>>>Bazar n.33 del 25 agosto
MESSAGGI DI RISPOSTA
Se la frana di Pinè fosse caduta dall’altro lato...
Rif. 2971. Su questi nostri disastri naturali
Quanto accaduto a Piné in seguito alle recenti giornate di maltempo ci deve mettere in guardia; farci capire che viviamo in condizioni di falsa sicurezza, dacché basta qualche mm di pioggia in più e succede un disastro. Questa è la riflessione che dovrebbero fare Protezione Civile e Pat, in sede di prevenzione, naturalmente.
Risposta:
Rif. 2972. Se la frana di Pinè fosse caduta dall’altro lato...
Serve dire certamente un grazie alla protezione civile costituitasi nel tempo in tutta la Provincia. Dall’allarme a pochi istanti, molti i volontari che si adoperano ad aiutare chi è nel bisogno, e tutte persone responsabili del proprio operato. Da curioso son passato stamane, mercoledì 18, e da un promontorio ho visto l’organizzazione come si muove, complimenti a chi si adopera per gli altri. C’è invece da domandarsi come mai la PAT abbia permesso di costruire case al di sotto della diga. Noi trentini siamo confinanti con il Bellunese dove il Vajont di Longarone ha fatto una cosa simile, se la frana di domenica fosse andata dalla parte opposta, la parte bassa di Campolongo sarebbe stata spazzata dall’acqua della diga delle Piazze, che poi avrebbe trascinato i detriti nel lago sottostante facendo esondare pure quello. Talvolta si va a dare l’ok per certe costruzioni, dove sarebbe meglio pensarci, meglio prima, dato che poi quando succede il misfatto... Certo non è colpa di nessuno, basti vedere la strage stessa del Vajont o quella di Stava: ambedue abbastanza prevedibili.
Quanto accaduto a Piné in seguito alle recenti giornate di maltempo ci deve mettere in guardia; farci capire che viviamo in condizioni di falsa sicurezza, dacché basta qualche mm di pioggia in più e succede un disastro. Questa è la riflessione che dovrebbero fare Protezione Civile e Pat, in sede di prevenzione, naturalmente.
Risposta:
Rif. 2972. Se la frana di Pinè fosse caduta dall’altro lato...
Serve dire certamente un grazie alla protezione civile costituitasi nel tempo in tutta la Provincia. Dall’allarme a pochi istanti, molti i volontari che si adoperano ad aiutare chi è nel bisogno, e tutte persone responsabili del proprio operato. Da curioso son passato stamane, mercoledì 18, e da un promontorio ho visto l’organizzazione come si muove, complimenti a chi si adopera per gli altri. C’è invece da domandarsi come mai la PAT abbia permesso di costruire case al di sotto della diga. Noi trentini siamo confinanti con il Bellunese dove il Vajont di Longarone ha fatto una cosa simile, se la frana di domenica fosse andata dalla parte opposta, la parte bassa di Campolongo sarebbe stata spazzata dall’acqua della diga delle Piazze, che poi avrebbe trascinato i detriti nel lago sottostante facendo esondare pure quello. Talvolta si va a dare l’ok per certe costruzioni, dove sarebbe meglio pensarci, meglio prima, dato che poi quando succede il misfatto... Certo non è colpa di nessuno, basti vedere la strage stessa del Vajont o quella di Stava: ambedue abbastanza prevedibili.
NUOVI MESSAGGI
Caritas di Rovereto: a chi vanno quei generi alimentari
Rif. 2973. Caritas di Rovereto: a chi vanno quei generi alimentari
La Caritas, qui a Rovereto, a cento metri dalla mia abitazione e precisamente presso la canonica della Sacra Famiglia, ogni martedì distribuisce generi alimentari per le famiglie bisognose. Noi roveretani bisognosi, vuoi per pudore, vuoi per discrezione, eludiamo questi appuntamenti, ma non quelli dell’est che ogni volta se ne vanno con borse stracolme di generi alimentari, che poi guardacaso caricano sui loro macchinoni tipo Mercedes, Audi ecc. ecc. Non finisce qui: fanno il giro di altre parrocchie, altre borse e via, per poi rivendere il superfluo al loro fabbisogno personale. E così tutti i martedì pomeriggio, in barba a noi che vediamo tutto il giro. Io ho personalmente reclamato per questa situazione, ma quasi quasi il colpevole ero io, il solito anziano brontolone, il «marziano» di turno, insomma. Tutto qui, volevo solamente che si venisse a conoscenza della cosa e della generale presa per i fondelli. Che qualcuno intervenga per cortesia!
La Caritas, qui a Rovereto, a cento metri dalla mia abitazione e precisamente presso la canonica della Sacra Famiglia, ogni martedì distribuisce generi alimentari per le famiglie bisognose. Noi roveretani bisognosi, vuoi per pudore, vuoi per discrezione, eludiamo questi appuntamenti, ma non quelli dell’est che ogni volta se ne vanno con borse stracolme di generi alimentari, che poi guardacaso caricano sui loro macchinoni tipo Mercedes, Audi ecc. ecc. Non finisce qui: fanno il giro di altre parrocchie, altre borse e via, per poi rivendere il superfluo al loro fabbisogno personale. E così tutti i martedì pomeriggio, in barba a noi che vediamo tutto il giro. Io ho personalmente reclamato per questa situazione, ma quasi quasi il colpevole ero io, il solito anziano brontolone, il «marziano» di turno, insomma. Tutto qui, volevo solamente che si venisse a conoscenza della cosa e della generale presa per i fondelli. Che qualcuno intervenga per cortesia!
Gli impiegati del servizio pubblico
Rif. 2975. Gli impiegati del servizio pubblico
Sembra che i servizi pubblici facciano a gara per rendere la vita difficile all’utente che poi sarebbe il vero datore di lavoro e stipendiante dei dipendenti pubblici, dall’ultimo impiegato al più alto in carica! Alcuni esempi. Uffici postali di Baselga di Pinè: da pochi mesi sono andate in pensione la direttrice e una sportellista, è rimasta solo una sportellista del vecchio gruppo: per fortuna molto efficiente e gentile anche. Entrano un nuovo direttore ed una nuova sportellista... Oddio... In questi giorni si ammala l’unica sportellista competente e... code di decine di persone (e ricordo siamo solo a Baselga, non in uffici più grossi), risposte evasive e inconcludenti, servizi effettuati col cellulare in mano a messaggiare, lentamente, ma non così lentamente come la digitazione sul pc di servizio su cui il direttore, lentamente, digita con un solo dito e con un’espressione sufficiente, simile all’altra sportellista che sbuffando rivendica il suo diritto alla pausa caffè... con dieci persone in coda!?!? (in due, secondo me, non fanno il servizio dell’unica sportellista valida!) Aiutooo, quando rientri sportellista efficiente e gentile? Ma questi lo sanno che devono guadagnarsi lo stipendio? Altro ufficio pubblico: Tavolare. Un paio di volte l’anno mi ci reco per consultare i dati accessibili al pubblico per me o per amici. Da alcuni mesi il tempo di utilizzo dei computer è ridotto a mezz’ora per ciascun utente e questo può aver ragione d’essere negli uffici grossi come Trento, non sicuramente a Pergine dove non c’era la ressa. L’altra settimana ci sono tornata e ...sorpresa: un solo computer a disposizione del pubblico per vedere dati catastali o del libro fondiario più uno per la consultazione del giornale tavolare. Ma allora lo fate apposta a rendere la vita difficile ai cittadini, a costringerli a fare la fila per avere informazioni che potrebbero ricavare da soli se non si togliessero i pc riservati al pubblico. A che gioco giochiamo, me lo spiegate signori dirigenti che la mattina vi alzate «con un’idea in testa» per creare rogne al cittadino che vi permette le vostre belle buste paga? Non sarebbe vostro dovere essere al servizio del cittadino e non al servizio vostro e di chi vi fa favori? Firmato: un utente fortemente scontento».
Sembra che i servizi pubblici facciano a gara per rendere la vita difficile all’utente che poi sarebbe il vero datore di lavoro e stipendiante dei dipendenti pubblici, dall’ultimo impiegato al più alto in carica! Alcuni esempi. Uffici postali di Baselga di Pinè: da pochi mesi sono andate in pensione la direttrice e una sportellista, è rimasta solo una sportellista del vecchio gruppo: per fortuna molto efficiente e gentile anche. Entrano un nuovo direttore ed una nuova sportellista... Oddio... In questi giorni si ammala l’unica sportellista competente e... code di decine di persone (e ricordo siamo solo a Baselga, non in uffici più grossi), risposte evasive e inconcludenti, servizi effettuati col cellulare in mano a messaggiare, lentamente, ma non così lentamente come la digitazione sul pc di servizio su cui il direttore, lentamente, digita con un solo dito e con un’espressione sufficiente, simile all’altra sportellista che sbuffando rivendica il suo diritto alla pausa caffè... con dieci persone in coda!?!? (in due, secondo me, non fanno il servizio dell’unica sportellista valida!) Aiutooo, quando rientri sportellista efficiente e gentile? Ma questi lo sanno che devono guadagnarsi lo stipendio? Altro ufficio pubblico: Tavolare. Un paio di volte l’anno mi ci reco per consultare i dati accessibili al pubblico per me o per amici. Da alcuni mesi il tempo di utilizzo dei computer è ridotto a mezz’ora per ciascun utente e questo può aver ragione d’essere negli uffici grossi come Trento, non sicuramente a Pergine dove non c’era la ressa. L’altra settimana ci sono tornata e ...sorpresa: un solo computer a disposizione del pubblico per vedere dati catastali o del libro fondiario più uno per la consultazione del giornale tavolare. Ma allora lo fate apposta a rendere la vita difficile ai cittadini, a costringerli a fare la fila per avere informazioni che potrebbero ricavare da soli se non si togliessero i pc riservati al pubblico. A che gioco giochiamo, me lo spiegate signori dirigenti che la mattina vi alzate «con un’idea in testa» per creare rogne al cittadino che vi permette le vostre belle buste paga? Non sarebbe vostro dovere essere al servizio del cittadino e non al servizio vostro e di chi vi fa favori? Firmato: un utente fortemente scontento».
Ciclisti (al buio) nella galleria dei Crozi
Rif. 2976. Ciclisti (al buio) nella galleria dei Crozi
Chiamarli deficienti è troppo poco-giovedi 19 c.m. ad ore 10.30 nella galleria dei Crozi direzione Bassano. Due cicloturisti in coppia senza un minimo faro (in coppia non in fila indiana). a) Quello lo chiamano sport? b) In una galleria inquinata, poveri polmoni... c)Autentico pericolo dato il traffico di esser investiti. d) Poi la colpa è sempre di chi investe? e) Altrettanto macaco chi non sanziona queste persone che del codice della strada se ne infischiano...
Chiamarli deficienti è troppo poco-giovedi 19 c.m. ad ore 10.30 nella galleria dei Crozi direzione Bassano. Due cicloturisti in coppia senza un minimo faro (in coppia non in fila indiana). a) Quello lo chiamano sport? b) In una galleria inquinata, poveri polmoni... c)Autentico pericolo dato il traffico di esser investiti. d) Poi la colpa è sempre di chi investe? e) Altrettanto macaco chi non sanziona queste persone che del codice della strada se ne infischiano...
Limite di velocità del Bus de Vela
Rif. 2977. Limite di velocità del Bus de Vela
Galleria a scendere del Bus de Vela. Adesso è illuminata, ma vogliamo togliere quell’assurdo cartello del limite dei 50 chilometri orari che tanto nessuno rispetta? O è messo lì solo per bellezza?
Galleria a scendere del Bus de Vela. Adesso è illuminata, ma vogliamo togliere quell’assurdo cartello del limite dei 50 chilometri orari che tanto nessuno rispetta? O è messo lì solo per bellezza?
Ciclisti trentini: le bretelle fosforescenti non bastano
Rif. 2978. Ciclisti trentini: le bretelle fosforescenti non bastano
Proprio una bella trovata la normativa per i ciclisti di mettere le bretelle fosforescenti, ma se fosse da mettere un po’ di regolamento tipo codice della strada, e invece chiunque ha una bici crede di essere il padreterno, e guai dir loro qualcosa, serve qualche multa e pure i trentini a toccarghe er taccuin i se rimedia...
Proprio una bella trovata la normativa per i ciclisti di mettere le bretelle fosforescenti, ma se fosse da mettere un po’ di regolamento tipo codice della strada, e invece chiunque ha una bici crede di essere il padreterno, e guai dir loro qualcosa, serve qualche multa e pure i trentini a toccarghe er taccuin i se rimedia...
Curiosoni che non siete altro
Rif. 2979. Curiosoni che non siete altro
Domenica 18 luglio davanti al cinema Modena a Trento, una coppia sui cinquant’anni mi guardava con curiosità. Uno dei due aveva una polo arancione. All’interno della sala si sono messi a guardare con insistenza gli sms che mandavo. Ma che volete? Chi vi conosce? Siete prepotenti ed aggressivi nella vostra banalità. Firmato: P.A.
Domenica 18 luglio davanti al cinema Modena a Trento, una coppia sui cinquant’anni mi guardava con curiosità. Uno dei due aveva una polo arancione. All’interno della sala si sono messi a guardare con insistenza gli sms che mandavo. Ma che volete? Chi vi conosce? Siete prepotenti ed aggressivi nella vostra banalità. Firmato: P.A.
Aprite gli occhi quando attraversate
Rif. 2980. Aprite gli occhi quando attraversate
Vorrei dire a quei due cretini – uno con la maglietta arancio e l’altro con la maglietta bianca – che alle 22 del 30 luglio si trovavano in largo Nazario Sauro a Trento, di stare più attenti quando attraversano che quasi si facevano tirare sotto. Alla loro età dovrebbero aver oramai imparato ad attraversare la strada senza mettere a repentaglio la loro vita e l’integrità delle auto che viaggiano. P.A.
Vorrei dire a quei due cretini – uno con la maglietta arancio e l’altro con la maglietta bianca – che alle 22 del 30 luglio si trovavano in largo Nazario Sauro a Trento, di stare più attenti quando attraversano che quasi si facevano tirare sotto. Alla loro età dovrebbero aver oramai imparato ad attraversare la strada senza mettere a repentaglio la loro vita e l’integrità delle auto che viaggiano. P.A.
Bimbi benestanti imparano a fare i soldi (come papà)
Rif. 2981. Bimbi benestanti imparano a fare i soldi (come papà)
Non sono un grande frequentatore di fiere e mercatini vari, ma mi è capitato di recente di partecipare ad uno. Era una festa di paese con ambientazione medievale molto caratteristica e ben organizzata, con rappresentazioni di antichi mestieri e antichi giochi. Anche la bancarelle erano ben selezionate con prodotti attinenti al contesto storico. Peccato che fra le bancarelle stesse ci fossero in bella mostra bambini molto intraprendenti che si «divertivano» a vendere giocattoli usati. Purtroppo conosco quei bambini e so che sono figli di persone benestanti a cui il denaro non manca di sicuro. Così mi sono chiesto: «Ma era proprio necessario tutto ciò?» E i loro genitori non provano vergogna a lasciarli in piazza così piccoli e già tanto avidi di denaro? Mi sono permesso di domandare se il ricavato veniva usato per scopi benefici; la risposta è stata «ovviamente no». Bambini così volenterosi potrebbero usare il loro ingegno e il tempo libro per donare a chi ne ha bisogno non per mettersi in tasca soldi, che tra l’altro non li mancano. Mi hanno fatto comunque l’impressione di essere bambini stufi e annoiati di tutto che per provare emozioni nuove devono sobbarcarsi i problemi dei grandi, diciamo il problema più comune nell’adulto: fare soldi.
Non sono un grande frequentatore di fiere e mercatini vari, ma mi è capitato di recente di partecipare ad uno. Era una festa di paese con ambientazione medievale molto caratteristica e ben organizzata, con rappresentazioni di antichi mestieri e antichi giochi. Anche la bancarelle erano ben selezionate con prodotti attinenti al contesto storico. Peccato che fra le bancarelle stesse ci fossero in bella mostra bambini molto intraprendenti che si «divertivano» a vendere giocattoli usati. Purtroppo conosco quei bambini e so che sono figli di persone benestanti a cui il denaro non manca di sicuro. Così mi sono chiesto: «Ma era proprio necessario tutto ciò?» E i loro genitori non provano vergogna a lasciarli in piazza così piccoli e già tanto avidi di denaro? Mi sono permesso di domandare se il ricavato veniva usato per scopi benefici; la risposta è stata «ovviamente no». Bambini così volenterosi potrebbero usare il loro ingegno e il tempo libro per donare a chi ne ha bisogno non per mettersi in tasca soldi, che tra l’altro non li mancano. Mi hanno fatto comunque l’impressione di essere bambini stufi e annoiati di tutto che per provare emozioni nuove devono sobbarcarsi i problemi dei grandi, diciamo il problema più comune nell’adulto: fare soldi.
Come non pagare il pedaggio autostradale
Rif. 2982. Come non pagare il pedaggio autostradale
Tra le lettere di un giornale locale mi ha colpito quella in cui si narra la disavventura di quell’automobilista che non riuscendo a pagare al casello il pedaggio ha pagato di più. Viaggiando, io ho visto ben altro. Automobilisti che quando lasciano l’autostrada escono letteralmente incollati a pullman o a tir, usando uscite Telepass. Mi è anche capitato di entrare da entrate polivalenti, cioè con o senza Telepass, e lì ho visto automobilisti, prevalentemente stranieri, che prendevano il biglietto dalla colonnina e lo buttavano subito via. Il gioco è fatto! Si entra regolarmente e si esce da passaggi Telepass incollati a grandi automezzi. Ma la gestione autostrade cosa ne pensa?
Tra le lettere di un giornale locale mi ha colpito quella in cui si narra la disavventura di quell’automobilista che non riuscendo a pagare al casello il pedaggio ha pagato di più. Viaggiando, io ho visto ben altro. Automobilisti che quando lasciano l’autostrada escono letteralmente incollati a pullman o a tir, usando uscite Telepass. Mi è anche capitato di entrare da entrate polivalenti, cioè con o senza Telepass, e lì ho visto automobilisti, prevalentemente stranieri, che prendevano il biglietto dalla colonnina e lo buttavano subito via. Il gioco è fatto! Si entra regolarmente e si esce da passaggi Telepass incollati a grandi automezzi. Ma la gestione autostrade cosa ne pensa?






