>>>Bazar n.05 del 3 febbraio
MESSAGGI DI RISPOSTA
La «minaccia» del servizio clienti
Rif. 2639. I negozi chiudono perché c’è la crisi, ma soprattutto perché certi negozianti sono disonesti nel senso che i prodotti li espongono con un prezzo e poi si paga in raltà ad un prezzo superiore. Il 31 dicembre ha chiuso il Penny Market presso il Rovercenter, in zona industriale. A me personalmente la notizia non fa né caldo né freddo. Ho preso qualche fregatura, me ne sono accorto, ho litigato per pagare il prezzo giusto, ma non ero più loro cliente. Il 30 dicembre ho voluto provare a comperare qualcosa, ma è accaduto come altre volte. Ad esempio, i bocconcini per il gatto avevano un prezzo esposto di Euro 0,31, ma sullo scontrino risultava Euro 0,39 (il 26% in più). Le fette biscottate Wasa da Euro 1,15 le ho pagate Euro 1,19. E altro ancora. È chiaro che la gente, non volendo essere presa in giro, si cerca altri negozi, no? Perciò quando un negozio chiude non diamo la colpa sempre alla fantomatica crisi.
Rif. 2649. Concordo pienamente e confermo quanto riportato nell’articolo. Non è per crisi che si perdono clienti, ma per poca trasparenza, poiché anche alcuni supermercati dell’Altopiano della Paganella fanno lo stesso giochetto, ossia espongono un prezzo sull’etichetta e lo scontrino alla cassa ne porta uno maggiore. Per non parlare della qualità, che talvolta è proprio scadente. Per favore, non ci prendano in giro con gli spot pubblicitari.
Rif. 2660 La «minaccia» del servizio clienti
Eventualmente chieda di chiamare il famigerato «servizio clienti», vedrà come corrono perché lei non lo faccia... A mali estremi estremi rimedi!.
Rif. 2649. Concordo pienamente e confermo quanto riportato nell’articolo. Non è per crisi che si perdono clienti, ma per poca trasparenza, poiché anche alcuni supermercati dell’Altopiano della Paganella fanno lo stesso giochetto, ossia espongono un prezzo sull’etichetta e lo scontrino alla cassa ne porta uno maggiore. Per non parlare della qualità, che talvolta è proprio scadente. Per favore, non ci prendano in giro con gli spot pubblicitari.
Rif. 2660 La «minaccia» del servizio clienti
Eventualmente chieda di chiamare il famigerato «servizio clienti», vedrà come corrono perché lei non lo faccia... A mali estremi estremi rimedi!.
Notizia di una vincita al lotto
Rif. 2647. Complimenti, davvero complimenti ai quotidiani locali e ai loro succulenti servizi sulla vincita milionaria del gratta e vinci ad Arco. Titolo principale della prima pagina, insomma, una notiziona. Adesso che lo sappiamo siamo tutti più contenti, anzi più invidiosi. Ma non pensano i signori direttori all’effetto devastante che l’eco di tali «vittorie» ha sugli animi semplici. C’è gente che a furia di comperare gratta e vinci da 20 euro si sta rovinando! E la responsabilità è anche di questo giornalismo spazzatura, alla Studio Aperto. Mi viene un sospetto: che certe testate vengano foraggiate da Lottomatica per dare la «giusta» eco alle vittorie. Ogni tanto, però, si potrebbe anche scrivere di quegli incoscienti che ci stanno lasciando le mutande.
Rif. 2651. Ho l’impressione che solo chi è rimasto in mutande può arrivare a scrivere simili cazzate. Per lo meno non sentirà freddo, ricoperto da tanta invidia! (P.s. Chissà se avrebbe scritto le stesse cose dopo una grattatina da quattro milioni di euro...)
Rif. 2661. Notizia di una vincita al lotto
Già, hai proprio ragione, forse la sua è solo invidia, ma lo sarei un po’ anch’io, se me ne importasse qualcosa. Daltronde è anche vero che quotidiani e telegiornali enfatizzano, o come dire... «divulgano» troppo la notizia. Capisco che una vincita così non capita mica tutti i giorni, ma loro (i giornalisti), ne fanno un evento nazionale, nemmeno fosse scoppiata la terza guerra mondiale!
Rif. 2651. Ho l’impressione che solo chi è rimasto in mutande può arrivare a scrivere simili cazzate. Per lo meno non sentirà freddo, ricoperto da tanta invidia! (P.s. Chissà se avrebbe scritto le stesse cose dopo una grattatina da quattro milioni di euro...)
Rif. 2661. Notizia di una vincita al lotto
Già, hai proprio ragione, forse la sua è solo invidia, ma lo sarei un po’ anch’io, se me ne importasse qualcosa. Daltronde è anche vero che quotidiani e telegiornali enfatizzano, o come dire... «divulgano» troppo la notizia. Capisco che una vincita così non capita mica tutti i giorni, ma loro (i giornalisti), ne fanno un evento nazionale, nemmeno fosse scoppiata la terza guerra mondiale!
È ora di abilitare la black-list per le telefonate entranti
Rif. 2652. Basta, non se ne può più di telefonate anonime sul telefono fisso da parte della società Wind Infostrada, che hanno pure il coraggio di dire «Con chi ho il piacere di parlare?», e per proteggersi si annunciano come privati... Per non parlare di venditori di materassi, mobili, olio e quanto altro. C’è qualcuno che ha un suggerimento per eliminare questa razza di avvoltoi? Grazie, Luciana.
Rif. 2662. È ora di abilitare la black-list per le telefonate entranti
Sì, io ce l’ho un suggerimento, anzi due: 1) quello di costringere il Parlamento Europeo a fare marcia indietro sulla normativa assurda che consente ad un utente chiamante di non trasmettere il proprio numero: è trincerandosi dietro l’anonimato che il branco degli avvoltoi conduce la sua danza vergognosa e indecente anche a costo di spaccare le palline ai muli morti nella guerra bianca dell’Adamello... E fra l’altro in questo modo sarebbero serviti e riveriti anche tutta una pletora di personaggi loschi a cominciare dai molestatori a sfondo sessuale... 2) costringere i fabbricanti di telefoni, tutti, dal primo all’ultimo, a dotare l’apparecchio, sia esso fisso puttosto che cellulare, di una funzione di importanza determinante e cioè la possibilità di escludere l’accettazione in entrata delle telefonate prive del numero del chiamante e/o appartenenti ad una black-list attivabile sull’apparecchio. Queste due soluzioni darebbero un colpo mortale al branco degli avvoltoi, i quali, sia ben chiaro e tondo per tutti, sono e rimangono degli avvoltoi altro che delle alternative al monopolio di qualcuno. Ne volete un esempio? Mia zia ultraottantenne, capace sì e no di infilare la porta per andare al bagno senza sbattere su per i muri, figuratevi se è in grado di utilizzare un telefono cellulare, si ritrova addebitate sulla bolletta alternativa una sfilza di telefonate a fantomatici cellulari tedeschi...
Rif. 2662. È ora di abilitare la black-list per le telefonate entranti
Sì, io ce l’ho un suggerimento, anzi due: 1) quello di costringere il Parlamento Europeo a fare marcia indietro sulla normativa assurda che consente ad un utente chiamante di non trasmettere il proprio numero: è trincerandosi dietro l’anonimato che il branco degli avvoltoi conduce la sua danza vergognosa e indecente anche a costo di spaccare le palline ai muli morti nella guerra bianca dell’Adamello... E fra l’altro in questo modo sarebbero serviti e riveriti anche tutta una pletora di personaggi loschi a cominciare dai molestatori a sfondo sessuale... 2) costringere i fabbricanti di telefoni, tutti, dal primo all’ultimo, a dotare l’apparecchio, sia esso fisso puttosto che cellulare, di una funzione di importanza determinante e cioè la possibilità di escludere l’accettazione in entrata delle telefonate prive del numero del chiamante e/o appartenenti ad una black-list attivabile sull’apparecchio. Queste due soluzioni darebbero un colpo mortale al branco degli avvoltoi, i quali, sia ben chiaro e tondo per tutti, sono e rimangono degli avvoltoi altro che delle alternative al monopolio di qualcuno. Ne volete un esempio? Mia zia ultraottantenne, capace sì e no di infilare la porta per andare al bagno senza sbattere su per i muri, figuratevi se è in grado di utilizzare un telefono cellulare, si ritrova addebitate sulla bolletta alternativa una sfilza di telefonate a fantomatici cellulari tedeschi...
Non mi dica che lei non l’ha mai fatto
Rif. 2657. Quando si parla di adulti che fumano è un conto, ma di ragazzi di dodici anni... A quest’età, con tutta la tolleranza di cui possiamo essere capaci, proprio non va bene fumare. Lo fanno certamente per far vedere che sono all’altezza degli adulti. Anzi, per farsi del male come gli adulti...
Rif. 2663. Lasciamoli fare
E lasciamoli fumare, bere drogarsi, poi quando ne risentiranno si pentiranno di avere cominciato! Daniele.
Rif. 2664. Non mi dica che lei non l’ha mai fatto
Adesso non mi venga a dire che lei non ha mai fumato una cicca da ragazzzo, oppure bevuto una semplice birra anche solo per prova?
Rif. 2663. Lasciamoli fare
E lasciamoli fumare, bere drogarsi, poi quando ne risentiranno si pentiranno di avere cominciato! Daniele.
Rif. 2664. Non mi dica che lei non l’ha mai fatto
Adesso non mi venga a dire che lei non ha mai fumato una cicca da ragazzzo, oppure bevuto una semplice birra anche solo per prova?
Se è per questo, in Africa ai funerali si balla per ore
Rif. 2658. Le tragedie non fanno notizia. Quando qualcuno muore accidentalmente in montagna o in vacanza è solo il concretizzarsi di un amaro e triste destino. Quello che però fa notizia - in Trentino ma anche fuori – sono le cerimonie funebri che ne conseguono. Più che funerali di un essere umano paiono spesso funerali della dignità. Palloncini, musica, orazioni raffazzonate che strappano facili applausi. Ma dove siamo? Sono nata in un mondo che aveva rispetto per i morti. Ai miei tempi i funerali erano una cerimonia seria e, soprattutto, religiosa. Oggi mi pare che siano diventati una sorta di happening più a uso e consumo della nostalgia e della vanità dei vivi che della memoria di chi non c’è più. Speriamo che la tendenza si inverta quanto prima e si possa riscoprire il senso profondo della morte e della sua celebrazione. Margherita.
Rif. 2665. Se è per questo, in Africa ai funerali si balla per ore
Credo che palloncini ai funerali non ce ne siano mai stati. E poi io dico che è meglio dare l’ultimo saluto alla persona in un modo né troppo allegro né troppo triste. Migliaia di anni fa, in Africa, quando moriva qualcuno, oltre alla cerimonia c’erano un paio d’ore di ballo e divertimento, questo non per dire che se anche quella persona era morta, si poteva benissimo fare a meno di lei, ma era un modo per far vedere al defunto che tutti gli uomini del villaggio si riunivano solo ed esclusivamente per lui, in modo da fargli vedere che era ricordato anche dopo la sua morte. Luca.
Rif. 2665. Se è per questo, in Africa ai funerali si balla per ore
Credo che palloncini ai funerali non ce ne siano mai stati. E poi io dico che è meglio dare l’ultimo saluto alla persona in un modo né troppo allegro né troppo triste. Migliaia di anni fa, in Africa, quando moriva qualcuno, oltre alla cerimonia c’erano un paio d’ore di ballo e divertimento, questo non per dire che se anche quella persona era morta, si poteva benissimo fare a meno di lei, ma era un modo per far vedere al defunto che tutti gli uomini del villaggio si riunivano solo ed esclusivamente per lui, in modo da fargli vedere che era ricordato anche dopo la sua morte. Luca.
NUOVI MESSAGGI
Criminale è anche chi abbandona rifiuti
Rif. 2667. Criminale è anche chi abbandona rifiuti
Torno a casa alle 00:30 in zona Trento Nord, scorgo un pick-up coperto, scuro che scaricava sacchi di immondizie nei cassonetti di fronte alla ex Sodalia. Insospettito prendo la targa. Se si va vedere ancora questo pick-up in zona gli farò un bel regalo. Manderò la targa e le foto ai vigili che saranno contenti di dargli una bella multa a questo «turista delle immondizie» che sperava di risparmiare pochi euro diventando un criminale! E questo è un’avviso che vale anche a tutti gli altri che la mattina andando a lavorare pensano bene di portare le immondizie in città! Invece di metterlo nel cassonetto davanti casa propria! Come per la pirateria su internet mi fate ricordare la pubblicità «progresso» di qualche anno fa: che non ruberete mai una bici, un portafoglio, ma siete ugualmente dei criminali lasciando delle immondizie (vostre) nei cassonetti altrui! Perché rischiare per risparmiare pochi euro e avere la coscienza sporca? Anche buttare le immondizie nei cassonetti altrui è mancanza di civiltà, è sempre una cosa che infrange la legge. Quindi siete sempre dei criminali.
Torno a casa alle 00:30 in zona Trento Nord, scorgo un pick-up coperto, scuro che scaricava sacchi di immondizie nei cassonetti di fronte alla ex Sodalia. Insospettito prendo la targa. Se si va vedere ancora questo pick-up in zona gli farò un bel regalo. Manderò la targa e le foto ai vigili che saranno contenti di dargli una bella multa a questo «turista delle immondizie» che sperava di risparmiare pochi euro diventando un criminale! E questo è un’avviso che vale anche a tutti gli altri che la mattina andando a lavorare pensano bene di portare le immondizie in città! Invece di metterlo nel cassonetto davanti casa propria! Come per la pirateria su internet mi fate ricordare la pubblicità «progresso» di qualche anno fa: che non ruberete mai una bici, un portafoglio, ma siete ugualmente dei criminali lasciando delle immondizie (vostre) nei cassonetti altrui! Perché rischiare per risparmiare pochi euro e avere la coscienza sporca? Anche buttare le immondizie nei cassonetti altrui è mancanza di civiltà, è sempre una cosa che infrange la legge. Quindi siete sempre dei criminali.
Diamo ai barboni le case abbandonate
Rif. 2668. Diamo ai barboni le case abbandonate
Ma porco cane! Sono incazzata nera, perché girando per i paesi se vede tante di quelle case abbandonate che ti chiedi perché non le utilizzino bene per i barboni.
Ma porco cane! Sono incazzata nera, perché girando per i paesi se vede tante di quelle case abbandonate che ti chiedi perché non le utilizzino bene per i barboni.
Scherzi telefonici: non prendetevela!
Rif. 2669. Scherzi telefonici: non prendetevela!
A casa mia, nelle ultime settimane, sono arrivati dieci o undici scherzi telefonici. Tuttavia, consentitemi di dire che non è il caso di arrabbiarsi con gli autori. Trovo che si tratti di una forma d’arte. Li facevo pure io quando avevo 10 anni. Non prendetevela troppo.
A casa mia, nelle ultime settimane, sono arrivati dieci o undici scherzi telefonici. Tuttavia, consentitemi di dire che non è il caso di arrabbiarsi con gli autori. Trovo che si tratti di una forma d’arte. Li facevo pure io quando avevo 10 anni. Non prendetevela troppo.
Al bar: posti in piedi e posti da seduti
Rif. 2670 .Al bar: posti in piedi e posti da seduti
Cari amici di Bazar, vi è mai capitato di pagare in più per consumare seduti in un bar? Nooo?! Provate allora ad andare al Bar Mattei a Bolzano, di fronte alle Poste. Un cartello avvisa: «Se si consuma in piedi costa un prezzo, se invee consumate seduti il costo è maggiorato». Morale dell afavola: due cappuccunu e due cornetti seduti al tavolino fanno 9 (nove) Euro!
Cari amici di Bazar, vi è mai capitato di pagare in più per consumare seduti in un bar? Nooo?! Provate allora ad andare al Bar Mattei a Bolzano, di fronte alle Poste. Un cartello avvisa: «Se si consuma in piedi costa un prezzo, se invee consumate seduti il costo è maggiorato». Morale dell afavola: due cappuccunu e due cornetti seduti al tavolino fanno 9 (nove) Euro!
Sanità e trasporti: potenziamo i servizi
Rif. 2671. Sanità e trasporti: potenziamo i servizi
Cari politici, vedete un po’ di potenziare i servizi sanitari periferici, tipo l’ospedale di Borgo Valsugana. La gente ha già tante difficoltà... Non aumentiamo i disagi. E che dire dei trasporti? Anziché pensare a progetti faraonici, tipo il Metroland, potenziamo la Valsugana raddoppiandola ed elettrificandola.
Cari politici, vedete un po’ di potenziare i servizi sanitari periferici, tipo l’ospedale di Borgo Valsugana. La gente ha già tante difficoltà... Non aumentiamo i disagi. E che dire dei trasporti? Anziché pensare a progetti faraonici, tipo il Metroland, potenziamo la Valsugana raddoppiandola ed elettrificandola.
Quello sconto non è più valido
Rif. 2672. Quello sconto non è più valido
In barba agli aiuti agli anziani di cui si loda la Provincia, oggi, 21 gennaio 2010, ho constatato di persona che il 30% di sconto concesso da Trentino Trasporti valevole un anno è stato tolto da ieri. Pertanto il tesserino rilasciato nel febbraio 2009 e pagato Euro 10,00 non è più valido. Festeggiamo i cent’anni dell’azienda, va là. Galileo.
In barba agli aiuti agli anziani di cui si loda la Provincia, oggi, 21 gennaio 2010, ho constatato di persona che il 30% di sconto concesso da Trentino Trasporti valevole un anno è stato tolto da ieri. Pertanto il tesserino rilasciato nel febbraio 2009 e pagato Euro 10,00 non è più valido. Festeggiamo i cent’anni dell’azienda, va là. Galileo.






