>>>Bazar n.5 del 4 febbraio 2016

MESSAGGI DI RISPOSTA

Diverse categorie protette di lavoratori normali non hanno nessun timbratore

Io direi che le leggi ci SAREBBERO. Ma sindacati pronti a difendere anche i ladri e giudici pronti sempre a dar torto ai datori di lavoro annullano ogni cosa. E proprio la Camusso parla! Il suo sindacato si è SPESSO distinto nella difesa dell’indifendibile, a danno ANCHE dei lavoratori onesti. Rif. 7089.
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I furbi timbratori sul lavoro ci sono anche da noi, ma una mano lava l’altra e tutti si fanno gli affari propri. Del resto queste persone imparano dai nostri politici, sia nella centralissima sede romana che nelle realtà locali... Non per ultimi, pensiamo ai vitalizi, a quelle cifre enormi, rubate e oramai mai restituite... E tutto tace, anzi ancora ci si leva tanto di cappello quando li si incontra... Rif. 7112.
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Risposta
Diverse categorie protette di lavoratori normali non hanno nessun timbratore

È vero lo scandalo dei timbratori e ormai è sulla bocca di tutti, ovvero sui canali delle televisioni per fare anche un bell’ascolto e una bella figura ai conduttori. Ma tutti si dimenticano che alcune e diverse categorie protette di lavoratori normali non hanno nessun timbratore: entrano e escono come vogliono, possono andare al bar senza nessun controllo e forse nemmeno devono firmare. Per cui se in Italia si ha davvero intenzione di fare una bella pulizia c’è tanto lavoro da fare, a cominciare dall’alto della politica romana e nostrana. Vorrei vedere le loro presenze lavorative come sono messe, retribuite a peso d’oro e pagate dalla tasse di chi suda per un vero lavoro. Rif. 7122.
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L’e’ sta l’amante del Dio Bacco a invader la so corsia

El postin de vic... Gazzadina...Mean., ecc. ecc., quando l’ha quasi copa’ el bocia en moto e i l’ha trovà cioco da paura, l’ha dit che l’ha bevù sol do birre! Sì sì, sarà anca vera... ma l’era le ultime doi! E tuti i bicieroti de prima, endo’ l’al desmentegadi?! En qualche casseta dele lettere?! Ma robe de mati! Auguri al matelot! Sperente che el ghen vegna for ben! Rif. 7094.
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Se sai che aveva bevuto dei biceroti, forse qualcuno glieli ha serviti; e i boci dovrebbero essere piu educati sulle strade, non come insegnano loro gli scellerati genitori... Rif. 7107.

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Risposta
Il bocia per quanto educato non azzera il tasso alcolemico dell’autista

Che io sappia, sia nel pubblico che nel privato è assolutamente vietato bere alcolici in servizio, specie se si guida un mezzo: il barista fa il suo lavoro, il bocia per quanto educato non azzera il tasso alcolemico dell’autista! Rif. 7124.
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Risposta
Prima di giudicare il «bocia» devi essere al corrente di come si sono svolti i fatti

Sicuramente tu sei il genitore «scellerato» che descrivi nella tua risposta e provo pena per i tuoi figli se ragioni così: se fosse capitato a tuo figlio? In ogni caso, prima di giudicare il «bocia» devi essere al corrente di come si sono svolti i fatti! A proposito del «povero» postino, se in qualche modo potessi dare il mio contributo affinché venga licenziato, ne sarei felice, perché è quello che secondo me si merita! Rif. 7126.
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Risposta
L’e’ sta l’amante del Dio Bacco a invader la so corsia

Per conto mio te gai el zervel en vacanza 365 giorni all’an!! El bocia l’era sula so corretta corsia de marcia! L’e’ sta l’amante del Dio Bacco a invader completamente la so corsia e a far quasi na fortaia del bocia!!! En quant ai bicieroti bevudi, mi son astemio e gnanca soto tortura bevo alcool. Quindi se uno nol vol nol beve! E qualcuno l’era conossu’ da Gardol a Vic de Cortesan per la so passion ai bicieroti! En quant al bocia che te te permeti de giudicar maleducato e i so genitori dei scellerati...per mi no te gai fioi. Quindi non te sai cossa che vol dir gaverne!Ma se te ghe n’hai, alor per come te ragioni con cosi’ superficialità permettendote de giudicar senza saver, ti te sei pezo dell’esser scellerato/a, perché oltre che a gaver el zervel en vacanza tel gai anca completamente coert de acqua! Rif. 7125.
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Un intero anno a lavorare nei campi?

Ufficio postale dell’Alta Valsugana. Sabato eravamo in dieci in fila. Dopo un attesa di 40 minuti alcuni se ne sono andati. Altri come me han tenuto duro nonostante il bimbo piccolo e alla fine son stata servita dopo quasi un ora dall’operatrice che non è certo un fulmine, ma ce la mette tutta. Nel frattempo la responsabile ha passato il suo tempo a mettere in ordine l’ufficio senza mai dare una mano al secondo sportello e fregandosene delle persone in piedi in attesa. È anni che le cose vanno cosi e ne parla tutto l’Altipiano. A quando qualche provvedimento da parte delle Poste Italiane? Rif. 7093.
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Non solo lì c’è da aspettare... Ad esempio, anche in un ufficio postale della zona di Arco è la stessa cosa. Sono rari i casi dove te la cavi senza aspettare almeno mezz’ora. L’altro giorno per poter spedire un bollettino di 5 euro ho perso un’ora di lavoro (alla faccia dei 5 euro, ma purtroppo per certi versamenti si è costretti a rivolgersi a loro). Poi se vogliamo la ciliegina sulla torta anche per quel che riguarda la privacy, mentre sei seduto nei paraggi degli uffici (uffici? sembrano le docce pubbliche) riesci a sentire chiaramente tutto quello che dicono e che avviene li dentro! Ma è possibile che non si rendano conto in che razza di uffici stanno lavorando? Sicuramente se avessi bisogno di affidare i miei risparmi a qualcuno di certo non mi rivolgerei a loro! L’unico provvedimento migliorativo inoltre che possiamo aspettarci vista l’attuale situazione e dato l’alto livello di «intelligenza» dei dirigenti è che chiudano altri uffici! Purtroppo! Rif. 7109.

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Risposta
Un intero anno a lavorare nei campi?

È vero. È incredibile che sia ancora lì a prendere in giro la gente! A qualcuno che dico io, un anno a lavorare nei campi non gli farebbe male. Rif. 7127.
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Ho solo 40 anni, ma ho risparmiato più di 100mila Euro

Il “bail-in” è realtà, ma molti non lo sanno e, soprattutto, non si rendono conto delle conseguenze che può avere sulle proprie finanze. Il concetto principale è molto semplice e può essere riassunto in poche parole: immaginiamo uno scenario da incubo, immaginiamo che la banca in cui avete i vostri conti vada in difficoltà, ecco voi in quel momento rischiate, senza saperlo ed esserne consapevoli, di perdere una parte anche importante dei vostri conti.
Fino ad oggi se una banca falliva o andava in difficoltà, a subirne le conseguenze sarebbero stati esclusivamente gli azionisti e gli obbligazionisti. Tutto questa in assenza di un “bail out” ovvero di un salvataggio di Stato o da parte della Banca centrale.
Con il bail-in però si introduce un principio nuovo e molto pericoloso. Se l’azienda sbaglia, in questo caso una banca, e fallisce per via di operazioni molto pericolose come quelle che ad esempio ci sono state nelle banche statunitensi nel 2007-2008, che molti ricorderanno perché hanno causato un vero e proprio Tsunami sull’economia mondiale, ecco in questi casi, dal primo gennaio a pagare saranno non più solo gli azionisti e gli obbligazionisti ma anche i correntisti con più di 100mila euro sul conto.
Le norme di applicazione sono complesse: la direttiva europea prevede che la distribuzione degli oneri degli interventi privati dovranno dipendere dalla banca e dall’ammontare delle perdite. Eccezionalmente, il “bail-in” potrebbe ultimarsi una volta raggiunto l’8% delle passività della banca (capitale incluso) o alternativamente il 20% degli asset ponderati per il rischio in situazioni specifiche. E inverosimile che tutta la disponibilità del correntista possa essere confiscata, ma pur sempre si scaricano su persone che sono semplicemente dei clienti le colpe del management.
Ossia quando il Management sbaglia a rimediare viene chiamato anche il correntista, e questo è un principio molto pericoloso e poco democratico perché il correntista è un semplice cliente e dovrebbe essere semmai tutelato fino in fondo. Questa tutela da ora in avanti non ci sarà!
Il problema è che la maggior parte dei cittadini non è consapevole di questo rischio implicito. Se molti casi, come Monte Paschi di Siena, piuttosto che Banca Etruria, fossero esplosi dopo il primo gennaio probabilmente i danni che già oggi molti risparmiatori lamentano sarebbero di gran lunga superiori.
E che non si tratti di una mera ipotesi lo dimostra la crisi di Cipro, dove nel 2013 il dissesto delle banche fu pagato anche proprio dai correntisti, con un prelievo forzoso alla Bank of Cyprus del 37,5%.
State all’erta. Rif. 7097.
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Caro scrittore, o scrittrice... Ti ringrazio molto per l’esaustiva spiegazione. Ho letto anche io la cosa e sono a conoscenza del tutto. Ma benedeto da Dio... chi è che g’ha zento mili euro sul c/c?! Al giorno d’oggi penso si contino sulle dita di una mano quelli che li hanno, perché chi ne ha ha anche la possibilità e la perspicacia per investirli: sicuramente non li tiene semplicemente sul c/c... Li investe in altri prodotti (o immobili) oppure semplicemente aprirà più c/c (in banche diverse) per stare sotto determinate cifre... Comunque è vero che è uno schifo. Qui in Italia funziona TUTTO al contrario. Mettessero al Governo (pensa, lo scrivo ancora con l’iniziale maiuscola, perché nutro ancora – nonostante tutto – un profondo rispetto per le Istituzioni...) un operaio e una casalinga. Farebbero arricchire l’economia italiana fino alle stelle! Perché hanno percezione della vita VERA... loro. Rif. 7101.

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Risposta
Saranno tanti o pochi ma se te li portano via sono solo rubati?

Vuoi sapere chi ha 100 mila euro sul conto? Una coppia sposata con il conto in comune che risparmiano da sempre per acquistare una casa (sai che per avere un mutuo devi dare un anticipo?); oppure un anziano che miracolosamente li ha messi da parte; o una persona che li ha ereditati? Caro mio, comprendo che sembrano tanti, ma in fin dei conti spesso sono solo TUTTI i soldi che uno ha ...e poi Santissimo Dio saranno tanti saranno pochi ma se te li portano via sono solo rubati! Rif. 7131.
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Risposta
Ho solo 40 anni, ma ho risparmiato più di 100mila Euro

Caro amico, io sono uno di quelli che ha centomila euro sul conto, e anche di più se vuol sapere. Ho appena 40 anni. Le vorrei chiedere dove ha mangiato fuori i suoi soldi. I miei sono frutto di risparmi sudati. Rif. 7132.
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La politica non deve essere presa come una carriera ecclesiale

Lorenzo Dellai, forse ne hai «combinate» abbastanza, forse è meglio che ti metti in poltrona a rilassarti e a pensare, chi ben semina ben raccoglie. Il bello è che in tv sembri una sorta di «santo democristiano», fuori onda sei di tutt’altra pasta. Rif. 7116.
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Risposta
La politica non deve essere presa come una carriera ecclesiale

Sì, concordo pienamente. Ogni tanto, a pensar sempre di salire sul carro del più forte di turno ci si ritrova a terra. Il gioco della politica che guarda più ai propri interessi personali o a quelli della ristretta cerchia di amici (vedi la telenovella stanchevole dell’Upt) che ai cittadini normali non interessa un fico secco. Voglio dire, la politica non deve essere presa come una carriera ecclesiale a vita. Quando l’aria cambia direzione amen, ci sono anche altri lavori... Ad esempio un campo da zappare o lavori socialmente utili e non le solite cariche in amministrazioni pubbliche, per lo più inutili a nomina ad hoc, create per loro a danno dei contribuenti. Rif. 7134.
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«Ben retribuito» un par di palle!

Sono marito di una dipendente di un supermercato di Rovereto. Con l’orario che un/a dipendente deve fare il Sabato e la Domenica. Praticamente non può avere famiglia. Anche il marito e i figli sono costretti a stare a casa durante le Festività. Di sicuro io personalmente non vado a fare la spesa di domenica (visto che ci sono tanti supermercati aperti 7 giorni su 7) a Rovereto. Chiedo alla proprietà di ravvedersi e di riflettere oltre che concedere un alternanza ai dipendenti. Posso capire che il lavoro è sacro, ma anche la famiglia è importante. Un imprenditore trentino. Rif. 7096.
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Buonasera. Il suo messaggio è veritiero. Anche io lavoro in un supermercato della zona e non ne posso più. I capi sono considerati dei kapò tedeschi, ma non sanno che timbrano il cartellino anche loro. Anche io e la mia collega abbiamo richiesto un orario agevolato per assecondare i carichi familiari, ma questo è stato negato dalla proprietà per non meglio precisati «problemi organizzativi». Vorrei comunicare a tutti i dipendenti che sarebbe proprio ora di impugnare i propri diritti. Rif. 7103.
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Hai tutta la mia comprensione e solidarietà. Secondo me, però, l’appello andrebbe rivolto alle persone che alla domenica non hanno null’altro da fare che recarsi nei supermercati: ma non avete proprio altro da fare? Se fossimo in un posto brutto lo potrei capire, ma qui in Trentino non si giustifica. È chiaro che fino a che sarà conveniente tenere aperto la domenica i commercianti lo continueranno a fare: fa parte del concetto di domanda e offerta. L’ultimo consiglio che ti posso dare è quello di non lasciare a casa i tuoi figli la domenica. Anche se la mamma lavora portali in montagna, al lago, su un prato o dove vuoi tu basta che non rimangano a rimbecillirsi a casa davanti ad uno schermo. Rif. 7104.
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Forse... all’atto dell’assunzione gli hanno detto che serviva personale per i turni non coperti, e pur di avere il lavoro che si fa? Si accetta, ovvio che poi voler cambiare turno risulta difficile; poi il festivo in fondo è ben retribuito... Rif. 7102.

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Risposta
«Ben retribuito» un par di palle!

Basta con questa frase: oltre ad esser francamente di scarsa intelligenza è anche offensiva. Vien da pensare che chi la pronuncia o non ha mai lavorato veramente, oppure sarebbe disposto a qualunque servigio per una manciata di soldi! Per 1000 euro al mese, tolte le spese di trasporto e di pasto fuori casa (perché se non hai tempo di tornare a casa a mangiare ti tocca pure stare in giro magari dalle 6.30 del mattino alle 20), le tasse, i parcheggi, si è mai chiesto per esempio dove parcheggiano le persone che lavorano in zona blu? Non nel parcheggio del supermercato perché portano via il posto ai clienti. Perciò o paghi la tariffa intera, oppure ti fai un chilometro a piedi, magari di notte... Mi creda che se rimangono in tasca due euro sono tanti! Lei deve essere di quelli che nel 2016 non hanno ancora capito a cosa serva un frigorifero in casa... E comunque non è solo una questione di soldi, a tutto c’è un limite! Rif. 7128.
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Risposta
Sa cosa vuol dire sbattersi 6 domeniche consecutive?

Dal tono del suo messaggio si capisce che lei è dipendente di un supermercato, ma non lavora la domenica. Anzi, siccome non sa dove andare sicuramente ci viene a trovare. Caro mio, io lavoro da 18 anni in questo supermercato e secondo me lei non sa proprio cosa vuol dire sbattersi cinque o sei domeniche consecutive. Nessun problema per i soldi; spero solo di «prosciugarli». Un’ultima cosa: al momento della mia assunzione non era scritto da nessuna parte che si doveva lavorare i festivi. Per quanto riguarda la retribuzione, sì, è pagata, ma lo vada a dire ai dipendenti dell’Adecco che prendono il 30% in più sacrificandosi. Rif. 7130.
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NUOVI MESSAGGI

Ah, la comodità dell’informatizzazione

Oggi mi son messo al PC per scaricare alcuni referti dal sito della Provincia... Con la tessera sanitaria e relativo lettore bisogna far mille giri e certificare i certificati con certificazione dei codici da certificare... Con il nuovo sistema Security Card: leggi le istruzioni, fai i vari passaggi... All’ultimo passaggio, viene fuori il laconico messaggio: «La pagina non è accessibile». Cerco nelle varie schede, finché ho trovato un numero verde e mi risponde una persona «simpaticissima». Ho capito: devo perdere del tempo e farlo perdere anche al mio dottore per farmeli scaricare da lui che ha l’accesso diretto. Ah, la comodità dell’informatizzazione. Rif. 7133.
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Cerco testimoni di incidente a Trento

Cerco testimoni del tamponamento avvenuto martedì 29 dicembre 2015 in via Vittorio Veneto a Trento, di fronte alla chiesa di San Giuseppe, alle ore 10.15, tra un’Audi nera e una Fiat Punto grigio metallizzata. Lauta mancia per chi collaborerà. Telefonare a 3485106003. Rif. 7135.
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Confessioni di un ex funzionario di banca trentino / 2

E questo è solo “un assaggio-prova”, per dimostrare quanto la preparazione professionale reale, nelle banche, sia veramente ridotta solo all’eventuale amor proprio delle singole persone. Ciò che interessa alla Direzione Generale, non è la preparazione effettiva del personale, pur promuovendo corsi di aggiornamento a raffica, fino alla nausea, ma che agli effetti concreti, si rivelano corsi che non hanno nessun concreto significato, per la vera crescita professionale del dipendente. Si va a scoprire poi, per chi ci ha messo il naso, come il sottoscritto a suo tempo, che la “Direzione Generale”, obbliga a dover comunque frequentare i predetti corsi di aggiornamento, perché in base al numero dei partecipanti, la Banca percepisce pro capite, dei fondi sostanziosi dalla Comunità Europea che vanno a rimpinguare le voci di bilancio! Molte volte è successo addirittura che per coprire carenze croniche di organico, si venisse obbligati a firmare “che i corsi erano stati regolarmente sostenuti e frequentati”, senza che ciò di fatto avvenisse! Questa è la squallida verità conosciuta a pochi, che sta dietro all’inganno dei corsi di preparazione e qualificazione personale, con il tacito assenso dei sindacati, che non intervengono mai a verificare “de visu”, la reale consistenza ed efficienza di questi corsi. L’unica cosa che invece le Banche insegnano (si fa per dire), è spingere con pressioni a livello di elettroshock i collaboratori a vendere qualsiasi “m…..” che possa generare utile per il conto economico della stessa filiale e di conseguenza per la strategia di managment che la Banca ha adottato per creare utili di bilancio e dividendi per gli azionisti. Sì, sono usati in Banche con più sportelli provinciali, nel corso degli anni, minacce ed azioni al limite della criminalità (mobbing), dove responsabili di filiale o di settore che non riuscivano a raggiungere i budget assillanti che venivano imposti loro dalle alte sfere, venivano trasferiti con scusanti pleonastiche! In diverse località della Provincia, in altre filiali della stessa banca, se i requisiti del CCNL lo permettevano. A distanze anche di cento e più chilometri dalla propria residenza familiare. In caso di mancato raggiungimento nel trimestre successivo, del budget assegnato per la nuova realtà, comprensivo ovviamente del recupero del mancato budget assegnato nel trimestre precedente,… (le migliori situazioni offrivano nella filiale di prima appartenenza un reimpiego di ulteriori tre mesi per il recupero in loco del mancato budget trimestrale), il malcapitato impiegato o funzionario, veniva nuovamente obbligato a fare il “Tour del Trentino”… Questa è la tacita politica che viene usata ancora oggi da alcuni Istituti bancari. Altri usano metodi addirittura peggiori, che per questioni di spazio non sto ad elencare. Rimane il fatto che negli studi professionali di psicologi e psichiatri, si riscontra ai primissimi posti della clientela per ordine tassonomico, appartenenti del mondo bancario, con maggiore incidenza nel comparto femminile. Questo non è certamente un segreto! Rammento che negli anni, in cui ancora prestavo servizio, accadde un giorno, che venimmo informati, dopo la chiusura del collocamento di un prestito obbligazionario “subordinato”, dove ci avevano imposto un budget specifico da raggiungere, (per intenderci, come tipologia simile a quello della banca Etruria)… che se il cliente avesse voluto “revocare l’ordine d’acquisto”, avrebbe potuto farlo, in un numero limitatissimo di giorni a seguire post chiusura.… (cosa che era sempre stata considerata inammissibile dalle procedure tecniche e normative). Si era “scoperto” in tale circostanza, che “la banca emittente, si era dimenticata” di inserire nel “foglio informativo” del predetto prodotto finanziario, che il sottostante finanziario conteneva una elevatissima percentuale di cartolarizzazione di “mutui subprime”. Quell’emissione obbligazionaria era stata eseguita da altra Banca appunto, su ristorno di commissioni di collocamento a favore della Banca collocatrice sul mercato italiano. (2 - continua). Rif. 7138.
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Qualcuno adesso dovrà sborsare i soldi della multa

Antico proverbio: coi forti e coi potenti... non ti scaldare i denti. La fantomatica rappresaglia contro la centrale a biomassa della Menz&Gasser è fallita. La sentenza del Tar pare abbia dato torto a chi è opposto; molti dovranno pagare una multa di tasca propria... Ora faranno marcia indietro. Però qualcuno dovrà sborsare i soldi della multa... E ci aggiungo un bel «ben vi sta...» Rif. 7140.
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Bagarre in consiglio regionale

Insulti e bagarre in consiglio regionale... Questi sono i nostri politici, dai quali noi dobbiamo prendere esempio, strapagati con vitalizi a vita lì a litigare invece che gestire l’Autonomia per i trentini, son lì a dividersela fra loro... Così come a Roma... Mi chiedo il perché si vogliano licenziare i dipendenti che lavorano poco, invece che licenziare i politici che litigano per la carega, e vengono strapagati, e ci danno un pessimo esempio... Rif. 7139.
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La Curia trentina su «L’Espresso»

Sul settimanale L’Espresso di questa settimana c’è un servizio di copertina su quei quattro soldi che ha la Chiesa. All’interno, l’autore parla anche dei quattro soldi della Curia trentina... Leggete, leggete... Rif. 7141.
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Chi ha fame non ha voglia di pensare ad altri «sacrosanti diritti»

Con quanta facilità il dramma di milioni di italiani, soprattutto giovani, ai quali è stato negato un futuro appena dignitoso, è stato affossato dal mare di chiacchiere che riguarda il mondo degli omosessuali formato da esseri umani che non stanno morendo di fame... Vi assicuro che chi muore di fame, purtroppo, non ha tempo e voglia di pensare ad altri sacrosanti diritti. Provare per credere. Il diritto alla sopravvivenza è il più sacro, è inutile fare i sofisti: è una verità accettata da qualsiasi persona normale. E invece, questi scienziati della disinformazione hanno trovato il modo per deviare l’attenzione della gente dai problemi fondamentali del paese e tra questi non dovremmo dimenticarci di quelli legati alla difesa dell’ambiente (si parla ancora della sciagurata decisione di trivellare il fondo marino intorno alle isole Tremiti? La notizia è scomparsa da tutti i giornali). Io dico basta con le sciocchezze perché abbiamo una Costituzione che garantisce la libertà di religione... Basterebbe che i gay fondassero una chiesa che prevede il matrimonio tra i gay e la fecondazione artificiale per troncare tutte le sciocchezze che vengono dette da diversi mesi per 24 ore al giorno. Siamo in democrazia? Sì? E allora lasciataci la libertà di vivere secondo il nostro credo religioso! Vorrei dire cazzo!, cazzo!, ma è un privilegio che viene concesso solo ad alcuni comici che, evidentemente, sono liberi di esprimersi liberamente. Per le persone serie, no: per le persone serie c’è la più sistematica, sottile e nello stesso tempo brutale censura. Ah!, se i governanti ascoltassero ogni tanto le idee che provengono dal basso! Cordiali saluti a chi pubblicherà questa mia e sentite maledizioni a chi continuerà a censurare tutto ciò che dà fastidio ai padroni del vapore. Rif. 7139.
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Ma come si fa a non mettere in vigore una legge cosi importante?

Ma questi quattro politicanti quando metteranno in pratica la tanto anelata legge sull’omicidio stradale? Continui incidenti che provocano morti per colpa di gente che corre in maniera assurda, oppure sotto l’effetto di alcol o droga. Ma come si fa a non mettere in vigore una legge cosi importante che sicuramente farebbe ragionare le persone prima di mettersi alla guida in queste condizioni. Se rischiassero un bel po’ di anni di galera (anni e non giorni) in molti ci penserebbero. La colpa di questo vuoto legislativo è anche di voi cari politici che non fate altro che inventarvi leggi che non stanno né in cielo e né in terra. Mentre leggi che invece salverrebbero vite, nulla da fare, non si fanno. Una legge importantissima per la quale basterebbe davvero poco... Provate voi politici a mettervi nei panni dei famigliari che perdono un loro caro per colpa di chi corre, di chi è ubriaco e/o drogato. Complimenti!!! Possibile che non ci sia nessuno che può dare una tirata d’orecchie e una sveglia a questi scalda «careghe» professionisti?! Rif. 7137.
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Le consiglio di rifarsi un giro in una buona scuola guida

Alla vigilessa bionda che oggi, 27/01/2016, alle ore 14,45 a bordo della PANDA di servizio svoltava alla fontana di largo Porta Nuova a Trento in direzione via G. Galilei, proveniente da via S. Francesco d’Assisi. Ricordo che tale manovra va segnalata con la freccia (alias indicatore di direzione), che si trova solitamente alla sinistra del volante dell’autovettura sotto forma di leva. Azione ormai dimenticata dai più, ma da un vigile! E il buon esempio?! Le consiglio di rifarsi un giro in una scuola guida. Rif. 7136.
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