>>>Bazar n.12 del 24 marzo

MESSAGGI DI RISPOSTA

Canti e palloncini non tolgono dignità ad una celebrazione

Rif. 2658. Le tragedie non fanno notizia. Quando qualcuno muore accidentalmente in montagna o in vacanza è solo il concretizzarsi di un amaro e triste destino. Quello che però fa notizia - in Trentino ma anche fuori – sono le cerimonie funebri che ne conseguono. Più che funerali di un essere umano paiono spesso funerali della dignità. Palloncini, musica, orazioni raffazzonate che strappano facili applausi. Ma dove siamo? Sono nata in un mondo che aveva rispetto per i morti. Ai miei tempi i funerali erano una cerimonia seria e, soprattutto, religiosa. Oggi mi pare che siano diventati una sorta di happening più a uso e consumo della nostalgia e della vanità dei vivi che della memoria di chi non c’è più. Speriamo che la tendenza si inverta quanto prima e si possa riscoprire il senso profondo della morte e della sua celebrazione. Margherita.


Rif. 2665. Credo che palloncini ai funerali non ce ne siano mai stati. E poi io dico che è meglio dare l’ultimo saluto alla persona in un modo né troppo allegro né troppo triste. Migliaia di anni fa, in Africa, quando moriva qualcuno, oltre alla cerimonia c’erano un paio d’ore di ballo e divertimento, questo non per dire che se anche quella persona era morta, si poteva benissimo fare a meno di lei, ma era un modo per far vedere al defunto che tutti gli uomini del villaggio si riunivano solo ed esclusivamente per lui, in modo da fargli vedere che era ricordato anche dopo la sua morte. Luca.


Rif. 2755. Canti e palloncini non tolgono dignità ad una celebrazione
Mi spiace leggere con amarezza quanto lei ha scritto riguardo all’obito fatto il 24/1 u.s. ad Arco. Noto il suo disappunto misto ad ignoranza... La celebrazione delle esequie non è un discorso asettico né un panegirico ma la Parola di Dio che cerca di rispondere alla domanda essenziale di ogni persona, soprattutto che viene toccata dalla sofferenza e dalla morte. E la dignità della celebrazione, visto che l’ho preparato io che sono sacerdote, c’era e non si è abusato di nulla... in quanto alla predica lasci fare ai preti e lei rimanga laica e donna! per le esternazioni esterne fatte palloncini, musica ecc... non c’è scritto da nessuna parte che non si possano fare.... poi come ha scritto Luca in Africa e aggiungo America Latina ogni cultura ha il suo modo di esprimere dolore, sofferenza e morte. Cortesemente ringrazio!

Case sfitte ai barboni: perché no?

Rif. 2668. Ma porco cane! Sono incazzata nera, perché girando per i paesi se vede tante di quelle case abbandonate che ti chiedi perché non le utilizzino bene per i barboni.


Rif. 2676. Intanto le case abbandonate saranno di qualcuno e bisogna vedere se costui è d’accordo di lasciarle ai barboni. Inoltre la quasi totalità di questi personaggi non ne vuole sapere di vivere diversamente da come fanno quotidianamente. Si è già visto in altre occasioni: a loro piace così e quindi perchè forzare la cosa?


Rif. 2677. le case abbandonate avranno sicuramente un proprietario,e ognuno con la sua roba può far quel che vuole. Quanto ai barboni, nella maggior parte dei casi, la loro è una scelta di vita. Quando non lo è si tratta di una carenza cronica di civiltà, una sorta di assenza di voglia di far qualcosa. Firmato: un cittadino che si è guadagnato tutto lavorando, con tanto sacrificio. Come tanti altri.


Rif. 2756. Case sfitte ai barboni: perché no?
Concordo pienamente. Perché tante case abbandonate da chissà quanto tempo e non date ai barboni o agli emarginati? Così forse si ridurrebbero finalmente gli immigrati per strada.

Per certa gente ci vorrebbe la naja

Rif. 2725. Mi piacerebbe sapere cosa hanno i 99 Posse (gruppo campano formato da anarchici che suona e canta canzoni, cercateli su internet, in particolare la canzone «rigurgito antifascista»), contro i comunisti e fascisti, nazifascisti... Questa canzone, che già dal titolo fa comprendere il contenuto che accomuna fascisti a comunisti, ha solo un ritmo orecchiabile, ma non è tutto. Infatti alcune frasi tratte dalla canzone dicono: «Quei bastardi sono merda secca al sole sono luridi fascisti!» Poi c’e’ anche questa, che in fondo è razzista nei confronti dei gay e di chi è di colore: «Negro, frocio, bastardo comunista pervertito, nel bel mezzo della notte tu sarai individuato e da noi anarchici verrai sprangato». Infine, un’altra frase dice, riferita ai fascisti: «Mi colpisci alle spalle con le lame, ma non ti fai vedere in faccia, non serve a niente con la tua puzza di merda ti distingui tra la gente!»
Rif. 2731. È semplicemente una loro idea e poi, diciamocelo, i primi ad essere quello che dicono sono loro («bastardi», «cretini»...) basti vedere ciò che hanno fatto tempo fa al monumento degli alpini di Rovereto, alle banche, ecc... E poi, scusate, perché insultare gli alpini non è un crimine?


Rif. 2757. Per certa gente ci vorrebbe la naja
Hai proprio ragione, perché loro se lo possono permettere, mentre se lo facessi io - come chiunque altro – ci farebbero il processo immediato. Poi, prima di insultare gli alpini, bisognerebbe pensare al loro sacrificio nelle due guerre mondiali, a come hanno combattuto valorosamente su tutti i fronti. Io ci manderei gli anarchici via in Iraq o in Afghanistan a vedere come l’esercito se la cava, e poi sicuramente cambierebbero idea. Ah... ci vorrebbe ancora la buona vecchia naja per dare una bella lezione da «8» a quelle persone...

Sì, così dobbiamo alzarci alle cinque...

Rif. 2738. Traffico insopportabile, oggi come ieri, e come avant’ieri (ma come tutto lascia supporre, anche per i prossimi giorni se non settimane o mesi a venire). Io, come centinaia di altri automobilisti, sono rimasto imbottigliato nella strada che da ovest (vedi Bus di Vela) porta alla rotonda dell’autostrada centro Trento! Chiedo: è mai possibile che non ci sia mai un vigile, un carabiniere, un poliziotto & Co. a dirigere ed agevolare lo scorrimento del traffico? Possibile che per andare al lavoro, nel mio caso che devo percorrere otto, dico, otto chilometri, debba impiegare da un’ora a un’ora e mezza? Possibile che dobbiamo arrivare al lavoro nervosi e già stanchi? Possibile che la città debba sempre essere un cantiere aperto e che ciò debba per forza di cose ripercuotersi su chi per andare al lavoro deve utilizzare la macchina (ma anche autobus, il caos non cambia certo)?


Rif. 2746. Ti sta bene, a te e tutti quelli che per otto o dieci chilometri usano la macchina al posto del servizio pubblico o qualcos’altro di alternativo (moto, bici, ecc.). Non piangete del vostro male per piacere. P.S.: Sappi che se arivasse il vigile di turno a regolare il traffico di ore ne perderesti ben di più!


Rif. 2758. Sì, così dobbiamo alzarci alle cinque...
Ma starà bene a te e a tua sorella! Prova tu a fare otto chilometri prendendo due autobus e portando, nel frattempo un bambino a scuola terzo autobus. Forse alzandosi alle cinque e mezza di mattina, per le otto si è al lavoro. E chi viene invece da, ad esempio Tione (sono un po’ più di otto chilometri), quanto deve impiegare? La prossima volta connetti la penna al cervello, ok?


Rif. 2759. Se ci sono i vigili il traffico aumenta
Scusa mi permetto di risponderti che se ci fosse un vigile, un carabiniere o un poliziotto il traffico sarebbe ancora più intasato... Il problema è che a Trento si buttano i soldi nelle maniere più incredibili. Lavori pubblici che durano anni, potatura di piante in ore di punta (sempre alle nove di mattina o a mezzogiorno), camion della spazzatura che fanno la raccolta sempre in ore in cui il traffico è congestionato. Poreti noi de Trent! Sindaco daverzi i oci valà! Se te nesi a laorar anca ti ale nove ten tireresi giò de bestemie!

Saranno una cosa sola Revò e Tregiovo

Rif. 2749. Al Sindaco Walter Iori e all’Amministrazione Comunale di Revò. La popolazione di Revò, considerato l’avvicinarsi dello scadere del vostro mandato, sollecita vivamente l’inaugurazione della nuova piazza lasciataci in eredità. Nonostante il danno storico, artistico, ambientale e affettivo subito dal nostro paese, nonostante la mancanza di funzionalità a tutti i livelli, i problemi di parcheggio peggiorati, una strada pubblica indispensabile per la viabilità del paese diventata praticamente privata, nonostante l’indignazione di tutti i cittadini, la piazza così stravolta è pur sempre un’opera «moderna», fortemente voluta dall’Amministrazione attuale e non si capisce come mai, a soli due mesi dalla scadenza del mandato, non sia ancora stata inaugurata. Se questa amministrazione non ha il coraggio e la volontà per farlo, abbia almeno il coraggio di fare mea culpa per lo sfregio inferto al cuore del nostro paese e l’affronto fatto a tutta la comunità.


Rif. 2760. Via quell’ecomostro
Al signore che ha tirato su l’ecomostro vorrei dire che verrà buttato giù per sempre. Anzi. Per l’ecomostro meglio sarebbe fare una gara d’appalto al contrario. Sì, per per tirarlo giù prima che lo tiri giù la furia della gente.


Rif. 2761. Saranno una cosa sola Revò e Tregiovo
Ma no. Io so quello che sta di dietro: se la lista del sindaco Uolter Iori (quella con dentro i suoi cari) prenderà tanti voti nella frazione di Tregiovo, sarà premiata (la nostra Tregiovo) con un bene storico e artistico al posto della piazza. Non sarà la grandezza inarrivabile di Revò, ma comunque qualcosa da premio Attila sì. Roba da gente con certe lauree insomma. E i nostri due paesi faranno un festone congiunto: per la prima volta nella storia Tregiovo e Revò saranno una cosa sola. Basta avere pazienza. Neanche tanta. Tutte le cose umane hanno un inizio e una fine.

La gelosia è proprio una brutta bestia

Rif. 2715. Alla barista del bar Centrale di Mori: ho preso solo un caffè, sabato pomeriggio, ma a parte che era davvero buono, tu sei davvero una donna interessante.


Rif. 2736. Senti semolon: che te hai bevù en caffè al Centrale de Mori, ma cosa gat en quela zuca? non podit pensar che la barista «interessante» la poda esser anca per qualcuni altri? Te hai bevù sol en cafè, ma se te ne bevevi trei no cambiava gnente, sat? Sol che te deventavi nervoso. Vot en consiglio? Cambia bar. Bevete quattro candole de marzemin, così se te sei en pò ennebià, zerte dichiaraziom no te le fai. E tote drìo anca quel che ha riportà su Bazar sta stronzada, ma forsi quel l’è zà embriago.

Grazie, ma non bevo (N.d.r.)


Rif. 2762. La gelosia è proprio una brutta bestia
Scusami se ti ho disturbato; volevo solo fare un complimento alla ragazza che serve al Bar Centrale di Mori. Se ha già un uomo son contento per lui. Io però il caffè tornerò certamente a berlo lì per godermi la vista e farci due chiacchere innocenti. Certo che la gelosia è proprio una brutta bestia...

Anche troppo gentile lo staff di Baza

Rif. 2728. Grazie per non avere pubblicato il mio annuncio sulle bici della ciclabile e delle vecchiette! Dirò anche ai miei amici di non scrivervi più, poiché siete inaffidabili. Me la ligo al de’. E se non pubblicate questo annuncio, manterrò la mia promessa.


Gentile Lettore, non sia così duro con noi. Non ci risulta di aver ricevuto un annuncio del genere. Ce lo rimandi e lo pubblicheremo senza dubbio. E la raccomandiamo: parli bene di Bazar ai suoi amici. Grazie. La Redazione


Rif. 2734. Va bene, scusate il mio commento così duro (quel giorno ero nervoso per problemi in famiglia). Premesso che è impossibile parlare male di Bazar, ci sarà stato sicuramente un errore nell’invio. Forse ho schiacciato «reset» invece di «invia». Ve lo rispedirò più avanti. PS: Comunque l’idea di poter mandare annunci via internet è grandiosa, e anche molto più veloce di quella via lettera. Grazie. Giacomo.


Rif. 2763 Anche troppo gentile lo staff di Bazar
Caro il mio lettore, se lei è mentalmente sconnesso desista dallo scrivere a Bazar. Se fossi stato del loro staff non avrei risposto così, perciò loro sono stati anche troppo gentili.


Rif. 2764. Adesso chiedi scusa
Scusa, ma cosa sono tutte queste minacce a Bazar? Guarda che fanno solo il loro lavoro, e non sono lì per sentirsi predicare da gente come te. Fossi in te io scriverei un altro annuncio con su scritto mille volte scusa. È perfettamente inutile che fai il ruffiano dopo avere insultato in questo modo Bazar.

NUOVI MESSAGGI

Il sindaco di Vattaro imita Berlusconi

Rif. 2765. Il sindaco di Vattaro imita Berlusconi
Nel paese di Vattaro Berlusconi ha fatto scuola e infatti il nostro sindaco ha lo stesso concetto di democrazia. Nell’ultimo numero notiziario comunale, oltre a farsi pubblicità elettorale con i soldi pubblici, lascia spazio ad un solo articolo (è un’interpellanza) dell’opposizione, ma subito risponde con arroganza, sindacando anche sui toni. Quanto al resto del giornalino, oltre alle auto lodi dei componenti del Consiglio comunale il massimo è che gli altri «articoli» sono quasi tutti di tal Alcide Giacomelli che in fondo non trova di meglio che tessere le lodi di... se stesso. Spero che la prossima Giunta da chiunque sia composta, oltre se possibile a salvare l’unico parco che abbiamo dal progetto distruttivo previsto, capisca davvero che il paese è di tutti e lasci spazio a chiunque di esprimersi. I Biagi, Santoro etc. di Vattaro.

Operai acrobati al Comune di Trento

Rif. 2766. Operai acrobati al Comune di Trento
Ho un’impresa edile. Giovedì scorso passavo con il mio furgone lungo la strada che porta a Rovereto. Non immaginerete mai cosa ho visto... Un furgone del Comune fermo dall’altra parte della strada con due ruote sul marciapiede e fin qui niente di strano, se non fosse che sul cassone di quel furgone c’erano due operai del comune che erano intenti a sostituire una lampada di una fermata dell’autobus. Dunque il furgone era in pendenza con due ruote sul marciapiede e gli operai erano sul cassone ed entrambi su una scala sistemata alla bell’e meglio sul cassone pendente! Scusate, oh voi dell’ispettorato del lavoro, ma le norme sulla sicurezza valgono solo per noi poveri disgraziati? Noi poveri imprenditori spennati e senza diritti? O la legge è uguale per tutti? O forse gli operai del ricchissimo Comune di Trento sono immortali, hanno forse i super poteri? Possono volare? Il comune di Trento ha comprato loro le ali?

A proposito di canili: Che dire di Rovereto?

Rif. 2767. A proposito di canili: Che dire di Rovereto?
Non è una vergogna quello che sta accadendo al canile di Rovereto, con una struttura nuova di zecca, costata parecchie migliaia di euro alla collettività, e non ancora in attività per diatribe sorte fra Panepaa, Comune, nuovo gestore ecc.?! Se avessi soldi, glielo metterei in quel posto a quella gente. Il canile sarebbe privato e quelle povere bestie sistemate alla grande una volta per tutte! Invece per le «loro beghe» sono ancora nella vecchia struttura ai Fiori, fatiscente e priva di tutto. Esprimo tutto il mio sdegno e rammarico. Renzo.

Sempre più “educati” in quel ristorante

Rif. 2768. Sempre più “educati” in quel ristorante
Premetto che sono un immobiliarista trentino ed assieme alla mia compagna (dipendente bancaria) ci siamo recati, nella serata di sabato 20 marzo 2010, al ristorante Trittico a Trento al fine di trascorrere qualche ora lieta a tavola (ma non è stato proprio così… anzi!). Preciso che ogni tanto mi recavo in tale locale: sono sempre stato educato, ho sempre pagato ed ho sempre fatto finta di non vedere quando il titolare esce dalla cucina per incassare il conto e successivamente, dopo che le sue mani profumano di denaro contante, rientra in cucina come se nulla fosse e continua ad affettare salumi, formaggi etc. Sabato scorso, dopo aver terminato la cena, ci rechiamo alla cassa per pagare il conto attraverso dei buoni pasto “Pass Lunch” (rilasciati, appunto da un noto istituto di credito) come abbiamo sempre fatto in questo locale tant’è che anche all’entrata del locale c’è esposto l’adesivo “Pass Lunch” senza alcuna limitazione. In quel momento alla cassa c’era una cameriera la quale ci riferisce che venerdì, sabato e domenica non accettano i buoni pasto perché pretendono un pagamento in «contanti». Preciso che detti buoni pasto, per la mia compagna, sono come denaro contante in quanto trattasi di una indennità mensa a lei spettante e corrispostale attraverso questi buoni che sono altresì spendibili anche in qualche supermercato. Chiedo, gentilmente, alla cameriera di chiamare il titolare in quanto lui ci ha sempre accettato i buoni pasto in qualunque giorno della settimana. Il gestore con fare arrogante ci riferisce la stessa cosa riferitaci precedentemente dalla sua cameriera; a quel punto la mia ragazza, per non avere discussioni, salda il conto con il bancomat. Una volta pagato quanto dovuto (questa volta alla cameriera) il gestore, con fare arrogante e soprattutto inadeguato, mi dice che il suo locale sarà affollato anche senza di noi e che sarebbe opportuno che non ci tornassimo più con quei buoni pasto e giù insulti. Appellativi, del tutto ingiustificati e gravemente offensivi all’onore ed al decoro della mia persona, mi sono stati da lui gridati davanti a svariate persone presenti nel locale. A questo punto allibiti abbiamo abbandonato il locale non prima di aver fatto presente al gestore di essere un gran maleducato per quanto da lui stesso detto e fatto. In conclusione, mi chiedo: è giusto che quando un locale ha bisogno di clientela il titolare sia premuroso e gentile e quando ha raggiunto un buon “giro d’affari” tratti in questo modo due clienti che sono sempre stati corretti e pazienti? Caro Luca, nonostante adesso Lei abbia fatto i “soldi” (come mi ha dichiarato lei stesso sabato scorso) non ha comunque la facoltà di offendere in questo modo i clienti. Sinceramente pensavamo di passare una piacevole serata ma evidentemente grazie al suo comportamento non è stato così; l’unico conforto che trovo da questa spiacevole vicenda è che comunque a Trento ci sono tanti altri locali dove mi viene riservato un trattamento adeguato e cordiale.

Valsugana: che fine ha fatto quella legna?

Rif. 2769. Valsugana: che fine ha fatto quella legna?
Due mesi fa, passando sulla strada statale della Valsugana, dopo la Mochena, ho visto che tagliavano legna lungo la strada. Ho telefonato in Provincia per avere informazioni, per avere un po’ di legna, ma invano. Spero che se la siano divisa i dipendenti e non ne avanzi per nessun altro, nemmeno a pagamento. Staremo a vedere. G.A.