>>>Bazar n.37 del 22 settembre
MESSAGGI DI RISPOSTA
Sperare va bene fino ad un certo puntoSperare va bene fino ad un certo punto
Rif. 2448. Quanto rischio a sperare?
Qualcuno ha sparato al mio povero tigrotto e un pallino si è conficcato nella colonna vertebrale lesionandogliela. Ha una paralisi agli arti posteriori, con tutti i problemi di invalidità che ne derivano. È triste perché non può muoversi, ma nello stesso tempo è felice quando mi vede, vuole le coccole e mangia tranquillamente. Ha una piccola sensibilità agli arti posteriori e questo mi fa sperare in un suo recupero, i miracoli possono succedere... Non ho il coraggio di sopprimerlo, ora lo curo con cortisone e antibiotici, spero sempre in un suo miglioramento. Purtroppo non può essere operato. Voi che fareste?
Rif. 2478. Sperare va bene fino ad un certo punto
Donagli tutto il bene possibile a quel povero animaletto. Ma se comincia a soffrire lo porterei dal veterinario per la puntura. Poi passerei un po’ di sere a pregare perché al farabutto che ha sparato possa venirgli un accidente. Coraggio.
Qualcuno ha sparato al mio povero tigrotto e un pallino si è conficcato nella colonna vertebrale lesionandogliela. Ha una paralisi agli arti posteriori, con tutti i problemi di invalidità che ne derivano. È triste perché non può muoversi, ma nello stesso tempo è felice quando mi vede, vuole le coccole e mangia tranquillamente. Ha una piccola sensibilità agli arti posteriori e questo mi fa sperare in un suo recupero, i miracoli possono succedere... Non ho il coraggio di sopprimerlo, ora lo curo con cortisone e antibiotici, spero sempre in un suo miglioramento. Purtroppo non può essere operato. Voi che fareste?
Rif. 2478. Sperare va bene fino ad un certo punto
Donagli tutto il bene possibile a quel povero animaletto. Ma se comincia a soffrire lo porterei dal veterinario per la puntura. Poi passerei un po’ di sere a pregare perché al farabutto che ha sparato possa venirgli un accidente. Coraggio.
L’ignoranza per la storia porta qui
Rif. 2470. L’ignoranza per la storia porta qui
Il 13 settembre per le vie del centro a Rovereto, c’è stata una sfilata degli alpini per una delle loro ricorrenze. Raggiunta piazza Rosmini, su una specie di torretta c’era un gruppo di poveri dementi che protestavano: lanciavano petardi e urlavano cose non ben definibili, tra cui “vergogna” (di cosa poi...). Non capisco lo scopo di tale protesta, vista l’inutilità di queste persone che, al contrario degli alpini, nulla fanno se non rompere le p...e. Non li ho mai notati accorrere per calamità, incidenti, emergenze, feste, ecc. Almeno il rispetto per quello che gli Alpini hanno patito e sofferto durante le guerre mondiali, e quanti ne sono morti. Purtroppo nulla si può fare contro questi intoccabili, anche perché figli di qualcuno... (ci siamo capiti, vero?). Dovrebbero inchinarsi al loro passaggio... Renzo.
Rif. 2477. Aiuto: il futuro nelle loro mani
Bravo, hai proprio ragione. Gente irrispettosa e inutile che noi manteniamo senza che la cosa ci venga riconosciuta, ma da cui riceviamo invece tanta, tantissima ignoranza. Parlano solo per muovere la bocca, sempre lì a pretendere senza guadagnarsi nulla. Povera Italia! Se in queste teste è messo il futuro... W gli Alpini, che hanno dato tanto per la nostra libertà e che sono sempre attivi nella solidarietà. Walter.
Il 13 settembre per le vie del centro a Rovereto, c’è stata una sfilata degli alpini per una delle loro ricorrenze. Raggiunta piazza Rosmini, su una specie di torretta c’era un gruppo di poveri dementi che protestavano: lanciavano petardi e urlavano cose non ben definibili, tra cui “vergogna” (di cosa poi...). Non capisco lo scopo di tale protesta, vista l’inutilità di queste persone che, al contrario degli alpini, nulla fanno se non rompere le p...e. Non li ho mai notati accorrere per calamità, incidenti, emergenze, feste, ecc. Almeno il rispetto per quello che gli Alpini hanno patito e sofferto durante le guerre mondiali, e quanti ne sono morti. Purtroppo nulla si può fare contro questi intoccabili, anche perché figli di qualcuno... (ci siamo capiti, vero?). Dovrebbero inchinarsi al loro passaggio... Renzo.
Rif. 2477. Aiuto: il futuro nelle loro mani
Bravo, hai proprio ragione. Gente irrispettosa e inutile che noi manteniamo senza che la cosa ci venga riconosciuta, ma da cui riceviamo invece tanta, tantissima ignoranza. Parlano solo per muovere la bocca, sempre lì a pretendere senza guadagnarsi nulla. Povera Italia! Se in queste teste è messo il futuro... W gli Alpini, che hanno dato tanto per la nostra libertà e che sono sempre attivi nella solidarietà. Walter.
C'è una testa nel casco?
Rif. 2451. C’è una testa nel casco?
Nonostante la segnaletica ed il Codice Stradale vietino il sorpasso per le moto quando si è in colonna, c’è sempre qualcuno che li trasgredisce. Dove sono quelli che dovrebbero farli rispettare? Questo sgarro si paga con vite umane. La pubblicità altoatesina contro gli incidenti in moto prega di assicurarsi di avere una testa, nel caso, prima di salire in moto. Pericoli e ostacoli sono sempre in agguato.
Rif. 2476. Moto in colonna? Mai e poi mai!
Obbligare le moto a non sorpassare auto in colonna? È impensabile! Immaginate poi un gruppo di moto, magari un raduno di una cinquantina di mezzi (come già successo) una dietro l’altra! Poi vorrei vedere la faccia degli automobilisti che si trovano davanti 150 metri di moto incolonnate come sarebbero contenti! Ma per piacere... Bisogna comunque stare attenti, essere pronti a rientrare e rispettare i limiti, piuttosto. Saluti Epo.
Nonostante la segnaletica ed il Codice Stradale vietino il sorpasso per le moto quando si è in colonna, c’è sempre qualcuno che li trasgredisce. Dove sono quelli che dovrebbero farli rispettare? Questo sgarro si paga con vite umane. La pubblicità altoatesina contro gli incidenti in moto prega di assicurarsi di avere una testa, nel caso, prima di salire in moto. Pericoli e ostacoli sono sempre in agguato.
Rif. 2476. Moto in colonna? Mai e poi mai!
Obbligare le moto a non sorpassare auto in colonna? È impensabile! Immaginate poi un gruppo di moto, magari un raduno di una cinquantina di mezzi (come già successo) una dietro l’altra! Poi vorrei vedere la faccia degli automobilisti che si trovano davanti 150 metri di moto incolonnate come sarebbero contenti! Ma per piacere... Bisogna comunque stare attenti, essere pronti a rientrare e rispettare i limiti, piuttosto. Saluti Epo.
Valutazione ragionata: limitare l’asfalto in montagna
1) Rif. 2434. Polvere... ecologica alla malga Brigolina
Ditemi chi è il genio che non ha fatto asfaltare gli ultimi 70/80 metri di strada davanti alla Malga Brigolina di Candriai! A questo genio farei mangiare le famose braciole alla polvere, o gli addebiterei tutti i lavaggi della macchine, per non parlare della silicosi. E pensare che certa gente viene anche pagata...
2) Rif. 2445. Circostanze dettate dal falso ambientalismo.
L’asfaltatura della strada per Malga Brigolina ha richiesto anni per l’opposizione dei presunti «ecologisti», che in effetti ecologisti non erano. La cosa è costata anni di manutenzione onerosa con un inquinamento incredibile per l’enorme quantità di polvere alzata dalle automobili sulla strada sterrata. L’ultimo pezzo non asfaltato è figlio di quell’ideologia pseudo ambientalista per cui per usufruire delle bellezze di un qualsiasi posto si debba evitare come la peste che quel posto sia raggiungibile con l’automobile. Io credo invece che si debbano creare le condizioni per poter permettere a tutti di beneficiare delle bellezze naturali, creando le strade e i relativi parcheggi per poterle raggiungere nel pieno rispetto della natura (come fanno in Alto Adige, per esempio, o nella vicina Austria) e che non vuol dire quindi renderle inaccessibili.
Rif. 2475. Valutazione ragionata: limitare l’asfalto in montagna
Occorre dire che l’asfaltatura della strada davanti alla Malga Brigolina è stata rinviata per anni, non per l’opposizione dei “falsi ambientalisti” (come li definiscono alcuni livorosi ed «autocentrici» signori), quanto piuttosto ad una ragionata valutazione dell’amministrazione comunale sull’opportunità o meno di portare l’asfalto in quota ed in mezzo ai boschi, in qualche modo compromettendo quella naturalità dell’ambiente che rende così bella quella zona. Paesaggisticamente non è la stessa cosa vedere l’asfalto (a cui purtroppo ci siamo fin troppo abituati) o la ghiaia. Per allargare l’orizzonte, si pensi a tante strade bianche esistenti in Toscana, alcune necessarie a raggiungere borghi rurali e strutture ricettive, eppure nessuno si sogna di asfaltarle, né lo chiedono gli abitanti o i turisti, e quei luoghi sono magici anche per quello. E si pensi anche che la nostra è stata la provincia alpina con il maggior consumo di territorio (leggi cementificazione) negli ultimi anni «grazie» alle politiche di favore alle varie lobbies dei vari Grisenti, Dellai, Andreatta e company. Quindi, credo che possiamo senz’altro accettare di percorrere in auto una strada bianca con un po’ di innocuo impolveramento delle auto, che non fa male (meglio non parlare senza cognizione di causa di silicosi, quella la prendevano i minatori e gli scavatori di gallerie ed altri soggetti particolarmente esposti in ambienti confinati), a differenza delle cancerogene polveri sottili causate del traffico di auto spropositato che, ahinoi, ormai non risparmia più neanche la montagna.
Ditemi chi è il genio che non ha fatto asfaltare gli ultimi 70/80 metri di strada davanti alla Malga Brigolina di Candriai! A questo genio farei mangiare le famose braciole alla polvere, o gli addebiterei tutti i lavaggi della macchine, per non parlare della silicosi. E pensare che certa gente viene anche pagata...
2) Rif. 2445. Circostanze dettate dal falso ambientalismo.
L’asfaltatura della strada per Malga Brigolina ha richiesto anni per l’opposizione dei presunti «ecologisti», che in effetti ecologisti non erano. La cosa è costata anni di manutenzione onerosa con un inquinamento incredibile per l’enorme quantità di polvere alzata dalle automobili sulla strada sterrata. L’ultimo pezzo non asfaltato è figlio di quell’ideologia pseudo ambientalista per cui per usufruire delle bellezze di un qualsiasi posto si debba evitare come la peste che quel posto sia raggiungibile con l’automobile. Io credo invece che si debbano creare le condizioni per poter permettere a tutti di beneficiare delle bellezze naturali, creando le strade e i relativi parcheggi per poterle raggiungere nel pieno rispetto della natura (come fanno in Alto Adige, per esempio, o nella vicina Austria) e che non vuol dire quindi renderle inaccessibili.
Rif. 2475. Valutazione ragionata: limitare l’asfalto in montagna
Occorre dire che l’asfaltatura della strada davanti alla Malga Brigolina è stata rinviata per anni, non per l’opposizione dei “falsi ambientalisti” (come li definiscono alcuni livorosi ed «autocentrici» signori), quanto piuttosto ad una ragionata valutazione dell’amministrazione comunale sull’opportunità o meno di portare l’asfalto in quota ed in mezzo ai boschi, in qualche modo compromettendo quella naturalità dell’ambiente che rende così bella quella zona. Paesaggisticamente non è la stessa cosa vedere l’asfalto (a cui purtroppo ci siamo fin troppo abituati) o la ghiaia. Per allargare l’orizzonte, si pensi a tante strade bianche esistenti in Toscana, alcune necessarie a raggiungere borghi rurali e strutture ricettive, eppure nessuno si sogna di asfaltarle, né lo chiedono gli abitanti o i turisti, e quei luoghi sono magici anche per quello. E si pensi anche che la nostra è stata la provincia alpina con il maggior consumo di territorio (leggi cementificazione) negli ultimi anni «grazie» alle politiche di favore alle varie lobbies dei vari Grisenti, Dellai, Andreatta e company. Quindi, credo che possiamo senz’altro accettare di percorrere in auto una strada bianca con un po’ di innocuo impolveramento delle auto, che non fa male (meglio non parlare senza cognizione di causa di silicosi, quella la prendevano i minatori e gli scavatori di gallerie ed altri soggetti particolarmente esposti in ambienti confinati), a differenza delle cancerogene polveri sottili causate del traffico di auto spropositato che, ahinoi, ormai non risparmia più neanche la montagna.
Cacciatori per il gusto di uccidere
Rif. 2467. Cacciatori per il gusto di uccidere.
La stampa locale ha dato ampio risalto alla notizia dell’apertura della caccia e in alcuni punti lo ha fatto con toni non condivisi da chi ama gli animali. Sembra infatti che ci sia chi plaude e si compiace per il cospicuo numero di cacciatori, dimenticando che il Medioevo è passato da un pezzo e che quel mondo venatorio oggi è sempre più rifiutato dalla sensibilità collettiva. L’Adige di domenica 6 settembre ha pubblicato il consueto ritratto di M. Grosselli che questa volta ci ha presentato la figura della più giovane cacciatrice trentina. Ma dove sono finiti la femminilità, la dolcezza e l’istinto materno delle donne? La signorina già da piccola si occupava dello sventramento degli animali cacciati e ora, poco più grande, è orgogliosa di avere un’ottima mira ed è contenta di uscire per il primo giorno di caccia, soddisfatta perché potrà sparare perfino alle femmine e ai piccoli.
Rif. 2474. Femminilità e istinto... omicida
Hai ragione. Penso che chi si diverte ad andare in giro a sparare agli animali è comunque uno psicopatico, uno deviato. Per una persona normale è impossibile farlo. Come donna poi sono schifata a pensare a che un’altra donna riesca ad uccidere un animale a sangue freddo. Avete ragione, la femminilità non esiste più e noi donne dovremmo vergognarci.
La stampa locale ha dato ampio risalto alla notizia dell’apertura della caccia e in alcuni punti lo ha fatto con toni non condivisi da chi ama gli animali. Sembra infatti che ci sia chi plaude e si compiace per il cospicuo numero di cacciatori, dimenticando che il Medioevo è passato da un pezzo e che quel mondo venatorio oggi è sempre più rifiutato dalla sensibilità collettiva. L’Adige di domenica 6 settembre ha pubblicato il consueto ritratto di M. Grosselli che questa volta ci ha presentato la figura della più giovane cacciatrice trentina. Ma dove sono finiti la femminilità, la dolcezza e l’istinto materno delle donne? La signorina già da piccola si occupava dello sventramento degli animali cacciati e ora, poco più grande, è orgogliosa di avere un’ottima mira ed è contenta di uscire per il primo giorno di caccia, soddisfatta perché potrà sparare perfino alle femmine e ai piccoli.
Rif. 2474. Femminilità e istinto... omicida
Hai ragione. Penso che chi si diverte ad andare in giro a sparare agli animali è comunque uno psicopatico, uno deviato. Per una persona normale è impossibile farlo. Come donna poi sono schifata a pensare a che un’altra donna riesca ad uccidere un animale a sangue freddo. Avete ragione, la femminilità non esiste più e noi donne dovremmo vergognarci.
NUOVI MESSAGGI
Città depredata dai «no global»
Rif. 2479. Città depredata dai «no global»
In 5 anni ancora nessuno ha trovato una soluzione ragionevole per destinare la Palazzina Liberty. E chissà come mai i “no global” trovano persino le chiavi per entrare, sono figli dei potenti che stringono in mano la città? A loro lasciano fare di tutto: imbrattare case, occupare suolo pubblico, abusare senza bollette di acqua, luce, gas e servizi vari… già che ci siete dategli anche il Municipio di via Belenzani, tanto comandano loro più di Voi...
In 5 anni ancora nessuno ha trovato una soluzione ragionevole per destinare la Palazzina Liberty. E chissà come mai i “no global” trovano persino le chiavi per entrare, sono figli dei potenti che stringono in mano la città? A loro lasciano fare di tutto: imbrattare case, occupare suolo pubblico, abusare senza bollette di acqua, luce, gas e servizi vari… già che ci siete dategli anche il Municipio di via Belenzani, tanto comandano loro più di Voi...
Eroismo discutibile
Rif. 2480. Eroismo discutibile
Eroe? Eroe è chi trascorre parte della sua vita o tutta la vita in silenzio e lontano da casa rischiando a volte anche la vita per aiutare “realmente” e “gratuitamente” i bisognosi. Coloro invece che volontariamente, e a suon di migliaia di dollari al mese, se ne vanno in paesi in cui ben sanno del rischio di morte che corrono, beh... per favore non chiamiamoli eroi! Forse hanno fatto solo il loro lavoro. Riflettiamo un attimo: se un missionario viene ucciso per colpa di narcotrafficanti o altri delinquenti, oppure un carpentiere cade dal tetto e muore, diventa un eroe? No di certo, se va bene viene menzionato nel tg serale, tutto qua. Altro che funerali di stato, paghe d’oro, pensioni speciali a chi resta ecc. ecc. Riflettiamo. Comunque, sempre sia pace ai morti e riposo. Un normale cittadino.
Eroe? Eroe è chi trascorre parte della sua vita o tutta la vita in silenzio e lontano da casa rischiando a volte anche la vita per aiutare “realmente” e “gratuitamente” i bisognosi. Coloro invece che volontariamente, e a suon di migliaia di dollari al mese, se ne vanno in paesi in cui ben sanno del rischio di morte che corrono, beh... per favore non chiamiamoli eroi! Forse hanno fatto solo il loro lavoro. Riflettiamo un attimo: se un missionario viene ucciso per colpa di narcotrafficanti o altri delinquenti, oppure un carpentiere cade dal tetto e muore, diventa un eroe? No di certo, se va bene viene menzionato nel tg serale, tutto qua. Altro che funerali di stato, paghe d’oro, pensioni speciali a chi resta ecc. ecc. Riflettiamo. Comunque, sempre sia pace ai morti e riposo. Un normale cittadino.
Entrare in comunità per tornare a sperare
Rif. 2482. Entrare in comunità per tornare a sperare
Sono Patrizia e vorrei condividere con i lettori di Terza Pagina la mia esperienza, sperando che possa essere d’aiuto per quei ragazzi che non si decidono ad entrare in comunità per uscire dalle droghe e dall’alcool. Ormai è già passato un mese da quando sono arrivata al Narconon Grifone. La mia è stata una scelta presa in un momento difficile, quando la mia dipendenza mi stava rodendo dentro e fuori. Non è stato facile ammettere che avevo un grosso problema da risolvere e che per farlo dovevo trovare la forza in me stessa. Mettendoci tutta la mia buona volontà, l’unica soluzione che mi si prospettava era affidarmi ad un centro per seguire un programma di recupero. Da lì sarebbe ripartita la mia nuova vita. Oggi sono soddisfatta di me stessa e della determinazione che mi ha salvato, ridato la libertà. Ho ritrovato quella forza e quell’energia che mi appartenevano prima che le droghe mi imprigionassero, quando ancora ero limpida e vera. La paura di non farcela mi accompagna costantemente, ma mi sono scoperta forte, paziente e determinata a raggiungere il mio obiettivo. Mi hanno aiutata molto i miei “compagni di viaggio” che mi hanno sostenuta fin dai primi giorni. Sono stati importanti per me e mi hanno aiutato a ritrovare il sorriso quando tutto sembrava troppo duro. Seguendo il programma ho ricominciato a studiare e questo ha rimesso in moto la mia testolina che ha risvegliato in me interessi e passioni che avevo accantonato. Il programma Narconon prevede un percorso duro, ma raggiungerò il traguardo. Con questa lettera vorrei dire grazie, un grazie così grande e forte che spero possa essere capito anche attraverso la sola parola. Grazie per l’aiuto. Patrizia.
Sono Patrizia e vorrei condividere con i lettori di Terza Pagina la mia esperienza, sperando che possa essere d’aiuto per quei ragazzi che non si decidono ad entrare in comunità per uscire dalle droghe e dall’alcool. Ormai è già passato un mese da quando sono arrivata al Narconon Grifone. La mia è stata una scelta presa in un momento difficile, quando la mia dipendenza mi stava rodendo dentro e fuori. Non è stato facile ammettere che avevo un grosso problema da risolvere e che per farlo dovevo trovare la forza in me stessa. Mettendoci tutta la mia buona volontà, l’unica soluzione che mi si prospettava era affidarmi ad un centro per seguire un programma di recupero. Da lì sarebbe ripartita la mia nuova vita. Oggi sono soddisfatta di me stessa e della determinazione che mi ha salvato, ridato la libertà. Ho ritrovato quella forza e quell’energia che mi appartenevano prima che le droghe mi imprigionassero, quando ancora ero limpida e vera. La paura di non farcela mi accompagna costantemente, ma mi sono scoperta forte, paziente e determinata a raggiungere il mio obiettivo. Mi hanno aiutata molto i miei “compagni di viaggio” che mi hanno sostenuta fin dai primi giorni. Sono stati importanti per me e mi hanno aiutato a ritrovare il sorriso quando tutto sembrava troppo duro. Seguendo il programma ho ricominciato a studiare e questo ha rimesso in moto la mia testolina che ha risvegliato in me interessi e passioni che avevo accantonato. Il programma Narconon prevede un percorso duro, ma raggiungerò il traguardo. Con questa lettera vorrei dire grazie, un grazie così grande e forte che spero possa essere capito anche attraverso la sola parola. Grazie per l’aiuto. Patrizia.
La Cava di Marter tra “bale e coioni”
Rif. 2483. La Cava di Marter tra “bale e coioni”
Le bale i le mette sul giornale e i coioni i le leze. Sui quotidiani escono articoli sempre più d’impatto, l’ultimo è lo “scoppio dell’abitato”! Ben venga, poi arriverà la protezione civile e Berlusconi ci farà su un bel paesello modello. Ah!, invece che chiedere i danni a chi ha gestito, ben retribuito da mazzette, questa discarica...
Le bale i le mette sul giornale e i coioni i le leze. Sui quotidiani escono articoli sempre più d’impatto, l’ultimo è lo “scoppio dell’abitato”! Ben venga, poi arriverà la protezione civile e Berlusconi ci farà su un bel paesello modello. Ah!, invece che chiedere i danni a chi ha gestito, ben retribuito da mazzette, questa discarica...
Rendete pubblici i ricavi della manifestazione
Rif. 2484. Rendete pubblici i ricavi della manifestazione
Mi piacerebbe sapere cosa ha fruttato la gara di solidarietà di sci “Sciare col Cuore” sul Monte Bondone. Non si sa più niente di quanti soldi sono stati devoluti alle varie associazioni. Vorrei che gli organizzatori rendessero pubbliche queste informazioni. Che fine hanno fatto poi i gazebo della protezione civile messi a disposizione (a gratis) dai volontari? Mi riferisco a quelli che, nella domenica, sono stati distrutti dalla neve. Avranno preso anche qui i nostri soldi? Cara Protezione Civile (o chi per essa) si può sapere qualcosa? Nicola.
Mi piacerebbe sapere cosa ha fruttato la gara di solidarietà di sci “Sciare col Cuore” sul Monte Bondone. Non si sa più niente di quanti soldi sono stati devoluti alle varie associazioni. Vorrei che gli organizzatori rendessero pubbliche queste informazioni. Che fine hanno fatto poi i gazebo della protezione civile messi a disposizione (a gratis) dai volontari? Mi riferisco a quelli che, nella domenica, sono stati distrutti dalla neve. Avranno preso anche qui i nostri soldi? Cara Protezione Civile (o chi per essa) si può sapere qualcosa? Nicola.
Saviano: adesso però non esagerare...
Rif. 2487. Saviano: adesso però non esagerare...
Roberto Saviano adesso, perso nel suo narcisismo, si mette a pontificare sulle stragi afghane, paragonando il «suo» sud al disastrato Paese asiatico. I ragazzi morti erano tutti del sud: e con questo? Cosa vuol dire, che i meridionali tengono di più alla Patria? No, caro Saviano, pare brutto dirlo, ma chi va laggiù lo fa solo perché nella vita non sa fare altro, non ha nessuna abilità o talento particolare se non quello di imbracciare un fucile e far passare il tempo cercando di portare a casa la pelle e le migliaia di euro mensili per pagare il mutuo. Secondo Saviano, il sud è in guerra come l’Afghanistan. No, l’Afghanistan non è in guerra, mentre il sud – se proprio lo vuoi sapere – è in guerra solo contro se stesso.
Roberto Saviano adesso, perso nel suo narcisismo, si mette a pontificare sulle stragi afghane, paragonando il «suo» sud al disastrato Paese asiatico. I ragazzi morti erano tutti del sud: e con questo? Cosa vuol dire, che i meridionali tengono di più alla Patria? No, caro Saviano, pare brutto dirlo, ma chi va laggiù lo fa solo perché nella vita non sa fare altro, non ha nessuna abilità o talento particolare se non quello di imbracciare un fucile e far passare il tempo cercando di portare a casa la pelle e le migliaia di euro mensili per pagare il mutuo. Secondo Saviano, il sud è in guerra come l’Afghanistan. No, l’Afghanistan non è in guerra, mentre il sud – se proprio lo vuoi sapere – è in guerra solo contro se stesso.
Puzza puzza puzza!
Rif. 2485. Puzza puzza puzza!
Nessuno vuole la puzza! Allora fate a meno di produrre immondizie che puzzano che nessuno poi vuole in casa, né sotto casa, né nelle vicinanze! ...Fate a meno di produrle!
Nessuno vuole la puzza! Allora fate a meno di produrre immondizie che puzzano che nessuno poi vuole in casa, né sotto casa, né nelle vicinanze! ...Fate a meno di produrle!
Al via l’inceneritore
Rif. 2486. Al via l’inceneritore
Il termovalorizzatore si farà. Lo hanno detto i politici. Nessun parere è stato chiesto ai cittadini. Vediamo di non lamentarci in seguito. Quando sarà troppo tardi.
Il termovalorizzatore si farà. Lo hanno detto i politici. Nessun parere è stato chiesto ai cittadini. Vediamo di non lamentarci in seguito. Quando sarà troppo tardi.
E fermarsi a guardare?
Rif. 2488. E fermarsi a guardare?
Questo annuncio è rivolto al «pilota» che sabato 19 settembre dopo le 21 in Via Cesuret a Gazzadina ha messo sotto il mio gatto. La prossima volta, almeno, fermati e guarda cosa hai combinato! E presta soccorso invece di dileguarti in fretta... E se non sai guidare, almeno vai piano! Roberto.
Questo annuncio è rivolto al «pilota» che sabato 19 settembre dopo le 21 in Via Cesuret a Gazzadina ha messo sotto il mio gatto. La prossima volta, almeno, fermati e guarda cosa hai combinato! E presta soccorso invece di dileguarti in fretta... E se non sai guidare, almeno vai piano! Roberto.
Dolomiti nella bufera linguistica
Rif. 2489. Dolomiti nella bufera linguistica
Le Dolomiti sono dichiarate patrimonio dell’UNESCO, però quelle dell’Alto Adige sono vietate a chi non ha il patentino di bilinguismo! Infatti la segnaletica dei sentieri, anche se su territorio italiano, è scritta in tedesco.
Le Dolomiti sono dichiarate patrimonio dell’UNESCO, però quelle dell’Alto Adige sono vietate a chi non ha il patentino di bilinguismo! Infatti la segnaletica dei sentieri, anche se su territorio italiano, è scritta in tedesco.
Tricolori vicentini
Rif. 2490. Tricolori vicentini
Sul quotidiano Trentino di sabato si leggeva che il Sindaco di Trento ha acquistato nuove fasce tricolori (perché le vecchie erano usurate!) nella vicina Vicenza. Ma il Governatore Dellai, nella crisi, non dava istruzioni affinché si acquistassero prodotti trentini per far vivere la nostra gente?
Sul quotidiano Trentino di sabato si leggeva che il Sindaco di Trento ha acquistato nuove fasce tricolori (perché le vecchie erano usurate!) nella vicina Vicenza. Ma il Governatore Dellai, nella crisi, non dava istruzioni affinché si acquistassero prodotti trentini per far vivere la nostra gente?




