>>>Bazar n.50 del 23 dicembre
MESSAGGI DI RISPOSTA
Campitello: tanto rumore per nulla
Rif. 2580. Solo a Campitello di Fassa si può festeggiare con fiumi di alcool l’uscita di prigione di un ubriaco. Ci chiediamo se bisogna arrivare ad una tragedia per fermare queste persone. È una vergogna per tutto il paese. Un gruppo di cittadini.
Rif. 2585. Si sa che da sempre Trentino fa rima con vino, perciò di cosa ti meravigli. Piuttosto la cosa deplorevole è che l’alcool continui a rimanere una specie di prova d’iniziazione. Come se gli uomini «veri» siano quelli che riescono a reggere il vino o la birra. Forse le istituzioni dovrebbero cominciare a fare qualcosa per prevenire questi comportamenti. Occorre lavorare di più sulla cultura del bere in maniera consapevole. Poco vino, ma buono dovrebbe diventare l’imperativo. Staremmo tutti meglio.
Rif. 2605. Campitello: tanto rumore per nulla
Sorpresa per le notizie lette per una “fantomatica” bevuta mai avvenuta! Un festeggiamento di amici per il ritorno a casa di uno di loro. Non si capisce perché, la storia passata non deve essere considerata come uno sprono per fare meglio, anziché esclusivamente per colpevolizzare, accusare, denigrare la persona. La comunità nel suo senso più ampio e più stretto ha il compito di correggere, accogliere, aiutare e supportare le situazioni difficili, non solo per il bene della persona, ma anche e soprattutto per il bene comune della collettività. Le parole riportate dal giornale ci sembrano insensate, nonché infondate, anzi, in coscienza ci sentiamo in obbligo di stendere una nota positiva invece, per come è stata realizzata la festa: amici che si ritrovano, per aiutare uno di loro, festeggiando, scherzando con il modo più semplice, alla fine più famigliare, una cena insieme. Più che un articolo accusatorio di cronaca, bisognerebbe scrivere un elogio a coloro che hanno pensato, realizzato questo momento dove si è soprattutto sottolineato l’esempio di assenza di qualsiasi bevanda alcolica, e chi dice il contrario non era presente. Solo a Campitello di Fassa può succedere questo?
Rif. 2585. Si sa che da sempre Trentino fa rima con vino, perciò di cosa ti meravigli. Piuttosto la cosa deplorevole è che l’alcool continui a rimanere una specie di prova d’iniziazione. Come se gli uomini «veri» siano quelli che riescono a reggere il vino o la birra. Forse le istituzioni dovrebbero cominciare a fare qualcosa per prevenire questi comportamenti. Occorre lavorare di più sulla cultura del bere in maniera consapevole. Poco vino, ma buono dovrebbe diventare l’imperativo. Staremmo tutti meglio.
Rif. 2605. Campitello: tanto rumore per nulla
Sorpresa per le notizie lette per una “fantomatica” bevuta mai avvenuta! Un festeggiamento di amici per il ritorno a casa di uno di loro. Non si capisce perché, la storia passata non deve essere considerata come uno sprono per fare meglio, anziché esclusivamente per colpevolizzare, accusare, denigrare la persona. La comunità nel suo senso più ampio e più stretto ha il compito di correggere, accogliere, aiutare e supportare le situazioni difficili, non solo per il bene della persona, ma anche e soprattutto per il bene comune della collettività. Le parole riportate dal giornale ci sembrano insensate, nonché infondate, anzi, in coscienza ci sentiamo in obbligo di stendere una nota positiva invece, per come è stata realizzata la festa: amici che si ritrovano, per aiutare uno di loro, festeggiando, scherzando con il modo più semplice, alla fine più famigliare, una cena insieme. Più che un articolo accusatorio di cronaca, bisognerebbe scrivere un elogio a coloro che hanno pensato, realizzato questo momento dove si è soprattutto sottolineato l’esempio di assenza di qualsiasi bevanda alcolica, e chi dice il contrario non era presente. Solo a Campitello di Fassa può succedere questo?
I rifiuti che puzzano sono i vostri
Rif. 2582. L’opinione pubblica si lamenta dei troppi camion della nettezza urbana che circolano in centro storico a Trento e trova «troppo polverosa» la pulizia delle strade cittadine. Io farei fare una settimana di pausa forzata agli operai, in modo che poi «quando la stalla è assai sporca e puzzolente» allora servirà l’intervento «urgente» per la raccolta.
Rif. 2586. Quest’estate stavo facendo colazione in un bar di via Mazzini. Ad un certo punto è arrivato il camion della nettezza urbana che si è fermato a pochi centimetri dal mio tavolo, con il motore acceso... Non vi dico la puzza. Inutile dire che io e mia moglie abbiamo dovuto riparare precipitosamente all’interno del locale.
Rif. 2593. Questi sì che sono i veri problemi che affliggono il nostro pianeta! Altro che Aids, surriscaldamento globale, fame nel mondo...! Come disse qualcuno: «Ma mi faccia il piacere...» P.S.: Se lo stesso camion non passasse sotto casa sua a raccogliere i rifiuti mi pubblica un’altra lamentela?
Rif. 2606. I rifiuti che puzzano sono i vostri
Che noia... La puzza dei vostri rifiuti la devono sopportare maggiormente quelli che la raccolgono, e a vedere cosa butta via la gente di città fate molto schifo, piangete per il caro prezzi del pane e non solo e poi se ne vede a borsate nell’immondezza. Si nota quanta poca differenziata fate. È comunque un lavoro che ci sarà sempre, lamentandosi o no, se ben ci pensi, deve essere fatto, se poi con il tempo le lamentele faranno sì che si lavori la notte, allora avrete voce per lamentarVi che non potrete più dormire, cosa che nelle altre città già si fa e nonostante le lagne, prosegue...
Rif. 2586. Quest’estate stavo facendo colazione in un bar di via Mazzini. Ad un certo punto è arrivato il camion della nettezza urbana che si è fermato a pochi centimetri dal mio tavolo, con il motore acceso... Non vi dico la puzza. Inutile dire che io e mia moglie abbiamo dovuto riparare precipitosamente all’interno del locale.
Rif. 2593. Questi sì che sono i veri problemi che affliggono il nostro pianeta! Altro che Aids, surriscaldamento globale, fame nel mondo...! Come disse qualcuno: «Ma mi faccia il piacere...» P.S.: Se lo stesso camion non passasse sotto casa sua a raccogliere i rifiuti mi pubblica un’altra lamentela?
Rif. 2606. I rifiuti che puzzano sono i vostri
Che noia... La puzza dei vostri rifiuti la devono sopportare maggiormente quelli che la raccolgono, e a vedere cosa butta via la gente di città fate molto schifo, piangete per il caro prezzi del pane e non solo e poi se ne vede a borsate nell’immondezza. Si nota quanta poca differenziata fate. È comunque un lavoro che ci sarà sempre, lamentandosi o no, se ben ci pensi, deve essere fatto, se poi con il tempo le lamentele faranno sì che si lavori la notte, allora avrete voce per lamentarVi che non potrete più dormire, cosa che nelle altre città già si fa e nonostante le lagne, prosegue...
L’epopea della puzza in Valsugana
Rif. 2597. Okay, l’inquinamento c’è sempre stato e sempre ci sarà, ma se la fanno chiudere serve un piano per smantellarla, altrimenti diventa un dormitorio per barboni e inquina anche da ferma con il vento che porta i veleni ovunque, poi marcirebbe e andrebbe al degrado. Strano però, in centro a diverse città c’è l’acciaieria e nessuno la ha mai fatta togliere, vedi Bolzano, Brescia, ecc.
Rif. 2607. L’epopea della puzza in Valsugana
Sembra che la Bassa Valsugana sia nel mirino dell’Appa veneta: quei boscaioli confinanti che salgono a far controlli, portandosi a casa i nostri funghi in servizio... Ma pazienza, ora si sta esagerando. Coltivatori che vogliono essere risarciti, ma allora anche la popolazione dovrebbe essere a sua volta risarcita dagli agricoltori, visto che da anni acquista prodotti dagli stessi agricoltori. Dovrebbero aver fatto controlli pure loro periodicamente. Poi c’è la barzelletta di quel signore che vende casa a Marter e che - causa cava e acciaieria - è stata svalutata... Sembra di esser alle comiche. Intanto serve capire quanto vale la casa, e poi in un paese di valle non si vende da oggi a domani, se poi c’è l’acquirente l’idea del ribasso del prezzo o sconto c’è ovunque, anche a Madonna di Campiglio, causa «troppo» turismo. Ci si inventa troppe cazzate per fare soldi in fretta e dar colpa a chi lavora, se poi si tagliano posti di lavoro e le ditte vanno all’estero, purché la ditta rimanga si è disposti a tutto... Smettiamola di esser pecoroni. Qui in valle si è presa l’abitudine di piangere e lagnarsi per ogni cosa, come per la puzza di Campiello, ove si produceva un concime per orto. Il cantiere puzzava, ma poi il concime a casa lo avevano parecchi, forse serve farsi un’esame di coscienza.
Rif. 2607. L’epopea della puzza in Valsugana
Sembra che la Bassa Valsugana sia nel mirino dell’Appa veneta: quei boscaioli confinanti che salgono a far controlli, portandosi a casa i nostri funghi in servizio... Ma pazienza, ora si sta esagerando. Coltivatori che vogliono essere risarciti, ma allora anche la popolazione dovrebbe essere a sua volta risarcita dagli agricoltori, visto che da anni acquista prodotti dagli stessi agricoltori. Dovrebbero aver fatto controlli pure loro periodicamente. Poi c’è la barzelletta di quel signore che vende casa a Marter e che - causa cava e acciaieria - è stata svalutata... Sembra di esser alle comiche. Intanto serve capire quanto vale la casa, e poi in un paese di valle non si vende da oggi a domani, se poi c’è l’acquirente l’idea del ribasso del prezzo o sconto c’è ovunque, anche a Madonna di Campiglio, causa «troppo» turismo. Ci si inventa troppe cazzate per fare soldi in fretta e dar colpa a chi lavora, se poi si tagliano posti di lavoro e le ditte vanno all’estero, purché la ditta rimanga si è disposti a tutto... Smettiamola di esser pecoroni. Qui in valle si è presa l’abitudine di piangere e lagnarsi per ogni cosa, come per la puzza di Campiello, ove si produceva un concime per orto. Il cantiere puzzava, ma poi il concime a casa lo avevano parecchi, forse serve farsi un’esame di coscienza.
Tutti a fumare, nonostante la crisi
Rf. 2598. Inquinamenti ovunque pericolosi per la salute, però sulle sigarette è stampata la scritta «nuoce gravemente alla salute» e si sente spesso morti per fumo, ma nessuno smette, se non quando è in via dei cipressi...
Rif. 2608. Tutti a fumare, nonostante la crisi
Le sigarette mietono vittime ogni giorno, ma nessuno smette, anzi: sempre più giovani e mamme. Se c’è la crisi e il prezzo delle sigarette aumenta nessuno risparmia. Senza contare che di solito il tabagista si comporta da maiale a buttare in strada mozziconi e pacchetti vuoti...
Rif. 2615. Differenza sostanziale
Fumare è una libera scelta nessuno ti obbliga. Lavorare in un’acciaieria non è una scelta è una necessità.
Rif. 2608. Tutti a fumare, nonostante la crisi
Le sigarette mietono vittime ogni giorno, ma nessuno smette, anzi: sempre più giovani e mamme. Se c’è la crisi e il prezzo delle sigarette aumenta nessuno risparmia. Senza contare che di solito il tabagista si comporta da maiale a buttare in strada mozziconi e pacchetti vuoti...
Rif. 2615. Differenza sostanziale
Fumare è una libera scelta nessuno ti obbliga. Lavorare in un’acciaieria non è una scelta è una necessità.
Bancomat staccato: immagina il perché
Rif. 2600. Un particolare ironico ringraziamento alla Birreria Pedavena di Trento, che immancabilmente dopo le 22, alla sera, non accetta più il pagamento con bancomat, a tal punto che dovendo pagare una cena a dei colleghi ho dovuto fare la magra figura di farmi prestare i soldi dagli amici invitati. Un disservizio che capita spesso, dalla voce della gente. In tempi in cui gli scippi son giornalieri, un cliente dovrebbe andare in giro con i portafogli gonfi di carta moneta, a differenza del comodo bancomat. Me ne ricorderò e spero che questa Terzapagina di oggi sia utile a pubblicizzare la cosa.
Rif. 2609. Bancomat staccato: immagina il perché
Cose che succedono. Spesso in quella brirreria staccano il bancomat, ma loro dell’articolo se ne infischiano. Trovandosi in una posizione privilegiata. Il turista è condannato a cadere in questa sorta di trappola. Preferiscono il contante per guadagnare all’infinito, fin dove vorranno arrivare. I clienti non mancano, specialmente con i mercatini. Sicuramente la gente del posto farebbe meglio ad evitare di esser trattata così, snobbando tale locale e passando parola.
Rif. 2609. Bancomat staccato: immagina il perché
Cose che succedono. Spesso in quella brirreria staccano il bancomat, ma loro dell’articolo se ne infischiano. Trovandosi in una posizione privilegiata. Il turista è condannato a cadere in questa sorta di trappola. Preferiscono il contante per guadagnare all’infinito, fin dove vorranno arrivare. I clienti non mancano, specialmente con i mercatini. Sicuramente la gente del posto farebbe meglio ad evitare di esser trattata così, snobbando tale locale e passando parola.
Bondone, piste per polli o cecoslovacchi
Rif. 2604. Vason di Monte Bondone domenica mattina 6 dicembre: ma è possibile fare quaranta minuti di coda per fare un giornaliero? Una coda lunga fino al Bondonero... E poi scoprire che non c’era lo sconto residenti. Una vergogna, peraltro finanziata da noi trentini visto che il signor Bertoli si mangia i soldi in avventure venete.
Rif. 2610. Bondone, piste per polli o cecoslovacchi
Peggio per te che ti ostini a frequentare il Monte Bondone. Dalle altre parti concedono lo sconto residenti e a pari prezzo trovi piste migliori... Il Bondone oramai è solo per i polli o per i Cecoslovacchi.
Rif. 2610. Bondone, piste per polli o cecoslovacchi
Peggio per te che ti ostini a frequentare il Monte Bondone. Dalle altre parti concedono lo sconto residenti e a pari prezzo trovi piste migliori... Il Bondone oramai è solo per i polli o per i Cecoslovacchi.
NUOVI MESSAGGI
In Clarina: gli uffici al posto del Poli
Rif. 2611. In Clarina: gli uffici al posto del Poli
L’intera comunità di mogli, mamme, nonne della Clarina ringrazia sentitamente quelle teste di cocco che hanno deciso di chiudere il Supermercato Poli per aprire qualcosa come uffici. Si augura «buon natale» a quelle... (meglio non scrivere il termine esatto) che mettono nei guai povere vecchine che adesso non sapranno dove andare a fare la spesa. Che vi possa andare di traverso il panettone... E che i nuovi «affittuari» vi creino una rogna dietro l’altra. A quel punto sarebbe bello ridervi in faccia!
L’intera comunità di mogli, mamme, nonne della Clarina ringrazia sentitamente quelle teste di cocco che hanno deciso di chiudere il Supermercato Poli per aprire qualcosa come uffici. Si augura «buon natale» a quelle... (meglio non scrivere il termine esatto) che mettono nei guai povere vecchine che adesso non sapranno dove andare a fare la spesa. Che vi possa andare di traverso il panettone... E che i nuovi «affittuari» vi creino una rogna dietro l’altra. A quel punto sarebbe bello ridervi in faccia!
Una voce sola: lettera di Natale
Rif. 2613. Una voce sola: lettera di Natale
Tra poco ai mercatini si accenderanno le luci e i profumi di spezie e l’odore forte del vin brulè ti faranno pensare (come quando eri bambino) che sta per cominciare la Festa della Natività. Ma in ogni Natale c’è uno storia triste. In ogni Natale c’è qualcuno che soffre. Sarà un caso che proprio durante le feste quelli che sono e si sentono esclusi prendono a volte delle decisioni drastiche, definitive sulla propria vita, come in certi film o in certe favole brutte… Qualche tempo fa avevo trovato casa e ci sto ancora adesso. Non ho pretese, mi accontento, le referenze le ho, sono italiana (purtroppo per qualcuno questa è ancora una discriminante), lavoro e vivo da sola. Trovo due persone gentilissime che mi fanno vedere l’appartamento. Certo l’affitto è meta della mia paga ma è così e basta. Inizia la parte burocratica che tutti conosciamo anagrafe, attacchi luce gas ecc. E poi spese per trasloco ...per i mobili nuovi ecc stress stanchezza (il trasloco è l’evento più stressante nella vita di una persona). Per fortuna a volte viene a trovarmi mio nipotino che mi carica di energia e mi dà la forza di continuare sono felice. Arriverà Natale e staremo tutti qui ad aprire i regali sotto l’albero nella mia nuova casetta. Forse ho sognato troppo in fretta, forse non merito quel poco di gioia di cui tutti avrebbero diritto almeno quel giorno? Sì, ho sognato troppo in fretta. Perché questo Natale non sarà così per me. I proprietari dell’appartamento non gradiscono più la mai presenza in questo appartamento. Perché? Perché c’era un patto che io ho violato. Io qui devo abitare da sola e non ricevere nessuno nemmeno mio nipote e mia figlia che tra l’altro è giovanissima. Queste persone per bene non gradiscono la presenza di un bambino piccolissimo e della sua giovane madre) e magari sono anche contrarie all’aborto… Mi scuso. Mi sono fatta prendere dalla solita retorica qualunquista sugli indifferenti e sulle loro contraddizioni… Torniamo a noi. Mia figlia e mio nipote hanno la loro casa e vengono qui a trovarmi ogni tanto (In linguaggio moderno e antico si chiama calore della famiglia), ma questa cosa, come dicevo, non è gradita ai proprietari della casa. Devo nascondere le visite dei miei cari, perché la minaccia è quella di uno «sfratto». Quale nonna è costretta a scegliere tra il suo appartamento o vedere o meno il nipotino? Perché succede questo? Sembra impossibile esistano persone cosi calcolatrici, prive di sentimenti, cosi distaccate dal prossimo. Allora chiedo a tutti cosa fareste? Rinuncereste a vedere la vostra famiglia a casa vostra e limitarne le visite? Oppure cerchereste una altra casa? Io ho optato per la seconda soluzione (avrei optato è meglio dire), e anche se non più giovane sono disposta a fare un altro trasloco, passare le feste di Natale tra scatole e scatoloni (anche se non saranno doni) e ricominciare in una nuova casa dove mio nipote e mia figlia possano venire a trovarmi liberamente senza paura di disturbare con la loro, tra l’altro silenziosa, presenza. Rimetto un annuncio? Cerco un altro mini appartamento a modico prezzo e magari da persone un po’ più comprensive verso le nonne ed i bambini che vogliono giocare insieme? Forse. Se ce la faccio. Se ho ancora la forza. Che sta svanendo. Lentamente. E.M.
Tra poco ai mercatini si accenderanno le luci e i profumi di spezie e l’odore forte del vin brulè ti faranno pensare (come quando eri bambino) che sta per cominciare la Festa della Natività. Ma in ogni Natale c’è uno storia triste. In ogni Natale c’è qualcuno che soffre. Sarà un caso che proprio durante le feste quelli che sono e si sentono esclusi prendono a volte delle decisioni drastiche, definitive sulla propria vita, come in certi film o in certe favole brutte… Qualche tempo fa avevo trovato casa e ci sto ancora adesso. Non ho pretese, mi accontento, le referenze le ho, sono italiana (purtroppo per qualcuno questa è ancora una discriminante), lavoro e vivo da sola. Trovo due persone gentilissime che mi fanno vedere l’appartamento. Certo l’affitto è meta della mia paga ma è così e basta. Inizia la parte burocratica che tutti conosciamo anagrafe, attacchi luce gas ecc. E poi spese per trasloco ...per i mobili nuovi ecc stress stanchezza (il trasloco è l’evento più stressante nella vita di una persona). Per fortuna a volte viene a trovarmi mio nipotino che mi carica di energia e mi dà la forza di continuare sono felice. Arriverà Natale e staremo tutti qui ad aprire i regali sotto l’albero nella mia nuova casetta. Forse ho sognato troppo in fretta, forse non merito quel poco di gioia di cui tutti avrebbero diritto almeno quel giorno? Sì, ho sognato troppo in fretta. Perché questo Natale non sarà così per me. I proprietari dell’appartamento non gradiscono più la mai presenza in questo appartamento. Perché? Perché c’era un patto che io ho violato. Io qui devo abitare da sola e non ricevere nessuno nemmeno mio nipote e mia figlia che tra l’altro è giovanissima. Queste persone per bene non gradiscono la presenza di un bambino piccolissimo e della sua giovane madre) e magari sono anche contrarie all’aborto… Mi scuso. Mi sono fatta prendere dalla solita retorica qualunquista sugli indifferenti e sulle loro contraddizioni… Torniamo a noi. Mia figlia e mio nipote hanno la loro casa e vengono qui a trovarmi ogni tanto (In linguaggio moderno e antico si chiama calore della famiglia), ma questa cosa, come dicevo, non è gradita ai proprietari della casa. Devo nascondere le visite dei miei cari, perché la minaccia è quella di uno «sfratto». Quale nonna è costretta a scegliere tra il suo appartamento o vedere o meno il nipotino? Perché succede questo? Sembra impossibile esistano persone cosi calcolatrici, prive di sentimenti, cosi distaccate dal prossimo. Allora chiedo a tutti cosa fareste? Rinuncereste a vedere la vostra famiglia a casa vostra e limitarne le visite? Oppure cerchereste una altra casa? Io ho optato per la seconda soluzione (avrei optato è meglio dire), e anche se non più giovane sono disposta a fare un altro trasloco, passare le feste di Natale tra scatole e scatoloni (anche se non saranno doni) e ricominciare in una nuova casa dove mio nipote e mia figlia possano venire a trovarmi liberamente senza paura di disturbare con la loro, tra l’altro silenziosa, presenza. Rimetto un annuncio? Cerco un altro mini appartamento a modico prezzo e magari da persone un po’ più comprensive verso le nonne ed i bambini che vogliono giocare insieme? Forse. Se ce la faccio. Se ho ancora la forza. Che sta svanendo. Lentamente. E.M.
Miniappartamento a soli 30mila euro
Rif. 2614. Miniappartamento a soli 30mila euro
Cari lettori, mi chiamo Carlo e domenica scorsa, facendo un giro a Brescia, ho letto gli annunci in una vetrina di un’agenzia immobiliare. A poca distanza dalla città vendono miniappartamenti nuovi a partire da 30mila Euro. Vale la pena comperare i mini in Trentino con i prezzi che hanno? Come mai a poca distanza c’è una così grande differenza di prezzo? Andate fuori regione, ragazzi. Andate laggiù ad investire, nella speranza che tra qualche anno le cose cambino.
Cari lettori, mi chiamo Carlo e domenica scorsa, facendo un giro a Brescia, ho letto gli annunci in una vetrina di un’agenzia immobiliare. A poca distanza dalla città vendono miniappartamenti nuovi a partire da 30mila Euro. Vale la pena comperare i mini in Trentino con i prezzi che hanno? Come mai a poca distanza c’è una così grande differenza di prezzo? Andate fuori regione, ragazzi. Andate laggiù ad investire, nella speranza che tra qualche anno le cose cambino.
Incontro in stazione
Rif. 2616. Incontro in stazione
Ciao, ragazza alta bionda e coi capelli ricci che ti trovavi circa un mese fa al binario di Calceranica. Ti ho chiesto qualcosa sul gruppo che stava suonando. Sei rimasta per un po’ davanti a me, poi sei andata via. E purtroppo non ti ho più rivista... Non so neanche come ti chiami né di dove sei.
Ciao, ragazza alta bionda e coi capelli ricci che ti trovavi circa un mese fa al binario di Calceranica. Ti ho chiesto qualcosa sul gruppo che stava suonando. Sei rimasta per un po’ davanti a me, poi sei andata via. E purtroppo non ti ho più rivista... Non so neanche come ti chiami né di dove sei.




