>>>Bazar n.38 del 30 settembre
MESSAGGI DI RISPOSTA
Asfalto in montagna? Mirate gli altoatesini
Rif. 2434. Ditemi chi Ë il genio che non ha fatto asfaltare gli ultimi 70/80 metri di strada davanti alla Malga Brigolina di Candriai! A questo genio farei mangiare le famose braciole alla polvere, o gli addebiterei tutti i lavaggi della macchine, per non parlare della silicosi. E pensare che certa gente viene anche pagata...
Rif. 2445. L’asfaltatura della strada per Malga Brigolina ha richiesto anni per l’opposizione dei presunti ´ecologistiª, che in effetti ecologisti non erano. La cosa Ë costata anni di manutenzione onerosa con un inquinamento incredibile per l’enorme quantit‡ di polvere alzata dalle automobili sulla strada sterrata. L’ultimo pezzo non asfaltato Ë figlio di quell’ideologia pseudo ambientalista per cui per usufruire delle bellezze di un qualsiasi posto si debba evitare come la peste che quel posto sia raggiungibile con l’automobile. Io credo invece che si debbano creare le condizioni per poter permettere a tutti di beneficiare delle bellezze naturali, creando le strade e i relativi parcheggi per poterle raggiungere nel pieno rispetto della natura (come fanno in Alto Adige, per esempio, o nella vicina Austria) e che non vuol dire quindi renderle inaccessibili.
Rif. 2491. Asfalto in montagna? Mirate gli altoatesini
Non asfaltare le strade di montagna non Ë questione di ideologia pseudo ambientalista, ma di buon senso. Innanzitutto la polvere che si alza dalla strada sterrata non Ë inquinante, secondo un posto dove non ci sono auto Ë sicuramente pi˘ bello, pi˘ naturale e pi˘ attraente. Raggiungere un posto di montagna in auto secondo non permette di vivere pienamente la bellezza di quel posto. Non Ë assolutamente vero che in Alto Adige ci sono pi˘ strade di montagna; i sudtirolesi hanno una cultura totalmente diversa dagli italiani, loro adorano camminare in montagna, non li vedrai mai raggiungere una malga in auto, se proprio non hanno motivi particolari.
Rif. 2492. Strada asfaltata per mero comodo
L’asfaltatura della Brigolina non Ë stata ritardata e osteggiata dal Comune di Trento (Azienda Forestale), che l’avrebbe asfaltata molto prima per evidenti motivi di risparmio e praticit‡. E’ stata osteggiata perchÈ dava fastidio che la malga, gestita allora da un ´forestoª, lavorasse e guadagnasse. Poi la malga Ë stata affidata agli indigeni, ma non a persone fisiche, ma ad aziende pi˘ o meno comunali che si sono sorbite tutte le perdite. Quindi la strada l’hanno asfaltata quando faceva comodo per un mero calcolo economico e non certo ambientalista. Se non sai la storia dovresti evitare di blaterare. Come dovresti evitare di parlare di Toscana o altri bellissimi dove le strade sono correttamente asfaltate senza che ottusi come te paventino chissà quale inquinamento.
Rif. 2445. L’asfaltatura della strada per Malga Brigolina ha richiesto anni per l’opposizione dei presunti ´ecologistiª, che in effetti ecologisti non erano. La cosa Ë costata anni di manutenzione onerosa con un inquinamento incredibile per l’enorme quantit‡ di polvere alzata dalle automobili sulla strada sterrata. L’ultimo pezzo non asfaltato Ë figlio di quell’ideologia pseudo ambientalista per cui per usufruire delle bellezze di un qualsiasi posto si debba evitare come la peste che quel posto sia raggiungibile con l’automobile. Io credo invece che si debbano creare le condizioni per poter permettere a tutti di beneficiare delle bellezze naturali, creando le strade e i relativi parcheggi per poterle raggiungere nel pieno rispetto della natura (come fanno in Alto Adige, per esempio, o nella vicina Austria) e che non vuol dire quindi renderle inaccessibili.
Rif. 2491. Asfalto in montagna? Mirate gli altoatesini
Non asfaltare le strade di montagna non Ë questione di ideologia pseudo ambientalista, ma di buon senso. Innanzitutto la polvere che si alza dalla strada sterrata non Ë inquinante, secondo un posto dove non ci sono auto Ë sicuramente pi˘ bello, pi˘ naturale e pi˘ attraente. Raggiungere un posto di montagna in auto secondo non permette di vivere pienamente la bellezza di quel posto. Non Ë assolutamente vero che in Alto Adige ci sono pi˘ strade di montagna; i sudtirolesi hanno una cultura totalmente diversa dagli italiani, loro adorano camminare in montagna, non li vedrai mai raggiungere una malga in auto, se proprio non hanno motivi particolari.
Rif. 2492. Strada asfaltata per mero comodo
L’asfaltatura della Brigolina non Ë stata ritardata e osteggiata dal Comune di Trento (Azienda Forestale), che l’avrebbe asfaltata molto prima per evidenti motivi di risparmio e praticit‡. E’ stata osteggiata perchÈ dava fastidio che la malga, gestita allora da un ´forestoª, lavorasse e guadagnasse. Poi la malga Ë stata affidata agli indigeni, ma non a persone fisiche, ma ad aziende pi˘ o meno comunali che si sono sorbite tutte le perdite. Quindi la strada l’hanno asfaltata quando faceva comodo per un mero calcolo economico e non certo ambientalista. Se non sai la storia dovresti evitare di blaterare. Come dovresti evitare di parlare di Toscana o altri bellissimi dove le strade sono correttamente asfaltate senza che ottusi come te paventino chissà quale inquinamento.
Tenete gli animali, non sopprimeteli
Rif. 2448. Qualcuno ha sparato al mio povero tigrotto e un pallino si è conficcato nella colonna vertebrale lesionandogliela. Ha una paralisi agli arti posteriori, con tutti i problemi di invalidità che ne derivano. È triste perché non può muoversi, ma nello stesso tempo è felice quando mi vede, vuole le coccole e mangia tranquillamente. Ha una piccola sensibilità agli arti posteriori e questo mi fa sperare in un suo recupero, i miracoli possono succedere... Non ho il coraggio di sopprimerlo, ora lo curo con cortisone e antibiotici, spero sempre in un suo miglioramento. Purtroppo non può essere operato. Voi che fareste?
Rif. 2493. Tenete gli animali, non sopprimeteli
Se lui si riprende da questa vigliaccata di colui che sicuramente penserà di essere un grand’uomo senza sapere di essere meno di una zecca, tienilo. Se lui è felice di fare fusa e coccole.... non sopprimerlo. Piuttosto trova il bastardo e spezza a lui il filo della schiena.
Rif. 2493. Tenete gli animali, non sopprimeteli
Se lui si riprende da questa vigliaccata di colui che sicuramente penserà di essere un grand’uomo senza sapere di essere meno di una zecca, tienilo. Se lui è felice di fare fusa e coccole.... non sopprimerlo. Piuttosto trova il bastardo e spezza a lui il filo della schiena.
Incidenti: fatalità o disinvoltura?
Rif. 2451. Nonostante la segnaletica ed il Codice Stradale vietino il sorpasso per le moto quando si è in colonna, c’è sempre qualcuno che li trasgredisce. Dove sono quelli che dovrebbero farli rispettare? Questo sgarro si paga con vite umane. La pubblicità altoatesina contro gli incidenti in moto prega di assicurarsi di avere una testa, nel caso, prima di salire in moto. Pericoli e ostacoli sono sempre in agguato.
Rif. 2476. Obbligare le moto a non sorpassare auto in colonna? È impensabile! Immaginate poi un gruppo di moto, magari un raduno di una cinquantina di mezzi (come già successo) una dietro l’altra! Poi vorrei vedere la faccia degli automobilisti che si trovano davanti 150 metri di moto incolonnate come sarebbero contenti! Ma per piacere... Bisogna comunque stare attenti, essere pronti a rientrare e rispettare i limiti, piuttosto. Saluti Epo.
Rif. 2494. Incidenti: fatalità o disinvoltura?
Da quando esiste la motocicletta, ci sono quelli che guidano alla vigliacca. Soprattutto il taglio delle curve è nel dna del motociclista. Poi se succede l’incidente ampliamente previsto, è colpa della strada. Basta vedere l’incidente di Mezzolombardo dei tre motociclisti contro il camion: la segnaletica invita la prudenza causa doppio senso di marcia, di notte si taglia sin che non si scorgono i fari opposti, ma la tentazione c’è sempre. Basti vedere il camion dove era, e ancora è torto degli altri e i giornalisti si ingrassano a scrivere stupidaggini. Articoli di giornale con la scritta è colpa della pioggia o del ghiaino, ma il codice della strada parla chiaro: prudenza ne serve tanta ma ben poca ne usiamo...
Rif. 2476. Obbligare le moto a non sorpassare auto in colonna? È impensabile! Immaginate poi un gruppo di moto, magari un raduno di una cinquantina di mezzi (come già successo) una dietro l’altra! Poi vorrei vedere la faccia degli automobilisti che si trovano davanti 150 metri di moto incolonnate come sarebbero contenti! Ma per piacere... Bisogna comunque stare attenti, essere pronti a rientrare e rispettare i limiti, piuttosto. Saluti Epo.
Rif. 2494. Incidenti: fatalità o disinvoltura?
Da quando esiste la motocicletta, ci sono quelli che guidano alla vigliacca. Soprattutto il taglio delle curve è nel dna del motociclista. Poi se succede l’incidente ampliamente previsto, è colpa della strada. Basta vedere l’incidente di Mezzolombardo dei tre motociclisti contro il camion: la segnaletica invita la prudenza causa doppio senso di marcia, di notte si taglia sin che non si scorgono i fari opposti, ma la tentazione c’è sempre. Basti vedere il camion dove era, e ancora è torto degli altri e i giornalisti si ingrassano a scrivere stupidaggini. Articoli di giornale con la scritta è colpa della pioggia o del ghiaino, ma il codice della strada parla chiaro: prudenza ne serve tanta ma ben poca ne usiamo...
La caccia...
Rif. 2467. La stampa locale ha dato ampio risalto alla notizia dell’apertura della caccia e in alcuni punti lo ha fatto con toni non condivisi da chi ama gli animali. Sembra infatti che ci sia chi plaude e si compiace per il cospicuo numero di cacciatori, dimenticando che il Medioevo è passato da un pezzo e che quel mondo venatorio oggi è sempre più rifiutato dalla sensibilità collettiva. L’Adige di domenica 6 settembre ha pubblicato il consueto ritratto di M. Grosselli che questa volta ci ha presentato la figura della più giovane cacciatrice trentina. Ma dove sono finiti la femminilità, la dolcezza e l’istinto materno delle donne? La signorina già da piccola si occupava dello sventramento degli animali cacciati e ora, poco più grande, è orgogliosa di avere un’ottima mira ed è contenta di uscire per il primo giorno di caccia, soddisfatta perché potrà sparare perfino alle femmine e ai piccoli.
Rif. 2474. Femminilità e istinto... omicida
Hai ragione. Penso che chi si diverte ad andare in giro a sparare agli animali è comunque uno psicopatico, uno deviato. Per una persona normale è impossibile farlo. Come donna poi sono schifata a pensare a che un’altra donna riesca ad uccidere un animale a sangue freddo. Avete ragione, la femminilità non esiste più e noi donne dovremmo vergognarci.
Rif. 2495. Smettiamola di offendere i cacciatori
Sarebbe ora di smetterla di offendere i cacciatori. Chissà perchè le persone che offendono i cacciatori sono sempre quelle che di caccia, fauna ecologia, catena alimentare ecc. non sanno nulla. La caccia è necessaria, non sto qui a spiegarvi il perché.
Rif. 2496. La caccia mi fa schifo
Dire a questo punto che i cacciatori mi fanno «SCHIFO» è poco ed auguro a loro una bella «impallinata» nel fondoschiena così comprendono il significato del dolore e della morte. Ma porca miseria: cosa ci vuole ad eliminare ’sta caccia del cacchio! Ora cacciano perfino le pernici bianche e le coturnici, tutte e due specie in via di estinzione. Pure il fagiano devono lasciar stare e tutti gli animali in genere. È solo per il gusto di uccidere perchè oggi la fame, almeno qui da noi in Trentino, non esiste. Pertanto che la smettano di sparare per riempire solo le loro pancione, supernutrite compresa la neo cacciatrice che a casa avrebbe forse di meglio da fare. Cosa pagherei per averne uno fra le mani di quei deficienti, e rompergli lo schioppo su quella testa piena di segatura. Ma che diamine! Renzo.
Rif. 2497. Signora, si dedichi a qualcos’altro
Brava Signora! Finalmente sento una donna che è d’accordo nel bocciare quella «signorina» piuttosto cattivella che si diverte a sparare alle bestie. Ci sono tantissime altre attività, più consone al gentile sesso. Già ci sono quelle testine di uomini che lo fanno. Cara signorina Bertò: si dedichi a qualcos’altro.
Rif. 2474. Femminilità e istinto... omicida
Hai ragione. Penso che chi si diverte ad andare in giro a sparare agli animali è comunque uno psicopatico, uno deviato. Per una persona normale è impossibile farlo. Come donna poi sono schifata a pensare a che un’altra donna riesca ad uccidere un animale a sangue freddo. Avete ragione, la femminilità non esiste più e noi donne dovremmo vergognarci.
Rif. 2495. Smettiamola di offendere i cacciatori
Sarebbe ora di smetterla di offendere i cacciatori. Chissà perchè le persone che offendono i cacciatori sono sempre quelle che di caccia, fauna ecologia, catena alimentare ecc. non sanno nulla. La caccia è necessaria, non sto qui a spiegarvi il perché.
Rif. 2496. La caccia mi fa schifo
Dire a questo punto che i cacciatori mi fanno «SCHIFO» è poco ed auguro a loro una bella «impallinata» nel fondoschiena così comprendono il significato del dolore e della morte. Ma porca miseria: cosa ci vuole ad eliminare ’sta caccia del cacchio! Ora cacciano perfino le pernici bianche e le coturnici, tutte e due specie in via di estinzione. Pure il fagiano devono lasciar stare e tutti gli animali in genere. È solo per il gusto di uccidere perchè oggi la fame, almeno qui da noi in Trentino, non esiste. Pertanto che la smettano di sparare per riempire solo le loro pancione, supernutrite compresa la neo cacciatrice che a casa avrebbe forse di meglio da fare. Cosa pagherei per averne uno fra le mani di quei deficienti, e rompergli lo schioppo su quella testa piena di segatura. Ma che diamine! Renzo.
Rif. 2497. Signora, si dedichi a qualcos’altro
Brava Signora! Finalmente sento una donna che è d’accordo nel bocciare quella «signorina» piuttosto cattivella che si diverte a sparare alle bestie. Ci sono tantissime altre attività, più consone al gentile sesso. Già ci sono quelle testine di uomini che lo fanno. Cara signorina Bertò: si dedichi a qualcos’altro.
Gente retribuita, non eroi
Rif. 2480. Eroe? Eroe è chi trascorre parte della sua vita o tutta la vita in silenzio e lontano da casa rischiando a volte anche la vita per aiutare “realmente” e “gratuitamente” i bisognosi. Coloro invece che volontariamente, e a suon di migliaia di dollari al mese, se ne vanno in paesi in cui ben sanno del rischio di morte che corrono, beh... per favore non chiamiamoli eroi! Forse hanno fatto solo il loro lavoro. Riflettiamo un attimo: se un missionario viene ucciso per colpa di narcotrafficanti o altri delinquenti, oppure un carpentiere cade dal tetto e muore, diventa un eroe? No di certo, se va bene viene menzionato nel tg serale, tutto qua. Altro che funerali di stato, paghe d’oro, pensioni speciali a chi resta ecc. ecc. Riflettiamo. Comunque, sempre sia pace ai morti e riposo. Un normale cittadino.
Rif. 2498. Adesso una piazza per i nuovi caduti?
Fra qualche tempo ci sarà anche chi nel consiglio provinciale (molto probabilmente il quasi nullatenente gioiellere del P.D.L. Leonardi) tenterà di promuovere con grande risalto sulla stampa locale l’ intitolazione di un parco, di una via o meglio di una piazza ai loro martiri, cosa già fatta per quelli di Nassirya. Noi sono più di novant’anni che aspettiamo anche solo una piccola targa in ricordo di chi dovette lasciare tutto e scappare (e molti morire in condizioni inimmaginabili) per una guerra non voluta.
Rif. 2499. Gente retribuita, non eroi
Se dovessero intitolare piazze e strade per ogni operaio che muore sul lavoro dovrebbero progettarne di nuove... Ma quali eroi.. Quella gente lì è pagata per andare in guerra e basta. Firmato: operaio che lavora in silenzio ma è stufo di queste differenze...
Rif. 2498. Adesso una piazza per i nuovi caduti?
Fra qualche tempo ci sarà anche chi nel consiglio provinciale (molto probabilmente il quasi nullatenente gioiellere del P.D.L. Leonardi) tenterà di promuovere con grande risalto sulla stampa locale l’ intitolazione di un parco, di una via o meglio di una piazza ai loro martiri, cosa già fatta per quelli di Nassirya. Noi sono più di novant’anni che aspettiamo anche solo una piccola targa in ricordo di chi dovette lasciare tutto e scappare (e molti morire in condizioni inimmaginabili) per una guerra non voluta.
Rif. 2499. Gente retribuita, non eroi
Se dovessero intitolare piazze e strade per ogni operaio che muore sul lavoro dovrebbero progettarne di nuove... Ma quali eroi.. Quella gente lì è pagata per andare in guerra e basta. Firmato: operaio che lavora in silenzio ma è stufo di queste differenze...
Solo nomi in tedesco
Rif. 2489. Le Dolomiti sono dichiarate patrimonio dell’UNESCO, però quelle dell’Alto Adige sono vietate a chi non ha il patentino di bilinguismo! Infatti la segnaletica dei sentieri, anche se su territorio italiano, è scritta in tedesco.
Rif. 2500. Solo nomi in tedesco
Tutto l’Alto Adige dovrebbe avere solo il nome tedesco, come era in origine. La forzata italianizzazione della toponomastica non è giusta. In Val d’Aosta il 90% dei nomi di paesi è in francese, nessuno li ha cambiati.
Rif. 2500. Solo nomi in tedesco
Tutto l’Alto Adige dovrebbe avere solo il nome tedesco, come era in origine. La forzata italianizzazione della toponomastica non è giusta. In Val d’Aosta il 90% dei nomi di paesi è in francese, nessuno li ha cambiati.
NUOVI MESSAGGI
Batoste e facce toste
Rif. 2501. Batoste e facce toste
Il giorno in cui la socialdemocrazia tedesca prende una legnata memorabile e su questo la sinistra italiana si interroga sui propri errori, Paolo Ghezzi sul quotidiano «sinistra adige» non trova di meglio che ironizzare sulla non-velina Merkel. E sì che ne avrebbe di argomenti seri d’affrontare: la farsa delle primarie, l’impresentabile Franceschini, il carneade Marino, il povero Bersani sempre più simile ad un fagiano il primo giorno di caccia... Massì, Ghezzi, sai chi mi sembri? Parafrasando, quello che, a chi vuol guardare la luna, si ostina a voler far vedere il dito.
Il giorno in cui la socialdemocrazia tedesca prende una legnata memorabile e su questo la sinistra italiana si interroga sui propri errori, Paolo Ghezzi sul quotidiano «sinistra adige» non trova di meglio che ironizzare sulla non-velina Merkel. E sì che ne avrebbe di argomenti seri d’affrontare: la farsa delle primarie, l’impresentabile Franceschini, il carneade Marino, il povero Bersani sempre più simile ad un fagiano il primo giorno di caccia... Massì, Ghezzi, sai chi mi sembri? Parafrasando, quello che, a chi vuol guardare la luna, si ostina a voler far vedere il dito.
Tutte le moto parcheggiate in città
Rif. 2502. Tutte le moto parcheggiate in città
Sempre più intasate rastreliere e parcheggi se non anche marciapiedi, di motocicli che l’utente usa per recarsi al lavoro in città; basti vedere scendendo da Roggia Grande per prendere via Calepina, dietro la Banca d’Italia, non ci si passa con le autovetture da pieno che È, una tassa per le moto potrebbe rimpinguare la cassa comunale che tanto il new sindaco ex bibliotecario della curia, reclama bisogno di soldi. Un euro al giorno con parcheggio ovunque su suolo cittadino; invece alle moto tut per gnent. E ci son moto non da poco conto, anche da equiparare al costo di una vettura, ma per loro avanti gratis anche se i due tempi a miscela inquinano, loro possono sempre fare ciÚ che vogliono, come sorpassare lunghe colonne oltre riga continua...
Sempre più intasate rastreliere e parcheggi se non anche marciapiedi, di motocicli che l’utente usa per recarsi al lavoro in città; basti vedere scendendo da Roggia Grande per prendere via Calepina, dietro la Banca d’Italia, non ci si passa con le autovetture da pieno che È, una tassa per le moto potrebbe rimpinguare la cassa comunale che tanto il new sindaco ex bibliotecario della curia, reclama bisogno di soldi. Un euro al giorno con parcheggio ovunque su suolo cittadino; invece alle moto tut per gnent. E ci son moto non da poco conto, anche da equiparare al costo di una vettura, ma per loro avanti gratis anche se i due tempi a miscela inquinano, loro possono sempre fare ciÚ che vogliono, come sorpassare lunghe colonne oltre riga continua...
Le donne che si sposano non lavorano
Rif. 2504. Le donne che si sposano non lavorano
Buongiorno. Perchè le donne che cercano lavoro e hanno molta voglia di lavorare, non devono essere sposate, altrimenti sono rovinate? Non è affatto giusto. Sono tre anni che spedisco curricula per un lavoro e sono coniugata e sopra i 30 anni. Non sono mai stata chiamata per un colloquio, pur avendo titoli di studio e corsi specialistici. Siamo in Italia. Non dovrebbe esserci la politica per la famiglia? Solo sulla bocca di chi spara fantasticherie, purtroppo... Datemi retta, donne, se volete un lavoro, non sposatevi! PS: Come se le donne nubili non potessero rimanere incinte. Firmato: una donna italiana stufa del mondo del lavoro maschilista italiano.
Buongiorno. Perchè le donne che cercano lavoro e hanno molta voglia di lavorare, non devono essere sposate, altrimenti sono rovinate? Non è affatto giusto. Sono tre anni che spedisco curricula per un lavoro e sono coniugata e sopra i 30 anni. Non sono mai stata chiamata per un colloquio, pur avendo titoli di studio e corsi specialistici. Siamo in Italia. Non dovrebbe esserci la politica per la famiglia? Solo sulla bocca di chi spara fantasticherie, purtroppo... Datemi retta, donne, se volete un lavoro, non sposatevi! PS: Come se le donne nubili non potessero rimanere incinte. Firmato: una donna italiana stufa del mondo del lavoro maschilista italiano.
Grazie al negozio e alle commesse
Rif. 2505. Grazie al negozio e alle commesse
Vorrei ringraziare le ragazze che lavorano in quel negozio di articoli di prima infanzia, sito al centro commerciale Rovercenter. Devo dire di aver trovato veramente delle persone con una pazienza nel spiegare le cose a me, futura mamma inesperta, che chiede aiuto nell’acquistare prodotti per me stessa e per il futuro bebè. Sono stata indirizzata da una mia amica che a sua volta si era trovata bene in quel negozio (se si può dire il nome, Tuttobimbo che io non conoscevo). Assieme a mio marito, sono andata a curiosare e ho trovato un ampia scelta di tantissimi articoli e in special modo di Trio che noi dovevamo acquistare, infatti dopo parecchie domande e perplessità. Le ragazze che lavorano in questo negozio ci hanno trattato come se fossimo dei loro amici di vecchia data ci siamo sentiti soddisfatti e coccolati e quindi abbiamo fatto il nostro acquisto. Quindi diciamo ai futuri genitori come noi di andare in quel negozio perchè al giorno d’oggi trovare qualcuno che ti tratta in maniera umana è molto difficile. Lucia e Gianni.
Vorrei ringraziare le ragazze che lavorano in quel negozio di articoli di prima infanzia, sito al centro commerciale Rovercenter. Devo dire di aver trovato veramente delle persone con una pazienza nel spiegare le cose a me, futura mamma inesperta, che chiede aiuto nell’acquistare prodotti per me stessa e per il futuro bebè. Sono stata indirizzata da una mia amica che a sua volta si era trovata bene in quel negozio (se si può dire il nome, Tuttobimbo che io non conoscevo). Assieme a mio marito, sono andata a curiosare e ho trovato un ampia scelta di tantissimi articoli e in special modo di Trio che noi dovevamo acquistare, infatti dopo parecchie domande e perplessità. Le ragazze che lavorano in questo negozio ci hanno trattato come se fossimo dei loro amici di vecchia data ci siamo sentiti soddisfatti e coccolati e quindi abbiamo fatto il nostro acquisto. Quindi diciamo ai futuri genitori come noi di andare in quel negozio perchè al giorno d’oggi trovare qualcuno che ti tratta in maniera umana è molto difficile. Lucia e Gianni.
Fare cassa e basta...
Rif. 2506. Fare cassa e basta...
Quest’anno, mi sfugge ancora il motivo, si è deciso di non andare in deroga alla scadenza degli abbonamenti studenti. Così, dopo il costo dei testi e di tutti gli annessi e connessi, ci si trova a far di conto pure con i verbali emessi da zelanti controllori. Perché, in una società civile, ci si sente rispondere: «Doveva pagare subito l’abbonamento per intero e POI, al momento dell’avvenuta compilazione del modello ICEF, richiedere il rimborso»! Se questo non è fare cassa ad ogni costo... Roberto.
Quest’anno, mi sfugge ancora il motivo, si è deciso di non andare in deroga alla scadenza degli abbonamenti studenti. Così, dopo il costo dei testi e di tutti gli annessi e connessi, ci si trova a far di conto pure con i verbali emessi da zelanti controllori. Perché, in una società civile, ci si sente rispondere: «Doveva pagare subito l’abbonamento per intero e POI, al momento dell’avvenuta compilazione del modello ICEF, richiedere il rimborso»! Se questo non è fare cassa ad ogni costo... Roberto.




