243.

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Vogliono abbinare un’idea positiva a qualcosa di negativo

Sai che non avevo pensato a questo? In effetti, secondo me stanno cercando proprio di inculcare l’idea che si possa essere sani, in forma e perdippiù ricchi e famosi attaccandosi a quelle maledette macchinette... Io ho degli amici che si sono rovinati e ora sono in cura al Sert, come drogati. Rif. 7262.
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Mia madre ha donato per una vita e quando ne ha avuto bisogno...

Avis, intesa come donatori di sangue, non come azienda noleggio auto: fanno una campagna pubblicitaria a suon di quattrini per investire su nuovi donatori. Bene. Ma il sottoscritto dice che dopo una vita da donatore di sangue (circa 100 donazioni), se mi succedesse di averne bisogno non so se ci si ricorderebbe delle mie cento donazioni gratuite... Rif. 7249.
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Mia madre ha donato per una vita e quando ne ha avuto bisogno...

Mia madre ha donato sempre sangue, finché non ha raggiunto l’età limite e ricevendo tutte le medaglie! Non so se le diano ancora, mi sembra di ricordare che fossero oro, argento e bronzo! In tarda età, dopo un intervento chirurgico, ne ha avuto veramente bisogno e fortunatamente c’era disponibile, altrimenti le avrei dato il mio che era dello stesso gruppo. Rif. 7261.
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NUOVI MESSAGGI

Famoso «educatore cinofilo» denunciato da «Striscia»

Ma a quelli di RaiDue cosa gli salta per la testa?! Domenica 20 marzo, mattina, guardo «Cronache animali» e cosa c’è? Un servizio con Cesar Millan, famoso «educatore cinofilo» piú volte denunciato di lá e di qua in ogni angolo del globo pare per i suoi metodi violenti (ovviamente non visibili nei filmati ufficiali), denunciato qualche tempo fa anche da «Striscia la Notizia», per cui il personaggio è abbastanza noto anche in Italia. Cercare su Internet per verificare. Rif. 7263.
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Il mio cane vede come diavolo si veste la gente e... abbaia

Di tanto in tanto quando vado a spasso col cane, noto che abbaia e guarda le persone in modo anomalo... Ma el ga reson, lui ha sempre e solo il suo vestito, ma se ben guarda come la gente si veste talvolta, ogni giorno deve riaggiornarsi... Rif. 7266.
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Furto con scasso in pieno giorno

Vorrei condividere con voi il fatto increscioso occorsomi qualche giorno fa, tra le 12:30 e le 13:30 di lunedì, davanti alla libreria UBIK in corso 3 novembre e a due passi dal supermercato, con la strada trafficata di auto e di persone, qualcuno ha rotto il vetro posteriore della mia auto per avere accesso al bagagliaio (dopo aver tentato di forzare pure quello) e rubare la mia borsa con portafoglio, documenti, bancomat e carte di credito. Oltre ad alcuni oggetti di valore come l’orologio che erano nella borsa. Condivido per dare l’ennesima testimonianza di quanto poco sicura sia la nostra città. Sottolineo che la borsa era nel bagagliaio non visibile dall’esterno... (Da Facebook) Rif. 7260.
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Tutti quei film violenti alla Tv insegnano a compiere catastrofi

La tv impera e... insegna e noi impariamo, le varie sigle televisive danno in continuo, film con la descrizione di attentati studiati nei minimi particolari, e manco farlo apposta, in breve tempo, succedono catastrofi. Forse se si provasse a divulgare la pace, ogni tanto, magari qualcuno... imparerebbe! Rif. 7267.
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L’orso trovato morto e sospetti di avvelenamento

Avete visto l’orso trovato ucciso? Come quello dello scorso anno, che ha prodotto paura, danni alla popolazione? C’è questo Sindaco che cade dal mondo delle nuvole, e tira fuori la storia dell’avvelenamento. Non vuole capire che la gente è esausta di queste scorribande?! perché non si vuole mai ascoltare la voce del popolo?! Rif. 7265.
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Trentuno multe mai pagate: record nazionale?

Insomma, è venuto fuori che c’è questo tizio a cui hanno comminato trentuno multe mai pagate, accumulate nel giro di un mese e mezzo, per lo più per divieto di sosta. Tante erano le sanzioni a carico di un automobilista che è stato fermato da una pattuglia della polizia municipale di Trento durante una normale attività di controllo stradale. Rif. 7265.
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Quei treni lasciati accesi per scaldare i vagoni (e inquinare)

Temo che si faccia troppo uso in Trentino di una certa «farina bianca da naso...» o di un bicchierino di tanto in tanto... Il sospetto mi è venuto seguendo certi media locali che secondo il mio modestissimo avviso inventano assurde notizie... Qualche esempio? Tg del lunedi 21/3. Rumori assurdi dai treni della Valsugana, stazionati allo scalo ferroviario di fronte a Corso Buonarotti: vengono accesi i motori per offrire il treno caldo a chi di buon mattino usa tale mezzo. All’opposto, se i treni non sono riscaldati, la gente si lagna. Inoltre, d’inverno le finestre condominiali dovrebbero rimanere chiuse, per far rimanere il caldo in casa invece che dormire a finestre aperte e arrivare a non sopportare il rumore (al minimo) dei treni di nuova generazione... Poi ci si lamenta che sulle strade trentine vi sono controlli della velocità e poi fa notizia un motociclista pizzicato a 186 km orari: sarà un caso isolato? Davanti a casa mia quella velocità è quasi normale, nonostante che la strada sia interna al paese e ai centri abitati. Sì, ci si lagna dei controlli e poi fa notizia l’unico pizzicato... Rif. 7264.
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Cristo Re: Cinque stelle e Patt ora chiedono di passare dalla parole ai fatti

Dopo numerose interrogazioni e domande di attualità fatte da entrambe, gli schieramenti comunali del Movimento 5 Stelle e del PATT, in merito al degrado crescente nel quartiere di Cristo Re, pare, sentendo le risposte del Sindaco, che l’attenzione si stata alzata e che sia intenzione della Giunta intervenire sollecitamente alla soluzione di alcuni problemi sollevati. In particolare, uno dei punti più controversi, è stato quello dell’interrato di Via F.lli Fontana ove troppo spesso si manifestano episodi di spaccio, prostituzione e pericolo per la sicurezza del cittadino nonché dell’igiene sanitaria. «Visti i nostri continui solleciti e la manifesta disponibilità della Giunta» - sostiene il Consigliere Andrea Maschio - «ci sembra opportuno non lasciare che il tempo trascorra inutilmente rischiando di posporre un problema di sicurezza che va risolto in fretta. Abbiamo come gruppi consigliari comunali M5S e PATT inviato in data odierna una mozione affinché si impegni il Comune di Trento ad emettere un ordinanza, per rischi sanitari e di sicurezza del cittadino. Si richiede di prevedere la chiusura del cancello di accesso al parcheggio interrato di via F.lli Fontana in oggetto, eventualmente gestendo l’entrata ai parcheggi pubblici con un sistema di video-citofono interno al sottopasso. Si è inoltre richiesto di sistemare un videocamera collegata alla Centrale di Polizia di Stato per il controllo degli accessi e delle situazioni di pericolo esistenti e di invitare la Dolomiti Ambiente a posizionare i bidoni dei vari civici nelle zone di competenza e non esclusivamente nelle proprietà del solo civico 32A. Confidiamo pertanto nella sensibilità della Giunta comunale e dei colleghi consiglieri affinché tale mozione venga approvata in tempi stretti per garantire maggiore sicurezza e cominciare ad intervenire direttamente e puntualmente nei singoli problemi di degrado della città.» Rif. 7266.
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Cani avvelenati a Povo e a Villazzano, solo una domanda: perché?!

Ma quei bastardi che hanno avvelenato i cani a Povo e a Villazzano non avevano proprio nient’altro da fare? Perché se la prendono con i cani? Rif. 7267.
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