>>>Bazar n.43 del 04 novembre
MESSAGGI DI RISPOSTA
Sono loro che non vogliono integrarsi...
Rif. 2540. Scena incredibile sull’autobus. Sale il controllore e si avvicina ad una signora e le chiede il biglietto.La signora risponde testualmente: prima lo chieda a quelle persone (extracomunitari) che lei ha fatto finta di non vedere e poi le faccio vedere il mio. Risultato? Il controllore è sceso dall’autobus senza chiedere il biglietto a nessuno. Viva il Trentino.
Rif. 2541. Questa gente fa tutto ma non si integra
Brava Signora! Così si fa. Reazione pronta ed immediata nei confronti di un controllore superficiale. Extracomunitari? Bah, il discorso sarebbe lungo ed intricato col rischio di apparire razzista. Tutti comunque tocchiamo con mano la triste realtà e la quotidianità con questa gente che fa di tutto,ma non integrarsi. Chi vivrà, vedrà. Ancora complimenti alla signora da Renzo.
Rif. 2542. Sono loro che non vogliono integrarsi...
E ti stupisci? Prova tu, onesto cittadino, a fare un’infrazione stradale o altro. Vedrai come pagherai per bene. Invece c’è chi non paga mai e se ne frega altamente di regole e leggi. E ci sarà un motivo perché il 78% degli italiani hanno pregiudizi nei confronti di certa gente. Ma, poverini, bisogna integrarli! Ma sono loro che non vogliono essere integrati perché integrazione vuol dire responsabilità, lavoro, educazione e rispetto degli altri.
Rif. 2541. Questa gente fa tutto ma non si integra
Brava Signora! Così si fa. Reazione pronta ed immediata nei confronti di un controllore superficiale. Extracomunitari? Bah, il discorso sarebbe lungo ed intricato col rischio di apparire razzista. Tutti comunque tocchiamo con mano la triste realtà e la quotidianità con questa gente che fa di tutto,ma non integrarsi. Chi vivrà, vedrà. Ancora complimenti alla signora da Renzo.
Rif. 2542. Sono loro che non vogliono integrarsi...
E ti stupisci? Prova tu, onesto cittadino, a fare un’infrazione stradale o altro. Vedrai come pagherai per bene. Invece c’è chi non paga mai e se ne frega altamente di regole e leggi. E ci sarà un motivo perché il 78% degli italiani hanno pregiudizi nei confronti di certa gente. Ma, poverini, bisogna integrarli! Ma sono loro che non vogliono essere integrati perché integrazione vuol dire responsabilità, lavoro, educazione e rispetto degli altri.
I trentini del «no»
Rif. 2537. A Trento cemento ed inquinamento senza limiti! Si progetta un nuovo ospedale con la scusa che quello esistente è vecchio e che porta traffico in centro, quando si sono spesi (e ben vengano) decine di milioni di euro per ristrutturarlo a nuovo e per ampliare quelli periferici, e quando non è stato ancora stabilito cosa fare della vecchia struttura, che per essere riadattata al nuovo uso richiederà un cantiere infinito con enormi spese e smog, e finita, richiamerà il medesimo traffico di oggi. Si vuole un inceneritore quando esistono concrete alternative praticabili, soprattutto in una virtuosa provincia come la nostra, dove la percentuale di raccolta differenziata è molto alta, tacendo dei costi per lo smaltimento delle scorie ad alta tossicità e delle nano-polveri che si riverseranno nel fondovalle. Si cementificano trenta ettari di campagna rigogliosa alle porte della città per accogliere le nuove caserme, che potrebbero essere ristrutturate e ricevere i dovuti ampliamenti lì dove stanno, tacendo che si stà preparando l’ennesima speculazione commerciale sulle aree pregiate che verrebbero a liberarsi, così com’è stato per l’ex Michelin. Si progetta una nuova faraonica stazione all’ex Scalo Filzi con argomentazioni fumose, e poi si scopre che il mega-edificio sarebbe in gran parte destinato a centro-commerciale, alla faccia delle recenti dichiarazioni dell’assessore Olivi («mai più centri commerciali!»), quando invece ciò che serve, e soprattutto in quella parte della città, sono spazi verdi per la gente assediata dal cemento e dalle auto. La città è sempre più invasa dal traffico ma i parcheggi di attestamento sono ancora sulla carta, e non si è capaci a chiudere due strade del centro per allargare in maniera decente, come le altre città, la zona pedonale. Per tacere di tutti gli altri scandali basati su false ed opinabili necessità di appalti privati ma anche pubblici che stanno deturpando, grazie alla nostra amministrazione più attenta alle lusinghe dei costruttori, che alla reali esigenze di salute e di vivibilità della gente, il nostro delicato territorio. Diciamo tutti basta a questo scandalo, salviamo la nostra terra ed il nostro futuro!
Rif. 2543. I trentini del «no»
Il giornalista Mauro Lando ha scritto un bel articolo dal titolo «I trentini del no». Io non me li ricordo tutti ma ad ogni proposta i provinciali trentini sono adusi a dire sempre «no». No alla bretella di Lavis, costata milioni in più e tempi enormi per l’opposizione degli intrepidi ambientalisti, così come no alla galleria di Martignano. E ora nessuno di questi che ammetta di avere sbagliato, stante la grande utilità dei due lavori citati. Naturalmente no alla Valdastico, che invece risolverebbe i problemi della Valsugana senza creare nessun disagio a quelli di Besenello, no al termovalorizzatore, e quando sarà troppo tardi vedremo dove esporteremo le nostre immondizie. L’importante per i nostri impavidi trentini, garantiti dal loro bel posticino assicurato in Provincia, Regione, Azienda Sanitaria, Comuni, Comprensori, Bim e più chi ne ha più ne metta, non vengano disturbati da questi problemi. Lasciateci lavorare fino alle 12 del venerdì, non rompeteci le palle e se avete rogne fatele nel giardino degli altri. Not in my backyard, appunto.
Rif. 2543. I trentini del «no»
Il giornalista Mauro Lando ha scritto un bel articolo dal titolo «I trentini del no». Io non me li ricordo tutti ma ad ogni proposta i provinciali trentini sono adusi a dire sempre «no». No alla bretella di Lavis, costata milioni in più e tempi enormi per l’opposizione degli intrepidi ambientalisti, così come no alla galleria di Martignano. E ora nessuno di questi che ammetta di avere sbagliato, stante la grande utilità dei due lavori citati. Naturalmente no alla Valdastico, che invece risolverebbe i problemi della Valsugana senza creare nessun disagio a quelli di Besenello, no al termovalorizzatore, e quando sarà troppo tardi vedremo dove esporteremo le nostre immondizie. L’importante per i nostri impavidi trentini, garantiti dal loro bel posticino assicurato in Provincia, Regione, Azienda Sanitaria, Comuni, Comprensori, Bim e più chi ne ha più ne metta, non vengano disturbati da questi problemi. Lasciateci lavorare fino alle 12 del venerdì, non rompeteci le palle e se avete rogne fatele nel giardino degli altri. Not in my backyard, appunto.




