>>>Bazar n.24 del 16 giugno

MESSAGGI DI RISPOSTA

Prova ad andarci tu

Rif. 2884. Oggi voglio parlare di ultrà e di forze dell’ordine, su come cioè si potrebbero evitare incidenti agli stadi o addirittura ultrà o carabinieri o poliziotti morti. Se a voi forze dell’ordine gli ultrà stanno antipatici al 100 per 100, per gli ultrà non siete da meno, anzi forse vi reputano peggio. Ora, se i carabinieri o la polizia agli stadi non picchiassero gli ultrà, questi ultimi non picchierebbero loro. Non si deve usare la legge «occhio per occhio dente per dente». È come se la morte di Gabriele Nardi e quella di Filippo Raciti si compensassero... Capisco che in certi frangenti sia difficile mantenere la calma con le frange di tifosi più esagitati, ma non è che siccome voi avete la divisa, allora dovete sentirvi leoni, perché siete uomini come tutti gli altri che lavorano, che siano muratori, falegnami, avvocati o medici, siete come loro.


Risposta:

Rif. 2889. Prova ad andarci tu

Vacci tu con la divisa allo stadio e poi ne parliamo su chi inizia per primo. Ok?

La spada di Damocle del maltempo

Rif. 2885. In questo periodo sui giornali molta gente denuncia il deturpamento del paesaggio in Val di Non. Hanno ragione: è un vero disastro paesaggistico. Leggo oggi su un quotidiano locale della «stizza» con la quale risponde il «magnate» Magnani in merito al problema reti. Ritiene costui che siano ancora poche,e che per salvare la produzione siano indispensabili, ma si contraddice: sino ad ora quelle installate sono solo un 5%, ne servirebbero almeno un 20%. Io mi chiedo come mai solo una piccola minoranza le ha installate se sono cosi indispensabili? Molta gente della Valle che vi abita normalmente e molti altri che arrivano in vacanza ritengono che le reti siano un vero disastro paesaggistico, ma non chiedono che siano eliminate, ma solamente che siano regolamentate, che si possa cioè installarle solo in località dal conclamato pericolo di grandine e che non siano messe in collina in bella vista. Mantenere un paesaggio bello come il nostro è come possedere un capitale immenso ed invidiabile e tutta la frutta che vi si produce non ne compensa il valore. È altresì discutibile che una minoranza possa imporre alla stragrande maggioranza della popolazione l’impossibilità di godere di un paesaggio splendido tramandatoci dai nostri antenati che lo hanno conservato sino a pochi anni fa. La produzione di mele avrà pure delle esigenze, non credo però che per produrle si debba trasformare la valle in un deposito di cemento (leggasi «pali») e del deturpamento del paesaggio con le reti. Questo non è ammissibile nel contesto democratico in cui viviamo. Purtroppo la politica nel nostro bel Trentino è assente ed una casta di contadini benestanti fa il bello ed il brutto tempo; pensa solo al proprio profitto rovinando il futuro di chi verrà dopo di noi.


Risposta:

Rif. 2890. La spada di Damocle del maltempo

L’economia del Trentino si basa sul turismo e sull’agricoltura. È questo che dobbiamo aver presente prima di metterci a criticare i «ricchissimi» contadini. Provate voi a lavorare con sulla testa la spada di Damocle del maltempo che, in un sol colpo, può rischiare di cancellare mesi e mesi di lavoro, lasciando i contadini nelle proverbiali e scomode braghe de tela.

Il diritto di poter parcheggiare: con o senza spiccioli

Rif. 2886. Calceranica al Lago: tutti i parcheggi a pagamento, come sempre, dappertutto? Ma gli automobilisti devono andare in giro con le tasche stracolme di monetine? Un cambiamonete accanto al parchimetro non sarebbe questa grande richiesta, no?


Risposta:

Rif. 2891.Il diritto di poter parcheggiare: con o senza spiccioli

Questa è una cosa che ha sempre incuriosito anche il sottoscritto. Ma perché, secondo i dottori di Trentino Riscossioni, uno dovrebbe per forza avere in tasca delle monete? Cos’è una specie di regolamento? Una legge? Usufruire del servizio credo sia un diritto che non va vincolato al possesso di monete, ma dovrebbe poter venire esercitato sempre.

NUOVI MESSAGGI


L’allarmismo della stampa locale

Rif. 2892. L’allarmismo della stampa locale
Prima ci si mette Saviano con la storia della mafia che vuole prendersi le mele, adesso i quotidiani locali si stracciano le vesti e minacciano sciopero contro la legge «bavaglio». Scusate ma questo è terrorismo mediatico. Voi dovete fare informazione, non allarmare la popolazione. Tornate al vostro ruolo originario, grazie. Diego.