>>>Bazar n.35 del 9 settembre

Rifiuti: e non sappiamo cosa ancora ci aspetta!

Rif. 2441. Raccolta differenziata: Trento come Napoli
La raccolta differenziata a Trento funzionava benissimo. Per questo Pompermaier ed accoliti hanno voluto fare in modo di massacrare il tutto. Ma guardatevi in giro: sacchetti azzurri dappertutto, umido che infesta le case, turismo spazzatura che imperversa, camion che passano tre volte inquinando tre volte... Diventeremo come Napoli?


Rif. 2443. Rifiuti: e non sappiamo cosa ancora ci aspetta!
È ancora poco! Se guardi la foto sul cartaceo a breve non più differenziata a borse sui poggioli, bensì quattro celeti che occupano il loro spazio. Se poi non ti ricordi di portarli fuori il giorno di svuotamento, te li tieni in casa a profumare sino al passaggio successivo. E non si può fare i furbi e dire che non son passati, dato che un microcip documenta l’ora del passaggio. Ahi ahi ahi, signora Longari!!

Polvere... ecologica alla malga Brigolina

Rif. 2434. Polvere... ecologica alla malga Brigolina
Ditemi chi è il genio che non ha fatto asfaltare gli ultimi 70/80 metri di strada davanti alla Malga Brigolina di Candriai! A questo genio farei mangiare le famose braciole alla polvere, o gli addebiterei tutti i lavaggi della macchine, per non parlare della silicosi. E pensare che certa gente viene anche pagata...


Rif. 2444. Dappertutto... con l’auto
Ma vergognati... tu che vuoi arrivare in macchina fin sotto l’albero dove fare la siesta. Mi fai ridere.


Rif. 2445. Circostanze dettate dal falso ambientalismo
L’asfaltatura della strada per Malga Brigolina ha richiesto anni per l’opposizione dei presunti «ecologisti», che in effetti ecologisti non erano. La cosa è costata anni di manutenzione onerosa con un inquinamento incredibile per l’enorme quantità di polvere alzata dalle automobili sulla strada sterrata. L’ultimo pezzo non asfaltato è figlio di quell’ideologia pseudo ambientalista per cui per usufruire delle bellezze di un qualsiasi posto si debba evitare come la peste che quel posto sia raggiungibile con l’automobile. Io credo invece che si debbano creare le condizioni per poter permettere a tutti di beneficiare delle bellezze naturali, creando le strade e i relativi parcheggi per poterle raggiungere nel pieno rispetto della natura (come fanno in Alto Adige, per esempio, o nella vicina Austria) e che non vuol dire quindi renderle inaccessibili.


Rif. 2446. Bondone soffocato dagli speculatori degli anni ’50
Hai ragione, però mi domando come mai vi ostiniate a frequentare il Bondone. Sarebbe un bellissimo posto se non fosse che, dai tempi degli speculatori negli anni ’50 fino a quelli attuali, tutti contribuiscano a renderlo meno vivibile e brutto. Vi consiglio di andare altrove in gita e a fare braciole, il Trentino è grande... Io con il Bondone ho chiuso da un pezzo.

L’iter segreto degli indumenti donati

Rif. 2155. Siamo sicuri che quegli indumenti non possano servire?
Che dire?! Abito vicino alla sede della C.R.I. di Trento e oggi, dopo un po’ che sentivo il rumore del motore di un camion, mi affaccio alla finestra per dare un’occhiata: tanti grandi sacchi pieni di indumenti e simili venivano gettati nel furgone compattatore per la raccolta dei rifiuti, assieme a scatole di cartone e plastica da imballo. Se così tanto materiale è stato giudicato inservibile, spero che qualcosa di utile sia rimasto per l’invio in Abruzzo. Comunque (se cernita c’è stata) vergogna a chi approfitta di queste occasioni per liberarsi della propria spazzatura. Un appunto ai volontari della C.R.I.: possibile che nessuno di loro abbia un animo abbastanza ambientalista da operare lo smaltimento differenziato? Va bene che hanno cose importanti di cui occuparsi, però...


Rif. 2442. L’iter segreto degli indumenti donati
Sono un volontario CRI e non di Trento, ma di Valle. Bene, ti assicuro che quegli indumenti che secondo te sono stati buttati via, arrivano in un centro di riciclaggio dopo essere stati separati in Abruzzo, precisamente a Paganica e San Giorgio. Lì di cose ne sono arrivate a camionate e te lo garantisco io che ho portato interi container. Alla fine sono indumenti puliti, decenti e separati per tipo, taglia e sesso. Mi dispiace per il suo tono poco educato. Grazie.

Non è passione per donne

Rif. 2459. Cara Elisa Bertò, la neo cacciatore femmina. Ma che bello, complimenti. Complimenti un corno! Già io sono contrario a certe attività svolte da donne, che per vari motivi sono più adatte agli uomini. La femminilità ormai non esiste più, purtroppo, e voglio tenermi caro il ricordo delle nostre mamme, nonne e zie che, nonostante le avversità della vita (dovute a guerre, fame, deportazioni), sapevano costruire una famiglia e tenerla unita. Oggi invece chi si incontra: donne che per il loro atteggiamento da «super» danno solo fastidio, indispongono. Perciò, cara Elisa, lascia perdere la doppietta e quelle povere bestie a cui dai la caccia. Ma come fai ad uccidere un capriolo, un cervo o un animale, magari in giovane età! Ma dove trovi il coraggio?! La sensibilità di una donna, la cui natura è quella di procreare, non può e non deve permettersi di svolgere certe attività. Sarò molto criticato per ciò che ho scritto, ma non m’importa! Perciò, risparmiatevi le risposte scontate. Cordiali saluti. Renzo.

Una lettera per rendere omaggio

Rif. 2458. Leggendo la lettera a riguardo del dott. veterinario Diego Sebastiani che è stata pubblicata tramite il suo avvocato su un quotidiano locale del 26 agosto u.s., siamo rimasti sconcertati dei fatti descritti, in quanto conosciamo da tanti anni il dottore in questione e abbiamo potuto apprezzare considerevolmente il suo scopo «umanitario» nei riguardi degli animali. Tutte le persone alle quali lo abbiamo consigliato (e sono molte) hanno potuto constatare la sua professionalità, la sua dedizione e specialmente la sua disponibilità (a tutte le ore) non da tutti. È una persona eccezionale e pensiamo che chi si è permesso di criticarlo forse dovrebbe conoscerlo meglio. Alcuni nostri amici dopo essersi rivolti a lui, specie nei momenti di maggior bisogno, sono rimasti poi suoi fedeli clienti. Il suo grande amore per gli animali è riconosciuto da tutti. È una persona di grandissima umanità, soprattutto verso chi, come gli animali, non può esprimersi. Vorremmo anche aggiungere che se c’è una persona che ama il suo lavoro, a differenza di molti che lo fanno per soldi, è proprio lui. Con questa lettera vogliamo ringraziarlo del lavoro quotidiano che svolge con senso di responsabilità e tanto amore, e dirgli che lo stimiamo, che gli siamo vicini e che continueremo a fargli un’ottima pubblicità, certi che non deluderà nessuno. Grazie. Coniugi Bonichini.

Preti e politica a braccetto

Rif. 2457. E po’ i dis che i preti no i comanda!! Una settimana fa, l’addetto alla curia si esprimeva a favore dell’inceneritore (quasi una staffetta) e adesso l’ex bibliotecario della curia, ora attuale sindaco, annuncia l’appalto dello stesso inceneritore! Preti e politica, proprio come polenta e luganeghe.

Un aiuto dalla concessionaria

Rif. 2456. Nell’anno della crisi, ho acquistato una vettura nuova, ma non è la prima che acquisto. Questa volta, avendo cambiato concessionaria e marchio, oltre che soddisfatto, noto con gratitudine di esser coccolato dalla concessionaria stessa (Dorigoni per Skoda). Grazie.

Solidarietà a Giorgio Martini

Rif. 2454. Il farmacista è stato messo in galera per una settimana e poi per quattro mesi agli arresti domiciliari per quattro carabattole militari inoffensive. Un’inchiesta vergognosa condotta con superficialità ed incompetenza totale. Ora lo Stato rifonde 30.000 Euro per i danni subiti dal farmacista, una fesseria al confronto di quanto effettivamente andrebbe risarcito. Ma la tragedia è che chi ha sbagliato non paga nulla, né economicamente né tanto meno professionalmente. Solo in Italia esiste una casta di intoccabili che anche davanti agli errori più madornali ed evidenti mai ammette di avere sbagliato e mai nessuno fa pagare a loro lo scotto per i loro errori. E questa sarebbe giustizia?

Cordialità al ristorante di Arco

Rif. 2453. Venerdì 14 agosto siamo andati a cena al ristorante Conti d’Arco. È difficile e faticoso spiegare la qualità(!) delle pietanze, il servizio mediocre e la mancanza di gentilezza. Quando arriva poi il momento del conto alla cassa, chi lì si trova guarda per terra. Complimenti dal gruppo motociclisti.

Azienda Sanitaria: una fabbrica del III millennio

Rif. 2452. L’Azienda Sanitaria di Trento sembra una fabbrica dove il cliente è una semplice ics (se non è raccomandato o vip) trasferito su catena di montaggio/smontaggio. Ogni contatto con il personale è stato trasferito a strisce colorate che sul pavimento indicano la strada e ad automi vestiti di nero che vigilano sullo smistamento dei pazienti e che, allo scarico dalla macchina del malato/ferito sulla corsia del pronto soccorso, ti intimano meccanicamente di spostare l’auto. Il contatto finale è poi lasciato ad un numero di telefono che, neanche a farlo apposta, è sempre occupato. Un ospedale robotizzato, dal sapore metallico della catena di montaggio che tra breve raggiungerà ogni arteria, eliminando così quel residuo d’umanità e cortesia che ancora si può trovare nei presidi ospedalieri di valle. Provare per credere.

C’è una testa nel casco?

Rif. 2451. Nonostante la segnaletica ed il Codice Stradale vietino il sorpasso per le moto quando si è in colonna, c’è sempre qualcuno che li trasgredisce. Dove sono quelli che dovrebbero farli rispettare? Questo sgarro si paga con vite umane. La pubblicità altoatesina contro gli incidenti in moto prega di assicurarsi di avere una testa, nel caso, prima di salire in moto. Pericoli e ostacoli sono sempre in agguato.

Lega e clientelismo...binomio familiare

Rif. 2450. La Lega non si proclamava contro il clientelismo? Ma che ci fa Renzo Bossi, il tre volte bocciato alla maturità, a presiedere una poltrona nuova nuova di osservatore expo a Milano, con uno stipendio da 12mila euro al mese? Ma vergognatevi, ma che schifo. La Lega è peggio della peggio DC. Marco.

Badanti a prezzo scontato?

Rif. 2449. In questi giorni in cui è possibile regolarizzare le badanti pagandole regolarmente e giustamente per il loro lavoro, saltano fuori le famiglie che, con magari seconde e terze case, due o tre macchine, non sono in grado di permettersi questo aiuto. Vorrebbero tutto scontato e anche magari che la badante, che dorme e mangia in casa, paghi l’affitto!

Quanto rischio a sperare?

Rif. 2448. Qualcuno ha sparato al mio povero tigrotto e un pallino si è conficcato nella colonna vertebrale lesionandogliela. Ha una paralisi agli arti posteriori, con tutti i problemi di invalidità che ne derivano. È triste perché non può muoversi, ma nello stesso tempo è felice quando mi vede, vuole le coccole e mangia tranquillamente. Ha una piccola sensibilità agli arti posteriori e questo mi fa sperare in un suo recupero, i miracoli possono succedere... Non ho il coraggio di sopprimerlo, ora lo curo con cortisone e antibiotici, spero sempre in un suo miglioramento. Purtroppo non può essere operato. Voi che fareste?

Libreria mangia libreria

Rif. 2460. Sempre più frequenti in Trentino le notizie della chiusura di librerie, anche storiche, uccise dalla concorrenza inumana delle grandi librerie in franchising. Ci domandiamo che fine farà, di questo passo, la cultura locale. E la Provincia, che tanto sovvenziona, sta solo a guardare il fenomeno?

Nei vigneti a caccia di pensionati

Rif. 2447. Ci sono pensionati che, per difficoltà economiche, si offrono per qualche lavoro, ad esempio questo è periodo di vendemmia. E cosa fanno i finanzieri? Invece di darsi da fare con i veri e grandi evasori controllano dall’elicottero quanta gente lavora nei vigneti. Ma non erano privi di soldi per gomme e carburante? Ora viaggiano in elicottero per punire chi si guadagna una manciata di euro?