>>>Bazar n.32 del 18 agosto
MESSAGGI DI RISPOSTA
Tempo di crisi, tempo di opportunità
Rif. 2962. Ho 42 anni e non riesco a trovare un lavoro. Addirittura per le pulizie chiedono «esperienza»... Ho fatto per anni la barista, poi addetta portierato. Ora non ho più nemmeno la disoccupazione: ditemi cosa dovrei fare. A chi rivolgermi? Non credo di chiedere tanto: un lavoro a turni o notturno, una guardia... Qualsiasi cosa, con dignità.
Risposta:
Rif. 2968. Tempo di crisi, tempo di opportunità
Leggere certi annunci, oltre a stringere crudelmente il cuore, fa capire e conferma che viviamo tempi difficili, in cui il lavoro ha ricominciato ad assomigliare pericolosamente ad una chimera. Tuttavia, lasciatemi dire che è soprattutto in tempi di crisi che l’uomo deve dimostrare la sua tenacia, la sua capacità di adattamento. Piangersi addosso non aiuta. E nemmeno mangiarsi le mani per le eventuali opportunità che si sono lasciate sfuggire. In questi momenti – quando si perde il lavoro o ci si trova in ristrettezze finanziarie – bisogna guardarsi dentro, capire cosa si vuol davvero fare nella vita e poi mettere a frutto i propri talenti: perché ognuno di noi ne ha, basta solo saperli – e volerli – riconoscere. Carlo.
Risposta:
Rif. 2968. Tempo di crisi, tempo di opportunità
Leggere certi annunci, oltre a stringere crudelmente il cuore, fa capire e conferma che viviamo tempi difficili, in cui il lavoro ha ricominciato ad assomigliare pericolosamente ad una chimera. Tuttavia, lasciatemi dire che è soprattutto in tempi di crisi che l’uomo deve dimostrare la sua tenacia, la sua capacità di adattamento. Piangersi addosso non aiuta. E nemmeno mangiarsi le mani per le eventuali opportunità che si sono lasciate sfuggire. In questi momenti – quando si perde il lavoro o ci si trova in ristrettezze finanziarie – bisogna guardarsi dentro, capire cosa si vuol davvero fare nella vita e poi mettere a frutto i propri talenti: perché ognuno di noi ne ha, basta solo saperli – e volerli – riconoscere. Carlo.
NUOVI MESSAGGI
Durissima scuola per ausiliari ospedalieri
Rif. 2969. Durissima scuola per ausiliari ospedalieri
Sono una donna e mamma che, come gli altri miei colleghi ausiliari ospedalieri, ha intrapreso la strada della scuola per diventare Oss e finalmente avere un posto di lavoro fisso. Non sapevo come sarebbe stato riprendere la scuola dopo tanti anni che non prendevo un libro in mano per studiare, ma incoraggiata dalla mia famiglia, dai colleghi e dall’obiettivo precipuo del posto fisso mi ci sono iscritta. Devo ammettere che già dalle prime lezioni avevamo tutti capito che non sarebbe stato facile, visto che io e altri colleghi facevamo parte di un corso scolastico «speciale». Esso consiste nell’andare a scuola solo due volte alla settimana, in maniera da poter nel frattempo continuare a lavorare. Come ho già detto, sono una mamma –come altre nel corso – quindi come tale devo dividere il tempo tra lavoro, casa e famiglia e ora anche la scuola. Si capisce che il tempo per studiare è limitato e, in considerazione degli anni passati dall’adolescenza, i cervelli sono un po’ arrugginiti. Dopo circa due mesi di aula abbiamo dovuto affrontare la prima verifica (da notare che è stato necessario studiare il doppio di cose rispetto agli corsi «base» che prevedono la frequentazione scolastica cinque giorni alla settimana). Dopo circa un mese, ecco che ci vengono schiaffati nero su bianco i nostri voti: inutile dire che per la maggior parte di noi i risultati sono stati disastrosi. Una fila di insufficienze. Il morale è sceso, per così dire, sotto la suola delle scarpe. E poi si meravigliano che si sono ritirati ben quindici iscritti... Tra l’altro si noti che più calano gli iscritti più diminuiscono i contributi della Provincia; ecco perché nella nostra scuola i professori tentano di accaparrarsi studenti da altre scuole, per poter così raggiungere un numero più alto. Eravamo convinti che i nostri insegnanti fossero un po’ più clementi nelle domande poste in verifica, dato che avevamo dovuto studiare quattro argomenti diversi. Ma così non è stato. Spero vivamente che andando avanti le cose migliorino e che si riesca a trovare un punto d’incontri tra studenti e professori. Firmato: ausiliari delusi e demoralizzati.
Sono una donna e mamma che, come gli altri miei colleghi ausiliari ospedalieri, ha intrapreso la strada della scuola per diventare Oss e finalmente avere un posto di lavoro fisso. Non sapevo come sarebbe stato riprendere la scuola dopo tanti anni che non prendevo un libro in mano per studiare, ma incoraggiata dalla mia famiglia, dai colleghi e dall’obiettivo precipuo del posto fisso mi ci sono iscritta. Devo ammettere che già dalle prime lezioni avevamo tutti capito che non sarebbe stato facile, visto che io e altri colleghi facevamo parte di un corso scolastico «speciale». Esso consiste nell’andare a scuola solo due volte alla settimana, in maniera da poter nel frattempo continuare a lavorare. Come ho già detto, sono una mamma –come altre nel corso – quindi come tale devo dividere il tempo tra lavoro, casa e famiglia e ora anche la scuola. Si capisce che il tempo per studiare è limitato e, in considerazione degli anni passati dall’adolescenza, i cervelli sono un po’ arrugginiti. Dopo circa due mesi di aula abbiamo dovuto affrontare la prima verifica (da notare che è stato necessario studiare il doppio di cose rispetto agli corsi «base» che prevedono la frequentazione scolastica cinque giorni alla settimana). Dopo circa un mese, ecco che ci vengono schiaffati nero su bianco i nostri voti: inutile dire che per la maggior parte di noi i risultati sono stati disastrosi. Una fila di insufficienze. Il morale è sceso, per così dire, sotto la suola delle scarpe. E poi si meravigliano che si sono ritirati ben quindici iscritti... Tra l’altro si noti che più calano gli iscritti più diminuiscono i contributi della Provincia; ecco perché nella nostra scuola i professori tentano di accaparrarsi studenti da altre scuole, per poter così raggiungere un numero più alto. Eravamo convinti che i nostri insegnanti fossero un po’ più clementi nelle domande poste in verifica, dato che avevamo dovuto studiare quattro argomenti diversi. Ma così non è stato. Spero vivamente che andando avanti le cose migliorino e che si riesca a trovare un punto d’incontri tra studenti e professori. Firmato: ausiliari delusi e demoralizzati.
Abusi sessuali: li denuncia la procura o la Curia?
Rif. 2970. Abusi sessuali: li denuncia la procura o la Curia?
Non capisco come il Procuratore della Repubblica di Bolzano abbia potuto permettere al Vescovo di ricevere per primo le segnalazioni di abusi sessuali da parte di preti, vescovi e cardinali. Come se una madre denunciasse un figlio...
Non capisco come il Procuratore della Repubblica di Bolzano abbia potuto permettere al Vescovo di ricevere per primo le segnalazioni di abusi sessuali da parte di preti, vescovi e cardinali. Come se una madre denunciasse un figlio...
Su questi nostri disastri naturali
Rif. 2971. Su questi nostri disastri naturali
Quanto accaduto a Piné in seguito alle recenti giornate di maltempo ci deve mettere in guardia; farci capire che viviamo in condizioni di falsa sicurezza, dacché basta qualche mm di pioggia in più e succede un disastro. Questa è la riflessione che dovrebbero fare Protezione Civile e Pat, in sede di prevenzione, naturalmente.
Quanto accaduto a Piné in seguito alle recenti giornate di maltempo ci deve mettere in guardia; farci capire che viviamo in condizioni di falsa sicurezza, dacché basta qualche mm di pioggia in più e succede un disastro. Questa è la riflessione che dovrebbero fare Protezione Civile e Pat, in sede di prevenzione, naturalmente.
Malga Mezavia Story
Malga Mezavia Story
Una lettera sul «trentino» e la pronta risposta dell’Amministrazione Comunale
2948. Una settimana fa ho fatto il giro delle quattro malghe organizzato dalla circoscrizione di Sopramonte. Una bella passeggiata, forse meritava più gente. Ma che tristezza la Malga di Mezavia. Tutto abbandonato. Nessun segno di vita. Dove per anni, nel bene e nel male, c’era un campeggio ed una attività di ristorazione ora solo malinconia. E tutto per l’egoismo e l’ottusità di amministratori e pseudopolitici oltre di gente che dovrebbe vergognarsi per questo squallido risultato. E pensare che hanno speso anche qualche milione di euro per fare le fognature!!
Rif. 2959. I l numero 29 di Bazar ospita la denuncia di un lettore reduce dalla passeggiata «Giro delle 4 malghe del Bondone» tenutasi l’11 luglio, che scrive «...Una bella passeggiata, forse meritava più gente. Ma che tristezza la Malga di Mezavia. Tutto abbandonato. Nessun segno di vita. Dove per anni, nel bene e nel male, c’era un campeggio ed una attività di ristorazione ora solo malinconia. E tutto per l’egoismo e l’ottusità di amministratori e pseudopolitici oltre di gente che dovrebbe vergognarsi per questo squallido risultato». In qualità di Presidente dell’Amministrazione Separata dell’Uso Civico di Baselga del Bondone vorrei precisare quanto segue: - Amministrazione Comunale di Trento, Consiglio Circoscrizionale del Bondone e un’Asuc costituita con il 75% dei voti favorevoli dei residenti della frazione di Baselga del Bondone hanno deciso fosse arrivato il momento di dire basta al deprimente spettacolo che la zona di Malga di Mezavia offriva in passato. Questo spettacolo manca forse a qualcuno? - Le citate Amministrazioni stanno lavorando congiuntamente per ridare all’area quella dignità paesaggistica che coniughi la fruizione di questa splendida area con la tutela dell’ambiente, nell’ottica anche della prossima attivazione del Parco del Monte Bondone. E sicuramente è questa la strada giusta per un «vero» rilancio del Monte Bondone. - Vorrei informare inoltre che è alle battute finali l’accordo tra Comune di Trento e Asuc di Baselga del Bondone che vedrà il ritorno della Malga nella disponibilità dell’Asuc, a fronte di un complessivo riordino delle competenze delle rispettive amministrazioni. - Per quanto riguarda le accuse rivolte all’amministrazione che rappresento, sono disponibile a fornire a chiunque tutte le informazioni, opportunamente documentate, circa la correttezza e l’onestà del nostro operato; siamo dei volontari mossi da senso civico e costruttivo legame al nostro territorio. Alberto Baldessari («l’Adige” del 30 luglio 2010).
Risposta:
A proposito di Malga Mezavia
Poiché qualcuno pare abbia la memoria corta e soprattutto affermi cose che non appaiono corrispondenti alla realtà, vi prego pubblicare l’articolo pubblicato dal quotidiano «Trentino» il 15 maggio 2009 e la successiva replica dell’amministrazione comunale di Trento.
«Rivogliamo Malga Mezavia»
BASELGA DEL BONDONE. «La malga di Mezavia appartiene alla comunità di Baselga del Bondone e l’Asuc intende tornarne in possesso». La nuova amministrazione separata degli usi civici di Baselga, nata l’anno scorso in seguito a un referendum, torna a porre sul tavolo la questione di Mezavia. «La nostra intenzione - spiega - è tornare in possesso della struttura per garantirne un utilizzo e una gestione a favore della popolazione. L’attuale gestore ha beneficiato per quasi 30 anni di un bene pubblico, è quindi tornato il momento che tale bene torni nella disponibilità di chi vanta un diritto di uso civico». Storicamente la malga è stata un bene di uso collettivo; negli anni ’70 è stata data in gestione a un imprenditore e nel marzo 2007, scaduta la concessione e le successive proroghe, doveva tornare a disposizione del comune e quindi della frazione di Baselga. Contro l’ipotesi del Comune di realizzare un parco-vacanze è nato un comitato, trasformatosi poi nella nuova Asuc: «La popolazione - ribadiscono - è convinta che dev’essere fatto ogni sforzo per preservare questa zona al centro di un’area ancora integra: se Malga Mezavia diventasse un villaggio turistico sarebbe irrimediabilmente compromessa l’area compresa tra i paesi e la parte alta del Bondone, rendendo tra l’altro ridicola la costituzione del nuovo parco naturale». L’area, sostiene l’Asuc, non è adatta ad un campeggio perché troppo delicata dal punto di vista ambientale. E ancora più inammissibile viene giudicata l’ipotesi del Comune di creare nella località un parcheggio per camper. L’Asuc lamenta una mancanza di informazioni da parte di palazzo Thun: «Ad oggi, nonostante le ripetute richieste, non sappiamo come il Comune ha concesso a un imprenditore l’utilizzo degli immobili come residenza e ristorante. Non risultano concessioni di beni pubblici e nemmeno contratti d’affitto. Com’è possibile - si chiede l’Asuc di Baselga - che un esercizio commerciale di proprietà comunale sia dato in uso senza una gara pubblica? Si tratta di un’occupazione abusiva e come tale andrebbe trattata».
MALGA MEZAVIA: PRECISAZIONI
Con riferimento all’articolo apparso venerdì scorso su un quotidiano locale dal titolo “Rivogliamo malga Mezavia” e alle considerazioni lì riportate riguardanti la malga stessa si ritiene di dover precisare quanto segue, rispetto alle opinioni citate.
• Il compendio immobiliare denominato Malga di Mezavia sul Monte Bondone è caratterizzato da una diversa configurazione e classificazione giuridica a seconda che si tratti degli edifici ovvero dell’area circostante.
Il solo terreno circostante i due edifici risulta gravato dal diritto di uso civico a favore della frazione di Baselga di Bondone, mentre la c.d. “malga”, così come la casa di abitazione non rientrano tra i beni gravati da uso civico.
Il terreno circostante i due edifici è nelle disponibilità dell’ASUC di Baselga del Bondone da quando è diventata operativa nell’amministrazione dei relativi beni di uso civico, ovvero dal 2009. In questo senso sono intervenute più note tra l’Amministrazione comunale e la stessa ASUC.
• Si afferma che “l’area non è adatta ad un campeggio perché troppo delicata dal punto di vista urbanistico”. Sotto il profilo della destinazione urbanistica del compendio immobiliare, il compendio immobiliare è inserito urbanisticamente in zona F1 “zone per attrezzature pubbliche e di uso pubblico di interesse urbano”, con la destinazione funzionale CA “campeggi”. La destinazione urbanistica attuale è la stessa vigente all’origine di costruzione del campeggio. Il tema dell’individuazione, dal punto di vista urbanistico, dell’area a campeggio sul Monte Bondone, e dunque delle possibili soluzioni localizzative diverse da questa in atto della cosiddetta “malga Mezavia”, è stata nel tempo oggetto di vivace, e talvolta contrapposto dibattito politico, senza che ciò abbia però portato alla individuazione di una scelta pianificatoria diversa, che quindi risulta essere, ad oggi, l’unica sostenuta dagli strumenti di pianificazione del territorio.
• Quanto al rapporto con il signor Bernardi, si osserva che l’individuazione dello stesso per un progetto di realizzazione e riqualificazione di un campeggio in Bondone è avvenuta a seguito di un avviso pubblico di investimento, nell’ambito del secondo bando per investimenti del Patto territoriale del Monte Bondone. Non corrisponde quindi al vero che non ci sia stata una pubblica gara.
Con la società Bernardi S.a.s. è stata quindi formalizzata la concessione del compendio immobiliare in questione, mentre da ultimo l’ASUC di Baselga del Bondone, costituita nel 2008 con operatività giuridica dal 2009, divenendo amministratore della parte del compendio gravata da uso civico e rappresentando la netta contrerietà alla destinazione a campeggio, ha di fatto impedito la formalizzazione del contratto con la società Bernardi S.a.s. di Bernardi Vittorio & C, per cui il rapporto con lo stesso non si è potuto tradurre in un regolare contratto di concessione, anche se allo stesso sono sempre stati regolarmente chiesti in forma extracontrattuale i corrispettivi per l’occupazione che non può certo definirsi abusiva.
Una lettera sul «trentino» e la pronta risposta dell’Amministrazione Comunale
2948. Una settimana fa ho fatto il giro delle quattro malghe organizzato dalla circoscrizione di Sopramonte. Una bella passeggiata, forse meritava più gente. Ma che tristezza la Malga di Mezavia. Tutto abbandonato. Nessun segno di vita. Dove per anni, nel bene e nel male, c’era un campeggio ed una attività di ristorazione ora solo malinconia. E tutto per l’egoismo e l’ottusità di amministratori e pseudopolitici oltre di gente che dovrebbe vergognarsi per questo squallido risultato. E pensare che hanno speso anche qualche milione di euro per fare le fognature!!
Rif. 2959. I l numero 29 di Bazar ospita la denuncia di un lettore reduce dalla passeggiata «Giro delle 4 malghe del Bondone» tenutasi l’11 luglio, che scrive «...Una bella passeggiata, forse meritava più gente. Ma che tristezza la Malga di Mezavia. Tutto abbandonato. Nessun segno di vita. Dove per anni, nel bene e nel male, c’era un campeggio ed una attività di ristorazione ora solo malinconia. E tutto per l’egoismo e l’ottusità di amministratori e pseudopolitici oltre di gente che dovrebbe vergognarsi per questo squallido risultato». In qualità di Presidente dell’Amministrazione Separata dell’Uso Civico di Baselga del Bondone vorrei precisare quanto segue: - Amministrazione Comunale di Trento, Consiglio Circoscrizionale del Bondone e un’Asuc costituita con il 75% dei voti favorevoli dei residenti della frazione di Baselga del Bondone hanno deciso fosse arrivato il momento di dire basta al deprimente spettacolo che la zona di Malga di Mezavia offriva in passato. Questo spettacolo manca forse a qualcuno? - Le citate Amministrazioni stanno lavorando congiuntamente per ridare all’area quella dignità paesaggistica che coniughi la fruizione di questa splendida area con la tutela dell’ambiente, nell’ottica anche della prossima attivazione del Parco del Monte Bondone. E sicuramente è questa la strada giusta per un «vero» rilancio del Monte Bondone. - Vorrei informare inoltre che è alle battute finali l’accordo tra Comune di Trento e Asuc di Baselga del Bondone che vedrà il ritorno della Malga nella disponibilità dell’Asuc, a fronte di un complessivo riordino delle competenze delle rispettive amministrazioni. - Per quanto riguarda le accuse rivolte all’amministrazione che rappresento, sono disponibile a fornire a chiunque tutte le informazioni, opportunamente documentate, circa la correttezza e l’onestà del nostro operato; siamo dei volontari mossi da senso civico e costruttivo legame al nostro territorio. Alberto Baldessari («l’Adige” del 30 luglio 2010).
Risposta:
A proposito di Malga Mezavia
Poiché qualcuno pare abbia la memoria corta e soprattutto affermi cose che non appaiono corrispondenti alla realtà, vi prego pubblicare l’articolo pubblicato dal quotidiano «Trentino» il 15 maggio 2009 e la successiva replica dell’amministrazione comunale di Trento.
«Rivogliamo Malga Mezavia»
BASELGA DEL BONDONE. «La malga di Mezavia appartiene alla comunità di Baselga del Bondone e l’Asuc intende tornarne in possesso». La nuova amministrazione separata degli usi civici di Baselga, nata l’anno scorso in seguito a un referendum, torna a porre sul tavolo la questione di Mezavia. «La nostra intenzione - spiega - è tornare in possesso della struttura per garantirne un utilizzo e una gestione a favore della popolazione. L’attuale gestore ha beneficiato per quasi 30 anni di un bene pubblico, è quindi tornato il momento che tale bene torni nella disponibilità di chi vanta un diritto di uso civico». Storicamente la malga è stata un bene di uso collettivo; negli anni ’70 è stata data in gestione a un imprenditore e nel marzo 2007, scaduta la concessione e le successive proroghe, doveva tornare a disposizione del comune e quindi della frazione di Baselga. Contro l’ipotesi del Comune di realizzare un parco-vacanze è nato un comitato, trasformatosi poi nella nuova Asuc: «La popolazione - ribadiscono - è convinta che dev’essere fatto ogni sforzo per preservare questa zona al centro di un’area ancora integra: se Malga Mezavia diventasse un villaggio turistico sarebbe irrimediabilmente compromessa l’area compresa tra i paesi e la parte alta del Bondone, rendendo tra l’altro ridicola la costituzione del nuovo parco naturale». L’area, sostiene l’Asuc, non è adatta ad un campeggio perché troppo delicata dal punto di vista ambientale. E ancora più inammissibile viene giudicata l’ipotesi del Comune di creare nella località un parcheggio per camper. L’Asuc lamenta una mancanza di informazioni da parte di palazzo Thun: «Ad oggi, nonostante le ripetute richieste, non sappiamo come il Comune ha concesso a un imprenditore l’utilizzo degli immobili come residenza e ristorante. Non risultano concessioni di beni pubblici e nemmeno contratti d’affitto. Com’è possibile - si chiede l’Asuc di Baselga - che un esercizio commerciale di proprietà comunale sia dato in uso senza una gara pubblica? Si tratta di un’occupazione abusiva e come tale andrebbe trattata».
MALGA MEZAVIA: PRECISAZIONI
Con riferimento all’articolo apparso venerdì scorso su un quotidiano locale dal titolo “Rivogliamo malga Mezavia” e alle considerazioni lì riportate riguardanti la malga stessa si ritiene di dover precisare quanto segue, rispetto alle opinioni citate.
• Il compendio immobiliare denominato Malga di Mezavia sul Monte Bondone è caratterizzato da una diversa configurazione e classificazione giuridica a seconda che si tratti degli edifici ovvero dell’area circostante.
Il solo terreno circostante i due edifici risulta gravato dal diritto di uso civico a favore della frazione di Baselga di Bondone, mentre la c.d. “malga”, così come la casa di abitazione non rientrano tra i beni gravati da uso civico.
Il terreno circostante i due edifici è nelle disponibilità dell’ASUC di Baselga del Bondone da quando è diventata operativa nell’amministrazione dei relativi beni di uso civico, ovvero dal 2009. In questo senso sono intervenute più note tra l’Amministrazione comunale e la stessa ASUC.
• Si afferma che “l’area non è adatta ad un campeggio perché troppo delicata dal punto di vista urbanistico”. Sotto il profilo della destinazione urbanistica del compendio immobiliare, il compendio immobiliare è inserito urbanisticamente in zona F1 “zone per attrezzature pubbliche e di uso pubblico di interesse urbano”, con la destinazione funzionale CA “campeggi”. La destinazione urbanistica attuale è la stessa vigente all’origine di costruzione del campeggio. Il tema dell’individuazione, dal punto di vista urbanistico, dell’area a campeggio sul Monte Bondone, e dunque delle possibili soluzioni localizzative diverse da questa in atto della cosiddetta “malga Mezavia”, è stata nel tempo oggetto di vivace, e talvolta contrapposto dibattito politico, senza che ciò abbia però portato alla individuazione di una scelta pianificatoria diversa, che quindi risulta essere, ad oggi, l’unica sostenuta dagli strumenti di pianificazione del territorio.
• Quanto al rapporto con il signor Bernardi, si osserva che l’individuazione dello stesso per un progetto di realizzazione e riqualificazione di un campeggio in Bondone è avvenuta a seguito di un avviso pubblico di investimento, nell’ambito del secondo bando per investimenti del Patto territoriale del Monte Bondone. Non corrisponde quindi al vero che non ci sia stata una pubblica gara.
Con la società Bernardi S.a.s. è stata quindi formalizzata la concessione del compendio immobiliare in questione, mentre da ultimo l’ASUC di Baselga del Bondone, costituita nel 2008 con operatività giuridica dal 2009, divenendo amministratore della parte del compendio gravata da uso civico e rappresentando la netta contrerietà alla destinazione a campeggio, ha di fatto impedito la formalizzazione del contratto con la società Bernardi S.a.s. di Bernardi Vittorio & C, per cui il rapporto con lo stesso non si è potuto tradurre in un regolare contratto di concessione, anche se allo stesso sono sempre stati regolarmente chiesti in forma extracontrattuale i corrispettivi per l’occupazione che non può certo definirsi abusiva.






