>>>Bazar n.34 del 2 settembre
Malga Mezavia
Rif. 2389. Malga Mezavia, come distruggere il lavoro di una vita
Prima l’Asuc di Sopramonte e poi la nuova Asuc di Baselga del Bondone hanno fatto in modo, con quella che si può definire una persecuzione
vera e propria, che il signor Bernardi, lo storico gestore della Malga sul Monte Bondone, deponesse le armi e se ne andasse a gestire altro campeggio. Ha
fatto benissimo. Davanti a certi comportamenti e pseudoargomenti non aveva alternative, ma quello che ora sconcerta è leggere sul giornale le proteste
degli stessi che hanno creato la situazione per “l’abbandono dell’area” e le richieste al comune di Trento per il “recupero” (naturalmente a spese di noi
contribuenti). Egregi signori dell’Asuc di Baselga, avete fatto di tutto per distruggere una attività che comunque dava lavoro e ricettività in una zona
dove era indispensabile, ora, fateci un grande piacere, arrangiatevi. Se volevate la malga per le vostre feste (sic), tirate fuori i vostri soldini, tiratevi su le maniche e, appunto, arrangiatevi. Che ai trentini delle vostre feste non gliene frega un tubo. Paolo
Rif. 2426. Che dire...
Parole sante.
Rif. 2408. Parliamo della stessa malga?
Ma il signore rif. 2389 di che Malga di Mezavia parla? Di quella stile favelas che c’era gli anni scorsi? Di quella con le immondizie sparse nei prati e nei boschi del Bondone? E a proposito - visto che l’imprenditore/gestore viene descritto come un benefattore - quante tasse ha pagato in questi trent’anni e quanti contributi ha incassato dall’ente pubblico? Tutti gli ex-campeggiatori hanno la documentazione fiscale del pagamento delle piazzole?
Rif. 2407. Una malga lontana dai canoni che dovrebbe avere
Riguardo la Malga di Mezavia il signore rif. 2389 che scrive è proprio poco informato o forse un pochino in malafede! La gestione del
Bernardi della Malga di Mezavia è stata fallimentare sia sotto l’aspetto economico (il canone di affitto era irrisorio e il Comune doveva garantire dei
servizi come spalare la neve che superavano di parecchio quanto pagato) che soprattutto per quello ambientale. Chi non si ricorda la baraccopoli di
Mezavia? E gli inquinamenti estivi da colibatteri? Chi non ha visto le cataste d’immondizie ai bordi del bosco? Quanti nei giorni di sole trovavano la
fontana chiusa ed erano costretti così ad entrare nel bar del Bernardi? Per fortuna quindi che la popolazione di Baselga del Bondone si è data una
mossa, ha costituito la nuova ASUC (visto che l’area è di proprietà della frazione) e sta facendo un lavoro egregio che porterà al recupero della Malga.
E il recupero non sarà a solo vantaggio di un imprenditore d’assalto e di pochi pseudo-campeggiatori. Bravi Baselghi!!! Non si preoccupi poi il signore
per i costi di “recupero”. Vista la gestione dell’area tenuta nel passato – e si ricorda anche un incendio verso l’anno 2000 – gli interventi di ripristino
sono a carico del Bernardi, che ha rilasciato adeguata fideiussione al Comune!!! Quindi, a costo zero per la comunità, la zona sarà di nuovo bella come
le vicine Malghe di Sopramonte (Brigolina e Malghet).
Rif. 2427. Chi ha messo i soldi per cosa?
Mi sa che disinformato, o meglio in malafede, sei tu. Chi ha messo i soldi per sistemare Il Malghet e la Malga Brigolina? Te lo dico io:
l’Azienda Forestale ossia il comune di Trento. Stendiamo poi un velo pietoso sulla storia della gestione della Malga Brigolina perché ci
sarebbe da scrivere un bel libro! Paolo.
Prima l’Asuc di Sopramonte e poi la nuova Asuc di Baselga del Bondone hanno fatto in modo, con quella che si può definire una persecuzione
vera e propria, che il signor Bernardi, lo storico gestore della Malga sul Monte Bondone, deponesse le armi e se ne andasse a gestire altro campeggio. Ha
fatto benissimo. Davanti a certi comportamenti e pseudoargomenti non aveva alternative, ma quello che ora sconcerta è leggere sul giornale le proteste
degli stessi che hanno creato la situazione per “l’abbandono dell’area” e le richieste al comune di Trento per il “recupero” (naturalmente a spese di noi
contribuenti). Egregi signori dell’Asuc di Baselga, avete fatto di tutto per distruggere una attività che comunque dava lavoro e ricettività in una zona
dove era indispensabile, ora, fateci un grande piacere, arrangiatevi. Se volevate la malga per le vostre feste (sic), tirate fuori i vostri soldini, tiratevi su le maniche e, appunto, arrangiatevi. Che ai trentini delle vostre feste non gliene frega un tubo. Paolo
Rif. 2426. Che dire...
Parole sante.
Rif. 2408. Parliamo della stessa malga?
Ma il signore rif. 2389 di che Malga di Mezavia parla? Di quella stile favelas che c’era gli anni scorsi? Di quella con le immondizie sparse nei prati e nei boschi del Bondone? E a proposito - visto che l’imprenditore/gestore viene descritto come un benefattore - quante tasse ha pagato in questi trent’anni e quanti contributi ha incassato dall’ente pubblico? Tutti gli ex-campeggiatori hanno la documentazione fiscale del pagamento delle piazzole?
Rif. 2407. Una malga lontana dai canoni che dovrebbe avere
Riguardo la Malga di Mezavia il signore rif. 2389 che scrive è proprio poco informato o forse un pochino in malafede! La gestione del
Bernardi della Malga di Mezavia è stata fallimentare sia sotto l’aspetto economico (il canone di affitto era irrisorio e il Comune doveva garantire dei
servizi come spalare la neve che superavano di parecchio quanto pagato) che soprattutto per quello ambientale. Chi non si ricorda la baraccopoli di
Mezavia? E gli inquinamenti estivi da colibatteri? Chi non ha visto le cataste d’immondizie ai bordi del bosco? Quanti nei giorni di sole trovavano la
fontana chiusa ed erano costretti così ad entrare nel bar del Bernardi? Per fortuna quindi che la popolazione di Baselga del Bondone si è data una
mossa, ha costituito la nuova ASUC (visto che l’area è di proprietà della frazione) e sta facendo un lavoro egregio che porterà al recupero della Malga.
E il recupero non sarà a solo vantaggio di un imprenditore d’assalto e di pochi pseudo-campeggiatori. Bravi Baselghi!!! Non si preoccupi poi il signore
per i costi di “recupero”. Vista la gestione dell’area tenuta nel passato – e si ricorda anche un incendio verso l’anno 2000 – gli interventi di ripristino
sono a carico del Bernardi, che ha rilasciato adeguata fideiussione al Comune!!! Quindi, a costo zero per la comunità, la zona sarà di nuovo bella come
le vicine Malghe di Sopramonte (Brigolina e Malghet).
Rif. 2427. Chi ha messo i soldi per cosa?
Mi sa che disinformato, o meglio in malafede, sei tu. Chi ha messo i soldi per sistemare Il Malghet e la Malga Brigolina? Te lo dico io:
l’Azienda Forestale ossia il comune di Trento. Stendiamo poi un velo pietoso sulla storia della gestione della Malga Brigolina perché ci
sarebbe da scrivere un bel libro! Paolo.
Per tutti un manuale per regolarizzare le badanti
Rif. 2417. Per tutti un manuale per regolarizzare le badanti
Lia Giovanazzi Beltrami, la prode «assessore», dopo averci illustrato le pene per la vita sotto scorta, cosa naturalmente smentita che dimostra
ancora una volta la smania di protagonismo di questo soggetto, fa stampare e distribuire con un quotidiano locale (magari domani anche con l’altro
quotidiano, meglio tenerseli buoni tutti e due...) 64 pagine di un libretto «Guida rapida per la regolarizzazioni di badanti e colf». Non bastava distribuirli
agli interessati nei luoghi preposti? Ripeto: agli interessati! L’ennesima dimostrazione di spreco di denaro pubblico in nome di una falsa necessità dettata
solo dalle summenzionate smanie di visibilità e protagonismo, spacciate per informazione. Il libretto è stampato su carta riciclata, naturalmente bisogna
non inquinare (sic). Peccato che lo stesso libretto sia allegato al quotidiano con una confezione di purissima plastica...
Rif. 2425. C’è di più...
Ti sei dimenticato delle pagine pubblicitarie pubblicate. Naturalmente sempre a pagamento! Paolo.
Lia Giovanazzi Beltrami, la prode «assessore», dopo averci illustrato le pene per la vita sotto scorta, cosa naturalmente smentita che dimostra
ancora una volta la smania di protagonismo di questo soggetto, fa stampare e distribuire con un quotidiano locale (magari domani anche con l’altro
quotidiano, meglio tenerseli buoni tutti e due...) 64 pagine di un libretto «Guida rapida per la regolarizzazioni di badanti e colf». Non bastava distribuirli
agli interessati nei luoghi preposti? Ripeto: agli interessati! L’ennesima dimostrazione di spreco di denaro pubblico in nome di una falsa necessità dettata
solo dalle summenzionate smanie di visibilità e protagonismo, spacciate per informazione. Il libretto è stampato su carta riciclata, naturalmente bisogna
non inquinare (sic). Peccato che lo stesso libretto sia allegato al quotidiano con una confezione di purissima plastica...
Rif. 2425. C’è di più...
Ti sei dimenticato delle pagine pubblicitarie pubblicate. Naturalmente sempre a pagamento! Paolo.
Segnaletica bizzarra per le ciclabili
Rif. 2393. Una massa di ciclisti
Credo sarebbe bene che si organizzasse qualcosa per gestire meglio la massa di ciclisti estivi che vaga per le strade senza sapere
dell’esistenza di rotte a loro dedicate dove possono trovare sicurezza, relax e «belpaese». A seguire, bisognerebbe che le forze dell’ordine facessero
loro rispettare il codice della strada.
Rif. 2424. Segnaletica bizzarra
Tanto per cominciare i responsabili della segnaletica stradale dovrebbero fare un mea culpa; vedo spesso anch’io sulla statale per
Rovereto ciclisti stranieri che con bici con larghe borse rischiano la pelle girovagando in cerca della pista ciclabile. Ho contato in regione
almeno cinque tipi diversi di segnale stradale. Da quello bello grande marrone con scritto «pista ciclabile» in due lingue a quello
piccolissimo come un francobollo con disegnata una biciclettina. Oltretutto non tutti gli accessi alla ciclabile sono segnalati. Ora, non credo
che i vari turisti si divertano con questa caccia al tesoro dove se indovinano il segnale va tutto bene, altrimenti girano come cogl*oni in
mezzo al traffico.
Credo sarebbe bene che si organizzasse qualcosa per gestire meglio la massa di ciclisti estivi che vaga per le strade senza sapere
dell’esistenza di rotte a loro dedicate dove possono trovare sicurezza, relax e «belpaese». A seguire, bisognerebbe che le forze dell’ordine facessero
loro rispettare il codice della strada.
Rif. 2424. Segnaletica bizzarra
Tanto per cominciare i responsabili della segnaletica stradale dovrebbero fare un mea culpa; vedo spesso anch’io sulla statale per
Rovereto ciclisti stranieri che con bici con larghe borse rischiano la pelle girovagando in cerca della pista ciclabile. Ho contato in regione
almeno cinque tipi diversi di segnale stradale. Da quello bello grande marrone con scritto «pista ciclabile» in due lingue a quello
piccolissimo come un francobollo con disegnata una biciclettina. Oltretutto non tutti gli accessi alla ciclabile sono segnalati. Ora, non credo
che i vari turisti si divertano con questa caccia al tesoro dove se indovinano il segnale va tutto bene, altrimenti girano come cogl*oni in
mezzo al traffico.
Piazza Dante libera? Un sogno
Rif. 2414. Eppure ci sono loro! I potenti
Se non sbaglio, in Piazza Dante ci sono il palazzo della Provincia e quello della Regione e dentro ci “lavorano” quelli che comandano!! Se non
vedono loro quello che succede di fronte e non prendono provvedimenti, allora siamo proprio arrivati alla frutta. Noi purtroppo, poveri miseri, a nulla
possiamo!! Renzo.
Rif. 2431. La lingua batte dove il dente duole
Viene da pensare che se gli spacciatori non spariscono dal luogo vicino al quale lavorano i «potenti»... può essere perché ai «potenti»
faccia comodo (?).
Se non sbaglio, in Piazza Dante ci sono il palazzo della Provincia e quello della Regione e dentro ci “lavorano” quelli che comandano!! Se non
vedono loro quello che succede di fronte e non prendono provvedimenti, allora siamo proprio arrivati alla frutta. Noi purtroppo, poveri miseri, a nulla
possiamo!! Renzo.
Rif. 2431. La lingua batte dove il dente duole
Viene da pensare che se gli spacciatori non spariscono dal luogo vicino al quale lavorano i «potenti»... può essere perché ai «potenti»
faccia comodo (?).




