>>>Bazar n.45 del 18 novembre
MESSAGGI DI RISPOSTA
Il nostro ambiente è troppo antropizzato
Rif. 2467. La stampa locale ha dato ampio risalto alla notizia dell’apertura della caccia e in alcuni punti lo ha fatto con toni non condivisi da chi ama gli animali. Sembra infatti che ci sia chi plaude e si compiace per il cospicuo numero di cacciatori, dimenticando che il Medioevo è passato da un pezzo e che quel mondo venatorio oggi è sempre più rifiutato dalla sensibilità collettiva. L’Adige di domenica 6 settembre ha pubblicato il consueto ritratto di M. Grosselli che questa volta ci ha presentato la figura della più giovane cacciatrice trentina. Ma dove sono finiti la femminilità, la dolcezza e l’istinto materno delle donne? La signorina già da piccola si occupava dello sventramento degli animali cacciati e ora, poco più grande, è orgogliosa di avere un’ottima mira ed è contenta di uscire per il primo giorno di caccia, soddisfatta perché potrà sparare perfino alle femmine e ai piccoli.
Rif. 2547. La Natura, dacché è mondo e mondo, sa regolarsi benissimo da sola. Chiedo come mai, visto che loro si ritengono amici di flora e fauna, tengono in gabbiette piccolissime gli uccelli da richiamo, tanto per fare un esempio. Hanno forse capito qualcosa della vita? Io dico di no. Senz’offesa, signori caccitori, ma i frustrati siete voi, che sparando e uccidendo cercate di scaricare le vostre frustrazioni. Sparando e uccidendo esseri indifesi, e non è così che si aiuta la Natura.
Rif. 2560. Il nostro ambiente è troppo antropizzato
Come al solito si parla di caccia senza saperne nulla. La Natura si regola da sola, ma nei territori dove la natura è selvaggia, non in ambienti antropizzati come i nostri, dove la catena alimentare è stata interrotta o alterata, mancando linci, lupi, aquile, castori, orsi, ecc.. La causa è l’eccessiva antropizzazione del territorio, inquinamento acustico, luminoso, traffico che non permette più la presenza minima per la sopravvivenza di certe specie animali. Quindi la caccia è necessaria, se ne può discutere il metodo, ma non la necessarietà o meno. Chi tiene gli uccellini da richiamo non è un cacciatore ma un uccellatore, quindi fuorilegge. Saluti da un «frustrato».
Rif. 2547. La Natura, dacché è mondo e mondo, sa regolarsi benissimo da sola. Chiedo come mai, visto che loro si ritengono amici di flora e fauna, tengono in gabbiette piccolissime gli uccelli da richiamo, tanto per fare un esempio. Hanno forse capito qualcosa della vita? Io dico di no. Senz’offesa, signori caccitori, ma i frustrati siete voi, che sparando e uccidendo cercate di scaricare le vostre frustrazioni. Sparando e uccidendo esseri indifesi, e non è così che si aiuta la Natura.
Rif. 2560. Il nostro ambiente è troppo antropizzato
Come al solito si parla di caccia senza saperne nulla. La Natura si regola da sola, ma nei territori dove la natura è selvaggia, non in ambienti antropizzati come i nostri, dove la catena alimentare è stata interrotta o alterata, mancando linci, lupi, aquile, castori, orsi, ecc.. La causa è l’eccessiva antropizzazione del territorio, inquinamento acustico, luminoso, traffico che non permette più la presenza minima per la sopravvivenza di certe specie animali. Quindi la caccia è necessaria, se ne può discutere il metodo, ma non la necessarietà o meno. Chi tiene gli uccellini da richiamo non è un cacciatore ma un uccellatore, quindi fuorilegge. Saluti da un «frustrato».
Ma che foglio di via: mandateli in miniera
Rif. 2556. Il cittadino modello che viaggia senza cinture si becca la multa, i ragazzi che rubano casa altrui e mettono a repentaglio la città, causando non poco trambusto, loro devono esser rispettati, invece che puniti. Del resto pare che uno di loro sia il figlio di un importante politico. E poi ci sarebbero anche figli di famiglie ricche e nobili della città. Rimarranno segreti i nominativi, incensurati e soprattutto rispettati.
Rif. 2561. No global? Che razza di persone sono?
Ma che razza di gente sono qusti no global? I è proprio pori grami, gente senza sugo. L’importante lè che i me stesa fora da le bale... Perché ge ne daria zo tante che metà basta...
Rif. 2562. Ma che foglio di via: mandateli in miniera
Al telegiornale hanno fatto vedere che per intavolare una trattativa le autorità sono salite sul tetto con l’autoscala... Sai cosa avrebbero dovuto fare, inoltre? Attaccare una bella manichetta da 70mm e fare “fuoco” su quei quattro imbecilli! Così sì che scendevano dal tetto! E non avrebbero devastato il giorno dopo la città. Anziché stampare fogli di via che loro bruciano con disprezzo della legge, perche non li mandate a lavorare in miniera?
Rif. 2561. No global? Che razza di persone sono?
Ma che razza di gente sono qusti no global? I è proprio pori grami, gente senza sugo. L’importante lè che i me stesa fora da le bale... Perché ge ne daria zo tante che metà basta...
Rif. 2562. Ma che foglio di via: mandateli in miniera
Al telegiornale hanno fatto vedere che per intavolare una trattativa le autorità sono salite sul tetto con l’autoscala... Sai cosa avrebbero dovuto fare, inoltre? Attaccare una bella manichetta da 70mm e fare “fuoco” su quei quattro imbecilli! Così sì che scendevano dal tetto! E non avrebbero devastato il giorno dopo la città. Anziché stampare fogli di via che loro bruciano con disprezzo della legge, perche non li mandate a lavorare in miniera?
NUOVI MESSAGGI
Questa rivoluzione digitale si abbatta si chi ci ha lucrato
Rif. 2563. Questa rivoluzione digitale si abbatta si chi ci ha lucrato
Spero che la rivoluzione digitale della tv si rivolti contro chi ci ha guadagnato. Lo sapranno pure gli inserzionisti pubblicitari che parecchia gente non vede più chi un canale chi un altro. O semplicemente non s’accende più la tv. Poco male se non avvessero speso i soldi per il decoder!
Spero che la rivoluzione digitale della tv si rivolti contro chi ci ha guadagnato. Lo sapranno pure gli inserzionisti pubblicitari che parecchia gente non vede più chi un canale chi un altro. O semplicemente non s’accende più la tv. Poco male se non avvessero speso i soldi per il decoder!
Un impiegato un po’ troppo curioso
Rif. 2564. Un impiegato un po’ troppo curioso
Nell’ufficio postale di Pergine Valsugana c’è un impiegato allo sportello a cui piace spifferare in giro questioni finanziarie private di utenti. Se riesco ad individuarlo – con delle prove – ho deciso di denunciarlo alla giustizia ordinaria. Spero che chi di dovere spieghi a costui l’importanza della correttezza e della riservatezza sul lavoro, visto che non lo fa per beneficenza, ma riceve in cambio uno stipendio.
Nell’ufficio postale di Pergine Valsugana c’è un impiegato allo sportello a cui piace spifferare in giro questioni finanziarie private di utenti. Se riesco ad individuarlo – con delle prove – ho deciso di denunciarlo alla giustizia ordinaria. Spero che chi di dovere spieghi a costui l’importanza della correttezza e della riservatezza sul lavoro, visto che non lo fa per beneficenza, ma riceve in cambio uno stipendio.
Diventi museo la fucina di Francesco
Rif. 2565. Diventi museo la fucina di Francesco
Caro Francesco, tanti per prima cosa, tanti auguri per i tuoi 105 anni (19-11-2009), per chi ti ha voluto bene, conosciuto e apprezzato: li porti magnificamente bene. Questo anche a nome della grande famiglia di Vita Trentina di cui hai fatto parte, capace e ben voluto da tutta la comunità di Ala. Un noto politico ebbe a dire che la politica (ma non è una novità) è una cosa sporca, ma tant’è. I vari Sindaci che si sono succeduti (Trainotti, Mellarini, Tomasoni e Valduga, più gli assessori) hanno fatto a gara promettendo con tanta enfasi che la tua fucina sarebbe diventata un museo. Questo non lo meritavi proprio! Anni di indugi e di gare a ping pong fra comune e provincia. Oggi si promette e domani si smentisce. Il Sindaco mi dice che non ci sono i soldi e poi si deve leggere sulla stampa che sono stati versati 60mila Euro ai proprietari dei palazzi storici di Ala: quanti giorni pensi che siano aperti in un anno? Ancora: sembra che a Palazzo Taddei la provincia voglia fare il museo del velluto. C’è qualcosa che non mi quadra. Ciao, Francesco. Sei sempre un bel ricordo. Galileo.
Caro Francesco, tanti per prima cosa, tanti auguri per i tuoi 105 anni (19-11-2009), per chi ti ha voluto bene, conosciuto e apprezzato: li porti magnificamente bene. Questo anche a nome della grande famiglia di Vita Trentina di cui hai fatto parte, capace e ben voluto da tutta la comunità di Ala. Un noto politico ebbe a dire che la politica (ma non è una novità) è una cosa sporca, ma tant’è. I vari Sindaci che si sono succeduti (Trainotti, Mellarini, Tomasoni e Valduga, più gli assessori) hanno fatto a gara promettendo con tanta enfasi che la tua fucina sarebbe diventata un museo. Questo non lo meritavi proprio! Anni di indugi e di gare a ping pong fra comune e provincia. Oggi si promette e domani si smentisce. Il Sindaco mi dice che non ci sono i soldi e poi si deve leggere sulla stampa che sono stati versati 60mila Euro ai proprietari dei palazzi storici di Ala: quanti giorni pensi che siano aperti in un anno? Ancora: sembra che a Palazzo Taddei la provincia voglia fare il museo del velluto. C’è qualcosa che non mi quadra. Ciao, Francesco. Sei sempre un bel ricordo. Galileo.
nceneritore: la democrazia non può fuggire dai confronti
Rif. 2566. Inceneritore: la democrazia non può fuggire dai confronti
Sulla realizzazione dell’inceneritore a Ischia Podetti si sono sentite un’infinità di voci legittimamente preoccupate per la tutela della salute pubblica, ma non si sente la voce importante del Partito Democratico e dei suoi esponenti (tranne qualche rarissima eccezione), perché? Eppure le voci riferiscono che almeno la metà degli esponenti di quel partito sono contrari alla realizzazione dell’opera o chiedono di valutare, prima della decisione finale, anche soluzioni alternative. Perché allora si tace? Parlare, dire cosa si pensa davvero infastidisce Pacher e Andreatta? I quali spingono invece per la realizzazione, sostenendo che l’impianto è praticamente innocuo; quando invece dallo studio di fattibilità presentato non risulta essere esattamente così? Ai vari Comitati e Associazioni ambientaliste, da sempre contrari alla costruzione dell’inceneritore, si sono uniti nella contrarietà o nella richiesta di valutazioni che mettessero a confronto altre soluzioni alternative, tutti i partiti di centro-destra, alcuni di centro-sinistra (i più piccoli), alcuni Comuni direttamente interessati, gli agricoltori, le A.C.L.I. Trentine che hanno manifestato le loro preoccupazioni e alcune Circoscrizioni del Comune di Trento. Dalla Circoscrizione del Bondone, zona interessata all’inceneritore, è partito un messaggio di vera democrazia poi seguito da molti altri, ma non raccolto – guarda caso – proprio dagli amministratori del Partito Democratico. In quel messaggio si dice, in sintesi : tutti vogliamo che la salute dei cittadini venga garantita, anche attraverso la qualità dei prodotti agroalimentari coltivati in loco; tutti siamo consapevoli che si debba risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti al più presto mandandone in discarica la minor quantità possibile (anche con l’inceneritore 25/30 mila tonnellate annue finirebbero in discarica); tutti sappiamo che l’iter per la realizzazione dell’inceneritore è stato lungo ed è giunto a conclusione, ma tutti vorremmo che quella nuova tecnologia che si basa sul recupero e sul riutilizzo dei materiali, che ha fatto enormi progressi negli ultimi anni e che garantirebbe maggiormente la salute pubblica, venisse messa alla prova consentendone la partecipazione alla gara per l’assegnazione dell’appalto. Il messaggio è chiaro: se dalla gara emergerà che solo la realizzazione di un inceneritore potrà risolvere il nostro problema, noi accetteremo, nostro malgrado, il verdetto. Questa ci sembrava e ci sembra una proposta democratica che non dovrebbe essere rigettata da chi vuole affermare la democrazia. Abbiamo chiesto di dare informazione alla gente ed eravamo disposti ad organizzare delle serate dove si potessero mettere a confronto gli aspetti tecnici/sanitari delle varie soluzioni. Ci è stata negata anche questa possibilità! Il 3 novembre scorso abbiamo partecipato all’incontro organizzato dal P.D. di Mezzocorona e in sala vi erano circa 150 persone, ma nessuno – tranne Pacher e Nardelli - ha speso una parola a favore dell’inceneritore! Il 6 novembre scorso abbiamo partecipato anche alla serata informativa organizzata dai Comuni della Rotaliana (venivano esposti i rischi per la salute pubblica e le soluzioni alternative all’inceneritore). Circa 1500 persone presenti al Palarotari in quell’occasione tutte d’accordo con i relatori sul fatto che l’inceneritore non può essere considerato innocuo per la salute dei cittadini e tutte hanno preso coscienza che le alternative all’inceneritore esistano. Graziano Agostini, Consigliere della Circoscrizione del Bondone.
Sulla realizzazione dell’inceneritore a Ischia Podetti si sono sentite un’infinità di voci legittimamente preoccupate per la tutela della salute pubblica, ma non si sente la voce importante del Partito Democratico e dei suoi esponenti (tranne qualche rarissima eccezione), perché? Eppure le voci riferiscono che almeno la metà degli esponenti di quel partito sono contrari alla realizzazione dell’opera o chiedono di valutare, prima della decisione finale, anche soluzioni alternative. Perché allora si tace? Parlare, dire cosa si pensa davvero infastidisce Pacher e Andreatta? I quali spingono invece per la realizzazione, sostenendo che l’impianto è praticamente innocuo; quando invece dallo studio di fattibilità presentato non risulta essere esattamente così? Ai vari Comitati e Associazioni ambientaliste, da sempre contrari alla costruzione dell’inceneritore, si sono uniti nella contrarietà o nella richiesta di valutazioni che mettessero a confronto altre soluzioni alternative, tutti i partiti di centro-destra, alcuni di centro-sinistra (i più piccoli), alcuni Comuni direttamente interessati, gli agricoltori, le A.C.L.I. Trentine che hanno manifestato le loro preoccupazioni e alcune Circoscrizioni del Comune di Trento. Dalla Circoscrizione del Bondone, zona interessata all’inceneritore, è partito un messaggio di vera democrazia poi seguito da molti altri, ma non raccolto – guarda caso – proprio dagli amministratori del Partito Democratico. In quel messaggio si dice, in sintesi : tutti vogliamo che la salute dei cittadini venga garantita, anche attraverso la qualità dei prodotti agroalimentari coltivati in loco; tutti siamo consapevoli che si debba risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti al più presto mandandone in discarica la minor quantità possibile (anche con l’inceneritore 25/30 mila tonnellate annue finirebbero in discarica); tutti sappiamo che l’iter per la realizzazione dell’inceneritore è stato lungo ed è giunto a conclusione, ma tutti vorremmo che quella nuova tecnologia che si basa sul recupero e sul riutilizzo dei materiali, che ha fatto enormi progressi negli ultimi anni e che garantirebbe maggiormente la salute pubblica, venisse messa alla prova consentendone la partecipazione alla gara per l’assegnazione dell’appalto. Il messaggio è chiaro: se dalla gara emergerà che solo la realizzazione di un inceneritore potrà risolvere il nostro problema, noi accetteremo, nostro malgrado, il verdetto. Questa ci sembrava e ci sembra una proposta democratica che non dovrebbe essere rigettata da chi vuole affermare la democrazia. Abbiamo chiesto di dare informazione alla gente ed eravamo disposti ad organizzare delle serate dove si potessero mettere a confronto gli aspetti tecnici/sanitari delle varie soluzioni. Ci è stata negata anche questa possibilità! Il 3 novembre scorso abbiamo partecipato all’incontro organizzato dal P.D. di Mezzocorona e in sala vi erano circa 150 persone, ma nessuno – tranne Pacher e Nardelli - ha speso una parola a favore dell’inceneritore! Il 6 novembre scorso abbiamo partecipato anche alla serata informativa organizzata dai Comuni della Rotaliana (venivano esposti i rischi per la salute pubblica e le soluzioni alternative all’inceneritore). Circa 1500 persone presenti al Palarotari in quell’occasione tutte d’accordo con i relatori sul fatto che l’inceneritore non può essere considerato innocuo per la salute dei cittadini e tutte hanno preso coscienza che le alternative all’inceneritore esistano. Graziano Agostini, Consigliere della Circoscrizione del Bondone.
Amore a prima vista a teatro, quinta fila...
Rif. 2567. Amore a prima vista a teatro, quinta fila...
Trento Auditorium Santa Chiara, spettacolo teatrale «Elisabetta II»: alla ragazza in quinta fila: mi sembravi triste e avrei voluto parlarti. Peccato che eri in compagnia e che sei andata via velocemente.
Trento Auditorium Santa Chiara, spettacolo teatrale «Elisabetta II»: alla ragazza in quinta fila: mi sembravi triste e avrei voluto parlarti. Peccato che eri in compagnia e che sei andata via velocemente.




