>>>Bazar n.34 del 1 settembre
MESSAGGI DI RISPOSTA
Mille piccoli Vajont al prezzo di uno
Rif. 2971. Su questi nostri disastri naturali
Quanto accaduto a Piné in seguito alle recenti giornate di maltempo ci deve mettere in guardia; farci capire che viviamo in condizioni di falsa sicurezza, dacché basta qualche mm di pioggia in più e succede un disastro. Questa è la riflessione che dovrebbero fare Protezione Civile e Pat, in sede di prevenzione, naturalmente.
Rif. 2972. Serve dire certamente un grazie alla protezione civile costituitasi nel tempo in tutta la Provincia. Dall’allarme a pochi istanti, molti i volontari che si adoperano ad aiutare chi è nel bisogno, e tutte persone responsabili del proprio operato. Da curioso son passato stamane, mercoledì 18, e da un promontorio ho visto l’organizzazione come si muove, complimenti a chi si adopera per gli altri. C’è invece da domandarsi come mai la PAT abbia permesso di costruire case al di sotto della diga. Noi trentini siamo confinanti con il Bellunese dove il Vajont di Longarone ha fatto una cosa simile, se la frana di domenica fosse andata dalla parte opposta, la parte bassa di Campolongo sarebbe stata spazzata dall’acqua della diga delle Piazze, che poi avrebbe trascinato i detriti nel lago sottostante facendo esondare pure quello. Talvolta si va a dare l’ok per certe costruzioni, dove sarebbe meglio pensarci, meglio prima, dato che poi quando succede il misfatto... Certo non è colpa di nessuno, basti vedere la strage stessa del Vajont o quella di Stava: ambedue abbastanza prevedibili.
Risposta:
Rif. 2983 Mille piccoli Vajont al prezzo di uno
In questi ultimi decenni è cresciuta la consapevolezza di certi pericoli. Si è come alzata la soglia di attenzione civile sul dissesto idrogeologico che caratterizza il nostro territorio. Ciononostante certe tragedie, più o meno sfiorate, continuano ad accadere... Voglio dire, un nuovo Vajont difficilmente potrebbe riaccadere, ma ciò che è peggio potremmo assistere a mille piccoli Vajont.
Quanto accaduto a Piné in seguito alle recenti giornate di maltempo ci deve mettere in guardia; farci capire che viviamo in condizioni di falsa sicurezza, dacché basta qualche mm di pioggia in più e succede un disastro. Questa è la riflessione che dovrebbero fare Protezione Civile e Pat, in sede di prevenzione, naturalmente.
Rif. 2972. Serve dire certamente un grazie alla protezione civile costituitasi nel tempo in tutta la Provincia. Dall’allarme a pochi istanti, molti i volontari che si adoperano ad aiutare chi è nel bisogno, e tutte persone responsabili del proprio operato. Da curioso son passato stamane, mercoledì 18, e da un promontorio ho visto l’organizzazione come si muove, complimenti a chi si adopera per gli altri. C’è invece da domandarsi come mai la PAT abbia permesso di costruire case al di sotto della diga. Noi trentini siamo confinanti con il Bellunese dove il Vajont di Longarone ha fatto una cosa simile, se la frana di domenica fosse andata dalla parte opposta, la parte bassa di Campolongo sarebbe stata spazzata dall’acqua della diga delle Piazze, che poi avrebbe trascinato i detriti nel lago sottostante facendo esondare pure quello. Talvolta si va a dare l’ok per certe costruzioni, dove sarebbe meglio pensarci, meglio prima, dato che poi quando succede il misfatto... Certo non è colpa di nessuno, basti vedere la strage stessa del Vajont o quella di Stava: ambedue abbastanza prevedibili.
Risposta:
Rif. 2983 Mille piccoli Vajont al prezzo di uno
In questi ultimi decenni è cresciuta la consapevolezza di certi pericoli. Si è come alzata la soglia di attenzione civile sul dissesto idrogeologico che caratterizza il nostro territorio. Ciononostante certe tragedie, più o meno sfiorate, continuano ad accadere... Voglio dire, un nuovo Vajont difficilmente potrebbe riaccadere, ma ciò che è peggio potremmo assistere a mille piccoli Vajont.
I datori di lavoro diano più motivazioni ai dipendenti
Rif. 2975. Sembra che i servizi pubblici facciano a gara per rendere la vita difficile all’utente che poi sarebbe il vero datore di lavoro e stipendiante dei dipendenti pubblici, dall’ultimo impiegato al più alto in carica! Alcuni esempi. Uffici postali di Baselga di Pinè: da pochi mesi sono andate in pensione la direttrice e una sportellista, è rimasta solo una sportellista del vecchio gruppo: per fortuna molto efficiente e gentile anche. Entrano un nuovo direttore ed una nuova sportellista... Oddio... In questi giorni si ammala l’unica sportellista competente e... code di decine di persone (e ricordo siamo solo a Baselga, non in uffici più grossi), risposte evasive e inconcludenti, servizi effettuati col cellulare in mano a messaggiare, lentamente, ma non così lentamente come la digitazione sul pc di servizio su cui il direttore, lentamente, digita con un solo dito e con un’espressione sufficiente, simile all’altra sportellista che sbuffando rivendica il suo diritto alla pausa caffè... con dieci persone in coda!?!? (in due, secondo me, non fanno il servizio dell’unica sportellista valida!) Aiutooo, quando rientri sportellista efficiente e gentile? Ma questi lo sanno che devono guadagnarsi lo stipendio? Altro ufficio pubblico: Tavolare. Un paio di volte l’anno mi ci reco per consultare i dati accessibili al pubblico per me o per amici. Da alcuni mesi il tempo di utilizzo dei computer è ridotto a mezz’ora per ciascun utente e questo può aver ragione d’essere negli uffici grossi come Trento, non sicuramente a Pergine dove non c’era la ressa. L’altra settimana ci sono tornata e ...sorpresa: un solo computer a disposizione del pubblico per vedere dati catastali o del libro fondiario più uno per la consultazione del giornale tavolare. Ma allora lo fate apposta a rendere la vita difficile ai cittadini, a costringerli a fare la fila per avere informazioni che potrebbero ricavare da soli se non si togliessero i pc riservati al pubblico. A che gioco giochiamo, me lo spiegate signori dirigenti che la mattina vi alzate «con un’idea in testa» per creare rogne al cittadino che vi permette le vostre belle buste paga? Non sarebbe vostro dovere essere al servizio del cittadino e non al servizio vostro e di chi vi fa favori? Firmato: un utente fortemente scontento».
Risposta:
Rif. 2983 I datori di lavoro diano più motivazioni ai dipendenti
È veramente triste che uno faccia per tutta la vita un lavoro che detesta. Trascorrere giorni e giorni dietro una scrivania in attesa delle due settimane annue di ferie. Forse la colpa è anche dei datori di lavoro, specie nel settore pubblico, che non fanno nulla per motivare e responsabilizzare i dipendenti, in maniera da renderli quanto meno consapevoli di ciò che stanno facendo. È chiaro.
Risposta:
Rif. 2983 I datori di lavoro diano più motivazioni ai dipendenti
È veramente triste che uno faccia per tutta la vita un lavoro che detesta. Trascorrere giorni e giorni dietro una scrivania in attesa delle due settimane annue di ferie. Forse la colpa è anche dei datori di lavoro, specie nel settore pubblico, che non fanno nulla per motivare e responsabilizzare i dipendenti, in maniera da renderli quanto meno consapevoli di ciò che stanno facendo. È chiaro.
Frenare in discesa è più pericoloso che correrci
Rif. 2977. Galleria a scendere del Bus de Vela. Adesso è illuminata, ma vogliamo togliere quell’assurdo cartello del limite dei 50 chilometri orari che tanto nessuno rispetta? O è messo lì solo per bellezza?
Risposta:
Rif. 2985 Frenare in discesa è più pericoloso che correrci
Non so se è più pericoloso superare i 50 chilometri orari o tirare i freni rischiando fatali tamponamenti. Ognuno ha il suo stile di guida. Proprio per questo motivo i divieti non sortiscono mai gli effetti desiderati.
Risposta:
Rif. 2985 Frenare in discesa è più pericoloso che correrci
Non so se è più pericoloso superare i 50 chilometri orari o tirare i freni rischiando fatali tamponamenti. Ognuno ha il suo stile di guida. Proprio per questo motivo i divieti non sortiscono mai gli effetti desiderati.
NUOVI MESSAGGI
Consulenti alla viabilità? Ma mi faccia il piacere!
Rif. 2986 Consulenti alla viabilità? Ma mi faccia il piacere!
Leggo che, secondo i soloni pagati profumatamente, la tangenziale est non risolverebbe i problemi dell’attuale tangenziale. Io credo che basterebbe solo un po’ di buon senso per capire che la tangenziale est è indispensabile. Oppure vedere quello che succede quando c’è un incidente su questa unica strada che congiunge Trento sud a Trento est senza passare per la città. Io credo invece che ci siano interessi lobbistici di quartiere (Bolghera) che contrastano questa logica soluzione.
Leggo che, secondo i soloni pagati profumatamente, la tangenziale est non risolverebbe i problemi dell’attuale tangenziale. Io credo che basterebbe solo un po’ di buon senso per capire che la tangenziale est è indispensabile. Oppure vedere quello che succede quando c’è un incidente su questa unica strada che congiunge Trento sud a Trento est senza passare per la città. Io credo invece che ci siano interessi lobbistici di quartiere (Bolghera) che contrastano questa logica soluzione.
Differenza fra Malga e Alm
Rif. 2987 Differenza fra Malga e Alm
Purtroppo ci tocca ancora parlare male del Monte Bondone. Mi riferisco alla Malga Brigolina di Candriai. Veramente mi chiedo perché ci sia così poca attenzione per il “contorno” di un posto così naturalmente bello. E non parlo di qualità del mangiare, anche se mi pare che confondano la quantità con la qualità, ma di pulizia, ordine, attrezzature. Le panche sono orribili oltre che a rischio scheggia e dovrebbero essere sostituite quanto prima. C’è un senso di disordine e scarsa pulizia che lascia sconcertati. Quando vado in qualche altro posto (l’ultimo è stato il rifugio Potzmauer) ho visto ben altro. Per non parlare, appunto, delle Alm dell’Alto Adige.
Purtroppo ci tocca ancora parlare male del Monte Bondone. Mi riferisco alla Malga Brigolina di Candriai. Veramente mi chiedo perché ci sia così poca attenzione per il “contorno” di un posto così naturalmente bello. E non parlo di qualità del mangiare, anche se mi pare che confondano la quantità con la qualità, ma di pulizia, ordine, attrezzature. Le panche sono orribili oltre che a rischio scheggia e dovrebbero essere sostituite quanto prima. C’è un senso di disordine e scarsa pulizia che lascia sconcertati. Quando vado in qualche altro posto (l’ultimo è stato il rifugio Potzmauer) ho visto ben altro. Per non parlare, appunto, delle Alm dell’Alto Adige.
Il traffico di Trento! Ma di cosa stiamo parlando?
Rif. 2988 Il traffico di Trento! Ma di cosa stiamo parlando?
Da settimane pagine di giornale sull’enorme (!) problema del traffico a Trento. Addirittura, per incentivare l’uso dell’autobus, il furbo di turno propone di non utilizzare le piazzole per la fermata dell’autobus (che peraltro sono state già in parte tolte) per così costringere le auto in colonna... Ma datevi una calmata cha per attraversare la città ci vogliono 5 minuti! Ci saranno anche momenti di coda e traffico, ma la situazione non mi pare così tragica. O tutto questo serve solo per dar fiato a politici senza idee? E per cortesia, lasciate in pensione quel tale che ha fatto più danni che altro. Come si chiamava...Pompirmaier, Pombermaier o forse... Pompermaier?
Da settimane pagine di giornale sull’enorme (!) problema del traffico a Trento. Addirittura, per incentivare l’uso dell’autobus, il furbo di turno propone di non utilizzare le piazzole per la fermata dell’autobus (che peraltro sono state già in parte tolte) per così costringere le auto in colonna... Ma datevi una calmata cha per attraversare la città ci vogliono 5 minuti! Ci saranno anche momenti di coda e traffico, ma la situazione non mi pare così tragica. O tutto questo serve solo per dar fiato a politici senza idee? E per cortesia, lasciate in pensione quel tale che ha fatto più danni che altro. Come si chiamava...Pompirmaier, Pombermaier o forse... Pompermaier?
Mi hai costretto ad amarti e dopo...
Rif. 2989 Mi hai costretto ad amarti e dopo...
Tu, uomo cinquantenne che gioca ancora con le palle (da tennis, da calcio e le tue...): un anno fa ti dissi che non volevo storie e innamorarmi perché avevo troppi problemi da risolvere. Sola, due figli adolescenti, problemi economici... Tu, no... A rincorrermi, a dirmi «Ti amo» dopo dieci giorni. A voler venire a casa mia dopo un mese. E... sorpresa. Mi sono innamorata. E tu... sei sparito a giocare con le palle.
Tu, uomo cinquantenne che gioca ancora con le palle (da tennis, da calcio e le tue...): un anno fa ti dissi che non volevo storie e innamorarmi perché avevo troppi problemi da risolvere. Sola, due figli adolescenti, problemi economici... Tu, no... A rincorrermi, a dirmi «Ti amo» dopo dieci giorni. A voler venire a casa mia dopo un mese. E... sorpresa. Mi sono innamorata. E tu... sei sparito a giocare con le palle.






