>>>Bazar n.4 del 28 gennaio 2016

MESSAGGI DI RISPOSTA

Ma benedeto da Dio... chi è che g’ha zento mili euro sul conto corrente bancario?!

Il “bail-in” è realtà, ma molti non lo sanno e, soprattutto, non si rendono conto delle conseguenze che può avere sulle proprie finanze. Il concetto principale è molto semplice e può essere riassunto in poche parole: immaginiamo uno scenario da incubo, immaginiamo che la banca in cui avete i vostri conti vada in difficoltà, ecco voi in quel momento rischiate, senza saperlo ed esserne consapevoli, di perdere una parte anche importante dei vostri conti.
Fino ad oggi se una banca falliva o andava in difficoltà, a subirne le conseguenze sarebbero stati esclusivamente gli azionisti e gli obbligazionisti. Tutto questa in assenza di un “bail out” ovvero di un salvataggio di Stato o da parte della Banca centrale.
Con il bail-in però si introduce un principio nuovo e molto pericoloso. Se l’azienda sbaglia, in questo caso una banca, e fallisce per via di operazioni molto pericolose come quelle che ad esempio ci sono state nelle banche statunitensi nel 2007-2008, che molti ricorderanno perché hanno causato un vero e proprio Tsunami sull’economia mondiale, ecco in questi casi, dal primo gennaio a pagare saranno non più solo gli azionisti e gli obbligazionisti ma anche i correntisti con più di 100mila euro sul conto.
Le norme di applicazione sono complesse: la direttiva europea prevede che la distribuzione degli oneri degli interventi privati dovranno dipendere dalla banca e dall’ammontare delle perdite. Eccezionalmente, il “bail-in” potrebbe ultimarsi una volta raggiunto l’8% delle passività della banca (capitale incluso) o alternativamente il 20% degli asset ponderati per il rischio in situazioni specifiche. E inverosimile che tutta la disponibilità del correntista possa essere confiscata, ma pur sempre si scaricano su persone che sono semplicemente dei clienti le colpe del management.
Ossia quando il Management sbaglia a rimediare viene chiamato anche il correntista, e questo è un principio molto pericoloso e poco democratico perché il correntista è un semplice cliente e dovrebbe essere semmai tutelato fino in fondo. Questa tutela da ora in avanti non ci sarà!
Il problema è che la maggior parte dei cittadini non è consapevole di questo rischio implicito. Se molti casi, come Monte Paschi di Siena, piuttosto che Banca Etruria, fossero esplosi dopo il primo gennaio probabilmente i danni che già oggi molti risparmiatori lamentano sarebbero di gran lunga superiori.
E che non si tratti di una mera ipotesi lo dimostra la crisi di Cipro, dove nel 2013 il dissesto delle banche fu pagato anche proprio dai correntisti, con un prelievo forzoso alla Bank of Cyprus del 37,5%.
State all’erta. Rif. 7097.

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Ma benedeto da Dio... chi è che g’ha zento mili euro sul conto corrente bancario?!

Caro scrittore, o scrittrice... Ti ringrazio molto per l’esaustiva spiegazione. Ho letto anche io la cosa e sono a conoscenza del tutto. Ma benedeto da Dio... chi è che g’ha zento mili euro sul c/c?! Al giorno d’oggi penso si contino sulle dita di una mano quelli che li hanno, perché chi ne ha ha anche la possibilità e la perspicacia per investirli: sicuramente non li tiene semplicemente sul c/c... Li investe in altri prodotti (o immobili) oppure semplicemente aprirà più c/c (in banche diverse) per stare sotto determinate cifre... Comunque è vero che è uno schifo. Qui in Italia funziona TUTTO al contrario. Mettessero al Governo (pensa, lo scrivo ancora con l’iniziale maiuscola, perché nutro ancora – nonostante tutto – un profondo rispetto per le Istituzioni...) un operaio e una casalinga. Farebbero arricchire l’economia italiana fino alle stelle! Perché hanno percezione della vita VERA... loro. Rif. 7101.
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Vengono multate vetture che transitano a 200 l’ora

Quante multe all’autovelox di Grigno in bassa Valsugana... Questo sì che funziona! Altro che tutti gli scatoloni arancioni posti prima dei centri abitati, che ognuno costa 2000 euro... L’autovelox di Grigno viene attivato solo 10 ore suddivise alla settimana, e ciononostante non riescono a starci dietro a far multe. Il bello è che all’esame di guida sono tutti ligi al regolamento. Ma una volta ricevuta la patente, l’acceleratore va a tavoletta e per fortuna che queste tecnologie puniscono a tal punto che chi viene punito, la seconda volta ci pensa bene. Rif. 7100.
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Vengono multate vetture che transitano a 200 l’ora

Ci lamentiamo del velox di Grigno... Provate allora ad uscire dal Trentino; in Veneto ce ne sono in ogni paese e tutti stanno zitti. O meglio cercano di rispettare il Codice della strada e – in automatico – foto non gliene fanno... A Grigno, in Bassa Valsugana, vengono multate vetture che transitano a 200 l’ora, un investimento molto redditizio per le casse comunali... Rif. 7108.
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L’appello andrebbe rivolto alle persone che alla domenica non hanno null’altro da fare

Sono marito di una dipendente di un supermercato di Rovereto. Con l’orario che un/a dipendente deve fare il Sabato e la Domenica. Praticamente non può avere famiglia. Anche il marito e i figli sono costretti a stare a casa durante le Festività. Di sicuro io personalmente non vado a fare la spesa di domenica (visto che ci sono tanti supermercati aperti 7 giorni su 7) a Rovereto. Chiedo alla proprietà di ravvedersi e di riflettere oltre che concedere un alternanza ai dipendenti. Posso capire che il lavoro è sacro, ma anche la famiglia è importante. Un imprenditore trentino. Rif. 7096.
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Lavoro supermercati: sarebbe proprio ora di impugnare i propri diritti

Buonasera. Il suo messaggio è veritiero. Anche io lavoro in un supermercato della zona e non ne posso più. I capi sono considerati dei kapò tedeschi, ma non sanno che timbrano il cartellino anche loro. Anche io e la mia collega abbiamo richiesto un orario agevolato per assecondare i carichi familiari, ma questo è stato negato dalla proprietà per non meglio precisati «problemi organizzativi». Vorrei comunicare a tutti i dipendenti che sarebbe proprio ora di impugnare i propri diritti. Rif. 7103.
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Il lavoro festivo in fondo è ben retribuito

Forse... all’atto dell’assunzione gli hanno detto che serviva personale per i turni non coperti, e pur di avere il lavoro che si fa? Si accetta, ovvio che poi voler cambiare turno risulta difficile; poi il festivo in fondo è ben retribuito... Rif. 7102.
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L’appello andrebbe rivolto alle persone che alla domenica non hanno null’altro da fare

Hai tutta la mia comprensione e solidarietà. Secondo me, però, l’appello andrebbe rivolto alle persone che alla domenica non hanno null’altro da fare che recarsi nei supermercati: ma non avete proprio altro da fare? Se fossimo in un posto brutto lo potrei capire, ma qui in Trentino non si giustifica. È chiaro che fino a che sarà conveniente tenere aperto la domenica i commercianti lo continueranno a fare: fa parte del concetto di domanda e offerta. L’ultimo consiglio che ti posso dare è quello di non lasciare a casa i tuoi figli la domenica. Anche se la mamma lavora portali in montagna, al lago, su un prato o dove vuoi tu basta che non rimangano a rimbecillirsi a casa davanti ad uno schermo. Rif. 7104.
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Starebbe a noi scegliere sempre il distributore più economico...

A «La vita in diretta» ho visto un collegamento dai Mercatini di Natale di Bolzano. In sovrimpressione veniva riportata una scritta che ricordava come per arrivare fin lì bisognava sorbirsi circa centoventi chilometri di coda in autostrada... Non ho capito il senso di quella comunicazione. Volevano evitare che l’ingorgo diventasse ancora più grosso? Volevano farsi pubblicità come a dire «avete visto quanta gente viene da noi»? Oppure cosa? Boh. Rif. 7002.
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Stai tranquillo che dopo lunghe e fastidiose file, con arrivo dei portamonete di altre regioni (del tipo usa e getta), per quattro cianfrusaglie che gli abbiamo preparato, tutto cambierà... Con ingorghi, disagi, intasamenti, inquinamenti di ogni genere e quant’altro: tutto a discapito dei cittadini non rispettati, non mercatinati al loro consumo e interesse; di coloro cioè che hanno il presentimento che presto arriveranno i valori dell’aria dello smog con conseguente blocco macchina. Rif. 7012.
Finiti i Mercatini, noi tutti dovremmo andare a piedi dato che l’afflusso dei visitatori giunti con vetture anche obsolete, ci hanno saturato l’aria di inquinamento e polveri sottili. Insomma, paghiamo noi per loro. Adesso che del carburante è calato ancora il prezzo... Ma vi ricordate che prezzi lo scorso anno in questi periodi? i giornali ne fanno una notizia strillata solo se il petrolio sale, non quando scende... Rif. 7046.
Ma che dite, noi trentini siamo fortunati ad avere dei politici plurilaureati e zelanti che tutte le mattine controllano i limiti di inquinamento delle centraline? Per tenerci protetti, ma poi quando si tratta di organizzare qualsiasi tipo di manifestazione sono i primi a richiamare in zona centinaia di migliaia di pullman, camper, macchine, facendo perfino intasare l’autostrada e i «cuchi», i core a comprar el bigol che magari i ha compra’ do ani prima e come ciliegina sulla torta i fa en ghebom coi foghi d’artificio e dopo ti el luni te levi su per nar a laorar e no te podi perche te gai la macchina co le targa pari e te toca star a casa. Mo te vèi da domandarte en do che i ha ciapè la laurea? Secondo mi i e’ nai en Albania en do che e’ na el trota! Rif. 7013.
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A me personalmente sembra tutto una follia questa dei Mercatini di Natale. Una specie di curioso gioco a prendersi per i fondelli. Da un’altra parte capisco che gli eventi natalizi sono il motore della nostra economia turistica e sono oramai irrinunciabili. Diciamo che sopportiamo il caos per poter così dire che viviamo in una delle province – cosiddette –più vivibili d’Italia. Rif. 7032.
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Non riesco a capire come mai in questa provincia la benzina è più cara che in altri parti d’Italia; siamo – secondo «loro» – una provincia anche autonoma... Mah, mistero. O forse siamo anche più isolati e vulnerabili in questo settore. Non di certo come per banche e supermercati, che ce ne sono uno per ogni condominio. Rif. 7082.

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Starebbe a noi scegliere sempre il distributore più economico...

Una cosa giusta sarebbe imporre un prezzo statale per il carburante, in modo che i prezzi siano uguali ovunque. Come è possibile? I prezzi del greggio scendono e ciononostante il carburante no; talvolta da un distributore all’altro si nota una differenza anche di dieci centesimi, starebbe a noi scegliere sempre il più economico... Rif. 7105.
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I boci dovrebbero essere piu educati sulle strade

El postin de vic... Gazzadina...Mean., ecc. ecc., quando l’ha quasi copa’ el bocia en moto e i l’ha trovà cioco da paura, l’ha dit che l’ha bevù sol do birre! Sì sì, sarà anca vera... ma l’era le ultime doi! E tuti i bicieroti de prima, endo’ l’al desmentegadi?! En qualche casseta dele lettere?! Ma robe de mati! Auguri al matelot! Sperente che el ghen vegna for ben! Rif. 7094.
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I boci dovrebbero essere piu educati sulle strade

Se sai che aveva bevuto dei biceroti, forse qualcuno glieli ha serviti; e i boci dovrebbero essere piu educati sulle strade, non come insegnano loro gli scellerati genitori... Rif. 7107.
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Ma è possibile che non si rendano conto in che razza di uffici stanno lavorando?

Ufficio postale dell’Alta Valsugana. Sabato eravamo in dieci in fila. Dopo un attesa di 40 minuti alcuni se ne sono andati. Altri come me han tenuto duro nonostante il bimbo piccolo e alla fine son stata servita dopo quasi un ora dall’operatrice che non è certo un fulmine, ma ce la mette tutta. Nel frattempo la responsabile ha passato il suo tempo a mettere in ordine l’ufficio senza mai dare una mano al secondo sportello e fregandosene delle persone in piedi in attesa. È anni che le cose vanno cosi e ne parla tutto l’Altipiano. A quando qualche provvedimento da parte delle Poste Italiane? Rif. 7093.
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Ma è possibile che non si rendano conto in che razza di uffici stanno lavorando?

Non solo lì c’è da aspettare... Ad esempio, anche in un ufficio postale della zona di Arco è la stessa cosa. Sono rari i casi dove te la cavi senza aspettare almeno mezz’ora. L’altro giorno per poter spedire un bollettino di 5 euro ho perso un’ora di lavoro (alla faccia dei 5 euro, ma purtroppo per certi versamenti si è costretti a rivolgersi a loro). Poi se vogliamo la ciliegina sulla torta anche per quel che riguarda la privacy, mentre sei seduto nei paraggi degli uffici (uffici? sembrano le docce pubbliche) riesci a sentire chiaramente tutto quello che dicono e che avviene li dentro! Ma è possibile che non si rendano conto in che razza di uffici stanno lavorando? Sicuramente se avessi bisogno di affidare i miei risparmi a qualcuno di certo non mi rivolgerei a loro! L’unico provvedimento migliorativo inoltre che possiamo aspettarci vista l’attuale situazione e dato l’alto livello di «intelligenza» dei dirigenti è che chiudano altri uffici! Purtroppo! Rif. 7109.
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Non abbiamo abbastanza cassonetti dell’immondizia

Cosa fanno altrove? Gira un bellissimo video, dalle facce sembrano russi o giù di lì, dove i cittadini hanno semplicemente aspettato i vari politici per infilarli senza tanti complimenti nei bidoni della spazzatura, ossia dove credono meritino di finire. E dove sono certo che anche noi, non solo a livello nazionale, vorremmo finissero alcuni politici, ladri, disonesti, voltagabbana, facce di bronzo che ci pigliano per il culo, incassatori di vitalizi e benefit immorali, pronti ad ogni compromesso e bassezza per il loro merdoso, ma ben remunerato, cadreghino. Dio, dopo la perfida Albione, dovrebbe stramaledire anche loro. Rif. 7091.
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Non abbiamo abbastanza cassonetti dell’immondizia

Penso che facessimo come dici tu ci troveremmo a dover gestire un grave problema di smaltimento dei rifiuti: è certo che non abbiamo abbastanza cassonetti dell’immondizia. Rif. 7110.
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Risposta da
Quanti bidoni?

Secondo me, in Italia, non ci sarebbero abbastanza bidoni per fare una cosa del genere...
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Mi domando solo se guardandosi allo specchio sentano la vocina della coscienza

Manuela Bottamedi, alla quale nessuno ha mai detto che un bel tacer non fu mai scritto, ammette di essere ignorante in fatto di Autonomia, e così si aggiunge all’allegra brigata (forse ignoranti anche loro?), per studiare il modello canario (o canaro?). In verità, l’accompagnatore anfitrione Bezzi aveva anticipato tutti negli studi, impegnadosi in particolare, più che sull’Autonomia, sul Zec (Zona Especial Canaria), ossia sul modo di guadagnare di più pagando meno tasse, alle Canarie appunto. Come ci ha detto lui, lì si lavora meglio, si pagano poche tasse e c’è sempre il sole. Ma però torna e resta qui, forse perché nessuno, lì, gli darebbe migliaia di euro come in questa iperburocratica, ipertassata provincia autonoma. Dove, altretutto, fa un freddo della madonna. Rif. 7086.
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Gentile signora Bottamedi, alle ultime elezioni provinciali l’ho votata con fiducia, perché credevo nell’impegno di una persona giovane, facente parte del gruppo dei grillini che mi pareva una bella alternativa alle paludate compagini partitiche. Dopo il suo abbandono del Movimento, adesso una nuova delusione: questo presunto viaggio-studio alle Canarie... Ma ci ha presi per imbecilli?! Rosa, Trento. Rif. 7087.

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Risposta
Mi domando solo se guardandosi allo specchio sentano la vocina della coscienza

Un po’ di invidia c’è, inutile nasconderlo. ’Sti qua si sono fatti eleggere sbandierando grandi e altissimi ideali sociali, propositi rivoluzionari e poi si sono rivelati peggio della vecchia Democrazia Cristiana, impaludati nei loro sporchi e miseri traffici. Mi domando solo se ogni tanto guardandosi allo specchio sentano la vocina della coscienza che chiede conto di quanto vanno facendo... Rif. 7111.
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Risposta Ancora ci si leva tanto di cappello quando li si incontra...

Io direi che le leggi ci SAREBBERO. Ma sindacati pronti a difendere anche i ladri e giudici pronti sempre a dar torto ai datori di lavoro annullano ogni cosa. E proprio la Camusso parla! Il suo sindacato si è SPESSO distinto nella difesa dell’indifendibile, a danno ANCHE dei lavoratori onesti. Rif. 7089.
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Risposta
Ancora ci si leva tanto di cappello quando li si incontra...

I furbi timbratori sul lavoro ci sono anche da noi, ma una mano lava l’altra e tutti si fanno gli affari propri. Del resto queste persone imparano dai nostri politici, sia nella centralissima sede romana che nelle realtà locali... Non per ultimi, pensiamo ai vitalizi, a quelle cifre enormi, rubate e oramai mai restituite... E tutto tace, anzi ancora ci si leva tanto di cappello quando li si incontra... Rif. 7112.
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NUOVI MESSAGGI

Se questo è crescere i figli, vedremo tra 20 anni il risultato

Sul fatto che i gay chiedano troppi diritti sono d’accordo, ma sono altresì contrario a politici tipo Claudio Cia e altri che fingono di essere «sentinelle in piedi», che si schierano dalla parte contraria, poi se li si va a fare le pulci, si viene a sapere che sono separati. È una specie di moda in forte crescita questa di essere separati. E i figli sono un po’ con i nonni paterni, un po’ coi nonni materni, un po’ con il papà, un po’ con la mamma, e un po’ davanti alla tv. Educazione assai mista, dunque, e vizi a nastro... Se questo è crescere i figli, vedremo tra 20 anni il risultato. Poi anche altri politici presenti come «sentinelle in piedi», dato che essendo senatori a Roma son sempre seduti, e se si va a vedere si nota che sono sposati con il Sacramento e poi convivono a distanza. Morale? I gay bene o male ci sono sempre stati e sempre più ce ne saranno. I politici pensino a fare il proprio dovere. Se guardiamo a che punto sono i recuperi dei vitalizi, siamo al punto fermo... Anzi, fermissimo. Rif. 7113.
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I cattolici si ricordano di essere tali solo quando si devono contrapporre ad altri

I «cattolici» divorziano, i «cattolici» abortiscono, i «cattolici» hanno rapporti prematrimoniali, i «cattolici» usano i mezzi contracettivi, i «cattolici» hanno rapporti omosessuali, i «cattolici» comettono adulterio, i «cattolici» si ricordano di essere cattolici solo quando devono impedire agli altri ciò che loro fanno abitualmente. Questo messaggio è dedicato alle «sentinelle in piedi» esibitesi sabato scorso... Rif. 7114.
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Storia delle «Rapine» autostradali

Ma perché in autostrada la benzina è assurdamente cara? I benzinai devono pagare forse una tangente o una imposta ai concessionari? Altrimenti non si spiegherebbe perché un litro di benzina costa 33,8 centesimi in più (655 lire) e un liro di gasolio 35,5 centesimi in più (687 lire) dei distributori di Trento. Rif. 7106.
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Grisenti può tornare al lavoro...

Notizia fresca fresca. Il giudice ha accolto il ricorso disposto il reintegro dell’ex presidente dell’A22, Silvano Grisenti, ritenendo che il licenziamento - scattato dopo che la sentenza di condanna ad un anno di reclusione - sia privo di giusta causa. Ottimo. Un nuovo «successo» per la Magistratura e forse per i Sindacati Italiani Uniti. Avanti così... Rif. 7121.
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Caro Dellai, è meglio che ti metti in poltrona a rilassarti e a pensare

Lorenzo Dellai, forse ne hai «combinate» abbastanza, forse è meglio che ti metti in poltrona a rilassarti e a pensare, chi ben semina ben raccoglie. Il bello è che in tv sembri una sorta di «santo democristiano», fuori onda sei di tutt’altra pasta. Rif. 7116.
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Confessioni di un ex funzionario di banca trentino / 1

È ora di parlare. Sono un ex funzionario di Banca di uno dei maggiori Istituti di Credito italiani. Ho lavorato per alcuni decenni nel settore “Retail”. Il mio incarico era quello di collocare prodotti finanziari nel segmento “Privati”, ovvero quello che da sempre, è considerato “dall’ Alta Direzione”, un vero Bancomat da cui attingere gli utili di filiale e conseguentemente d’Istituto. Possiamo anche definirlo, per rendere più efficace l’immagine, ”un pollaio” dove attingere quotidianamente polli da spennare! Per quanto riguarda la mia professionalità, posso tuttavia serenamente affermare, che ho usato in ogni circostanza, pur ammettendo grandi momenti di conflittualità, con la “Direzione Generale”, il massimo atteggiamento etico nel collocare gli strumenti finanziari che venivano “fortemente spinti” da parte del “Management” dell’ Istituto di Credito. Ho sempre avuto per rispetto del mio lavoro, ma soprattutto per un senso di empatica vicinanza nei confronti della clientela in primis e conseguentemente della mia coscienza, la ferma volontà di essere professionalmente preparato, al punto da poter soddisfare tutte le domande che la stessa mi poneva, prima di effettuare qualsiasi tipologia di investimento. Ho potuto tuttavia notare, sia durante il mio periodo lavorativo, sia ora che sono in pensione, che purtroppo questa caratteristica non accomuna certamente la maggior parte dei colleghi di questo settore. Volete avere una desolante conferma di ciò che sto affermando? Prendetevi il tempo necessario di entrare nella filiale della Banca con la quale operate da diversi anni e chiedete al vostro interlocutore abituale, se cortesemente vi può dire qual è il “Cet 1” (in base alla nuova normativa di Basilea 3) della Banca con la quale siete in sonnacchioso rapporto,…(che null’altro è che il grado di solidità finanziaria del momento, di quell’Istituto, in base all’ultimo bilancio ufficiale). E magari chiedete anche dove potete riscontrare tale indice per iscritto! Il più lapidario vi risponderà: «Vada in Internet!» Se invece insisterete per avere la sua risposta,….vedrete attimi di panico delinearsi sul suo viso. Si rivolgerà ad un altro collega, il più vicino, confidando nella Provvidenza. Se sono anni che non prega, invocherà nel proprio cuore, l’intercessione della Beata Vergine, per avere immediatamente dal collega della scrivania a fianco, una risposta subitanea a quella domanda perfida, che gli avete appena propinato. Il collega lo guarderà smarrito, come per dire: ed io che c’entro? Che ho fatto di male per tirarmi in ballo? Allora il più solerte e zelante dei colleghi presenti, che vorrà fingersi il “deus ex machina” della situazione, si eleverà con atteggiamento di superiorità, davanti a tutti gli altri colleghi. Con la vostra stupita ammirazione si farà parte attiva per interpellare il presunto tenutario delle alchimie di alto rango finanziario: il direttore della filiale o dell’agenzia, il quale caso strano, in quel preciso momento sarà occupato con un cliente importante e non potendo distrarsi, non sarà in grado di poter, ahimè,… darvi confortevole risposta! Ecco questa è la vignetta alla quale come cliente, nel 99% dei casi, sarete costretti ad assistere sulla vostra pelle, quando andrete a cercare una risposta qualificata dal vostro consulente finanziario della vostra filiale! (continua). Rif. 7115.
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Sindrome da spogliatoio, nel 2015 boom di richieste per l’aumento del pene

L’intervento di lipopenoscultura consiste nell’utilizzare il grasso del paziente, di solito quello dell’addome, per aumentare il diametro del pene. Il paziente tipo ha tra i 40 e i 60 anni, è sposato o con una relazione stabile» afferma Pietro Martinelli, medico estetico. Ma che schifo, commento io. Cos’è dobbiamo fare concorrenza a quelle svampite che vanno dal chirurgo plastico un mese sì e uno no? O vi è che ci siamo bevuti definitivamente il cervello? Rif. 7119.
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Una Valsugana che vuole lavorare, ma che ne ha poca voglia

Il discount Lidl di Borgo è stato chiuso dato che era troppo piccolo lo spazio; sembra impossibile che in tutta la vallata non vi sia qualche (baccano) imprenditore che abiliti un capannone dismesso ad uso di un buon supermercato. Preferiscono mantenere capannoni sfitti e non far lavorare le genti... Io rimango fedele a Lidl e se posso ci vado o a Pergine o a Feltre... La strada non mi fa paura come invece fa paura affittare in Bassa Valsugana, oppure è politica per far rimanere solo negozi per pochi intimi, ma senza qualità... Rif. 7118.
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Una sola pattuglia in tutta la città

Aiuto... Ho i ladri in casa! Avverto dei rumori strani! Chiamo le forze dell’ordine, ma il tempo di fornire nome e cognome, e dare tutte le informazioni, la casa è bell’e svaligiata e i ladri son già lontani. Al termine della telefonata, il gendarme che ha raccolto la mia denuncia, mi dice: «Mi spiace, ma c’è una sola pattuglia in tutta la città...» Rif. 7117.
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Assieme al nuovo iPhone è stato presentato il nuovo virus: Zika

Astenersi dal sesso e dalla procreazione al fine di combattere un virus? Echi di polemiche di un recente passato nell’America Latina della Zika, l’insidiosa febbre tropicale diventata negli ultimi mesi una seria emergenza per tutto il continente. Ecco, ce l’hanno fatta. Assieme al nuovo iPhone è stato presentato il nuovo virus. Cominciate a farvela sotto, comprate vaccini, evitate ulteriori contatti umani, isolatevi e, soprattutto, non interessatevi di politica e di economia. Preoccupatevi di salvare la pellaccia, come avete fatto con Sars, Ebola e compagnia bella. Dopo la televisione e i telefonini, questo il metodo più efficace per tenere la gente lontana dalle decisive questioni di Potere. Rif. 7120.
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