>>>Bazar n.06 del 10 febbraio

MESSAGGI DI RISPOSTA

Basta far finta di niente...

Rif. 2652. Basta, non se ne può più di telefonate anonime sul telefono fisso da parte della società Wind Infostrada, che hanno pure il coraggio di dire «Con chi ho il piacere di parlare?», e per proteggersi si annunciano come privati... Per non parlare di venditori di materassi, mobili, olio e quanto altro. C’è qualcuno che ha un suggerimento per eliminare questa razza di avvoltoi? Grazie, Luciana.



Rif. 2662. Sì, io ce l’ho un suggerimento, anzi due: 1) quello di costringere il Parlamento Europeo a fare marcia indietro sulla normativa assurda che consente ad un utente chiamante di non trasmettere il proprio numero: è trincerandosi dietro l’anonimato che il branco degli avvoltoi conduce la sua danza vergognosa e indecente anche a costo di spaccare le palline ai muli morti nella guerra bianca dell’Adamello... E fra l’altro in questo modo sarebbero serviti e riveriti anche tutta una pletora di personaggi loschi a cominciare dai molestatori a sfondo sessuale... 2) costringere i fabbricanti di telefoni, tutti, dal primo all’ultimo, a dotare l’apparecchio, sia esso fisso puttosto che cellulare, di una funzione di importanza determinante e cioè la possibilità di escludere l’accettazione in entrata delle telefonate prive del numero del chiamante e/o appartenenti ad una black-list attivabile sull’apparecchio. Queste due soluzioni darebbero un colpo mortale al branco degli avvoltoi, i quali, sia ben chiaro e tondo per tutti, sono e rimangono degli avvoltoi altro che delle alternative al monopolio di qualcuno. Ne volete un esempio? Mia zia ultraottantenne, capace sì e no di infilare la porta per andare al bagno senza sbattere su per i muri, figuratevi se è in grado di utilizzare un telefono cellulare, si ritrova addebitate sulla bolletta alternativa una sfilza di telefonate a fantomatici cellulari tedeschi...



Rif. 2673. Basta far finta di niente...
Semplicemente, io rispondo solo a numeri che si mostrano. Quando vedo che la telefonata è anonima, faccio finta di niente.

Vediamo di non offendere l’Alto Adige

Rif. 2654. Ringraziamenti al Presidente della Repubblica, al dott. Silvio Berlusconi, al ministero dei Beni e le Attività Culturali per i loro sforzi comuni di rinnovare il nostro Monumento alla Vittoria a Bolzano. Questo monumento i nostri antenati se lo sono guadagnato dopo aver fatto tanti sacrifici e per essere riusciti a conquistare questa terra. Finalmente dimostriamo di nuovo che siamo noi a comandare in Alto Adige e non questo «Luis». Riteniamo che i soldi specie per il restauro siano un buon investimento anche per far presente ai nostri figli i valori veri a cui bisogna tenere nella vita. D’altronde questi soldi non andranno in tasca a tutti i fannulloni che in giro vanno chiedendo elemosine ai lavoratori. Sono convinto che siano in molti a pensarla in questo modo. Così abbiamo la possibilità di dimostrare al mondo intero che l’Italia onora i propri valori e la propria Storia. Viva l’Italia. Carlo.



Rif. 2674. Vediamo di non offendere l’Alto Adige
Signor Carlo, non so quanti anni lei abbia, ma mi meraviglio che nell’era del satellitare e del digitale ci sia ancora gente che la pensa come lei. Mi dispiace. Soldi buttati via? Non lo so. Ma si faccia un’esame di coscienza prima di offendere l’Alto Adige. Mi faccia una cortesia: non sputi nel piatto in cui mangia. Povera Italia: il grande Gino Bartali diceva «L’è tutto da rifare». Il grande giornalista Giorgio Bocca commenterebbe con un pirandelliano «Così è se vi pare»...


Le immondizie degli altri sono più belle

Rif. 2667. Torno a casa alle 00:30 in zona Trento Nord, scorgo un pick-up coperto, scuro che scaricava sacchi di immondizie nei cassonetti di fronte alla ex Sodalia. Insospettito prendo la targa. Se si va vedere ancora questo pick-up in zona gli farò un bel regalo. Manderò la targa e le foto ai vigili che saranno contenti di dargli una bella multa a questo «turista delle immondizie» che sperava di risparmiare pochi euro diventando un criminale! E questo è un’avviso che vale anche a tutti gli altri che la mattina andando a lavorare pensano bene di portare le immondizie in città! Invece di metterlo nel cassonetto davanti casa propria! Come per la pirateria su internet mi fate ricordare la pubblicità «progresso» di qualche anno fa: che non ruberete mai una bici, un portafoglio, ma siete ugualmente dei criminali lasciando delle immondizie (vostre) nei cassonetti altrui! Perché rischiare per risparmiare pochi euro e avere la coscienza sporca? Anche buttare le immondizie nei cassonetti altrui è mancanza di civiltà, è sempre una cosa che infrange la legge. Quindi siete sempre dei criminali.



Rif. 2675. Le immondizie degli altri sono più belle
Chissà perché a certe persone dà una certa soddisfazione «smaltire» i propri rifiuti indifferenziati nelle altrui competenze. Un vizio tutto italico e, in parte, trentino. Alla fine, a pensarci bene, è più la fatica che bisogna fare per commettere l’infrazione che l’effettivo costo se si buttasse il sacchetto nel proprio cassonetto.

Quella dei barboni è una scelta di vita

Rif. 2668. Ma porco cane! Sono incazzata nera, perché girando per i paesi se vede tante di quelle case abbandonate che ti chiedi perché non le utilizzino bene per i barboni.



Rif. 2676.Con la sua proprietà ognuno è libero di farci ciò che vuole
Intanto le case abbandonate saranno di qualcuno e bisogna vedere se costui è d’accordo di lasciarle ai barboni. Inoltre la quasi totalità di questi personaggi non ne vuole sapere di vivere diversamente da come fanno quotidianamente. Si è già visto in altre occasioni: a loro piace così e quindi perchè forzare la cosa?



Rif. 2677. Quella dei barboni è una scelta di vita
le case abbandonate avranno sicuramente un proprietario,e ognuno con la sua roba può far quel che vuole. Quanto ai barboni, nella maggior parte dei casi, la loro è una scelta di vita. Quando non lo è si tratta di una carenza cronica di civiltà, una sorta di assenza di voglia di far qualcosa. Firmato: un cittadino che si è guadagnato tutto lavorando, con tanto sacrificio. Come tanti altri.

Potenziare i servizi, ma occhio ai prezzi

Rif. 2671. Cari politici, vedete un po’ di potenziare i servizi sanitari periferici, tipo l’ospedale di Borgo Valsugana. La gente ha già tante difficoltà... Non aumentiamo i disagi. E che dire dei trasporti? Anziché pensare a progetti faraonici, tipo il Metroland, potenziamo la Valsugana raddoppiandola ed elettrificandola.



Rif. 2678. Potenziare i servizi, ma occhio ai prezzi
Non basta solo potenziare i servizi, bisogna anche che venga attuata una politica dei prezzi improntata al buon senso. Non si può chiedere alla gente di andare al lavoro usando i mezzi, spendendo più di quanto spenderebbe usando l’auto.

NUOVI MESSAGGI

Domandina facile facile per i vigili

Rif. 2680. Domandina facile facile per i vigili
Cari Vigili Urbani di Trento, perchè, la mattina – quando non siete appostati sulla rotatoria dopo il ponte S. Giorgio – la viabilità è scorrevole e invece quando ci siete è tutto bloccato fino a metà viadotto che scende dal Bus di Vela?

Diretto Bolzano-Roma, che gli orari siano sensati

Rif. 2681. Diretto Bolzano-Roma, che gli orari siano sensati
Se davvero a marzo rimettono il treno diretto per Roma è inutile farlo partire da Bolzano alle 7 di mattina, per essere a Roma dopo mezzogiorno, per il pranzo come ipotizzato dall’assessore Alberto Pacher. Dovrebbe partire almeno alle 5 e arrivare verso le 10, ora di avvio delle mattinate romane.

Casse Rurali: ricordatevi dell’idea di Don Guetti

Rif. 2682. Casse Rurali: ricordatevi dell’idea di Don Guetti
Vorrei dire la mia riguardo alla Cassa Rurale d’Anaunia. Tempo fa mi sono recato in cassa, dove ho un mio conto corrente con un finanziamento in corso. Parlai al direttore, sig. Zini, chiedendo se potevo avere un preammortamento, cioé per un anno poter pagare solamente gli interessi senza l’ammortamento del capitale. La sua risposta subito negativa e un po’ sbrigativa mi ha lasciato perplesso: «Noi purtroppo non siamo qui per vendere soldi». All’udire ciò, mi sono alzato e me ne sono andato a casa. Lungo il tragitto ho pensato tanto a quella risposta e mi son detto: «Carissimo Direttore, vorrei che ci fosse qui in questo momento Don Guetti, il fondatore del movimento cooperativo trentino, per spiegare in che modo sono nate le Casse Rurali, se per vendere soldi o per aiutare le famiglie in difficoltà. Vorrei, inoltre dire alla Cassa Rurale in questione che invece di continuare a spendere soldi per cambiare marmi e finestre potrebbero istituire un tasso agevolato per i soci. Poi se proprio volete fare beneficienza non mandare i soldi in Africa, ma aiutate le persone sul posto: è grazie a queste se state in piedi come aziende.

Raffica di multe alla Badia di San Lorenzo

Rif. 2683. Raffica di multe alla Badia di San Lorenzo
In relazione alle notizie di stampa che parlano di una raffica di multe presso la chiesa di san Lorenzo, rendo noto che l’Italia dei Valori aveva presentato già nello scorso agosto un’interrogazione nel merito. Invio i punti dell’interrogazione stessa,che rilevano ai fini del tema in oggetto. All’interrogazione era stata fornita regolare risposta in aula ed era stata evidenziata la provvisorietà del divieto. «Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio Comunale di Trento, Renato Pegoretti. OGGETTO: Badia di San Lorenzo, interrogazione. Premesso che: La badia di San Lorenzo, che sorge a lato di piazza Dante, è uno dei migliori esempi di architettura romanica della città; la badia è circondata da un giardino che costituisce zona di sosta assai appetibile, data la posizione centralissima adiacente a due stazioni; tale giardino è pertinenza dell’edificio ed insiste sullo stesso un recente divieto di parcheggio; tale divieto, pur apprezzabile in teoria, si risolve, data la natura dello stesso, in un’espulsione dalla zona e dalla frequenza nonchè dalla visita all’edificio, di tutti coloro che non godono di autosufficienza nella mobilità; l’edificio che ospita la Badia è di proprietà comunale; Si interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere se si intenda modulare il divieto di parcheggio in modo tale da assicurare che la sosta sia consentita a coloro che assistono alle funzioni e che siano penalizzati da condizioni di ridotta mobilità. Giovanna Giugni- consigliere comunale di Italia dei Valori. Trento, 13 agosto 2009.

Sindaco di Trento: se ci sei batti un colpo

Rif. 2684. Sindaco di Trento: se ci sei batti un colpo
Giro per Trento e mi cadono le braccia: sporcizia ovunque, muri devastati da scritte di tutti i tipi, anche su monumenti e case risorgimentali. Una pena, una sofferenza. Ma il nostro sindaco cosa cavolo fa? Dove vive? Cosa cavolo ha in quella cosa appoggiata sul collo? Mi vergogno di essere rappresentato da un ignavo incompetente di tal razza.