>>>Bazar n.09 del 03 marzo

MESSAGGI DI RISPOSTA

A loro interessa solo vendere i cellulari

Rif. 2622. I miei complimenti al negozio Vodafone di piazza Duomo a Trento, oltre che incompetenti maleducati e non riuscendo a risolvere un problema l’unica cosa che sanno dire è chiami il 190! Io l’ho chiamato (molto gentili) e hanno preso le miei difese, siete maleducati e mi avete sbattuto il telefono in faccia per ben due volte! Imparare prima l’educazione poi a lavorare e se non ne avete voglia lasciatelo a chi ne ha bisogno e ne ha soprattutto voglia. È stato fatto anche un bel reclamo scritto: che serva ad insegnarvi almeno l’educazione!


Rif. 2628. In queste circostanze serve la parola magica... Minaccia di andare dall’associazione consumatori e vedrai come ti riempiranno di coccole pur di fermarti.


Rif. 2716. A loro interessa solo vendere i cellulari
Confermo pienamente. Il persona Vodafone di Piazza Duomo a Trento non solo è scortese, ma parrebbe incompetente. A me hanno creato un sacco di problemi. A loro interessa solo vendere i cellulari. Silvia.

Questo è Brez: un paese strano

Rif. 2705. A proposito di lotta per le scuola tra Brez e Cloz, mettevi d’accordo! Personalmente come cittadino mi indigno per lo scarso senso di responsabilità dei nostri amministratori, specialmente dell’amministrazione comunale di Brez che non vuole assumersi alcuna responsabilità nonostante un referendum con cui la popolazione di Brez si è dichiarata d’accordo sull’ unificazione delle scuole. Sinceramente sono d’accordo con il nostro Sindaco che insiste e con ragione per definire al più presto la questione, altrettanto personalmente sono convinto che Brez abbia un posto migliore sia attuale che in prospettiva indubbiamente quella sarebbe la miglior soluzione. Una cosa però, visto che ho dei ragazzi da mandare a scuola: bisogna regolare la vicinanza dell’edificio alla campagna. Ho visto con incredulità che a pochi metri dalla scuola vi è un fruttetto, che naturalmente durante l’estate irrorano, non vorrei che i miei figli fossero avvelenati, sono convinto che all’interno delle classi se facessero dei rilievi troverebbero tracce di veleno, pertanto così come stanno le cose con questo pericolo di avvelenamento, preferisco trattenere i miei figli a Cloz. Se vi fossero accordi che contribuissero ad eliminare questo grave problema sono convinto che preferirei Brez.


Rif. 2717. Questo è Brez: un paese strano
Caro signore, anche a noi sta a cuore risolvere il problema della scuola assieme all’asilo, putroppo nella nostra comunità vi sono persone che preferiscono l’isolamento, l’hanno sempre fatto, è una piccola accolita ma si sente potente, poi sono influenzati dalla politica che getta benzina sul fuoco nella speranza di amministrare il paese con le prossime elezioni. Se trovano uno disposto a fare il sindaco per altri cinque anni il paese rimarrà bloccato e isolato dal contesto delle altre comunità. Questo purtroppo è Brez: un paese strano diviso da piccoli interessi e con mentalità inconciliabili per un confronto serio per il bene di tutta la comunità.


Rif. 2718. La testardaggine è un veleno micidiale
A Cloz vivete forse sotto una campana di vetro? Se non vi siete ancora accorti che l’economia della Valle di Non si basa sulla produzione delle mele e anche tutto l’indotto! Il veleno più nocivo che potrebbe entrare nella nostra scuola è la testardaggine dei genitori di Cloz che non vogliono assolutamente iscrivere i loro bambini nella scuola del paese di Brez.

Il pane non è polenta

Rif. 2654. Ringraziamenti al Presidente della Repubblica, al dott. Silvio Berlusconi, al ministero dei Beni e le Attività Culturali per i loro sforzi comuni di rinnovare il nostro Monumento alla Vittoria a Bolzano. Questo monumento i nostri antenati se lo sono guadagnato dopo aver fatto tanti sacrifici e per essere riusciti a conquistare questa terra. Finalmente dimostriamo di nuovo che siamo noi a comandare in Alto Adige e non questo «Luis». Riteniamo che i soldi specie per il restauro siano un buon investimento anche per far presente ai nostri figli i valori veri a cui bisogna tenere nella vita. D’altronde questi soldi non andranno in tasca a tutti i fannulloni che in giro vanno chiedendo elemosine ai lavoratori. Sono convinto che siano in molti a pensarla in questo modo. Così abbiamo la possibilità di dimostrare al mondo intero che l’Italia onora i propri valori e la propria Storia. Viva l’Italia. Carlo.


Rif. 2722. Il pane non è polenta
Cosa vuoi dimostrare al mondo? Che siamo un popolo di evasori fiscali? Che intere colline franano per un abuso edilizio, senza un piano regolatore? Che imprenditori senza scrupoli scappano all’estero con i soldi del sig. Tanzi? In ultimo, pensiamo a quella porcheria di catrame versata nel fiume Lambro: lo capisci che stanno rovinando il futuro della nuova generazione? Loro sanno già chi siamo noi italiani e penso che la maggioranza siano persone onestissime. Tu devi essere uno di quei pochi che se ti mettono davanti un pezzo di buon pane dici che è polenta.


Rif. 2674. Signor Carlo, non so quanti anni lei abbia, ma mi meraviglio che nell’era del satellitare e del digitale ci sia ancora gente che la pensa come lei. Mi dispiace. Soldi buttati via? Non lo so. Ma si faccia un’esame di coscienza prima di offendere l’Alto Adige. Mi faccia una cortesia: non sputi nel piatto in cui mangia. Povera Italia: il grande Gino Bartali diceva «L’è tutto da rifare». Il grande giornalista Giorgio Bocca commenterebbe con un pirandelliano «Così è se vi pare»...


Rif. 2693 Fino a prova contraria, l’Alto Adige fa parte della Repubblica italiana fin dal lontano 1918, o meglio dal settembre 1920 quando il Parlamento ha ratificato l’annessione. Pertanto smettiamola con questi rigurgiti autonomistici, estremistici che dir si voglia. L’Alto Adige è una regione italiana, come il Molise e come la Basilicata, né più né meno. Chiaro?


Rif. 2719. Dal 1920 siete diventati italiani
Hai proprio ragione, hanno ben poco da fare gli stupidi, perché ormai, dalla fine della Grande Guerra (grazie ai nostri valorosi soldati italiani), cioè non dal 1918, ma dal 1920, quando sono stati tratti i termini dell’annessione del Sud Tirolo e del Trentino questi due sono diventati italiani e quindi...


Rif. 2700. Non c’è limite all’ignoranza. Benito è morto nel 1945. È la verità. Non come dice qualcuno «una bugia comunista». Se tu aspetti il suo ritorno perdi solo tempo. Non ti illudere che solo uno è risorto circa duemila anni fa e solo pochissimi l’hanno rivisto. Stai veramente perdendo tempo per niente. Nel duecentesimo anniversario della morte di Andreas Hofer svegliati e accetta la realtà.


Rif. 2701. Signor Carlo, più che un monumento alla vittoria è un monumento alla vergogna, vergognoso chi lo ha eretto, vergognoso il modo con cui avete rubato il Südtirolo (e lo intendo tutto, fino a Borghetto) e vergognoso chiunque oggi persegua ancora quel sentimento di conquista. Ora ci ricorda che comandate voi... Oggi come ieri, ma la nostra storia non la cancellerete e nemmeno le nostre radici, ricordatevi che qui siete voi gli ospiti, o gli immigrati visto che a voi non piacciono, e noi a casa nostra. Se un giorno vorrete andarvene in Padania o in Italia con il vostro monumento proclameremo festa nazionale. E le ricordo che i suoi amici che si stracciano le vesti per le vittime delle Foibe mai hanno posato un fiore per gli 11.400 nostri patrioti morti nel primo conflitto, nemmeno mai ricordato i morti profughi per la vile aggressione italiana. Troppo buoni i fratelli Südtirolesi e il grande Durni, io quel monumento lo avrei già fatto demolire.


Rif. 2720. A far così se fa come i gamberi
Valà valà, ricordete che su sta terra sen tutti de passagio, vivi e lascia vivere. Non bisogn eser come i dis tanti ignoranti «chi le me’ e chi le me’». Per i sbagli del passato non devono pagar le nuove generazioni o quelle venute dopo. Bisogn vardar avanti no eser schiavi del passato a far così se fa come i gamberi. Il passato è passato secondo mì.


Rif. 2721. Perché rinnovarlo?
Anche se è una provincia come le altre, non vedo per quale motivo si debba rinnovare un momumento al fascismo.

La precarietà è un dramma anche da noi in Trentino

Rif. 2713. Ho messo un annuncio di ricerca lavoro su «BazarLavoro». A parte che sino ad ora mi hanno telefonato persone poco affidabili che non dicono nemmeno il nome dell’azienda per la quale dovrei lavorare! Uno mi ha dato un appuntamento con generalità false, un altro per offrirmi un «lavoro» mi mandava sms minacciosi, ingiuriosi e calunniatori, con numero visibile. Ho già segnalato il numero alle autorità competenti, prima o poi lo denuncio; so dove abita e chi è, avendomi dato appuntamto a casa sua. La mia pazienza ha un limite. Ricordiamoci che le offese pesanti e lo stalking telefonico sono reati punibili con il carcere.



Rif. 2724. La precarietà è un dramma anche da noi in Trentino
Purtroppo la precarietà nel mondo del lavoro è diventata una specie di dramma anche nella piccola provincia di Trento. Per le aziende spesso è conveniente. per i lavoratori invece... Non possono pensare ad un futuro certo, non hanno la possibilità di fare programmi a lunga scadenza. Come è brutto vivere nell’incubo che prima o poi non ti rinnovino il contratto...

NUOVI MESSAGGI

Anarchici & co. - I «poetici» testi dei 99 Posse

Rif. 2725. I «poetici» testi dei 99 Posse
Mi piacerebbe sapere cosa hanno i 99 Posse (gruppo campano formato da anarchici che suona e canta canzoni, cercateli su internet, in particolare la canzone «rigurgito antifascista»), contro i comunisti e fascisti, nazifascisti... Questa canzone, che già dal titolo fa comprendere il contenuto che accomuna fascisti a comunisti, ha solo un ritmo orecchiabile, ma non è tutto. Infatti alcune frasi tratte dalla canzone dicono: «Quei bastardi sono merda secca al sole sono luridi fascisti!» Poi c’e’ anche questa, che in fondo è razzista nei confronti dei gay e di chi è di colore: «Negro, frocio, bastardo comunista pervertito, nel bel mezzo della notte tu sarai individuato e da noi anarchici verrai sprangato». Infine, un’altra frase dice, riferita ai fascisti: «Mi colpisci alle spalle con le lame, ma non ti fai vedere in faccia, non serve a niente con la tua puzza di merda ti distingui tra la gente!»

Cavalese: l’odissea di mia madre invalida e napoletana

Rif. 2726. Cavalese: l’odissea di mia madre invalida e napoletana
Lo avreste mai pensate che un invalido non ha gli stessi diritti in tutta Italia? Adesso vi dico. Mi chiamo Emilio, sono residente in Trentino da più di dieci anni per motivi di lavoro. Fino ad oggi avevo una buona opinione della sanità trentina e della tanto strombazzata accoglienza verso l’altro. Veniamo ai fatti: nel settembre dell’anno scorso mia madre ottantenne, disabile al 100%, riconosciuta dalla commissione medica di Napoli, prende domicilio a Cavalese. Fa regolarmente l’iscrizione temporanea al servizio sanitario provinciale, riceve gli ausili per il diabete, usufruisce quindi della assistenza sanitaria. Ma a gennaio la sua situazione motoria peggiora, tanto da doverla ricoverare all’ospedale. Dopo la dimissione ci viene prima consigliata, quindi prescritta un carrozzina a rotelle. Qui ci scontriamo con la Asl che rifiuta la pratica sostenendo che dal 2000 l’assistenza protesica è esclusiva per i residenti. Quindi noi dobbiamo inviare la richiesta alla Asl di Napoli che deve autorizzare una ditta trentina, ma iscritta al albo di Napoli (se ci dicevano di comprarla facevano prima... infatti la sedia l’abbiamo acquistata a nostre spese). Rimane lo stupore per il fatto che un invalido viene assistito meglio a Napoli che a Trento. Infine, una costatazione: la provincia di Trento forse non è poi così accogliente come si vede sui cartelloni pubblicitari.

Riforma della scuola: lesa democrazia

Rif. 2727 Riforma della scuola: lesa democrazia
L’approvazione della riforma della scuola, avvenuta con il favore delle tenebre, contestata come mai prima, imbarazzante per le anime libere presenti in Consiglio Provinciale, è davvero un momento di lesa democrazia. Creare in Trentino un sistema scolastico diverso dal resto d’Italia, cancellando un segmento importante della scuola statale, avvantaggiando in modo evidente l’istruzione privata, invitando per di più ad un silenzio rassegnato, dimostra scarsa lungimiranza ed abbondanti dosi di arroganza. Ridurre tutto ad una questione contrattuale di recupero di minuti, poi, è uno sgarbo verso il lavoro, senza orario, dei docenti. Le recenti deleghe sull’Università (anch’esse effettuate a sorpresa, senza coivolgimento del Consiglio Provinciale, democratica espressione del territorio) porteranno forse ad un recupero del quarto d’ora accademico per i docenti universitari? Anche a loro verrà imposto, con delibera di giunta, il 6 «politico» per non avvilire l’utenza pagante non sufficientemente preparata? Verranno aumentate le ore settimanali di insegnamento per chi, oggi, dedica ad esse molto meno delle 18 canoniche imposte agli insegnanti delle scuole superiori? Verranno equiparati stipendi ed indennità? Se di lavoro si tratta, occorre dare al lavoro pari dignità. Non ci sono lavoratori da umiliare ed altri da riverire. O la provincia sarà mamma per alcuni e matrigna per altri! Giovanna.

Non avete pubblicato il mio articolo!

Rif. 2728. Non avete pubblicato il mio articolo!
Grazie per non avere pubblicato il mio annuncio sulle bici della ciclabile e delle vecchiette! Dirò anche ai miei amici di non scrivervi più, poiché siete inaffidabili. Me la ligo al de’. E se non pubblicate questo annuncio, manterrò la mia promessa.


Gentile Lettore, non sia così duro con noi. Non ci risulta di aver ricevuto un annuncio del genere. Ce lo rimandi e lo pubblicheremo senza dubbio. E la raccomandiamo: parli bene di Bazar ai suoi amici. Grazie.
La Redazione

Legami di sangue e appalti pubblici

Rif. 2729. Legami di sangue e appalti pubblici
È inutile continuare a pubblicare articoli sulle scuole della terza sponda in Valle di Non. Sui giornali bisognerebbe scrivere solo la verità. Il progettista è figlio del Sindaco. Basti dire questo...